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SCU: Estero

SVILUPPO RURALE SULLE ANDE ECUADORIANE 2024 (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il progetto è rivolto a piccoli produttori rurali che abitano tre province della cordigliera in Ecuador: Imbabura/Carchi e Loja. Inserito nel programma “2024 Inclusione, educazione e sviluppo rurale in Sudamerica”, il progetto basa la sua azione sulla condizione di fragilità vissuta dai piccoli produttori locali nell’utilizzare in maniera efficace e sostenibile i terreni a disposizione. Nelle aree dove interviene il progetto, infatti, la presenza di monoculture per l’esportazione risulta massiccia. Tale fragilità è accentuata dai bassi livelli di alfabetizzazione e il difficile accesso ai programmi di formazione.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

L’Ecuador è un paese produttore di beni primari ed estrattore. Soffre di grandi disparità economiche e di povertà e non inclusione riferiti alle minoranze. Tra le criticità più evidenti si evidenzia una povertà della popolazione rurale, ma anche dei minori, dei disabili e dei migranti. La povertà è passata dal 22,5% nel 2014 al 32,2% di giugno 2021, con un 14,7% in povertà estrema. Il tasso di occupazione non adeguata è del 55,7% ed incide nelle aree rurali. Il tasso di alfabetizzazione è molto più basso nelle aree rurali. L’alfabetizzazione per etnia mostra un tasso nettamente sotto la media tra gli indigeni. Le popolazioni indigene presentano tassi di povertà più alti e condizioni di vita e di assistenza sanitaria inadeguate, con malnutrizione infantile cronica del 42,3% .

Il progetto viene realizzato in 3 province della cordigliera, da nord a sud: Imbabura/Carchi e Loja. Dal confine con la Colombia a quello con il Perù, con una omogeneità data da similitudini nella struttura produttiva, sociale e dal clima, il paese si caratterizza per i suoi imponenti vulcani e montagne, tra i più importanti il Cotopaxi e il Chimborazo.

Le 2 sedi di riferimento del progetto sono Ibarra e Loja.

IMBABURA

È una provincia dell’Ecuador settentrionale che ha come capoluogo la città di Ibarra. Si estende su una regione montuosa (Cordigliere Orientale e Occidentale delle Ande) comprendente numerosi picchi vulcanici, tra cui il Cotacachi (4937 m) e l’Imbabura (4630 m) ed è attraversata dal fiume Mira, che ne segna anche il confine settentrionale. Secondo il Piano di Sviluppo Territoriale 2015-30 le persone sotto la soglia di povertà sono 214.241, il 54,2%. L’indice di disuguaglianza è pari allo 0,44, la denutrizione cronica colpisce il 44% dei bambini fino ai 5 anni.

Il 71,5% della popolazione è sottoimpiegato, il 6,2% è disoccupato. Il 21,7% della popolazione svolge impieghi di tipo agricolo. I produttori che possiedono piccoli appezzamenti rappresentano il 91% e coprono il 24% delle coltivazioni. Le medie e piccole unità produttive rappresentano il bacino di intervento del progetto.

CARCHI

È una provincia agricola e commerciale, il 40% della produzione è basato sulla coltivazione delle patate, in aggiunta si producono frutta e ortaggi.

La popolazione sotto la soglia di povertà è pari al 57,2%, il 20% delle persone invece è in povertà estrema. L’indice di disuguaglianza è oltre lo 0,5. Negli ultimi anni il Carchi, come Imbabura, risente dell’afflusso di migranti in fuga da conflitti dai paesi vicini o dallo sfruttamento. Pur con l’intervento dell’UNHCR e dello stato, questa popolazione accresce il disagio, aumenta le situazioni di rischio (prostituzione, regolamento di conti ecc.) ed alimenta la conflittualità. Le azioni del progetto saranno concentrate a Montufar e nel Chota, con popolazione di origine africana che sopravvive con l’agricoltura.

LOJA

Nel contesto nazionale, la provincia di Loja rappresenta il 4,30% della superficie totale del territorio nazionale.  La popolazione è di 448.966 abitanti, il 55% delle persone vive in aree rurali. Il 90,19% si autodefinisce meticcia; la popolazione indigena è pari al 3,67%. L’economia della popolazione rurale, la cui attività principale è l’agricoltura, è esposta al verificarsi di fenomeni naturali, come siccità e inverni prolungati che causano grandi perdite. I fattori che influenzano le migrazioni dalle aree rurali a quelle urbane sono l’occupazione, migliori salari e qualità dei servizi sanitari ed educativi, diversità di stili di vita. La crescita incontrollata, ha effetti negativi sul clima, aumenta la povertà urbana, con conglomerati che vivono in insediamenti informali, sovraffollati e con bassi livelli di servizi.

Bisogni rilevati e aspetti da innovare:

L’agricoltura fornisce mezzi di sostentamento per il 40% della popolazione. Le criticità riscontrate dai Report annuali del FEPP (Informe FEPP ed. GSFEPP, Quito) evidenziano l’importanza di intervenire nel settore rurale per rimuovere fenomeni endemici come la povertà, la sottoccupazione, lo scarso accesso all’educazione e alla salute, la disparità tra gruppi umani di diversa origine; la necessità di migliorare la qualità di vita della popolazione più povera ed emarginata attraverso il miglioramento della loro capacità produttiva, commerciale, di accesso al credito; il bisogno di sostenere il miglioramento della buona gestione del territorio, garantita dall’agricoltura familiare o comunitaria.

Nelle sedi di intervento si presentano le seguenti criticità:

  • Mancanza di competenze e fragilità dei piccoli produttori nell’utilizzare in maniera efficace e sostenibile i terreni a disposizione. Nonostante il FEPP intervenga da diversi anni nelle aree di intervento attraverso la scrittura e la realizzazione di progetti di cooperazione internazionale non riesce a supportare tutti i beneficiari.
  • Associazioni di piccoli produttori non riescono a promuovere i propri prodotti e a competere con il mercato della grande distribuzione. Nelle diverse sedi mancano persone qualificate, con esperienza su comunicazione e marketing.
  • Bassi livelli di alfabetizzazione e difficile accesso ai programmi di formazione portano i giovani a trascurare il lavoro nel settore agricolo, spesso per trasferirsi nelle aree urbane, finendo in contesti marginali e a rischio. Attraverso il programma YouthBuild nelle sedi di Ibarra, Loja, FEPP e altri partner cercano di favorire l’inserimento professionale di giovani che non studiano e non lavorano (NEET).
  • Perdita delle caratteristiche culturali ancestrali. Nelle tre province il FEèè appoggia organizzazioni comunitarie. Mancano però proposte innovative e al passo coi tempi.
  • Alto impatto ambientale delle mono-colture e attività di sensibilizzazione insufficienti. Il cambio climatico è una tematica che caratterizza l’azione del FEPP nelle 3 province d’intervento di Imbabura/Carchi e Loja e che necessita di un ulteriore supporto.

ENTI DI ACCOGLIENZA

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

FEPP (Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio)

È una delle maggiori ONG ecuadoriane. Nata nel 1970, è una fondazione civica con finalità sociali, senza scopo di lucro. È nata dall’ispirazione suscitata dall’Enciclica Populorum Progressio, con spirito ecumenico, che aveva l’obiettivo di creare un “fondo comune” per assistere i poveri e per promuovere uno “sviluppo solidale dell’umanità”. Il FEPP è stato riconosciuto dalle Istituzioni, iniziando dal ministero degli Interni dell’Ecuador, come ente di pubblica utilità, lavorando a fianco di uomini e donne contadini, indigeni, afro-ecuadoriani, montubios, meticci, popolazione urbana marginale e poveri. Supporta gli sforzi di questi gruppi sociali per il miglioramento organizzativo ed educativo, l’accesso alle risorse finanziarie, nella possibilità di impiego e nell’utilizzo dei mezzi per la produzione, la trasformazione, la commercializzazione, la salvaguardia ambientale, l’uguaglianza di genere, la partecipazione alla vita politica, il benessere e contribuendo così a condizioni di vita più umane. Nel corso della sua storia ha raggiunto circa 140.000 famiglie e più di 550.000 persone.

CAMARI (Comercializadora solidaria)

Organizzazione che cura la commercializzazione e l’esportazione dei prodotti per conto del Grupo Social FEPP. Nata all’inizio degli anni ’80, Camari ha aperto negozi (tiendas) in varie città dell’Ecuador e nel 1991 ha costituito un sistema centralizzato di gestione dei punti vendita e di sostegno ad altre tiendas non socie. La vendita nei canali del commercio equo e solidale è iniziata nel 1986 con l’artigianato e si è poi estesa agli alimentari nel 1996. Camari sostiene i produttori in tutte le loro attività offrendo un collegamento diretto al mercato senza intermediari. Permette l’accesso al mercato internazionale e promuove pratiche etiche e sostenibili nella produzione e nella vendita. Fa parte della rete di altromercato, impresa sociale e principale realtà di Commercio Equo e Solidale in Italia.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Miglioramento delle attività di sviluppo rurale e delle strutture comunitarie di piccoli produttori agricoli in difficoltà economica delle comunità indigene e marginali delle province di Imbabura, Carchi e Loja.

Obiettivi specifici:

  • Sostenere le comunità di piccoli produttori agricoli e promuovere modelli sostenibili di produzione
  • Supportare le associazioni rurali su aspetti di (progettazione) comunicazione e marketing e promozione di modelli sostenibili di consumo.
  • Promuovere un’educazione di qualità, equa ed inclusiva.
  • Promuovere la cultura locale rurale su base comunitaria
  • Promuovere una agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Le attività che seguono vanno a supportare quanto già realizza il FEPP, risultano essere “chiave” per rispondere alle necessità riscontrate nei territori di intervento e individuano bene l’esperienza con cui gli operatori volontari si andranno a confrontare e l’apporto che potranno dare. Sono abbastanza omogenee visto che le 2 sedi hanno gli stessi enti come partner principali e il FEPP come riferimento. La metodologia in uso è di tipo attivo-partecipativa essendo necessario coinvolgere gli stessi destinatari e beneficiari nelle attività per raggiungere il miglioramento qualitativo e quantitativo della produzione e così della qualità di vita; la metodologia produttiva utilizzata è quella delle SIPAS (unità produttive con differenti colture e allevamenti) per diversificare ed evitare i rischi legati alla monocoltura.

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Azione 1. Sostegno a comunità di piccoli produttori agricoli e promozione di modelli di produzione sostenibili.

  • Supportare i tecnici del FEPP nelle attività di implementazione dei progetti in corso (partecipando a: workshop, riunioni, eventi, raccolta di dati).
  • Accompagnare i beneficiari nelle attività di raccolta, immagazzinamento e conservazione dei prodotti.
  • Accompagnare i tecnici del FEPP nelle attività di supporto alle organizzazioni di contadini (per elaborare modelli di gestione, raccogliere e analizzare i dati, predisporre, scrivere e gestire progetti).
  • Supporto nelle fasi di identificazione, formulazione e scrittura di nuove proposte progettuali (ricerca di bandi, stesura dei progetti, raccolta di dati).

Azione 2. Supporto alle associazioni rurali su aspetti di comunicazione e marketing e promozione di modelli sostenibili di consumo.

  • Supportare i tecnici del FEPP e di CAMARI nella raccolta di contenuti, dati, elementi culturali, dettagli sui prodotti da diffondere o da commercializzare.
  • Sopportare i tecnici del FEPP nella realizzazione e gestione di siti web e social network (Facebook, Instagram, Twitter).
  • Supportare i tecnici del FEPP e di CAMARI nell’elaborazione di volantini, brochure, loghi, etichette.
  • Supportare i tecnici del FEPP nella realizzazione e organizzazione di riunioni, manifestazioni ed eventi.

Azione 3. Promozione di un’educazione di qualità, equa ed inclusiva.

  • Accompagnare i tecnici di FUNDER nelle attività di formazione professionale rivolte a ragazzi che non studiano e non lavorano (NEET).
  • Accompagnare i tecnici di FUNDER nelle attività di sostegno all’auto-finanziamento, micro-imprenditorialità e accesso al microcredito.

Azione 4. Promozione della cultura locale rurale su base comunitaria.

  • Aiutare i tecnici del FEPP nell’organizzazione degli scambi di esperienze tra organizzazioni rurali che svolgono attività comunitarie.
  • Visitare, valutare ed elaborare attività di promozione, diffusione, e miglioramento delle realtà comunitarie.
  • Sostenere le organizzazioni coinvolte dal progetto nel disegno di nuovi sentieri naturalistici.

Azione 5. Promozione di una agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

  • Partecipare a riunioni comunitarie per diffondere colture biologiche e di qualità.
  • Sopportare i tecnici del FEPP nella preparazione e gestione di eventi di sensibilizzazione su tematiche ambientali

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia           VIA APPIA NUOVA 985 – 00178 ROMA2146445

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana Ibarra FEPP EcuadorOviedoECUADOR1533462
Gondwana Loja EcuadorNueva Loja1533563

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 5 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI 

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet. Lo sviluppo capillare della telefonia mobile, con 4 operatori che operano sul tutto il territorio nazionale, garantisce ormai una copertura pressoché totale anche in zone lontane dai centri abitati e la possibilità di accedere agevolmente anche alla linea internet (nelle vecchie schede progetto c’è questa parte, non trovo però indicazioni nei progetti)

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale e spirito di adattamento
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi, …) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Elenchiamo alcuni possibili disagi: il disagio di ritrovarsi in territori caratterizzati da forti contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose; il disagio di ritrovarsi in territori in cui le condizioni climatiche possono, in certe situazioni ostacolare o/e ridurre le attività previste dal progetto e/o le comunicazioni nazionali ed internazionali; il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica e sanitaria. È buona prassi che i volontari seguano, in particolare nel tempo libero, comportamenti consigliati durante il percorso formativo (evitare di rientrare tardi la sera se si è da soli, esentarsi assolutamente dall’uso di droghe o alcool, non indossare abbigliamento di marca o portare oggetti preziosi, avere un comportamento sobrio nei rapporti interpersonali…).

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
– Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
– Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
– L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
– Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
– Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
– Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
– Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
– L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
– L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
– Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
– Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
– Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
– La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
– Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
– Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
– La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
– Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
– Personalizzazione del percorso di accoglienza
– Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
– metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
– strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
– Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
– Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
-Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
– Organizzazione della prevenzione aziendale
-Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
-Organi di vigilanza, controllo e assistenza
Ed in particolare:
-La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
-I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
-La sicurezza come processo di miglioramento continuo
-I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
-Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
-Percezione del rischio e propensione al rischio
-Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
-La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “2024 INCLUSIONE, EDUCAZIONE E SVILUPPO RURALE IN SUDAMERICA”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 2 Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese.

SVILUPPO RURALE SOSTENIBILE IN PORTOGALLO (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il progetto “Sviluppo rurale sostenibile in Spagna e Portogallo” intende sviluppare azioni di protezione ambientale e sviluppo locale, per valorizzare il patrimonio naturale e rendere più dinamiche le aree rurali, spesso spopolate o in abbandono, stimolando la partecipazione civica delle comunità che abitano i territori di intervento in Portogallo.

Il progetto è inserito all’interno del programma “2024 Comunità resilienti nella penisola iberica”, volto a promuovere processi di resilienza nelle comunità attraverso una serie di azioni sinergiche e complementari in grado di agire su problematiche di ordine ambientale, sociale e educativo.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA:

Il Portogallo è stato tradizionalmente terra d’emigrazione. La povertà di risorse naturali e la generale debolezza dell’economia hanno fatto sì che molti cittadini portoghesi abbandonassero il loro paese per raggiungere i possedimenti coloniali (soprattutto il Brasile) e, in tempi più recenti, i paesi più industrializzati dell’Europa. Nonostante l’emigrazione, il Portogallo si presenta relativamente popolato, anche se i suoi abitanti sono distribuiti in modo molto disomogeneo.

NORDEST TRASMONTANO

L’area del Nordest Trasmontano si caratterizza per un paesaggio molto vario, con zone di montagna e altopiano sfruttate per l’agricoltura. Con la meccanizzazione in agricoltura e contestualmente con il declino della pratica agricola anche la popolazione si è molto ridotta e invecchiata e questi fenomeni stanno deprimendo il contesto. Molti sono emigrati lasciando i campi incolti a trasformare il paesaggio. Ora ci sono piccoli appezzamenti coltivati a cereali, olivi, vigneti e orti in una logica di agricoltura di sussistenza. Questo abbandono ha prodotto un impoverimento a livello ecologico con la diminuzione della biodiversità della fauna della regione, nonostante quest’area del Paese sia attraversata dal Parco Naturale del Douro Internazionale.

Il distretto di Bragança è l’ultima frontiera del Portogallo prima di approdare in terra spagnola e il fiume Douro ne costituisce la caratteristica geografica più importante, marcando il confine del distretto lungo tutta la frontiera meridionale e la maggior parte di quella orientale. La città di Bragança, capoluogo del distretto, era l’antica capitale della regione di Trás-os-Montes.

  • Miranda do Douro

Questo comune sorge alla sorgente del fiume Douro e si trova esattamente sul confine spagnolo. Per questa particolare posizione la popolazione locale parla il mirandês, una lingua asturiano-leonese, seconda lingua ufficiale del Paese. Intorno a Miranda ci sono piccoli villaggi di contadini che vivono di pastorizia e di coltivazione dell’ulivo.

Il paesino di Atenor (sede dell’associazione partner AEPGA) è la frazione più a sud, abitata da poche decine di persone, la gran parte con età superiore ai 50 anni, che praticano una agricoltura di sussistenza di piccola scala. Atenor dista 25 km da Vimioso, 30 km da Miranda do Douro, e 22 Km da Cacarelhos.

  • Vimioso

Il comune di Vimioso è attraversato dalle profonde valli dei fiumi Angueira, Maçãs e Sabor. Nel secolo XX ha subito dei profondi flussi migratori verso il Brasile e la Francia, con un conseguente invecchiamento molto pronunciato della popolazione.

Il paesino di Uva (sede dell’associazione partner Palombar) ha due frazioni, Mora e Vila Chã da Ribeira, e conta poche decine di abitanti principalmente anziani. Ha un microclima molto particolare che, oltre alla buona produzione agricola, favorisce la permanenza di molti colombi accolti nelle storiche colombaie che nei secoli gli abitanti di questo territorio hanno costruito per la loro accoglienza.

ALENTEJO

Con una densità di abitanti tra le più basse d’Europa, è la regione del Portogallo con maggior superficie e quella di gran lunga meno abitata. Questa regione si caratterizza per l’estensione e la varietà del suo paesaggio: dalla costa marittima all’entroterra di grandi latifondi, dai vigneti ai sughereti, dai monumenti megalitici alle testimonianze del passato romano. L’Alentejo vanta un ricco patrimonio storico ed è considerata una delle zone più autentiche del paese.

Capoluogo del distretto omonimo, la città di Évora è la più grande della regione e sede di un’università, fondata nel 1559 e seconda per antichità in Portogallo solo a quella di Coimbra. Per la numerosa presenza di testimonianze architettoniche negli stili più vari è considerata una città-museo e dal 1986 è Patrimonio dell’umanità UNESCO.

  • Montemor-o-Novo

È il settimo concelho (comune) con la maggiore estensione del Portogallo. Il suo territorio si estende per monti e colline, fiumi e bacini ed estesi campi coltivati e con allevamento di bestiame. L’economia si basa infatti principalmente sulla produzione di carne, di cui Montemor-o-Novo è il principale produttore del Paese. Il municipio è noto per la diversità di paesaggi tra la parte settentrionale, dove predominano laghi e bacini artificiali, e quella meridionale, che presenta una straordinaria abbondanza di vegetazione possibile solo grazie ai corsi d’acqua e alle fonti sotterranee esistenti. Il paesaggio è profondamente caratterizzato dai sughereti. L’importanza del sughereto nella socioeconomia è innegabile, come dimostra il settore sughericolo, con aziende di trasformazione, e i prodotti derivati da questo tipo di bosco, come la produzione di legna, il miele, la cacciagione o l’artigianato. Recentemente l’attività turistica, associata al patrimonio e ai prodotti dei sughereti, si è più sviluppata. La biodiversità è elevata, data la presenza di varie specie di fauna e flora d’interesse comunitario. Montemor-o-Novo possiede un patrimonio ricco e molto ampio, essendo da millenni un luogo d’incontro e testimonianza di culture.

SERRA DEL BUSSACO

La Serra del Bussaco è una catena montuosa del Portogallo continentale, con altitudine fino a 549 m. I Carmelitani Scalzi vi costruirono anche il Convento di Santa Cruz do Bussaco, destinato ad ospitare questo ordine monastico esistito tra il 1628 e il 1834, data dell’estinzione degli ordini religiosi in Portogallo. La foresta che ancora oggi esiste in quell’area fu piantata dai Carmelitani nel primo quarto del XVII secolo.

  • Mata Nacional do Bussaco

La foresta nazionale del Bussaco, considerata un’area protetta, possiede specie vegetali provenienti da tutto il mondo, alcune di dimensioni gigantesche. Amministrativamente, appartiene alla frazione di Luso, nel comune di Mealhada e distretto di Aveiro (regione Centro) situandosi nell’estremo nordovest della Serra do Bussaco, a 40 km dalla costa Atlantica. La sua posizione geografica le conferisce un microclima molto particolare, con temperature miti, alte precipitazioni e frequenti nebbie mattutine, che favoriscono l’insorgere di una grande biodiversità. Di conseguenza, sui versanti esposti a sud risalta una vegetazione tipicamente mediterranea e sui versanti più a nord una vegetazione con piante caducifoglie, caratteristica del clima temperato.

La foresta nazionale di Bussaco fornisce cibo, riparo e rifugio a più di cento specie vertebrate, alcune di grande valore per la conservazione, quali specie protette o esclusive del territorio iberico. Attualmente occupa circa 105 ettari e vanta una delle migliori collezioni dendrologiche d’Europa, con circa 250 specie di alberi e arbusti fra cui esemplari notevoli, rappresentando una delle più ricche foreste nazionali per patrimonio naturale, architettonico e culturale.

I territori rurali portoghesi di intervento si caratterizzano per i seguenti aspetti critici:

  • rischio di perdita della biodiversità
  • desertificazione, erosione, frequenza di incendi forestali
  • invecchiamento della popolazione e spopolamento
  • mancanza di offerta socio-culturale e isolamento sociale
  • scarsa differenziazione economica (focalizzazione nel settore primario)
  • mancanza di opportunità di impiego, in particolare per i giovani
  • emigrazione della popolazione giovanile (fuga di talenti verso le zone urbane in cerca di migliori opportunità)

Questi luoghi, tendenzialmente isolati e in abbandono ma ricchissimi in termini ambientali e culturali, necessitano di azioni in raccordo tra loro in grado di:

  • preservare la biodiversità
  • favorire la gestione sostenibile del paesaggio
  • promuovere la trasmissione dei saperi e delle tradizioni della cultura locale
  • recuperare il patrimonio rurale
  • implementare la partecipazione comunitaria e civica
  • promuovere il dialogo intergenerazionale
  • rivitalizzare e dinamizzare le comunità rurali
  • incentivare e qualificare l’offerta turistica
  • sostenere e potenziare l’occupabilità dei giovani
  • potenziare le opportunità di permanenza nei territori rurali

ENTI DI ACCOGLIENZA

AEPGA (Associazione per lo studio e la protezione della razza asinina) nasce nel 2001 per la ricerca, difesa e valorizzazione di una razza d’asino locale, il burro de Miranda, non solo in quanto patrimonio genetico quanto piuttosto come patrimonio culturale che attraversa le tradizioni dell’altipiano trasmontano. A partire da questa prima esperienza l’associazione ha in seguito allargato le sue attività alla protezione dell’ambiente e alla riscoperta delle tradizioni popolari locali intervenendo in tutto il Nordest Trasmontano, in particolare nel Planalto Mirandês (municipi di Miranda do Douro, Vimioso e Mogadouro), zona di diffusione della razza asinina di Miranda. Si organizzano pertanto iniziative di carattere ricreativo e comunitario (festival, eventi turistici, campi di lavoro, visite didattiche per e nelle scuole, azioni di sensibilizzazione attraverso i media e i social media), dando però sempre più maggiore peso alla componente (in)formativa, attraverso incentivi alla ricerca e all’attivazione di corsi e seminari per la sensibilizzazione su vari temi ambientali. L’associazione attualmente gestisce 3 centri di accoglienza per asini locali (Centro de Valorização do Burro de Miranda, Centro de Acolhimento do Burro, Centro de Atividades Lúdico-Pedagógica) oltre a offrire appoggio e consulenza agli allevatori di tutto il Portogallo, con un lavoro dal forte impatto sociale e comunitario, visto che la popolazione è in rapido e forte invecchiamento.

PALOMBAR (Associazione di Preservazione della natura e del patrimonio rurale) è un’associazione senza finalità di lucro nata nel 2000, che ha come principali obiettivi la conservazione dell’ecosistema agricolo e faunistico del nordest trasmontano, così come dell’edificazione e delle relative tecniche di costruzione tradizionali. In particolare la Palombar nacque quando il Parco nazionale PNDI avviò un programma di recupero delle colombaie, costruzioni tipiche del paesaggio rurale molto diffuse nella zona di Miranda do Douro, identificando oltre 3.450 edifici.

L’obiettivo dell’associazione è quello di ristabilire un equilibrio tra quanto creato dall’uomo e dalla natura: le colombe, riparate e protette, diventano cibo per i rapaci della zona. A partire dall’ esperienza di catalogazione e manutenzione delle colombaie tradizionali, l’associazione ha in seguito allargato il suo campo d’azione operando per la protezione e il censimento di rettili, anfibi, rapaci e mammiferi (anche tramite il fototrappolaggio), la prevenzione di incendi, la piantumazione, la gestione di un vivaio, il recupero dei sistemi di costruzione dell’architettura tradizionale, l’organizzazione di corsi di formazione e campi di lavoro giovanili internazionali.

MARCA ADL (Associazione di Sviluppo Locale) è una organizzazione senza scopo di lucro a cui è riconosciuto lo status di ENGO-organizzazione non governativa nel campo dell’ambiente. La sua mission è la promozione dello sviluppo socio-economico di regioni rurali in un’ottica di sostenibilità con particolare attenzione all’ambito sociale, culturale, di preservazione dell’ambiente e di promozione del patrimonio naturale e architettonico. Gli obietti dell’azione dell’organizzazione, che opera nello specifico nel municipio di Montemor-o-Novo, sono: contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio e della comunità rinforzando le risorse locali, attraverso la cura del patrimonio culturale e naturale; incoraggiare la partecipazione delle persone a differenti livelli del processo di sviluppo, con speciale attenzione ai più giovani e agli adulti con difficoltà di integrazione nel mercato del lavoro, rinforzando la partecipazione civica; rivitalizzare le attività tradizionali per uno sviluppo della sfera socio-economica locale e dell’occupazione. Il target delle azioni svolte dall’organizzazioni è la comunità locale, i giovani e gli adulti in generale e in particolare i disoccupati e le associazioni locali. I progetti più rilevanti realizzati dall’associazione si sono realizzati nelle seguenti aree: Giovani e volontariato, Inclusione sociale e sviluppo comunitario, Ambiente, Educazione e Conservazione della natura, Turismo e promozione di prodotti locali.

PLANTAR UMA ARVORE

L’idea iniziale dell’associazione è nata nel 2009 da un gruppo di persone che ha sentito la necessità di contribuire alla protezione ambientale a livello locale partendo dal parco forestale di Monsanto (Lisbona). Hanno iniziato nella giornata di celebrazione della Foresta Autoctona con un evento di piantumazione che ha portato alla nascita di 1000 nuovi alberi. Le azioni dell’associazione sono incentrate sul volontariato dei giovani europei per l’adattamento ai cambiamenti climatici e si ispirano ai valori della cittadinanza europea come promotori di sviluppo e innovazione, nei settori della conservazione della natura, del ripristino delle aree naturali e dell’empowerment delle comunità.

Plantar uma arvore mira a coinvolgere i giovani e la comunità in opere concrete di protezione ambientale, includendo un’ampia gamma di attività pratiche, con l’obiettivo di ripristinare aree ecologiche degradate attraverso la restituzione di foreste autoctone, consentendo ai giovani di essere coinvolti in azioni che mirano a aumentare la consapevolezza socio-ambientale; migliorare la partecipazione inclusiva dei cittadini; sensibilizzare e formare le persone sul tema dei mutamenti climatici; promuovere il ripristino e la conservazione del patrimonio naturale; consentire alle comunità di beneficiare dei servizi ecosistemici; affrontare i cambiamenti climatici e riconoscere il pieno diritto ad un ambiente sano come base di tutti i diritti umani. L’associazione attua nel territorio della Foresta Nazionale di Bussaco (comune di Mealhada, distretto di Aveiro) e in quello del Parco Naturale di Sintra-Cascais (comune di Sintra, distretto di Lisbona).

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori rurali attraverso la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio ambientale, sociale e culturale.

Obiettivi specifici:

  • promuovere la conservazione delle risorse naturali in raccordo allo sviluppo socioeconomico, come strategia per uno sviluppo sostenibile delle aree rurali;
  • recuperare e preservare le tradizioni culturali, salvaguardando e divulgando il patrimonio rurale e promuovendo l’incontro intergenerazionale per riscattare tradizioni, memoria e identità;
  • incentivare la partecipazione civica e l’inclusione sociale, contribuendo al miglioramento della qualità della vita delle comunità in particolare a livello di fragilità sociali come l’isolamento sociodemografico

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

L’articolato complesso di attività degli enti partecipanti ha reso opportuno prevedere sia attività condivise e trasversali in sedi diverse, che complementari e specifiche per ciascuna sede.

In entrambi i casi dette attività sono poste in essere per un più efficace contributo al raggiungimento dell’obiettivo di progetto.

Tutte le attività degli operatori volontari si possono svolgere in presenza ma è possibile prevedere che una parte di esse siano realizzate, non nelle sedi di attuazione del progetto, ma “da remoto” attraverso adeguati strumenti in possesso dell’operatore volontario e/o forniti dall’ente. Questa modalità potrà essere attivata in situazioni di emergenza che non consentano l’operatività presso le sedi o per altre opportunità di servizio e il suo utilizzo non andrà mai oltre il 30% del totale delle ore di servizio in termini di monte ore.

Il lavoro di campo, da realizzarsi in tutto il territorio delle Province coinvolte, prevede uscite, visite e in alcuni casi sporadici pernottamenti presso le aree rurali sede delle attività di supporto alle comunità locali.

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Azione 1 Conservazione e rigenerazione ambientale

  • Sede di Atenor

Preservazione dell’asino di Miranda

-sostegno agli asini (nutrizione; monitoraggio del loro stato di salute; interventi di medicamento e supporto alle cure veterinarie) e manutenzione nei 3 Centri

-supporto nelle visite agli abitanti locali per la cura degli asini e altri animali tenuti in casa

-gestione del libro genealogico della razza Asinina de Miranda e gestione del sostegno a distanza degli asini

– accompagnamento dei veterinari nelle visite agli allevatori

-visite didattiche e guidate al pubblico nei 3 Centri

-passeggiate con gli asini e trekking someggiato

  • Sede di UVA

Preservazione delle colombaie tradizionali, monitoraggio rapaci e fauna, riforestaizone

-manutenzione periodica delle colombaie (rifornimento di grano e acqua)

-avvistamento e monitoraggio uccelli (nel periodo estivo è prezioso anche come attività di prevenzione incendi)

-monitoraggio della flora e fauna selvatica per il programma europeo LIFEPLAN

-semina con metodo tradizionale dei campi gestiti dall’associazione per poi contribuire ad alimentare la fauna locale

-riforestazione (piantagione di piante autoctone come querce, lecci, sugheri, ecc.)

-censimento di rettili, anfibi e rapaci

-fototrappolaggio (apporre camere professionali nei boschi per catturare immagini di mammiferi, tale attività prevede l’utilizzo di strumenti come il GPS)

-manutenzione dei campi di alimentazione per rapaci necrofagi (come avvoltoi e grifoni) e delle unità di alimentazione artificiale per conigli e pernici – CAAN

-restauro di strutture architettoniche tradizionali

  • Sede di Mata do Bussaco

Supporto preservazione foreste autoctone

– identificazione e rimozione di specie esotiche associate al rischio di incendio e di degrado ecologico;

– piantumazione;

– identificazione della flora nativa per la conservazione e la raccolta di semi da produrre in vivaio;

– riabilitazione ecologica delle foreste native attraverso la piantagione di specie autoctone, la diversificazione della flora esistente e la reintroduzione di specie localmente estinte;

– monitoraggio degli esiti della piantumazione e della rigenerazione naturale autoctona;

– riabilitazione ecologica delle foreste native attraverso la piantagione di specie autoctone, la diversificazione della flora esistente e la reintroduzione di specie localmente estinte;

– ripristino di gallerie ripariali temporanee e torrentizie con particolare attenzione alla ritenzione del suolo e al ripristino della vegetazione ripariale;

– attività di intervento forestale e percorsi interpretativi con i turisti;

– manutenzione, ripristino e valorizzazione ecologica dei sentieri

  • Sede di Montemor-O-Novo

Manutenzione del CCEM: vivaio di piante autoctone, dove si producono piante per la vendita e si realizzano azioni di piantumazione e di controllo e contrasto alle specie invasive

– coltivazione di sementi e gestione della serra (preparazione terreno, semina, coltivazione, raccolta, trasporto)

– piantumazione

– controllo e contrasto alle specie invasive

– divulgazione e promozione sul territorio

– gestione visite alla serra

-partecipazione alle fiere locali

Azione 2 Promozione culturale e animazione territoriale

ATTIVITA’ COMUNI A TUTTE LE SEDI

– Sostegno organizzazione di eventi tradizionali (feste tipiche del territorio e festival di ecologia, arti, musica e tradizioni popolari, che promuovono e divulgano la cultura rurale portoghese);

– Supporto e promozione di eventi e attività di animazione territoriale e comunitaria: ad es. attività di birdwatching e passeggiate naturalistiche aperte alla comunità, progetti fotografici, cicli di presentazione di documentari, rappresentazione di spettacoli teatrali con particolare attenzione al tema dell‘ecologia, fiere di prodotti locali

– collaborazione alla gestione della sensibilizzazione attraverso i media e i social media

Azione 3 Sensibilizzazione e Formazione

ATTIVITA’ COMUNI A TUTTE LE SEDI

-realizzazione di attività di promozione con cicli di incontri nelle scuole o per del territorio

-campi di lavoro giovanili estivi e scambi di volontariato internazionale

-organizzazione di corsi e workshop con un focus specifico sullo sviluppo rurale sostenibile

  • Sede di Montemor o Novo

-orientamento sulle opportunità e le iniziative europee di mobilità presso lo sportello informativo giovanile Punto Eurodesk dedicato aorganizzazioni e giovani interessati

-realizzazione di sessioni informative nelle scuole locali sulle opportunità di volontariato e sulle iniziative europee di mobilità

  • Sedi di Uva, Atenor, Montemor

-Potenziamento delle attività ricreative e comunitarie nell’ambito della realizzazione dei campi di lavoro

-collaborazione alla promozione delle iniziative

-tutoraggio peer to peer ai giovani che partecipano alle iniziative

-provvedere alla programmazione e gestione dei nuovi percorsi didattici

  • Sede di Uva

-Interventi di educazione ambientale nelle scuole

  • Sede di Mata do Bussaco

-Sostegno alle iniziative di volontariato ambientale: si realizzano iniziative con i gruppi delle comunità locali, come le organizzazioni sociali e ambientali, gli scout, le scuole e le università, le istituzioni sociali e il settore aziendale.

-accogliere i partecipanti all’avvio delle attività e monitorare l’andamento delle stesse

-raccolta di materiale fotografico

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
CESC Project Via Giglioli RomaVia Enrico Giglioli 54 F – Roma21529312

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
CESC Project Montemor PortogalloRua Luís Camões 16, Montemor-o-Novo – EvoraPORTOGALLO1941612
CESC Project Mata do Bussaco PortogalloCasa da feiteira snc, Mata Nacional do BussacoPORTOGALLO2288632
CESC Project Uva PortogalloAntiga Escola Primaria De Uva, Uva – VimiosoPORTOGALLO1535254
CESC Project Atenor PortogalloLargo Da Igreja, Atenor – Miranda do DouroPORTOGALLO1535244

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 12 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza si conclude entro i sei mesi.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, Skype, WhatsApp, Zoom e telefonia mobile. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Stile di vita essenziale
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Attitudine al lavoro d’equipe
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua portoghese qualora non la si conosca
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Come previsto dal contratto di servizio civile la partecipazione alla formazione generale e obbligatoria e pertanto non sarà possibile prendere permessi durante quelle giornate.

La formazione, generale e specifica, potrà essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e/o asincrona (su piattaforma e-learning).

L’erogazione online avverrà previa verifica dell’ente della disponibilità da parte degli operatori volontari dell’adeguata strumentazione, per intervenire di conseguenza in caso di mancanza della stessa.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Gli operatori volontari dovranno saper sopportare l’isolamento dettato dalle particolari caratteristiche dei territori dove sono ubicate le sedi e dalla scarsità dei mezzi pubblici per gli spostamenti nel tempo libero, adattandosi agli aspetti che connotano questi territori rurali abitati in massima parte da una popolazione tendenzialmente anziana e con una dimensione comunitaria molto ristretta e raccolta. Queste caratteristiche dei contesti di servizio risultano particolarmente evidenti e marcate nel periodo autunnale e soprattutto invernale, anche per il clima rigido, mentre nei restanti mesi dell’anno si possono trovare più facilmente opportunità e occasioni di socializzazione a livello più ampio, anche grazie agli eventi che si svolgono in diverse località limitrofe ai territori di intervento.

Non sono state riscontrate significative situazioni di disagio per gli operatori volontari ulteriori a quelle descritte. Dal presente progetto di servizio civile potranno imparare molto ma dovranno essere consapevoli di affiancare, a seconda delle specificità delle sedi di progetto, il lavoro di veterinari, biologi, agricoltori, allevatori, operatori di campo e di svolgere attività principalmente molto pratiche e manuali, che si realizzano perlopiù all’aria aperta.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente in forma sincrona o asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
– Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
– Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
– L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
– Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
– Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
– Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
– Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
– L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
– L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
– Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
– Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
– Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
– La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
– Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
– Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
– La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
– Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
– Personalizzazione del percorso di accoglienza
– Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
– metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
– strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
– Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
– Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
-Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
– Organizzazione della prevenzione aziendale
-Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
-Organi di vigilanza, controllo e assistenza
Ed in particolare:
-La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
-I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
-La sicurezza come processo di miglioramento continuo
-I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
-Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
-Percezione del rischio e propensione al rischio
-Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
-La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “2024 Comunità resilienti nella penisola iberica”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 15 Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA: Crescita della resilienza delle comunità

SOSTEGNO E INCLUSIONE DI MINORI E DISABILI IN RDC, GHANA E NIGERIA (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il progetto prevede un intervento di sostegno, educazione e inclusione rivolto a minori e giovani che vivono in condizioni di vulnerabilità a causa di condizioni socio-economiche o psico-fisiche invalidanti, per favorire lo sviluppo di una vita degna e promuovere la loro partecipazione sociale. Il progetto si realizza in Ghana, nelle strutture residenziali e formative dell’ente di accoglienza Opera Don Guanella.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

GHANA

La Congregazione guanelliana opera nel Paese attraverso le sue comunità residenziali e le strutture formative. Quest’ultime accolgono minori con disabilità e giovani provenienti dai villaggi che possiedono scarse risorse economiche per poter accedere ad una scuola professionale. Dall’analisi del contesto emerge che le rare iniziative per le persone con disabilità non riescono a coprire gli enormi bisogni rilevati che, soprattutto in ambito rurale, risultano aggravati da un approccio culturale che emargina le persone con handicap e di fatto le esclude da qualsiasi tipo di integrazione sociale e lavorativa.

Diventa quindi essenziale accompagnare l’attività diretta svolta nei Centri con una più culturale ed educativa nei confronti della popolazione locale con l’obiettivo di superare i pregiudizi e favorire l’inclusione sociale di persone in difficoltà.

Con il presente progetto si intende supportare in particolare il Centro situato nella regione Volta Region, localizzata nell’est del Paese vicino alla frontiera con il Togo: la comunità di accoglienza “St. Theresa Center for handicappated” ad Abor che accoglie in forma residenziale giovani anche con disabilità fisiche e offre anche corsi di formazione attraverso una scuola professionale (sartoria, elettronica, elettrotecnica, tipografia, allevamento, attività agricole, manifattura del cuoio per la costruzione di scarpe anche ortopediche, fabbricazione di stampelle e arti in legno e metallo).

CRITICITA’ RILEVATE

I minori e i giovani adulti destinatari dell’intervento, vivono una situazione di fragilità in diversi ambiti della propria vita, dalle autonomie personali, alla partecipazione alla vita comunitaria, dalla scuola alle relazioni con l’ambiente esterno.

  1. La richiesta di presa in carico eccede l’offerta da parte dei centri residenziali gestiti dall’Opera Don Guanella.

Gli operatori dei centri non riescono a garantire una presenza qualificata, a causa dell’alto numero di ospiti presi in carico e dalla mancanza di formazione professionalizzata.

  1. Scarsità di spazi e metodologie attraverso cui i minori, anche con disabilità, possano esprimersi e sviluppare competenze creative
  2. L’educazione si basa su una metodologia di apprendimento conformistica e ripetitiva, non creativa, con assenza di metodologie adatte a rispondere ai bisogni dei bambini anche con necessità speciali.
  3. Scarsa offerta di laboratori specialistici utili a favorire l’occupabilità dei ragazzi, anche con disabilità

Nei centri residenziali, risulta molto problematico l’alto numero di minori accolti che presentano significative carenze scolastiche tali da compromettere gli stessi apprendimenti della formazione professionale. I gravi pregiudizi nei confronti delle persone con disabilità arrivano persino a individuare in questi soggetti potenziali pericoli per la società.

  1. Bassa qualità dell’offerta scolastica: carenza di insegnanti qualificati, mancanza di didattiche specifiche per minori con disabilità

I bambini con bisogni educativi speciali sono limitati nell’accesso all’educazione primaria; sono vittime di stigma sociale e non hanno nessuna occasione di partecipazione alla vita sociale e comunitaria.

ENTI DI ACCOGLIENZA

IN GHANA

St. Theresa Center di Abor

Scuola professionale integrata retta da una comunità guanelliana. Al termine del ciclo formativo, la struttura offre la possibilità di accedere al politecnico. Accreditata presso il Ministero del Welfare ghanese, nacque come realtà per diversamente abili con una piccola quota di giovani senza risorse economiche per procedere con gli studi. Con gli anni e l’avvento della vaccinazione antipolio, il numero dei diversamente abili è passato dall’80% al 6% circa. Attualmente ospita in forma residenziale circa 80 giovani fra ragazze e ragazzi su di un totale di più di 200 studenti. Vi sono corsi di sartoria, tipografia, informatica, riparazione radio TV, riparazione apparecchiature informatiche, calzoleria per diversamente abili e non e protesica.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Favorire l’inclusione sociale di minori e giovani in stato di abbandono e con disabilità presenti in alcune aree fragili del Ghana, attraverso l’educazione, la socializzazione e la formazione professionale.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Azione 1: Sostegno e assistenza a minori anche con disabilità

  • Supporto agli operatori nella gestione quotidiana delle strutture residenziali e nell’assistenza dei bambini delle scuole dell’infanzia: supporto logistico, distribuzione dei pasti, supporto nelle attività di autonomia, cura della persona, degli spazi e delle strutture,…)
  • Realizzazione di attività finalizzate all’aumento dell’autonomia degli utenti (igiene personale, alimentazione, cura e gestione degli spazi comuni, attività socio-affettive…):
  • Implementazione di interventi riabilitativi:
  • Attività di sensibilizzazione della popolazione rispetto alla questione della disabilità e dei diritti dei minori: programmazione delle visite domiciliari per l’individuazione dei bambini e delle famiglie più bisognose; promozione di eventi di informazione e sensibilizzazione aperti al territorio sui diritti dei bambini e delle persone con disabilità

Azione 2: Interventi educativi, ludico ricreativi, e socializzanti a minori anche con disabilità

  • Realizzazione di laboratori sportivi, ludici e creativi: laboratori per la promozione del “diritto al gioco e allo sport”
  • Realizzazione di laboratori espressivi (teatro, danza, musica…): formazione all’attività motoria di base [5-10 anni] e rudimenti tecnici discipline sportive (calcio, pallavolo, basket, atletica) per i più grandi
  • Organizzazione e gestione di attività esterne per gli utenti delle strutture residenziali (gite, visite, …): creazione e gestione di spazi ricreativi (formazione dei gruppi di attività, accoglienza e gestione dei partecipanti, cura e preparazione degli spazi e dei materiali…)
  • Supporto nella realizzazione di attività pedagogiche specifiche per i bambini e i ragazzi con disabilità: reperimento materiali e supporti per le attività laboratoriali;
  • Supporto alle attività manuale e di piccolo artigianato
  • Supporto all’organizzazione e alla realizzazione di laboratori di teatro, musica, danza, etc.
  • Supporto nell’organizzazione e realizzazione di tornei sportivi/spettacoli/eventi finali;
  • Organizzazione di passeggiate, gite, uscite esterne per gli utenti delle strutture e gli alunni delle scuole Realizzazione di attività volte a favorire lo sviluppo dell’area socio-affettivo-relazionale (autostima, rapporto con i compagni e con gli adulti, rispetto delle regole, rispetto della collaborazione, partecipazione, autocontrollo, autonomia sociale, capacità emozionale, etc.)
  • Attività di animazione: musicoterapia, arteterapia, teatroterapia, movimentoterapia

Azione 3Incremento dell’occupabilità dei ragazzi, anche con disabilità

  • Progettazione di percorsi per l’autonomia e l’avvio al lavoro: mappatura delle risorse presenti sul territorio (scuole e corsi professionali, attività economiche prevalenti, possibili enti per stage formativi…)
  • Attività di sostegno allo studio, attività di tirocinio lavorativo, stage formativi, formazione professionale per le attività agricole e artigianali: supporto nella profilazione degli utenti e nell’elaborazione di piani educativi individualizzati
  • Analisi e aggiornamento della progettazione educativa individualizzata degli utenti
  • Avvio e monitoraggio dei percorsi di formazione professionale individuali: Collaborazione nella gestione dei gruppi di lavoro di artigianato, attività agricole e micro imprenditorialità;
  • Supporto agli operatori nella programmazione, gestione d’aula e accompagnamento dei corsi di formazione professionale;
  • Accompagnamento degli operatori locali nell’acquisto dei materiali per le attività

Azione 4Rinforzo scolastico a minori anche con disabilità

  • Inserimento e monitoraggio dei bambini nelle scuole: Accompagnamento degli operatori/ operatrici durante le visite alle scuole di riferimento
  • Supporto agli insegnanti durante lo svolgimento delle lezioni nelle scuole
  • Rinforzo scolastico: Accompagnamento a sostegno del percorso scolastico e consegna materiali didattici primari; Supporto nell’elaborazione dei progetti individuali di studio; Attività di doposcuola per i soggetti più deboli
  • Laboratori didattici extra-curriculari (inglese, matematica, informatica, ecc.): realizzazione di attività innovative ludico-educative che stimolino l’apprendimento
  • Attività pedagogiche specifiche per i bambini e i ragazzi con disabilità (es: esercizi per migliorare l’area della comunicazione e linguistica, sviluppo neuro-psicologico, comprensione verbale e non verbale, etc.)

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Opera Don Guanella Pastorale Giovanile Como                    VIA TOMMASO GROSSI, COMO1531764

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
     
Opera Don Guanella Centre For Handicappated GhanaP O BOX 37 ABORGHANA1531734
     

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 4 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, Skype, WhatsApp, telefonia fissa e mobile. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locale
  • Stile di vita essenziale
  • Rispetto degli usi, costumi e della realtà locale
  • Buone capacità di adattamento (clima, alimentazione, usanze)
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Attitudine al lavoro d’equipe
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Vaccinazione obbligatoria per la febbre gialla
  • Non avere preclusioni con le attività di enti religiosi
  • Disponibilità a partecipare ai momenti istituzionali dei Centri, siano essi di tipo civile che religioso, al pari del personale locale
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Elenchiamo alcuni possibili disagi: il disagio di ritrovarsi in territori caratterizzati da forti contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose; il disagio di dover utilizzare particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica e sanitaria. È buona prassi che i volontari seguano, in particolare nel tempo libero, comportamenti consigliati durante il percorso formativo (evitare di rientrare tardi la sera se si è da soli, esentarsi assolutamente dall’uso di droghe o alcool, non indossare abbigliamento di marca o portare oggetti preziosi, avere un comportamento sobrio nei rapporti interpersonali…).

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD, indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
– Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
– Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
– L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
– Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
– Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
– Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
– Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
– L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
– L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
– Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
– Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
– Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
– La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
– Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
– Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
– La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
– Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
– Personalizzazione del percorso di accoglienza
– Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
– metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
– strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
– Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
– Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
-Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
-Organizzazione della prevenzione aziendale
-Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
-Organi di vigilanza, controllo e assistenzaEd in particolare:
-La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
-I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
-La sicurezza come processo di miglioramento continuo
-I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
-Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
-Percezione del rischio e propensione al rischio
-Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
-La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “In rete con l’Africa per l’inclusione delle persone fragili”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese.

SOLIDARIETA’ E INCLUSIONE IN TANZANIA (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il progetto si svolge in Tanzania con l’obiettivo di supportare l’inclusione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con disabilità, attraverso la promozione di percorsi di riabilitazione e di inserimento scolastico e lavorativo nelle Regioni di Mbeya e di Njombe.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

La legge tanzaniana del 2010 Disability Act è stata promulgata con lo scopo di “prendere disposizioni per l’assistenza sanitaria, il sostegno sociale, l’accessibilità, la riabilitazione, l’istruzione e la formazione professionale, la comunicazione, l’occupazione o la protezione del lavoro e la promozione dei diritti di base per le persone con disabilità e prevedere le questioni correlate”. Nonostante ciò, sia nell’ambito sanitario che in quello dell’inclusione educativa e lavorativa permangono gravi carenze di risorse, strutture, servizi e professionisti dedicati, con un forte stigma sociale.

Nella sede di Gondwana Mbeya, le attività progettuali verranno realizzate nel Distretto di Mbeya e in quello di Kyela, dove operano i partner locali in attività di supporto alla popolazione con disabilità della zona.

La sede di realizzazione del progetto Gondwana Inuka, si trova nel villaggio di Wanging’ombe, nella regione di Njombe. Qui l’attività economica prevalente è l’agricoltura e moltissime sono le famiglie che si sostentano proprio grazie al lavoro della terra, ma manca un’azione di sostegno rivolta proprio alla piccola agricoltura, alla quale è legata la sopravvivenza delle tante famiglie che nei villaggi rurali vivono solo attraverso quel poco che riescono a ricavare dai campi. E a mandare avanti la famiglia, lavorando nei loro Shamba – i campi familiari – sono soprattutto le donne, nel doppio ruolo di madri e di lavoratrici dei campi.

Relativamente ai giovani disabili, presso i territori in cui si trovano le sedi Gondwana Inuka, non ci sono spazi per la formazione dei ragazzi. Vi è inoltre una costante richiesta delle famiglie di accedere a servizi riabilitativi per i propri figli con disabilità che eccede l’offerta. L’ospedale di riabilitazione Inuka CBR (Community Based Rehabilitation), inaugurato nel 2011, e i relativi 5 centri diurni dislocati nella regione, sono le uniche strutture riabilitative della Regione in un contesto che non garantisce purtroppo nessuna alternativa.

CRITICITA’ RISCONTRATE

Inclusione scolastica

A causa dei problemi del sistema scolastico, come il sovraffollamento e il deterioramento della qualità dell’istruzione, il governo e le organizzazioni per la disabilità hanno dato la priorità alle scuole e alle unità speciali per favorire l’inclusione scolastica dei minori con disabilità. In Tanzania ci sono 29 scuole speciali e 239 unità annesse alle scuole tradizionali e si stima che circa il 3% della popolazione in età scolare abbia una disabilità. La maggior parte si trova nelle aree urbane o periurbane della Tanzania continentale, il che rende difficile per i bambini con disabilità delle aree rurali essere iscritti sia per lontananza che per i costi. Il censimento ha rilevato infatti che poco più della metà dei bambini con disabilità frequentava la scuola (51,5%).

Inoltre, a incidere negativamente sull’inclusione scolastica è la poca preparazione degli insegnanti, i quali non sono stati preparati adeguatamente né hanno strumenti e metodologie per favorire un’integrazione efficace in classe.

Inclusione lavorativa

Gli adulti con disabilità che riescono a far valere il loro diritto allo studio si trovano nuovamente discriminati e bloccati in un limbo dovendo lottare per far rispettare anche il loro diritto al lavoro, anche perché lo stigma rimane una barriera significativa all’accesso al lavoro o ai mezzi di sussistenza. Questo include casi in cui le persone con disabilità sono state trattenute dal farsi coinvolgere in attività agricole a causa della preoccupazione dei loro famigliari per le critiche dei vicini.

Per quanto riguarda la possibilità di accedere a percorsi di formazione professionale, a livello nazionale solo 1.498 individui risultano iscritti, pari cioè allo 0,46% della popolazione in età scolastica 14-19 anni. Per quanto riguarda l’accesso alla formazione e al mercato del lavoro, le autorità locali svolgono un ruolo chiave nel collegare le persone con disabilità e i fornitori di formazione professionale, ma spesso mancano di risorse e capacità per indirizzare efficacemente i fruitori del servizio verso opportunità di formazione e di lavoro.

Accesso alle cure e alla salute

Uno studio della Tanzania Empowerment for Persons with Disability and Gender Health Organization (TEPDGHO) afferma che mentre il governo della Tanzania ha mostrato impegno nel garantire l’accesso all’assistenza sanitaria per le persone con disabilità da un punto di vista legale, riconoscendo e includendo le loro esigenze specifiche nelle politiche e nei quadri legali, rimane una grande sfida garantire che i suoi programmi sanitari siano più inclusivi.

A peggiorare il problema, è la scarsa distribuzione di servizi sanitari e riabilitativi: si evidenzia un quadro gravemente carente nell’intero Paese sia per quantità che per tipologia di servizi riabilitativi, i quali non sono in generale né standardizzati né strutturati, mostrando grandi limiti in termini di professionalità e accessibilità.

ENTI DI ACCOGLIENZA

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

HAKUNA MATATA

Hakuna Matata è un ente di beneficenza registrato in Inghilterra e Galles (1135589) con sede legale e operativa in 1 St James’s Market, Londra, SW1Y 4AH Regno Unito. L’ente opera principalmente nella Repubblica Unita di Tanzania in collaborazione con i suoi partner, le diocesi di Njombe e Mbeya. I settori di intervento dell’organizzazione sono: Orfani e Bambini vulnerabili, Impatto verde, Socio-agroalimentare, Salute e Riabilitazione, Disabilità.

DIOCESI DI NJOMBE

La Diocesi di Njombe, suddivisa in 31 parrocchie, conta una popolazione di 660.000 abitanti di cui il 39,2% battezzati. Attualmente guidata dal vescovo Alfred Leonhard Maluma ed è da anni impegnata nella lotta a favore delle fasce più deboli della popolazione più deboli attraverso iniziative e progetti specifici. La Diocesi di Njombe può contare su un notevole numero di persone che svolgono un’attività di volontariato in ambito sociale di circa 260 persone.

OSPEDALE DI RIABILITAZIONE INUKA CBR

È un centro di riabilitazione, divenuto nel 2019 “Ospedale di riabilitazione” con l’obiettivo di fornire servizi di alta qualità alle persone con disabilità e ad altri pazienti con bisogni di riabilitazione, coinvolgendo le loro famiglie e le comunità in cui si stanno inserendo, secondo la metodologia della riabilitazione su base comunitaria. La sede è presso il villaggio di Wanging’ombe nella regione di Njombe in Tanzania. Nel compound sono presenti, oltre alla palestra di riabilitazione: un ufficio di coordinamento, gli alloggi dei referenti, un ostello, per ospitare i pazienti e i loro familiari, un laboratorio di ausili ortopedici, un oleificio di olio di girasole di alta qualità e un laboratorio di artigianato i quali proventi sostengono il centro di riabilitazione.

SHALOM, DEVELOPMENT ORGANIZATION /CARITAS DI MBEYA NGO TANZANIA

È una ONG tanzaniana che opera in tutto il Paese ed è un’organizzazione “sorella” della Caritas Mbeya. In coerenza con la normativa in vigore nel Paese la Caritas Mbeya è un organismo ecclesiale del Dipartimento di sviluppo dell’Arcidiocesi di Mbeya mentre SHALOM è stata registrata come ONG per promuovere iniziative esterne di sviluppo della Comunità. La Vision di SHALOM è quella di operare perché le Comunità abbiano risposte adeguate ai problemi della salute, abbiano accesso facilitato alle informazioni, siano rispettose dell’ambiente ed indipendenti a livello economico e in questo quadro il Programma Mbeya CBR – Simama è stato promosso attraverso progetti di cooperazione internazionale e decentrata in partenariato con Gondwana. In collaborazione con Hakuna Matata dal 2023 supporta 3 unita’ riabilitative nel Distretto di Kyela.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Supportare l’inclusione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con disabilità attraverso la promozione di percorsi di riabilitazione e di inserimento scolastico e lavorativo, nelle Regioni di Mbeya e di Njombe in Tanzania.

Obiettivi specifici:

– Supportare l’inclusione scolastica ed educativa dei minori con disabilità dei dipartimenti di Mbeya e Kyela e della zona rurale di Wanging’ombe, nel distretto di Njombe

– Promuovere l’inclusione professionale e lavorativa di giovani e adulti con disabilità dei dipartimenti di Mbeya e Kyela e della zona rurale di Wanging’ombe, nel distretto di Njombe

– Incrementare l’accesso e la qualità dei servizi di riabilitazione forniti sul territorio d’intervento in un’ottica di CBR

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente, per entrambe le sedi.

Azione 1: Supporto educativo e all’inclusione scolastica dei minori con disabilità

  • Partecipazione alle riunioni di equipe e supporto nella programmazione degli interventi;
  • Partecipazione agli incontri nelle scuole di riferimento;
  • Supporto alle attività di inserimento e monitoraggio dei bambini con disabilità nelle scuole.
  • Supporto nella realizzazione di materiale informativo/educativo

Azione 2: Promozione dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità

  • Collaborazione nella gestione dei gruppi di lavoro di artigianato
  • Collaborazione durante le attività produttive con particolare riguardo ai giovani con disabilità inseriti
  • Supporto agli operatori/ operatrici locali per organizzare gli spazi e i materiali
  • Collaborazione con i gruppi di lavoro per la conservazione dei materiali
  • Supporto nelle attività di inserimento lavorativo dei giovani con disabilità
  • Supporto nella realizzazione di materiale informativo/educativo

Azione 3: Sostegno e assistenza minori e adulti con disabilità

  • Affiancamento all’equipe durante gli interventi riabilitativi
  • Partecipazione alle riunioni di equipe e supporto per la compilazione dei piani riabilitativi individuali
  • Affiancamento e supporto nella realizzazione di attività socio-educative per bambini con disabilità
  • Affiancamento e supporto alla programmazione delle visite domiciliari
  • Supporto nell’organizzazione e realizzazione dei corsi di formazione

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia           VIA APPIA NUOVA 985 – 00178 ROMA2146444

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana MbeyaHospital Hill sncTANZANIA1533412
Gondwana InukaMbeya road – Wanging’ombe sncTANZANIA1531372

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 4 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo si conclude entro il sesto mese.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom e programmi simili. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di 11 mesi di permanenza all’estero;
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali;
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali;
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente;
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria;
  • Stile di vita essenziale;
  • Flessibilità negli orari di servizio;
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento);
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto;
  • Predisposizione alle attività con l’utenza;
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio;
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese;
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente;
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto;
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio;
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica in modalità residenziale o da remoto secondo le modalità previste dal progetto e dalle Disposizioni vigenti;
  • Disponibilità a frequentare un corso di lingua e cultura swahili;
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Non sono state riscontrate significative situazioni di disagio per i volontari. Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, è previsto che condividano la casa e vengano alloggiati in stanze multiple.

Per la persona che proviene da Paesi Europei le condizioni di disagio sono legate sostanzialmente a quelle di una “normale” permanenza in un paese africano: gli accorgimenti trasmessi da chi ha esperienza pluriennale di vita in Africa (ad es. solo acqua filtrata) sono sufficienti a eliminare rischi seri di malattie e/o di inconvenienti.

La malaria non viene segnalata nell’altipiano in cui si trovano le Regioni di Mbeya e di Njombe; al contrario vanno prese le precauzioni del caso quando si dovessero programmare spostamenti all’interno del Paese (ad esempio visite nella zona della costa o sulle Isole).

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
– Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
– Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
– L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
– Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
– Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
– Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
– Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
– L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
– L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
– Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
– Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
– Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
– La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
– Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
– Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
– La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
– Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
– Personalizzazione del percorso di accoglienza
– Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
– metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
– strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
– Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
– Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
-Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
– Organizzazione della prevenzione aziendale
-Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
-Organi di vigilanza, controllo e assistenzaEd in particolare:
-La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
-I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
-La sicurezza come processo di miglioramento continuo
-I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
-Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
-Percezione del rischio e propensione al rischio
-Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
-La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “In rete con l’Africa per l’inclusione delle persone fragili”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese.

ESPERIENZE DI INCLUSIONE TRA IL BOSCO E IL CAMPO (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il presente progetto intende realizzare un intervento multisettoriale rivolto alle persone disabili per potenziare i servizi che mirano ad una maggiore integrazione sociale in tutto il loro percorso di vita. Si incentiveranno le attività di assistenza, educazione e formazione promosse dall’associazione partner francese AAPEI EPANOU per contribuire a ridurre le disuguaglianze che ostacolano l’inclusione e la partecipazione sociale di giovani e adulti con differenti disabilità. L’intervento si realizza con il coinvolgimento di educatori, monitori e terapisti in strutture quali centri diurni con laboratori socio-occupazionali e residenze di vita.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

La regione francese dell’Alvernia-Rodano-Alpi è suddivisa in dodici dipartimenti più la metropoli del capoluogo Lione.

Annecy, capoluogo del Dipartimento (52.000 ab.), è una città situata sulla sponda settentrionale del lago omonimo, dove occupa una posizione strategica sugli assi trasversali che collegano Italia, Svizzera e Francia. Copponex (1.240 ab.) dista una ventina di km da Annecy e fa parte dell’area di attrazione Ginevra – Annemasse (parte francese), è un comune rurale -rientra tra quelli con poca o pochissima densità di popolazione- e metà della sua superficie è dedicata all’agricoltura.

Nel marzo 2021 la Commissione europea ha adottato la “Strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030” con lo scopo di ridurre la marginalizzazione economica e sociale delle persone con varie forme di invalidità. Nonostante la qualità della vita delle persone con disabilità in Francia sia sostanzialmente in linea con gli standard degli altri Paesi europei, secondo l’ultima pubblicazione del Dipartimento di Ricerca, Studi, Valutazione e Statistica francese, ci sono ampi margini di miglioramento per raggiungere una piena autonomia e partecipazione alla vita comunitaria e civile. Sul versante occupazionale, il tasso di disoccupazione rilevato in Francia è quasi doppio di quello pubblico, in aggiunta le persone riconosciute come disabili hanno meno posti di lavoro rispetto alle altre.

Bisogni rilevati e aspetti da innovare:

L’operato del CESC Project nel progetto si realizza nell’area della cooperazione e dello scambio di buone prassi con organizzazioni locali che si occupano di persone con disabilità e delle loro famiglie, nell’ottica di valorizzare e incrementare le attività in essere, favorendo un miglioramento e un’innovazione dell’intervento in questi contesti educativi, socio-riabilitativi e socio-lavorativi. È emerso infatti che le associazioni che gestiscono strutture che accompagnano persone con problemi mentali e psichici, come l’ente partner estero AAPEI EPANOU, devono poter rispondere a necessità che sono in continua evoluzione e allo stesso tempo risolvere problemi quotidiani.

Sono state quindi rilevate le seguenti tematiche emergenti, collegate a fabbisogni e aspetti da innovare: nuove esigenze delle persone disabili, integrazione, lavoro, invecchiamento, fluidità dei percorsi socio-riabilitativi e di autonomia, qualificazione degli operatori del settore e  coinvolgimento della società civile.

ENTI DI ACCOGLIENZA

AAPEI EPANOU (Association des amis et parents d’enfants inadaptés d’Annecy et ses environs)

L’associazione aderisce all’UNAPEI (Union Nationale des Associations de Parents et Amis de Personnes Handicapées Mentales) il più importante coordinamento nazionale di organizzazioni che si occupano di disabilità mentale, ed opera in 5 aree della regione dell’Alta Savoia (Annecy, le Chablais, le Genevois, la Roche sur Foron et le pays du Mont Blanc) risultando la più significativa organizzazione nell’ambito dell’economia sociale e solidale dell’intero Dipartimento.

L’ESAT (Etablissement et Service d’Aide par le Travail) è una struttura medico sociale per persone disabili coinvolte in attività socio-educativee professionalizzanti finalizzate all’inserimento al lavoro. Per essere accolto un giovane deve avere almeno 20 anni e avere una capacità di lavoro inferiore ad un terzo rispetto a quelle delle persone valide. L’ammissione nella struttura avviene dopo uno stage e a seconda della disponibilità dei posti in comunità alloggio nel caso necessitino. Un contratto di sostegno è firmato tra la struttura e il lavoratore che definisce i diritti e doveri delle parti ed il tipo di attività che verranno svolte.

Un altro obiettivo dell’ESAT è quello di favorire uno sviluppo integrale della persona disabile e per questo il servizio può prevedere anche la possibilità di essere accolti in strutture residenziali di varia natura proprio per essere più adatte alle diverse esigenze. I foyer sono rivolti principalmente alle persone inserite negli ESAT mentre le altre strutture riguardano i disabili anziani o con handicap grave che hanno bisogno di maggiore assistenza.

A partire dal presente progetto, si è ritenuto opportuno concentrare le forze nella sede distaccata del partner nel comune di Copponex, coinvolta in particolare nelle attività della fattoria di Chosal.

La Ferme de Chosal è un ESAT agricolo creato in Alta Savoia nel 1980, associato a un Centro di Accoglienza creato nel 1988 e agli Appartamenti di Sostegno. Le attività ruotano attorno a: coltivazione di verdure, orticoltura e floricoltura, manutenzione di spazi verdi, percorsi didattici e artistici (Land art), fattoria pedagogica, cucina pedagogica e una eco-boutique. Particolarmente importanti poi sono gli scambi sociali in occasione delle visite didattiche di scolaresche e famiglie ed in altre occasioni di socializzazione perché gli utenti degli ESAT accolgono i visitatori, li guidano alla visita del centro e li accompagnano nella corretta esecuzione del lavoro dei laboratori e nelle attività assistite con gli animali.

Per i lavoratori disabili di Chosal è presente un residenza di vita a 5km dalla fattoria (questo foyer si chiama Haut de Chosal) che dispone di 29 posti.

OBIETTIVO DEL PROGETTO

L’obiettivo generale del progetto è quello di migliorare il livello di partecipazione sociale e vita attiva delle persone disabili nel territorio della Grand Annecy, ed in particolare di quelle coinvolte dall’associazione AAPEI EPANOU nella sede di Copponex, attraverso il sostegno dei servizi a loro dedicati.

Obiettivi specifici:

-Potenziare i servizi di inclusione socio-occupazionale e lavorativa rivolti agli adulti disabili.

-Fornire supporto relazionale e accompagnamento personalizzato per la qualificazione del percorso socio-educativo dei minori disabili.

-Supportare i servizi delle comunità alloggio per la qualificazione del percorso di vita autonoma e integrazione sociale degli adulti disabili.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Secondo una metodologia di intervento oramai consolidata in numerose annualità di realizzazione di progetti di servizio civile all’estero il CESC Project intende il compito principale dei volontari in Servizio Civile come supporto al personale locale nelle varie strutture in cui si articola il progetto.

L’inserimento graduale dei volontari nelle singole attività avverrà secondo le seguenti fasi:

  1. osservazione delle attività, che permetterà ai volontari di conoscere in maniera più diretta e approfondita la nuova realtà;
  2. affiancamento, durante la quale il volontario parteciperà attivamente alle attività, accompagnato da un tutor locale, che possa dargli indicazioni qualora risulti necessario (affiancamento sperimentato dopo la prima settimana di osservazione);
  3. sperimentazione, in cui il volontario, sulla base dell’esperienza svolta nelle settimane precedenti, sarà sufficientemente pronto per offrire un contributo personalizzato alla realizzazione delle attività previste, mettendo in gioco la propria formazione e le proprie conoscenze, arricchite dall’approfondimento della realtà locale acquisito nelle propedeutiche “fasi conoscitive”.

Si punterà quindi ad abilitare gli operatori del servizio civile all’acquisizione di una graduale autonomia e creatività nello svolgimento dei propri compiti, naturalmente proporzionale all’andamento del servizio e alla valutazione dell’acquisizione di competenze ed esperienze.

Le attività saranno pianificate in modo da favorire la trasversalità dell’azione degli operatori del servizio civile che, a rotazione, e questo permetterà loro di assumere una funzione di «ponte» tra le diverse strutture, favorendo lo scambio e il confronto con gli operatori locali. Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Tutte le attività degli operatori volontari si possono svolgere in presenza ma è possibile prevedere che una parte di esse siano realizzate, non nelle sedi di attuazione del progetto, ma “da remoto” attraverso adeguati strumenti in possesso dell’operatore volontario e/o forniti dall’ente.

Questa modalità potrà essere attivata in situazioni di emergenza che non consentano l’operatività presso le sedi o per altre opportunità di servizio e il suo utilizzo non andrà mai oltre il 30% del totale delle ore di servizio corrispondenti a circa 340 ore annue.

Di seguite le attività previste nella sede di servizio:

Azione 1. Sostegno e incremento servizi socio-occupazionali e lavorativi

– Supportare le attività di coltivazione di verdure, orticoltura e floricoltura, produzione di verdure di stagione nei campi aperti e nelle serre, confezionamento e vendita; produzione di fiori (gerani, surfinie, violacciocche, papaveri, crisantemi, …) e piante con vendita al dettaglio e all’ingrosso

– Supporto nelle attività dedicate a famiglie e bambini, le visite scolastiche e turistiche

-Collaborare alla gestione delle attività di visita alla fattoria didattica e di mediazione con l’asino

-Sostenere l’organizzazione e la gestione dei laboratori socio-occupazionali e socio-lavorativi

-Collaborare alle attività artistico-creative

-Affiancare l’organizzazione degli eventi ricorrenti e occasionali

-Incrementare l’elaborazione e gestione di materiali e contenuti informatici, video e di altri media

-Collaborare alla programmazione e gestione di nuove proposte ricreative, formative, educative e culturali

-Sostenere l’organizzazione e la gestione delle azioni degli utenti nelle attività orticole e di giardinaggio

-Collaborare alle attività della cucina pedagogica “Gourmet Shop”

-Creare legami relazionali con i disabili, favorendo anche la conoscenza dell’Italia e della sua cultura.

-Organizzazione e gestione di un laboratorio di lingua e cultura italiana

Azione 2. Qualificazione percorso di vita autonoma e integrazione sociale adulti

-Affiancamento agli operatori nelle attività da essi gestite per favorire negli utenti la cura personale e contestuale

-Partecipazione e supporto all’organizzazione dei pasti e delle attività comuni nelle residenze

-Affiancamento agli operatori nell’incentivare e sostenere la frequentazione da parte degli utenti delle attività previste

-Supporto agli operatori impegnati nelle attività socio-sanitarie

-Collaborazione nella elaborazione e gestione delle attività ricreative e culturali (gite, vacanze, ecc.) e affiancamento agli operatori nella loro realizzazione

-Accompagnamento nelle uscite individuali e di gruppo

-Partecipazione agli incontri e alle riunioni dedicate alla supervisione della gestione delle attività e della casa

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
CESC Project Via Giglioli RomaVia Enrico Giglioli, 54 F – Roma2152934

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
CESC Project Chosal FranciaRte de L’Usile, CopponexFRANCIA2193284

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 4 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa due/tre mesi.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, Skype, WhatsApp, telefonia fissa e mobile. Sia nelle sedi dei partners locali che negli alloggi degli operatori volontari è presente la connessione internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Stile di vita essenziale
  • Flessibilità oraria
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua francese qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica in modalità residenziale o da remoto secondo le modalità previste dal progetto e dalle Disposizioni vigenti
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi, …) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Non sono state riscontrate significative situazioni di disagio per gli operatori volontari.

La formazione specifica (in Italia e in loco) e la presenza di personale locale facilitano l’acquisizione, da parte degli operatori volontari, di comportamenti adeguati e consoni alle condizioni del contesto di realizzazione del progetto. Inoltre un’informazione puntuale, prima della partenza e continuativa in sede di realizzazione del progetto, abbasseranno notevolmente il verificarsi di eventi rischiosi.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente in modalità sincrona o asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
– Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
– Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
– L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
– Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
– Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
– Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
– Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
– L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
– L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
– Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
– Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
– Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
– La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
– Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
– Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
– La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
– Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
– Personalizzazione del percorso di accoglienza
– Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
– metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
– strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
– Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
– Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
-Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
– Organizzazione della prevenzione aziendale
-Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
-Organi di vigilanza, controllo e assistenza
Ed in particolare:-La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
-I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
-La sicurezza come processo di miglioramento continuo
-I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
-Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
-Percezione del rischio e propensione al rischio
-Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
-La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “2024 COLTIVARE SPERANZA: INCLUSIONE E SOSTENIBILITÀ IN BRASILE”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese

SENTIRSI A CASA: ACCOGLIENZA PER MINORI E MIGRANTI (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il progetto interviene a favore di minori, migranti e richiedenti asilo per sostenerli e includerli nella realtà sociale delle Province di Imbabura e Pichincha, nel nord dell’Ecuador. Il presente progetto interviene per ridurre il gap che esiste tra il bisogno di aiuto e la capacità degli enti pubblici e altri attori di soddisfare i bisogni della fascia di popolazione più vulnerabile.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA:

La Costituzione dell’Ecuador, 2009, stabilisce che lo Stato deve fornire misure di protezione e favorire il “processo di crescita” per i minori, nell’art 41 riconosce il principio di mobilità umana e cittadinanza universale, “il diritto di asilo e rifugio”. Dal 2003 il Codice dell’infanzia prevede la protezione completa che lo Stato deve garantire a tutti i minori che vivono in Ecuador (anche stranieri). Lo Stato non riesce però a rispondere ad ogni necessità: l’inefficienza, il contesto e la condizione di vulnerabilità a cui sono sottoposte queste popolazioni hanno generato l’intervento non statale, che però non riesce a coprire le criticità e i bisogni.

IBARRA

Ibarra è una città eterogenea, vi abitano meticci, indigeni e afro-ecuadoriani. A questi si aggiunge la massiccia presenza di migranti e richiedenti asilo colombiani e venezuelani, 50.000 ufficiali. Le minoranze soffrono di disuguaglianze, violazione dei diritti umani, difficoltà di accesso ai servizi, criminalità. Tali difficoltà rendono più fragili le condizioni della popolazione più vulnerabile, esponendo a maggiori rischi proprio coloro che avrebbero bisogno di protezione: minori e migranti. La Regione Imbabura conta 398.224 abitanti. Gli indicatori INEC 2020 mettono in evidenza alti indici di povertà (54,2%) e di analfabetismo (10,6%, 13,4% per le donne). Le zone rurali raggiungono indici di povertà ancora peggiori.

QUITO

Il progetto si colloca nei quartieri marginali della città, capitale dell’Ecuador. A causa dell’impatto della violenza nella zona di confine con la Colombia, a Nord dell’Ecuador e della crisi politica, negli ultimi 5 anni, la città è stata popolata da una grande quantità di migranti che fuggono da questi paesi in cerca di sicurezza e migliori condizioni di vita.

I report realizzati da Gondwana e dal SJR Servicio Jesuita a Refugiados, nell’ultimo decennio, hanno confermato come una delle criticità più rilevanti della zona periferica di Quito – e tutta l’area che va da Quito ad Ibarra – è data dalla presenza di migranti.

Bisogni rilevati e aspetti da innovare:

Le criticità rilevate sul territorio sono: l’abbandono, la povertà, la marginalità e discriminazione, la violazione di diritti, la violenza subita da minori e migranti. Da queste sono stati selezionati alcuni bisogni chiave:

  1. Accompagnamento di bambine/i e adolescenti nell’inserimento e frequenza scolastica.
  2. Necessità di integrare l’offerta educativa con un adeguato accompagnamento nello studio, nella realizzazione di attività integrative e corsi.
  3. Accompagnamento e inserimento socio educativo dei minori migranti o rifugiati.
  4. Salvaguardia della salute psico-affettiva e fisica dei bambine/i e adolescenti accolti (accompagnamento e integrazione sociale).
  5. Bisogno di professionalizzazione e accompagnamento per la ricerca di lavoro adeguato o la creazione di attività produttrici di reddito autogestite
  6. L’intervento mira a supportare processi educativi e di apprendimento, la professionalizzazione e l’inclusione per settori vulnerabili.

Sintetizzando, l’intervento mira a “Supportare processi educativi e di apprendimento, la professionalizzazione e l’inclusione per settori vulnerabili”.

ENTI DI ACCOGLIENZA

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

Fundación Cristo De La Calle

È un’associazione riconosciuta dai Ministeri per la Politiche sociali e Giustizia dell’Ecuador è attiva nella provincia di Imbabura dal 1993 con priorità di intervento verso i minori a rischio e le loro famiglie. Ha realizzato accordi con lo Stato ecuadoriano aderendo a programmi pubblici, a cui ha fatto seguito il riconoscimento di alcune metodologie da essa stessa applicate.

L’associazione cogestirà tutte le attività del presente progetto ad Ibarra, fornendo strutture, sedi, supporto tecnico-professionale.

Fonda il proprio intervento sulle seguenti azioni:

  1. Intervenire a favore di bambini, bambine e adolescenti e le loro famiglie a rischio, attraverso la fornitura di supporto, servizi, infrastrutture, risorse umane, tecniche e finanziarie.
  2. Incoraggiare le Istituzioni, sia del settore pubblico che privato, a includere nei loro programmi e attività una maggiore attenzione ai bambini e alle loro famiglie a rischio.
  3. Sensibilizzare, coinvolgere e collegare il lavoro delle istituzioni di settore con i soggetti privati.
  4. Cercare finanziamenti in ambito nazionale e internazionale al fine di garantire la sostenibilità dell’organizzazione e dei suoi progetti e programmi.

Servicio Jesuita A Los Refugiados – Sjr

È una ONG internazionale specializzata nell’accoglienza di migranti e rifugiati. Cogestisce tutte le attività del presente progetto a Quito, fornendo strutture, sedi, supporto tecnico-professionale; fornendo report e individuando minori e migranti da accogliere tra gli stranieri che arrivano nella Provincia; fornendo consulenze ad hoc per i minori stranieri accolti.

ALTRI PARTNER:

FEPP – Grupo Social Fondo Ecuatoriano Populorum Progressi

Il FEPP opera da cinquant’anni nelle realtà comunitarie, contadine, indigene e afrodiscendenti locali e nello specifico nella sede regionali di Ibarra. Si occupa di: individuare e fornire report su alcune famiglie fragili e minori da accogliere e di supportare l’inserimento dei destinatari in procinto di avvicinarsi alla professionalizzazione e ricerca di lavoro nel settore rurale.

UNHCR (Ufficio di Ibarra responsabile per tutto il nord dell’Ecuador)

Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, offre orientamento e supporto nell’assistenza legale a richiedenti asilo per il riconoscimento dello status migratorio e nei casi più estremi la possibilità di viaggiare a un paese terzo per ricevere protezione nel caso in cui non sia possibile riceverla in Ecuador; coordina alcune aree di intervento della Fondazione Cristo de la Calle e di Gondwana Ecuador. Segnala tutti i casi nei quali i minori, non accompagnati o figli di richiedenti asilo e/o rifugiati, richiedano un’attenzione specifica per ciò che attiene alla vulnerabilità dei loro diritti o nel caso in cui arrivino nel paese non accompagnati o vengano abbandonati e supporta le pratiche degli stessi per rintracciare i genitori e per eventuali possibili ricongiungimenti.

MIES – Ministerio de Inclusion Economica y Social

È l’entità pubblica che coordina le politiche sociali a favore dei minori, collabora con gli enti attuatori sul territorio contribuendo alle spese di una parte del personale dipendente della Fondazione Cristo de la Calle e ai costi di gestione delle case famiglia.

Municipalidad De Ibarra

Partner storico di Gondwana e di Cristo de la Calle per l’intervento a favore dei minori realizza supporto legale e laboratori formativi.

COSDHI – Corporación de Solidaridad y Derechos Humanos de Imbabura

Organizza su tutto il territorio nazionale laboratori formativi per gli operatori degli enti attuatori sul territorio sul tema della protezione dei diritti umani fondamentali sia per minori che per persone migranti, anche in collaborazione con la RADH (Rete Americana per i Diritti Umani).

OBIETTIVO DEL PROGETTO

Promuovere lo sviluppo educativo e sociale, la formazione professionale e il rispetto dei diritti di bambine/i, adolescenti e l’inserimento socio-lavorativo e il rispetto dei diritti dei migranti vulnerabili delle Province di Imbabura (Ibarra) e Pichincha (Quito).

Obiettivi specifici:

  • Supportare l’inserimento nelle scuole primarie e secondarie esterne dei minori e dei ragazzi accolti nelle Case Famiglia e nei servizi;
  • Incrementare le attività di laboratorio, di doposcuola e corsi per tutti i bambini inseriti nei programmi delle 3 sedi e aperte a minori del territorio;
  • Sostenere l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti inseriti nei programmi delle 3 sedi;
  • Supportare le attività di prevenzione e cura della salute psicoaffettiva e fisica e di integrazione sociale dei bambini, adolescenti e adulti migranti accolti;
  • Supportare il programma di professionalizzazione, inclusione lavorativa e micro imprenditorialità

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Azione 1. Supporto per l’inserimento nelle scuole primarie e secondarie esterne dei minori e dei ragazzi accolti

Attività presso la sede di Gondwana Ibarra:

  • Accompagnamento nelle scuole per l’entrata e l’uscita dei bambini.
  • Incontri di verifica con maestri, professori, psicologi delle scuole frequentate.
  • Riunioni con l’equipe del progetto.
  • Incontri con genitori e attività sociali legate ad aventi specifici o alla frequenza scolastica.

Azione 2. Incremento delle attività di laboratorio, di doposcuola e corsi per tutti i bambini inseriti nei programmi e aperte a minori del territorio (per la sede di Quito, tale azione sarà rivolta esclusivamente a minori migranti)

Attività in comune per le due sedi

  • Sostegno per compiti scolastici e recupero delle materie.
  • Realizzazione di n. 6 corsi pomeridiani a scelta tra quelli di: lingua straniera (italiana o inglese), supporto informatico, attività ludico-artistiche; foto-video; chitarra; danza; interculturalità.

Attività presso la sede di Gondwana Ibarra:

  • Accompagnamento nei soggiorni con pernottamento fuori dalle strutture ospitanti, come da programmazione delle attività, durante le vacanze o le escursioni nei fine settimana

Azione 3. Incremento delle attività di supporto educativo, inserimento sociale a favore di minori e stranieri migranti

Attività in comune per le due sedi

  • Sostegno nell’inserimento e accompagnamento scolastico.
  • Incontro con equipe di sostegno e funzionari UNHCR.
  • Organizzazione e accompagnamento ad incontri per il sostegno psicologico e medico.
  • Supporto nel recupero dei legami familiari (ove esistenti e compatibili)

Attività presso le sedi di Gondwana Quito:

  • Accompagnamento nella professionalizzazione e ricerca di corsi e lavoro per persone in mobilità umana

Azione 4. Supporto alle attività di prevenzione e cura della salute psicoaffettiva e fisica e di integrazione sociale dei bambini e degli adolescenti e migranti accolti

Attività presso la sede di Gondwana Ibarra:

  • Accompagnamento alle visite mediche e di controllo e fisioterapie per minori con disabilità
  • Supporto attività quotidiane di cura e igiene di minori
  • Aiuto nella realizzazione degli esercizi riabilitativi e dei corretti comportamenti assegnati ai ragazzi nella vita comune
  • Supporto all’organizzazione di iniziative di integrazione sociale: escursioni, visite culturali per la conoscenza del territorio

Attività presso la sede di Gondwana Quito:

  • Colloqui psicologici per i migranti accolti (adulti e minori)
  • Orientamento per le visite mediche

Azione 5. Supporto al programma di professionalizzazione, inclusione lavorativa e microimprenditorialità

Attività presso la sede di Gondwana Ibarra:

  • Supporto all’organizzazione corsi di orientamento e/o laboratori e stesura CV e realizzazione di 2 corsi ad hoc
  • Supporto all’organizzazione e ricerca di corsi professionali e/o di aggiornamento
  • Accompagnamento nelle pratiche per l’avvio di attività microimprenditoriali e gruppi di risparmio e credito.

Attività presso la sede di Gondwana Quito:

  • Supporto per le pratiche di richiesta asilo o di domiciliazione, ottenimento servizi, documentazione e certificazioni,
  • Supporto all’organizzazione corsi di orientamento e/o laboratori e stesura CV, documentazione per il Visto e realizzazione di 6 corsi ad hoc,
  • Supporto all’organizzazione e ricerca di corsi professionali e/o di aggiornamento
  • Accompagnamento nelle pratiche per l’avvio di attività microimprenditoriali e gruppi di risparmio e credito.

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia           VIA APPIA NUOVA 985 – 00178 ROMA21464411

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana Ibarra FCC EcuadorMaldonado y Guillermina GarciaECUADOR1939157
Gondwana Quito JRS-EC EcuadorAvenida Eustorgio Salgado y Avenida Universitaria1939164

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 11 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet. Lo sviluppo capillare della telefonia mobile, con 4 operatori che operano sul tutto il territorio nazionale, garantisce ormai una copertura pressoché totale anche in zone lontane dai centri abitati e la possibilità di accedere agevolmente anche alla linea internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale e spirito di adattamento
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Elenchiamo alcuni possibili disagi: il disagio di ritrovarsi in territori caratterizzati da forti contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose; il disagio di ritrovarsi in territori in cui le condizioni climatiche possono, in certe situazioni ostacolare o/e ridurre le attività previste dal progetto e/o le comunicazioni nazionali ed internazionali; il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica e sanitaria, con particolare riferimento al contesto caratteristico della frontiera nord dell’Ecuador, molto vicina alla città di Ibarra, sede del presente progetto.

In particolare nella sede di Quito, si entrerà in contatto con beneficiari vittime di violenza e in alcuni casi ancora sotto minaccia. Si richiede quindi riservatezza e particolare attenzione nelle relazioni.

È buona prassi che i volontari seguano, in particolare nel tempo libero, comportamenti consigliati durante il percorso formativo (evitare di rientrare tardi la sera se si è da soli, esentarsi assolutamente dall’uso di droghe o alcool, non indossare abbigliamento di marca o portare oggetti preziosi, avere un comportamento sobrio nei rapporti interpersonali…).

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

 CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
– Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
– Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
– L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
– Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
– Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
– Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
– Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
– L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
– L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
– Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
– Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
– Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
– La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
– Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
– Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
– La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
– Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
– Personalizzazione del percorso di accoglienza
Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
– metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
– strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
– Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
– Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
-Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
– Organizzazione della prevenzione aziendale
-Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
-Organi di vigilanza, controllo e assistenza
Ed in particolare:
-La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
-I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
-La sicurezza come processo di miglioramento continuo
-I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
-Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
-Percezione del rischio e propensione al rischio
-Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
-La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “2024 INCLUSIONE, EDUCAZIONE E SVILUPPO RURALE IN SUDAMERICA”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 2 Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese.

SEMINANDO COMUNITA’ 2024 (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il progetto si rivolge a piccoli produttori rurali, alle loro famiglie e alle comunità indigene o marginalizzate, supportando un intervento di sviluppo rurale e comunitario in 4 province: due province sulla cordigliera andina, Cotopaxi (sede di Latacunga) e Bolívar (sede di Guaranda); tre province amazzoniche, Napo (sede di Tena) e Sucumbíos (sede di lago Agrio). Il progetto interviene attraverso il sostegno alla comunità di piccoli produttori agricoli, rafforzando le attività produttive e supportando la promozione e la progettazione di attività di conoscenza delle culture locali e di turismo comunitario, garantendo anche un’attività di sensibilizzazione e promozione dei modelli di produzione e consumo sostenibili.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

COTOPAXI

La Provincia è caratterizzata dall’ecosistema del Páramo con una discontinuità del paesaggio e per altitudini che variano dai 2.900 ai 5.897 m.s.l.m. La popolazione rurale è pari al 70%. La popolazione femminile che abita nelle aree rurali è di 164.494 (2020), per lo più dedita alla produzione agricola per l’autoconsumo, ragione per cui i diritti delle donne sono considerati una priorità in questo territorio. La popolazione indigena della provincia di Cotopaxi rappresenta il 22% sul totale ed abita prevalentemente le aree rurali, è ufficialmente rappresentata da un solo popolo, i Panzaleo della Nazionalità Kichwa. La popolazione afro-ecuadoriana della provincia pari all’1,27% è situata in prevalenza nelle aree urbane. La percentuale di analfabetismo è del 13,6% per la popolazione di età superiore ai 15 anni. Infine, secondo i dati dell’ENEMDU – INEC 2012, la povertà per reddito nella provincia di Cotopaxi è del 44% e la povertà estrema del 23,2%.

BOLIVAR

La Provincia si estende per 3.953 Km2, è l’unica della sierra che ha zone adatte all’agricoltura e all’allevamento tipiche sia delle zone andine che della costa, grazie alla diversità climatica. Nel settore agricolo è rilevante la produzione di grano, patate, orzo, mais, canna da zucchero, caffè, banane, verdure, alberi da frutto. Esiste un’area forestale di pino ed eucalipto, sfruttata dall’industria del legno. Le attività di allevamento sono aumentate grazie alle grandi estensioni dei pascoli. In quest’area di particolare rilevanza è il settore estrattivo, poiché la provincia è ricca di materie prime. Metà della popolazione della regione vive nel Cantone di Guaranda, lo stesso in cui si concentrano le azioni del progetto, e il 74% della sua popolazione vive in zone rurali. La zona presenta indici di povertà molto elevati acutizzandosi nelle aree rurali. La scolarizzazione della popolazione del Cantone è di 6.9 anni per le donne e di 7.8 anni per gli uomini, evidenziando una differenza tra i generi che diventa ancora più accentuata se guardiamo ai tassi di analfabetismo che sono del 22% per le donne e del 13% per gli uomini.

NAPO

Il 65% della provincia di Napo è ricoperto da foreste autoctone, habitat di una grande diversità di specie di flora e fauna endemiche, molte delle quali attualmente minacciate. Queste foreste si trovano principalmente all’interno dei territori ancestrali indigeni, aree protette, zone di conservazione del programma nazionale “Sociobosque” o del patrimonio forestale demaniale. Il 20% è ricoperto da vegetazione arbustiva ed erbacea, che corrisponde principalmente all’ecosistema paramo, situato nella zona occidentale e dove si trovano le principali sorgenti d’acqua che riforniscono diversi settori urbani come Quito e Latacunga. Il 13% del suolo della provincia è dedicato ad attività produttive, principalmente pascoli, monocolture (cacao, mais, caffè, naranjilla, etc) e sistemi agroforestali. La deforestazione ha portato alla riduzione dei servizi ecosistemici tra i quali stoccaggio del carbonio, disponibilità di habitat, approvvigionamento idrico. Più di 50 specie di flora e fauna sono considerate vulnerabili o a rischio di estinzione a causa dello sfruttamento delle foreste e la mancanza di alternative di produzione sostenibile. Negli ultimi anni le foreste tropicali dell’Amazzonia ecuadoriana hanno subito una forte riduzione e frammentazione. L’intervento antropico ha trasformato il paesaggio per far spazio all’allevamento bovino estensivo, a coltivazioni commerciali molto spesso intensive, alle miniere e alla estrazione di idrocarburi. Negli ultimi anni si è assistito a un progressivo svuotamento delle campagne a causa della bassa produttività del suolo e dei prezzi eccessivamente bassi dei prodotti agricoli. Coltivazioni commerciali hanno soppiantato quelli tradizionali, causando la perdita di varietà autoctone e minacciando la sovranità alimentare della popolazione locali.

SUCUMBÍOS

Confinante con la Colombia, questa provincia amazzonica viene considerata una delle più povere del Paese, con l’87% di povertà per bisogni primari insoddisfatti. Nell’area d’interesse del progetto ci sono 6 nazionalità e popolazioni indigene – Kofan, Siona, Siekopai, Shuar, Kichwa, Waorani – la cui esistenza e stile di vita sono minacciati dalle politiche estrattive e dalla colonizzazione dell’Amazzonia. La principale risorsa mineraria della provincia è l’estrazione del petrolio. Il risultato di 26 anni di cattive pratiche estrattive è stato uno dei più gravi disastri ambientali della storia dell’umanità che ha causato e continua a causare effetti devastanti sulla vita, la salute, la cultura e l’ambiente delle oltre 30.000 persone che vivono nella zona.. La protezione della biodiversità e degli ecosistemi presenti nella provincia è priorità assoluta e tutti gli abitanti risentono dello sfruttamento massiccio e indiscriminato del territorio. L’estrazione petrolifera e mineraria è responsabile di alcuni dei più gravi disastri ambientali, che hanno avuto conseguenze profondamente negative sulla popolazione locale. L’intervento nella sede è focalizzato sulla tutela ambientale e l’appoggio ai popoli indigeni e comunità locali impattati con azioni di difesa e conservazione dell’ecosistema, generazione di mezzi di sussistenza sostenibili, sfruttamento di servizi ecosistemici e risposta a situazioni di emergenza e crisi.

Criticità rilevate e aspetti da innovare

I principali bisogni delle popolazioni che vivono nelle zone di intervento del progetto sono relazionati alla mancanza dei servizi di base, ad una bassa qualità della produzione agricola, un difficile accesso alle risorse finanziarie, fonti di lavoro e mezzi di produzione insufficienti e poca incidenza a livello politico; oltre alla scarsa capacità di organizzazione, protezione e valorizzazione della cultura e dell’ambiente naturale.

Il progetto intende quindi intervenire per innovare il contesto di riferimento attraverso:

  • il sostegno a comunità di piccoli produttori agricoli, con una particolare attenzione alle minoranze etniche (indigeni e afro-ecuadoriani), alle donne e ai giovani che vivono nelle comunità rurali e nelle periferie;
  • il rafforzamento delle attività produttive delle famiglie di contadini e delle associazioni rurali su aspetti di progettazione, comunicazione e marketing, supportando le attività in ciascuna fase della catena di valore: produzione, trasformazione e commercializzazione;
  • la promozione e la progettazione di attività di conoscenza delle culture locali e di turismo comunitario;
  • attività di sensibilizzazione e promozione di modelli di produzione e consumo sostenibili, e di buone pratiche di protezione dell’ambiente.

ENTI DI ACCOGLIENZA

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

FEPP – Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio

Il FEPP è il principale partner locale del progetto, nato nel 1970, è una delle maggiori ONG ecuadoriane. Supporta gli sforzi di alcuni gruppi sociali, come cooperative e imprese, per il miglioramento organizzativo ed educativo, l’accesso alle risorse finanziarie, nella possibilità di impiego e nell’utilizzo dei mezzi per la produzione, la trasformazione, la commercializzazione, la salvaguardia ambientale, l’uguaglianza di genere, la partecipazione alla vita politica, il benessere e contribuendo così a condizioni di vita più umane.

Lavora da decenni nel credito per i piccoli produttori senza garanzie e per il riscatto delle loro terre ancestrali, ha sviluppato metodologie produttive diffuse, quali l’agroecologia, il biologico, o da lui stesso create, come il SIPAS -Sistema agropecuario produttivo integrale e sostenibile. Nel corso della sua storia ha raggiunto circa 140.000 famiglie e più di 550.000 persone.

È inoltre partner di Gondwana in 5 progettualità di cooperazione internazionale finanziate da enti italiani.

INBAR – International Bamboo and Rattan Organization

È un’organizzazione intergovernativa che promuove lo sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale utilizzando bambù e rattan. Attualmente è composto da 46 Stati membri ed ha cinque uffici regionali in Camerun, Ecuador, Etiopia, Ghana e India.

Dal 2020 INBAR sta implementando un progetto conosciuto con il nome “Bambuzonía” e co-finanziato da IFAD (International Fund for Agricultural Development). In Ecuador il progetto si sviluppa nelle province amazzoniche di Napo, Pastaza e Morona Santiago ed ha come obiettivo generale aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici dei piccoli produttori rurali attraverso sistemi diversificati di produzione, utilizzo e vendita di bambù e prodotti derivati, come risorsa forestale alternativa, frutto di una gestione sostenibile del bosco invece che del disboscamento indiscriminato. Nel 2022 INBAR ha implementato il progetto “Restauración Biocéntrica en Territorios Indigena” finanziato da FAO Roma, che mira a fornire supporto alle popolazioni indigene di 4 comunità della provincia di Napo per ripristinare e conservare i loro territori applicando un mix di nuove tecnologie con conoscenze e pratiche ancestrali (restauro biocentrico), che permettono loro di utilizzare e conservare i loro territori in modo sostenibile.

INBAR ha esperienza nella formazione dei produttori sulla gestione sostenibile del bambù, l’incorporazione di pratiche climaticamente intelligenti, la propagazione del bambù per la creazione di frange di protezione lungo le rive dei fiumi, ripristino e conservazione di pendii erosi e recupero di terreni degradati con bambù sfruttando la sua rapida crescita, l’apporto di materia organica che ne migliora la fertilità, e lo sviluppo dei rizomi che rompono la compattazione del suolo e ne migliorano la porosità.

FUNDER – Escuela de Formación

Approvata dal Ministero dell’Educazione nel 2003 come centro occupazionale, nel 2009 viene riconosciuta come Fondazione Educativa. Promuove la formazione di oltre 3.000 giovani all’anno. Il 60% dei partecipanti ottiene un lavoro retribuito presso imprese familiari o comunitarie.

Le sue linee d’azione sono: agricoltura e allevamento, agroalimentare, artigianato, edilizia, amministrazione aziendale.

Si è specializzata in corsi a distanza sullo sviluppo locale e l’economia popolare e solidale. Vuole promuovere una scuola e un istituto a distanza per gli emigranti ecuadoriani. Ha uffici aperti in Spagna, Italia e Belgio.

CAMARI – Comercializadora solidaria

Organizzazione che cura la commercializzazione e l’esportazione dei prodotti per conto del Grupo Social FEPP. Nata all’inizio degli anni ’80, Camari ha aperto negozi in varie città dell’Ecuador e nel 1991 ha costituito un sistema centralizzato di gestione dei punti vendita e di sostegno ad altri negozi non soci. La vendita nei canali del commercio equo e solidale è iniziata nel 1986 con l’artigianato e si è poi estesa agli alimentari nel 1996. Camari sostiene i produttori in tutte le loro attività offrendo un collegamento diretto al mercato senza intermediari. Permette l’accesso al mercato internazionale e promuove pratiche etiche e sostenibili nella produzione e nella vendita. Fa parte della rete di altromercato, impresa sociale e principale realtà di Commercio Equo e Solidale in Italia.

OBIETTIVO DEL PROGETTO

Miglioramento della situazione di vita di famiglie e comunità contadine e di piccoli produttori delle comunità indigene di 4 Province dell’Ecuador.

Il progetto è centrato su una logica di supporto allo sviluppo delle comunità rurali, consapevoli che solo attraverso una piena acquisizione di modelli e pratiche sostenibili necessari ad incrementare non solo le entrate derivanti dalle loro attività, e di conseguenza la sicurezza alimentare, ma anche la qualità dei prodotti agricoli, la salvaguardia ambientale e la promozione di tradizioni e pratiche culturali locali, sarà possibile garantire un effettivo miglioramento della qualità di vita delle popolazioni coinvolte e il rispetto e la salvaguardia del contesto naturale.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Gli operatori volontari svolgeranno un ruolo di supporto e accompagnamento alle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi del progetto, affiancando gli operatori locali in tutte le azioni di sviluppo rurale e comunitario portate avanti dai vari partner (vedi cronogramma del precedente capitolo). A tutti gli operatori volontari in servizio verrà chiesto di vivere la vita e le esperienze all’interno delle sedi di servizio nel pieno rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali.

Il lavoro di campo, da realizzarsi in tutto il territorio delle Province coinvolte, prevede uscite, visite e in alcuni casi pernottamenti presso le aree rurali sede delle attività di supporto alle comunità locali.

Le 4 sedi del progetto sono organizzate con uffici e lavoro sul campo; il servizio dei giovani è suddiviso con attività presso i piccoli produttori rurali e altre di scrittura ed elaborazione presso gli uffici suddivise a seconda della programmazione settimanale e secondo quanto indicato dall’elenco delle attività descritto. In tutte le attività sarà fondamentale il supporto dei volontari per incrementarle e realizzarle al meglio; i volontari saranno sempre coordinati da una persona dell’equipe dell’organizzazione ospitante esperta nel settore di intervento nel quale si opererà. In tutti i casi gli operatori volontari avranno il compito di integrare, supportare e arricchire le attività già collaudate e saranno necessari per incrementarle e far fronte alla grande mole di richieste di servizi e attività. Allo stesso tempo tale supporto al progetto sarà elemento fondamentale per raggiungere i risultati e l’obiettivo previsti dal progetto.

AZIONE 1 – Sostegno a comunità di piccoli produttori agricoli e promozione di modelli di produzione sostenibili

-Supportare i tecnici del FEPP e INBAR nelle attività di implementazione dei progetti in corso (workshop, riunioni, eventi, raccolta di dati).

-Accompagnare i beneficiari nelle attività di raccolta, immagazzinamento e conservazione dei prodotti.

-Accompagnare i tecnici del FEPP, INBAR e FUNDER  nelle attività di supporto alle organizzazioni di contadini (modelli di gestione, analisi dei dati ecc.).

-Supportare i tecnici del FEPP e INBAR nelle fasi di identificazione e formulazione di nuove proposte progettuali (ricerca di bandi, stesura dei progetti, raccolta di dati).

AZIONE 2 – Supporto alle associazioni rurali su aspetti di comunicazione e marketing e promozione di modelli sostenibili di consumo

-Supportare i tecnici del FEPP, INBAR e di CAMARI nella raccolta di contenuti, dati, elementi culturali, dettagli sui prodotti da diffondere o da commercializzare.

-Sopportare i tecnici del FEPP e INBAR nella realizzazione e gestione di siti web e social network (Facebook, Instagram, Twitter).

-Supportare i tecnici del FEPP, INBAR e di CAMARI nell’elaborazione di volantini, brochure, loghi, etichette.

-Supportare i tecnici del progetto nella realizzazione e organizzazione di riunioni, manifestazioni ed eventi.

AZIONE 3 – Promozione della cultura locale, delle lingue ancestrali e del turismo su base comunitaria

-Aiutare i tecnici del progetto nell’organizzazione degli scambi di esperienze tra organizzazioni rurali che svolgono attività di turismo comunitario;

-Sostenere le attività di promozione, diffusione, e miglioramento delle realtà di turismo comunitario;

-Sostenere le organizzazioni coinvolte dal progetto nel disegno di nuovi sentieri naturalistici.

AZIONE 4 – Promozione di una agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente

-Partecipare a riunioni comunitarie per diffondere colture biologiche e di qualità;

-Supportare i tecnici del FEPP e INBAR nella preparazione e gestione di eventi di sensibilizzazione su tematiche ambientali.

Prevalentemente nelle sedi di Lago Agrio, Guaranda e Latacunga

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
  GondwanaAssociazione di Cooperazione e Diplomazia PopolareVia Appia Nuova 985, 00178 Roma2146442
2
2
2

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Tena INBARVia a Muyuna TemaECUADOR2146382
Gondwana GuarandaConvencion de 1884            Ecuador1533502
Gondwana Latacunga5 de Junio Ecuador1533532
Gondwana Lago Agrio12 de febrero y 10 de agosto Ecuador1533472

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 8 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet. Lo sviluppo capillare della telefonia mobile, con 4 operatori che operano sul tutto il territorio nazionale, garantisce ormai una copertura pressoché totale anche in zone lontane dai centri abitati e la possibilità di accedere agevolmente anche alla linea internet

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Elenchiamo alcuni possibili disagi: il disagio di ritrovarsi in territori caratterizzati da forti contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose; il disagio di ritrovarsi in territori in cui le condizioni climatiche possono, in certe situazioni ostacolare o/e ridurre le attività previste dal progetto e/o le comunicazioni nazionali ed internazionali; il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica e sanitaria. È buona prassi che i volontari seguano, in particolare nel tempo libero, comportamenti consigliati durante il percorso formativo (evitare di rientrare tardi la sera se si è da soli, esentarsi assolutamente dall’uso di droghe o alcool, non indossare abbigliamento di marca o portare oggetti preziosi, avere un comportamento sobrio nei rapporti interpersonali…).

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
– Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
– Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
– L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
– Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
– Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
– Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
– Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
– L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
– L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
– Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
– Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
– Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
– La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
– Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
– Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
– La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
– Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
– Personalizzazione del percorso di accoglienza
– Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
– metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
– strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
– Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
– Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
-Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
– Organizzazione della prevenzione aziendale
-Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
-Organi di vigilanza, controllo e assistenza
Ed in particolare:
-La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
-I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
-La sicurezza come processo di miglioramento continuo
-I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
-Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
-Percezione del rischio e propensione al rischio
-Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
-La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “2024 Cooperazione e sviluppo rurale in Sudamerica”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 2 Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 12 Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Recupero e valorizzazione delle piccole comunità e sviluppo di quelle rurali anche attraverso l’utilizzo degli strumenti dell’agricoltura sociale

SEMENTI DI CITTADINANZA: EDUCAZIONE E INCLUSIONE DI MINORI E DONNE IN BRASILE (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Le disuguaglianze che caratterizzano trasversalmente la società brasiliana, si riscontrano con marcate specificità nei territori delle sedi di intervento. Il progetto si rivolge alle categorie vulnerabili rappresentate da minori, giovani e donne che abitano in contesti periferici e marginali, per promuovere e implementare opportunità formative e di partecipazione sociale, e accrescere così nei destinatari benessere, autostima, senso di appartenenza alla famiglia e alla comunità.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

NELLO STATO DI RIO DE JANEIRO

La città di Rio è circondata dalla Baixada Fluminense, una parte pianeggiante della Regione Metropolitana. La parte della Baixada in senso stretto, ovvero l’area periferica a nord della città, è divisa in 13 municipi (fra i quali la sede di progetto Duque de Caxias) che occupano le ultime posizioni in molti indicatori socio-economici dello stato, con alcuni dei peggiori risultati nell’area dell’educazione, della salute pubblica e negli indici di reddito.

PACIÊNCIA

Paciência è un quartiere di classe medio bassa della zona ovest del municipio di Rio de Janeiro. Le zone vicine a Paciência, sono distretti industriali, cresciuti in particolar modo negli ultimi anni, grazie ad investimenti di aziende private nazionali e di multinazionali. La periferia di Paciência ha avuto un minore incremento del benessere socio-economico: dagli anni ’60 in poi, l’espansione urbana si è sviluppata in maniera irregolare nelle zone commerciali e nelle zone periferiche e l’edilizia è spesso abusiva ed arrangiata. I treni della stazione metropolitana permettono uno spostamento diretto al centro della città di Rio, ma offrono un servizio poco efficiente e economicamente impegnativo per i pendolari che si dislocano quotidianamente per lavoro o per studio verso la città.

DUQUE DE CAXIAS – JARDIM PRIMAVERA

Il municipio di Duque de Caxias è il più popolato della Baixada Fluminense, il terzo più abitato dello Stato di Rio de Janeiro (oltre 924mila abitanti) e il diciottesimo con più abitanti del Brasile. Dagli anni ‘40 è andato progressivamente perdendo le sue caratteristiche di comunità agricolo-rurale per svilupparsi come uno dei “parchi industriali” più importanti dell’intero Brasile. A questa immissione di ricchezza è corrisposto in minima parte un reinvestimento sul territorio che continua a soffrire la mancanza di adeguati servizi sanitari, sociali ed urbanistici.

Nel quartiere Jardim Primavera, sede di intervento del progetto, vivono oltre 70mila persone. L’offerta di asili pubblici rispetto ai potenziali utenti è molto scarsa, per i minori in età prescolare (da 4 a 6 anni) è presente all’incirca una scuola dell’infanzia ogni 700 bambini e tenendo anche conto del fatto che un restante 30% di bambini nella stessa fascia di età non frequenta alcuna struttura educativa si arriva ad una media di un asilo ogni 1.250 bambini. Nonostante negli ultimi anni il quartiere abbia goduto di un certo sviluppo grazie al quale sono comparse alcune strutture utili a rispondere alla domanda socio-ricreativa (soprattutto palestre, centri ricreativi e sportivi e scuole di inglese), mancano strutture educative, soprattutto della prima infanzia, in grado di accogliere adeguatamente i minori che abitano le comunità più periferiche, e sono ancora troppo poche le opportunità formative e culturali per giovani e adolescenti.

NELLO STATO DI BAHIA

FEIRA DE SANTANA – SÃO GONÇALO DOS CAMPOS

Feira de Santana è una microregione dello stato di Bahia, composta da 24 municipi. È il più importante centro commerciale e industriale della parte interna dello stato ed è una città abitata da una grande fascia di persone migranti. Importanti fonti di reddito sono l’agricoltura in generale, l’allevamento, l’avicultura e l’industria del tabacco.

A partire dalla decade del 1960 Feira de Santana ha sofferto una grande urbanizzazione: la popolazione è più che quadruplicata in 40 anni. La sfida collegata ad un tale sviluppo è quella di garantire i servizi necessari e soprattutto una adeguata distribuzione della ricchezza per non favorire un elevato tasso di disuguaglianze: la povertà affligge principalmente le persone afrodiscendenti e gli immigrati senza qualifica professionale. La popolazione povera si concentra nei quartieri di classe bassa e nella zona rurale, dove le comunità sono carenti di infrastrutture basiche.

São Gonçalo dos Campos (territorio sede di progetto) è localizzato nella regione metropolitana di Feira de Santana e conta una popolazione di 37,554 abitanti, fra i più popolati della regione. Così come le altre città del Recôncavo Baiano ha una popolazione di maggioranza nera e cultura di radice prevalentemente africana, con migranti arrivati dall’interno di Bahia e da tutto il Brasile che si sono mescolati etnicamente e culturalmente: si caratterizza pertanto da un forte rischio di divisioni socio-culturali.

Bisogni rilevati e servizi da incrementare:

LA CONDIZIONE VULNERABILE DEI MINORI

Il Brasile possiede un tasso di abbandono scolastico precoce di quasi tre volte maggiore che la media di 29 paesi europei, dato strettamente connesso al problema dell’ingresso precoce nel mercato del lavoro di adolescenti, maggiormente esposti al lavoro precario e a forme di sfruttamento. La mancanza di interesse nello studio ed il bisogno di lavorare sono tra i principali motivi dell’evasione scolastica, ai quali si aggiungono gravidanze e lavoro domestico per la popolazione femminile.

LA CONDIZIONE VULNERABILE DELLE DONNE

Il Brasile presenta tassi elevati di matrimoni infantili e gravidanze precoci. Nnonostante siano in media più scolarizzate, le donne ricevono salari più bassi e affrontano ostacoli maggiori per inserirsi e permanere nel mercato del lavoro. Inoltre le disuguaglianze di genere sono correlate con quelle di classe, di colore della pelle, e con quelle di provenienza regionale. Soprattutto nelle comunità più emarginate, ma non solo, le donne restano ad alto rischio di violenza.

DISCRIMINAZIONE RAZZIALE

La mobilità sociale dei brasiliani è limitata da vari fattori, fra i quali contano sia la classe sociale, che il genere, che la razza. Relativamente ai territori di intervento del presente progetto, sottolineiamo che la popolazione di Duque de Caxias è prevalentemente nera mentre il Recôncavo Baiano, dove si trova la sede di São Gonçalo dos Campos, ha una popolazione di maggioranza nera e cultura di radice prevalentemente africana, abitate da migranti arrivati dall’interno di Bahia e da tutto il Brasile che si sono mescolati etnicamente e culturalmente.

Alla luce di questi dati, identifichiamo l’ambito educativo e socio-culturale diventa quindi il settore d’intervento primario per combattere l’emarginazione dei soggetti fragili rappresentati dai minori e dalle donne che abitano in contesti vulnerabili. Per questo motivo il progetto intende incrementare e diversificare i servizi attivi nei territori nell’ambito dell’assistenza all’infanzia, l’educazione non formale per i minori e i giovani, la promozione socio-culturale e la formazione per le donne, per promuovere processi virtuosi di coesione e partecipazione sociale.

ENTI DI ACCOGLIENZA

SOCIEDADE CULTURAL PROJETO LUAR

ONG con sede nel municipio di Duque de Caxias (RJ), ha avviato le sue attività agli inizi degli anni ‘90 all’interno di una chiesa del quartiere Jardim Primavera coinvolgendo nelle sue lezioni di danza pochi bambini della comunità. Attualmente si contano oltre 800 partecipanti tra bambini, adolescenti e giovani, distribuiti tra la sede di Caxias e il polo di Paciência. L’attività principale del Projeto Luar è di prevenzione all’abbandono della comunità d’origine, utilizzando il potere aggregante dell’arte per rinforzare e rinnovare i vincoli con la comunità e con la famiglia e di “formazione di formatori”, coinvolgendo sempre più destinatari. I professori di danza e gli educatori del progetto provengono dalle stesse comunità del quartiere. Questa azione viene realizzata offrendo gratuitamente anche corsi settimanali di acrobazia, teatro, capoeira, aprendo una piccola biblioteca e videoteca alla comunità, usando la propria sala per rappresentazioni periodiche teatrali, di danza e video, tanto da aver ottenuto da parte del governo statale il riconoscimento del Projeto Luar come “Punto di Cultura” dello Stato di Rio de Janeiro, a dimostrazione degli sforzi fatti e dei contributi offerti nello sviluppo di una cultura migliore e più vicina alla popolazione carente e alle associazioni territoriali che lavorano in tal senso.

Dal 2004 si è avviato il laboratorio ArteMãe (Arte Mamma) rivolto a un gruppo di donne che si incontra per creare una produzione artigianale e sartoriale, stimolata dalla valorizzazione dell’autostima e dal potenziamento delle proprie capacità e finalizzata alla generazione di reddito.

Anche a seguito di questa positiva esperienza, per potenziare le attività rivolte alle donne della comunità nel 2008 all’interno del Projeto Luar è nato il gruppo Mães em Movimento (Mamme in movimento) per valorizzare l’identità femminile e l’espressività corporea.

Nell’ambito della tutela dell’infanzia il Projeto Luar collabora con la Diocesi del Municipio, che sostiene la gestione e la formazione d’equipe di due strutture d’accoglienza che funzionano come scuole per l’infanzia: la Casa d’accoglienza São Gabriel nel quartiere Bom Retiro e la creche Santa Clara nel quartiere Saracuruna, che assistono bambini denutriti e malnutriti.

Anche nel Polo di Paciência la danza è la spina dorsale ma parallelamente si sviluppano altre attività artistiche e culturali, come laboratori di lettura e musica, educazione alimentare e cittadinanza attiva, e corsi di teatro, yoga e di lingue straniere. Dal 2006 all’interno del Polo è attivo il gruppo Bela Idade (Bella età) per migliorare il benessere fisico e l’autostima di un gruppo di donne tra i 45 e gli 80 anni d’età, organizzando attività che sviluppano la coordinazione motoria ed il senso del ritmo e più recentemente il gruppo Mães que dançam. La sede presso lo spazio del Terraço das artes promuove anche incontri periodici di promozione della salute e prevenzione, protagonismo femminile, proiezioni video su tematiche rilevanti, e uscite/iniziative culturali.

PACE-PÉ DE ARTE, CULTURA E EDUCAÇÃO

È un’associazione senza finalità di lucro fondata nel 2006 a São Gonçalo dos Campos con le seguenti finalità: promozione della cultura e della conservazione del patrimonio storico e artistico; promozione gratuita dell’educazione; promozione dell’etica, della pace, della cittadinanza, dei diritti umani e della democrazia; difesa, preservazione e conservazione dell’ambiente e promozione dello sviluppo sostenibile.

La prima attività realizzata nell’anno della sua costituzione era rivolta a un gruppo di bambini che hanno partecipato al progetto teatrale “Teatro de Bonecos e Griô” (teatro di pupazzi e cantastorie), e oggi PACE è riconosciuta dal Ministero della Cultura attraverso la Segreteria di Cultura di Bahia come “Punto di Cultura Statale”, grazie alla sua offerta di svariati corsi e laboratori ricreativi, culturali e artistici aperti a bambini, adolescenti, giovani e adulti.

Attualmente l’associazione è frequentata da un totale di circa 160 persone fra minori e donne, che partecipano ai seguenti laboratori attivi presso la sede: arti visive, alfabetizzazione musicale, percussioni, banda marziale, lettura e scrittura, teatro, yoga, capoeira, cucito, artigianato, culinaria.

Di particolare rilevanza si è rivelata negli ultimi anni l’azione specifica dedicata alle donne: si è realizzato un ciclo di contri di condivisione di competenze e tradizioni culinarie e un corso di formazione specifico sulla cucina italiana che, parallelamente alla costruzione di un forno a legna nella sede dell’associazione, ha rappresentato un’importante opportunità di formazione professionale e di generazione di reddito per le donne coinvolte.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Potenziare le opportunità formative e di partecipazione sociale per i minori, i giovani e le donne in situazioni di vulnerabilità che partecipano alle attività proposte nelle sedi di progetto, attraverso un intervento volto a incrementare e diversificare l’offerta dei servizi educativi e socio-culturali.

Gli enti partner locali rappresentano poli fondamentali di incontro, socializzazione e apprendimento in cui si contrasta il rischio di divisioni socio-culturali e si promuovono attività ricreative, culturali e artistiche in contesti periferici in cui le disuguaglianze purtroppo vengono spesso percepite come una legge naturale.

Il progetto intende quindi rafforzare processi virtuosi di partecipazione e coesione sociale attraverso azioni formative e di empowerment per accrescere nei destinatari benessere e autostima ma anche senso di appartenenza alla famiglia e alla comunità.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Tutte le attività degli operatori volontari si possono svolgere in presenza ma è possibile prevedere che una parte di esse siano realizzate, non nelle sedi di attuazione del progetto, ma “da remoto” attraverso adeguati strumenti in possesso dell’operatore volontario e/o forniti dall’ente.

Questa modalità potrà essere attivata in situazioni di emergenza che non consentano l’operatività presso le sedi o per altre opportunità di servizio e il suo utilizzo non andrà mai oltre il 30% del totale delle ore di servizio corrispondenti a circa 340 ore annue.

Data la delicatezza di un intervento in un contesto extra-italiano e extra-europeo e data l’importanza dell’esperienza di servizio civile in quanto esperienza formativa per i giovani che vi aderiscono, il compito degli operatori volontari SCU è principalmente quello di supportare il personale locale delle varie strutture in cui opereranno all’interno del progetto. Queste figure contribuiranno all’inserimento graduale dei volontari nelle singole attività, attraverso una prima fase iniziale di osservazione guidata e di affiancamento, per poi passare alla sperimentazione di un contributo personalizzato alla realizzazione delle attività previste, mettendo in gioco la propria formazione e le proprie conoscenze, arricchite dall’approfondimento della realtà locale acquisito nelle propedeutiche “fasi conoscitive”.

Azione 1: Educazione infantile

Sede del Projeto Luar – Duque de Caxias

  • Accogliere i bambini all’arrivo nella struttura e collaborare con le maestre/gli educatori nelle attività quotidiane
  • Supportare le attività motorie e ludiche
  • Organizzare attività educative complementari, rivolte allo sviluppo del linguaggio e dell’espressività creativa
  • Promuovere il coinvolgimento delle famiglie attraverso eventi di presentazione delle attività scolastiche

Azione 2: Promozione socio-culturale per la crescita integrale dei minori (sostegno e implementazione di corsi e laboratori)

Tutte le sedi

  • Accogliere gli adolescenti e i giovani nelle strutture all’arrivo
  • Stabilire un contatto e una relazione con i ragazzi
  • Aiutare gli educatori nella gestione dei corsi/laboratori
  • Collaborare nella preparazione dei materiali e nella divulgazione del l’offerta dei corsi e laboratori
  • Dedicare attenzione individualizzata ai partecipanti che dimostrano il bisogno di un supporto specifico e coinvolgere i partecipanti che interagiscono meno con il gruppo

Sede del Projeto Luar – Duque de Caxias:

  • Sala di lettura e biblioteca, corsi di danza, acrobazia, capoeira, teatro,;
  • Realizzare nuove attività artistiche, educative e formative: Corsi di lingue straniere, laboratori interculturali;
  • Promuovere e supportare l’organizzazione e l’allestimento di eventi, gite, visite culturali, feste e mostre annuali delle varie attività.

Sede Terraço das Artes – Paciência:

  • Corsi di danza, capoeira.
  • Realizzare nuove attività artistiche, educative e formative: Laboratorio di lettura, corsi di lingue straniere, attività ludico-ricreative, incontri periodici per rafforzare l’autostima e il protagonismo giovanile
  • Supportare l’organizzazione e l’allestimento di eventi, gite, visite culturali, feste e mostre annuali delle varie attività.

Sede associazione PACE – São Gonçalo dos Campos:

  • Ampliare l’offerta di laboratori ludico-ricreativi e culturali: musica, banda marziale, capoeira, disegno e educazione artistica, scrittura creativa, attività motorie e sportive, culinaria, lingue straniere.
  • Offrire attività che recuperino e valorizzino le tradizioni culturali locali e la cultura afrodiscendente.
  • Promuovere attività che valorizzino l’educazione all’interculturalità.

Azione 3: Promozione dell’empowerment femminile

Sede del Projeto Luar – Duque de Caxias:

  • Collaborare alle attività artigianali e sartoriali del gruppo di donne
  • Sostenere le attività di espressività corporea, utili per valorizzare l’autostima e la cura del sé del gruppo Mães em movimento
  • Realizzare incontri di confraternizzazione settimanale, durante i quali le donne possano usufruire di alcuni servizi comunitari, e organizzare la partecipazione a iniziative culturali
  • Avviare sessioni formative sul tema della microimprenditoria femminile e collaborare nell’organizzazione degli acquisti di materiale per i laboratori

Sede Terraço das Artes – Paciência:

  • Stabilire un contatto e una relazione con le donne del gruppo
  • Sostenere le attività di espressività corporea, utili per valorizzare l’autostima e la cura del sé dei gruppi Mães que dançam e Bela idade
  • Realizzare uscite mensili e incontri di confraternizzazione settimanale, e organizzare la partecipazione a iniziative culturali
  • Realizzare eventi sul tema della promozione della salute e dei diritti delle donne

Sede associazione PACE – São Gonçalo dos Campos:

  • Realizzare incontri di promozione della salute e rieducazione alimentare
  • Avviare un laboratorio di cucina
  • Implementare le attività di microimprenditoria
  • Realizzare incontri di confraternizzazione settimanale e organizzare la partecipazione a iniziative culturali
  • Promuovere iniziative di supporto psicologico per donne madri in situazioni di fragilità sociale

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
CESC Project Via Giglioli RomaVia Enrico Giglioli, 54 F – Roma21529310

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
CESC Project Paciencia BrasileEstrada De Paciencia 430 – Bairro MartinhoBRASILE1535212
CESC Project Bahia BrasileRua do Diogo – Mata de Sao Joao1530794
Cesc Project Duque de Caxias BrasileRua la Rouche Foucalt 151 – Jardim Primavera1535204

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 10 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, Skype, WhatsApp, telefonia fissa e mobile. Sia nelle sedi dei partners locali che negli alloggi degli operatori volontari è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Attitudine al lavoro d’equipe
  • Disponibilità a impegnarsi autonomamente nello studio del portoghese prima dell’avvio del progetto, qualora non si conosca a fondo la lingua
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.
  • Rientro finale in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, vengono alloggiati in stanze multiple, e in alcune sedi condividono la casa con i referenti locali del progetto; il vitto viene preparato collettivamente, tuttavia è possibile seguire diete o alimentazioni particolari in quanto nelle città sedi di progetto è commercializzato qualsiasi tipo di prodotto, alimentare o di altro genere.

Il collegamento internet è presente in tutte le sedi ma non garantisce una navigazione particolarmente veloce e potrebbe non essere sempre continuo.

Per la gestione delle spese comuni vige il principio del rispetto dei parsimoniosi standard di vita locali e del rifiuto del consumismo e dello spreco.

Considerate alcune caratteristiche dei contesti di intervento, segnaliamo il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
– Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
– Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
– L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
– Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
– Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
– Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
– Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
– L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
– L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
– Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
– Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
– Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
– La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
– Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
– Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
– La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
– Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
– Personalizzazione del percorso di accoglienza
– Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
– metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
– strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
– Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
– Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
-Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
– Organizzazione della prevenzione aziendale
-Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
-Organi di vigilanza, controllo e assistenza
Ed in particolare:
-La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
-I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
-La sicurezza come processo di miglioramento continuo
-I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
-Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
-Percezione del rischio e propensione al rischio
-Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
-La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “2024 COLTIVARE SPERANZA: INCLUSIONE E SOSTENIBILITÀ IN BRASILE”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 5 Raggiungere l’eguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

Obiettivo 15 Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese

COOPERAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE IN NEPAL (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il progetto mira a migliorare la qualità di vita e le condizioni sociali di donne, minori e comunità emarginate nepalesi in condizioni di fragilità, attraverso interventi basati sull’educazione, la formazione e la prevenzione nel territorio della città e della valle di Kathmandu e nella regione del Terai (Nepal meridionale), con particolare attenzione ai distretti di Rupandehi e a quelli circostanti, duramente colpiti da catastrofi naturali. L’intervento progettuale è finalizzato a sostenere e rafforzare i percorsi educativi e formativi offerti nelle strutture scolastiche e comunitarie di Kathmandu e dei distretti di Rupandehi, e le azioni volte alla sensibilizzazione della comunità, per promuovere il diritto all’educazione, all’inclusione sociale e all’empowerment delle categorie più vulnerabili, con particolare attenzione a minori e donne vittime o a rischio di violenza e di tratta.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

Il Nepal deve affrontare una serie di sfide complesse e interconnesse che influiscono sul suo sviluppo sociale, politico ed economico. Con oltre 1,8 milioni di persone e 752.400 bambini bisognosi di assistenza umanitaria (dati UNICEF), la popolazione più vulnerabile del Nepal affronta una situazione apparentemente disperata dovuta ad anni consecutivi di disastri naturali, crisi economiche e sanitarie, lotte politiche, violazioni dei diritti umani.

La Città Metropolitana di Kathmandu è la capitale e la città più popolosa del Nepal con una popolazione multietnica a maggioranza induista e buddista, e ospita una miriade di feste religiose e culturali che costituiscono una parte importante della vita dei suoi abitanti. Nonostante la superficie apparentemente splendente, si nascondono gravi disparità economiche, crescente povertà urbana, scarsità d’acqua potabile, abusi sessuali e lavoro forzato, nonché un centro di transito per il traffico di orfani. I campi per sfollati interni, i bambini di strada e i danni causati da monsoni e terremoti consecutivi, che si vedono in tutta la città e la valle, riflettono la realtà della vita quotidiana di coloro che si trovano ai livelli socio-economici più bassi.

Il distretto di Rupandehi e il Terai rappresentano invece la regione più fertile del Nepal, il “paniere” del Paese. Tuttavia, la Regione sopporta di solito il peso maggiore della distruzione dei monsoni. L’emergenza alluvione causa un ulteriore rischio di deterioramento dello stato nutrizionale della popolazione (infantile) già molto vulnerabile: la malnutrizione acuta, misurata attraverso la prevalenza del deperimento tra i bambini (<5 anni) nei distretti del Terai colpiti dalle alluvioni, può raggiungere il 12,2%. La maggior parte dei distretti della regione del Terai ha un punteggio relativamente basso rispetto all’Indice di Sviluppo Umano (HDI), con il Nepal stesso che ha un punteggio di 0,49 e oltre il 20% della popolazione vive ben al di sotto della soglia di povertà, in condizioni abitative precarie e con un alto tasso di analfabetismo (>5 anni), che varia dal 30 al 50%.

Bisogni e aspetti da innovare

Nelle zone di intervento, i bisogni primari individuati riguardano primariamente la sfera dei diritti dei minori e quella della questione di genere. Inoltre, la situazione è ulteriormente aggravata dai disastri ambientali che periodicamente affliggono il Paese.

  • Violazione dei diritti dei minori

Quasi ogni bambino in Nepal subisce una qualche forma di violenza da parte dei genitori, degli insegnanti o di chi si prende cura di lui, con statistiche allarmanti. Nonostante i progressi compiuti nell’aumentarne l’accesso, l’istruzione rimane scarsa e irraggiungibile per molti bambini, limitando così le opportunità per le generazioni future e minando le prospettive di sviluppo a lungo termine del Paese. Più di 25.000 bambini vivono in istituti di accoglienza: i genitori abbandonano, cedono volontariamente, vendono o affidano i propri figli a istituti per l’incapacità di fornire cure adeguate, per l’errata convinzione che l’assistenza in istituto fornisca migliori opportunità di istruzione o per la mancanza di consapevolezza dell’importanza di allevare i bambini in un contesto familiare. Si stima inoltre, che in Nepal vi siano 1,6 milioni di bambini lavoratori (prevalentemente di sesso femminile) di età compresa tra i 5 e i 17 anni (il 75% sotto i 14 anni), che lavorano, in condizioni pessime, in cambio di denaro per sostenere le famiglie in condizioni di povertà.

Infine, il Nepal ha uno dei tassi più alti di maternità tra le ragazze e di matrimonio infantile in Asia.

  • Violenza di genere e tratta di esseri umani

La violenza sessuale e di genere in Nepal raggiunge oggi tassi allarmanti. Il 48% delle donne nepalesi riferisce di aver subito qualche forma di violenza in qualche momento della propria vita, e il 15% ha subito violenza sessuale. La discriminazione, le molestie e la violenza contro le donne (fisica, emotiva, simbolica, digitale) si manifestano in varie forme a tutti i livelli della società. Nel paese esistono diverse leggi per combattere e criminalizzare le violenze sessuali, ma nella pratica rimangono insufficienti, incoerenti e non vengono applicate a causa di problemi radicati, tra cui la sfiducia nelle forze dell’ordine, la corruzione nel settore giudiziario, una cultura anti-donna e l’impunità dei colpevoli.

Ogni anno, circa 5.000-10.000 donne e ragazze sono vittime della tratta verso India, Arabia Saudita, Malesia, Hong Kong, Russia, Pakistan, Emirati Arabi Uniti e Stati del Golfo e Cina. Tra i motivi che spingono a subire la tratta sessuale vi sono la povertà, l’età, il livello di istruzione, l’analfabetismo e l’indebitamento; le vittime sono spesso vendute dai membri della famiglia ai trafficanti.

ENTI DI ACCOGLIENZA

Children of the Sea Humanitarian Aid Association (COTS)

Children of the Sea Onlus è un’organizzazione umanitaria no profit che opera a favore delle popolazioni in pericolo, vittime di calamità naturali e di conflitti armati. Fondata nel 2013, basa da sempre le sue attività sui valori della solidarietà, della giustizia e della dignità umana. Si batte per promuovere pari diritti e opportunità per bambini e adulti, focalizzandosi sui più indifesi, nel rispetto della diversità e della convivenza.

L’attività di Cots in Nepal inizia nel 2013 in collaborazione con il partner locale Nefum Ngo. Finanziati dalla Regione Trentino Alto Adige per progetti di aiuto umanitario dal 2014 ad oggi.

New Nepal Environment Protection Forum (NEFUM)

È stato fondato nel 2009 con l’obiettivo di lavorare sui temi della salute e dei servizi igienico-sanitari (HS), dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne e dei cambiamenti climatici, della protezione dell’ambiente (EP), della gestione dei rifiuti, tra gli altri. Nel frattempo, si è concentrato sulla creazione di comunità eco-compatibili come villaggi liberi dall’inquinamento e dalla violenza, sull’agricoltura sostenibile attraverso l’agricoltura biologica, sulla fine della crisi alimentare e sulla riduzione dei rischi per la salute con l’aiuto di una serie di corsi di formazione per lo sviluppo delle capacità, campagne di sensibilizzazione, incontri, interazioni, workshop, orientamento e campagne di advocacy. NEFUM opera per l’uguaglianza di genere, costruendo la leadership delle donne e il processo decisionale nella loro famiglia e nella società attraverso programmi di sviluppo della salute, dell’istruzione e dell’imprenditorialità. Ma non solo, il NEFUM fornisce servizi di consulenza psicosociale e legale alle sopravvissute alla violenza di genere, alle LGBT e alle lavoratrici del sesso (FSW) dei distretti di Kathmandu, Lalitpur e Bhaktapur. A tal fine, il NEFUM ha svolto attività di advocacy, workshop di sensibilizzazione e programmi educativi con i suoi gruppi di donne, giovani ragazze, persone della comunità, stakeholder, insegnanti e studenti.

Il NEFUM collabora con COTS in un progetto di 4 anni (dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2024) intitolato “Cross-Border Anti-Human Trafficking Project” (Progetto transfrontaliero contro la tratta di esseri umani), finanziato dalla Good Shepherd International Foundation (GSIF) in tre municipalità del distretto di Rupandehi, in particolare la municipalità rurale di Rohini, la municipalità rurale di Marchawar e la municipalità di Siddhartha Nagar.

Creative Institute Nepal (CIN)

Il Creative Institute Nepal (CIN) è un’organizzazione femminista locale senza scopo di lucro fondata nel 1998 nel distretto di Rupandehi con l’obiettivo di promuovere l’emancipazione femminile, i diritti del mio corpo, l’educazione legale e l’emancipazione economica. All’inizio, le sue aree di lavoro principali erano l’alfabetizzazione, l’alfabetizzazione legale e l’empowerment economico e il progetto era finanziato da Pact International e dalla Fondazione Asia. In seguito CIN ha ampliato il suo lavoro con l’obiettivo di prevenire la violenza contro le donne, la tratta delle ragazze e il programma di sostentamento sostenibile per garantire il benessere economico, sociale e politico delle donne e di altri gruppi emarginati, promuovendo il loro accesso ai diritti e alla giustizia sociale nelle loro comunità. Inoltre, il CIN lavora per la migrazione sicura, per i diritti di salute sessuale e riproduttiva delle donne e per il programma di sostegno ai mezzi di sussistenza basati sull’agricoltura, che aiuta le donne a definire il loro rispetto per se stesse e a combattere tutte le discriminazioni.

Nel presente progetto il CIN supporterà tutte le attività di formazione e promozione del ruolo della donna e di supporto alle donne vittime di tratta nel distretto di Rupandehi ed è responsabile del Centro per minori di strada di Butwal e del Centro di Kathmandu.

OBIETTIVO DEL PROGETTO

L’obiettivo del progetto è di contribuire al miglioramento della qualità di vita di donne, minori, in particolare vittime di tratta, e comunità svantaggiate del territorio nepalese, attraverso l’attivazione di percorsi educativi e formativi sui temi del rispetto di genere, della salute, dell’educazione e della prevenzione e lotta alla tratta di esseri umani.

Obiettivi specifici:

– Fornire un’educazione di qualità, istruzione tecnica, servizi di psicoterapia, abilità di vita e formazione ai minori accolti

– Riabilitare le donne e i bambini vittime della tratta di esseri umani attraverso la creazione di spazi sicuri

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Data la delicatezza di un intervento in un contesto extra-italiano e extra-europeo e data l’importanza dell’esperienza di servizio civile in quanto esperienza formativa per il giovane o la giovane che vi aderiscono, il compito principale dei volontari in servizio civile sarà quello di supportare il personale che opera nelle strutture educative, nelle azioni di formazione adulta e di empowerment femminile, nelle attività di prevenzione, assistenza, sensibilizzazione.

Si prevede inizialmente una fase di inserimento dei volontari, in cui gli operatori, attraverso l’osservazione, impareranno a conoscere lo staff locale. Questo aiuterà loro a comprendere il contesto in cui vivranno e opereranno. Alla fine di questa prima fase gli operatori potranno prendere parte alle attività proposte dal personale. Una volta compreso a fondo il contesto in cui si opera, i volontari potranno supportando appieno lo staff locale e offrire un contributo personale.

A tutti i volontari in servizio verrà chiesto di vivere la vita e le esperienze all’interno delle sedi di servizio nel pieno rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali.

I volontari avranno, pur nella suddivisione e articolazione dei compiti, spazi di confronto, di scambio e di verifica periodici.

Vista la dislocazione territoriale delle Azioni di progetto, ai volontari potrà essere richiesto di svolgere il loro servizio anche l di fuori della loro sede per brevi periodi di tempo in affiancamento del team locale di progetto con il fine di supportare le popolazioni del distretto del Rupandehi e le zone limitrofe.

Tutte le attività degli operatori volontari si possono svolgere in presenza ma è possibile prevedere che una parte di esse siano realizzate, non nelle sedi di attuazione del progetto, ma “da remoto” attraverso adeguati strumenti in possesso dell’operatore volontario e/o forniti dall’ente. Questa modalità potrà essere attivata in situazioni di emergenza o in alcuni periodi dell’anno, per particolari esigenze di servizio anche impreviste che non consentano l’operatività presso le sedi o per altre opportunità di servizio. Il suo utilizzo non potrà comunque riguardare oltre il 30% del totale delle ore di servizio che è pari a 340 ore annue.

Nei mesi di luglio e agosto, quando i monsoni colpiscono la zona d’intervento, gli operatori volontari non possono soggiornare in Nepal ed è quindi previsto un rientro anticipato in Italia dove svolgeranno attività da remoto.

Di seguite le attività previste nella sede di servizio:

Azione 1.1 Programmazione e gestione interventi

  • Supporto nella raccolta e analisi dati;
  • Affiancamento nella gestione e monitoraggio progetti;
  • Supporto nella programmazione delle attività di formazione, sensibilizzazione e prevenzione
  • Supporto nell’elaborazione, promozione e realizzazione di campagne di sensibilizzazione e advocacy

Azione 1.2 Formazione nelle scuole di Kathmandu e zone limitrofe e distretto di Rupandehi

  • Supporto nell’elaborazione, promozione ed organizzazione di incontri di sensibilizzazione presso le scuole comunitarie
  • Supporto nella realizzazione di campagne di sensibilizzazione con le comunità locali
  • Attività di comunicazione e di promozione

Azione 1.3 Gestione casa famiglia Kathmandu e centro minori di Butwal  

  • Supporto nella cura quotidiana dei bambini ospitati
  • Supporto nella cura degli spazi utilizzati dai bambini
  • Sostegno doposcuola nello svolgimento dei compiti
  • Promozione di attività ludico-ricreative in orario extrascolastico (insegnamento dell’inglese)
  • Accompagnamento dei bambini durante le gite
  • Supporto nella reintegrazione e follow-up

Azione 2.1 Laboratori e attività di counseling per le donne

  • Collaborazione nella realizzazione di workshop di empowerment femminile
  • Supporto nell’organizzazione dei servizi psicosociali e medico/sanitari di base
  • Supporto nella formazione professionale e inserimento lavorativo
  • Affiancamento nel sostegno all’avvio di attività imprenditoriali
  • Supporto nella formazione per lo sviluppo delle capacità (abilità di vita, leadership, ecc.)
  • Supporto nella coltivazione e commercializzazione prodotti

Azione 2.2 Formazione donne e minori e sensibilizzazione

  • Supporto nell’ideazione e nella realizzazione di due campagne di sensibilizzazione della comunità
  • Affiancamento nella distribuzione kit sanitari e di emergenza
  • Affiancamento nelle attività interne e comunitarie
  • Supporto nella formazione per lo sviluppo delle capacità (abilità di vita, leadership, ecc.)
  • Supporto nella realizzazione di una campagna giovanile

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
COTS Calcinari RoveretoVIA CALCINARI Rovereto1528688

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
COTS Nefum Cots Headquarter NepalPutalisadak AadityamargaNEPAL1532518

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 8 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 10 mesi di permanenza all’estero, suddivisi in due periodi di permanenza dei volontari, intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto e per la programmazione della seconda e per realizzare attività di sensibilizzazione. La prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e la durata del primo periodo di permanenza può variare dai 3 ai 6 mesi.

Nei mesi di luglio e agosto, quando i monsoni colpiscono la zona d’intervento, gli operatori volontari per motivi di sicurezza non potranno rimanere in Nepal ed è quindi previsto lo svolgimento del servizio nella sede di appoggio del progetto in Italia e/o attraverso attività da remoto. In base alla data di avvio del progetto e del conseguente collocamento del periodo monsonico nepalese nell’arco dell’anno di servizio, nel corrispondente periodo di servizio in Italia si potranno realizzare attività di monitoraggio del progetto, promozione e sensibilizzazione in modalità da remoto, ed eventuali altre attività presso la sede dell’ente di accoglienza COTS e sul territorio trentino.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, Skype, WhatsApp, telefonia fissa e mobile. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 10 mesi di permanenza all’estero;
  • Obbligo a stare in Italia durante i mesi di luglio e agosto per condizioni organizzative del progetto
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Stile di vita essenziale
  • Flessibilità negli orari di servizio e disponibilità, se necessario, a prestare il proprio servizio durante il fine settimana e/o giorni festivi, garantendo comunque i riposi settimanali previsti;
  • Disponibilità a impegnarsi autonomamente a frequentare un corso di lingua prima dell’avvio del progetto, qualora non ne avesse un livello di conoscenza adeguato
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione;
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica in modalità residenziale o remoto secondo le modalità previste dal progetto e dalle Disposizioni vigenti
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

E’ richiesta una buona forma fisica, Kathmandu é una valle a 1400 m e alcune attività di servizio prevedono di salire di quota per raggiungere alcune scuole per la consegna di materiali o per realizzare brevi workshop. Chi soffre d’asma o di problemi respiratori potrebbe avere difficoltà perché nel contesto dei territori d’intervento è presente molta polvere.

L’alloggio, arredato negli standard locali, potrebbe saltuariamente rimanere sprovvisto temporaneamente di corrente elettrica o avere scarso rifornimento di acqua corrente.

Persone che assumono medicinali quali ansiolitici o vitamine con ansiolitici devono avere certificati medici che ne comprovano la necessità, perché l’uso è illegale nel paese.

Malattie quali epatite, malaria, tifo, poliomelite, rabbia e negli ultimi anni anche dengue sono endemiche nel paese (malaria sotto i 1000m, dengue anche a Kathmandu). Sono raccomandate, previo parere medico, vaccinazioni per epatite A e B, antipolio (se non ricevuto da bambini), Covid 19 (anche quando il virus sembra avere scarsa diffusione, è sempre possibile un improvviso e rapido aumento dei casi), e si raccomanda di prendere tutte le misure preventive contro le punture di zanzara.

Durante la stagione monsonica gli operatori volontari a motivo di tutela della sicurezza dovranno adeguarsi alla rimodulazione del servizio in attività da remoto presso la sede di appoggio in Italia, per evitare di esporsi a disagi e pericoli causati dal rischio di smottamenti, frane e alluvioni.

In Nepal le droghe sono severamente vietate ma facilmente reperibili, in alcune aree si possono incontrare poliziotti in borghese che fanno proposte di vendita a stranieri e locali per poi arrestarli.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
– Aspetti storici e socio-culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
– Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder
– L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
– Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
– Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento
– Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari
– Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
– L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
– L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
– Gli interventi a favore di minori e donne vulnerabili
– Le strutture e i servizi rivolti ai minori di strada e alle donne vittime di violenza
– Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nei percorsi di accoglienza e presa in carico del minore, percorsi di contrasto alle forme di violenza e nei percorsi di socializzazione
– La creazione e gestione di percorsi di inserimento sociale, scolastico, professionale
– Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione sociale e lo sviluppo della persona
– Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
– La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
– Tecniche e metodologia del lavoro con donne e minori marginalizzati del territorio di Kathmandu
– Personalizzazione del percorso di accoglienza
– Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
– Metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
– Strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto
– Fondamenti di psicologia della devianza e della marginalità
– Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
– Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
– Organizzazione della prevenzione aziendale
– Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
– Organi di vigilanza, controllo e assistenza
Ed in particolare:
– La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
– I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
– La sicurezza come processo di miglioramento continuo
– I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
– Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
– Percezione del rischio e propensione al rischio
– Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
– La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “Mai Soli – Sostegno e inclusione delle persone vulnerabili in Asia”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

Obiettivo 16 Pace, giustizia e istituzioni forti

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese.

COOPERAZIONE E SOLIDARIETA’ IN AMERICA DEL SUD (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il progetto intende incentivare l’acquisizione di buone pratiche di agricoltura, gestione delle risorse e consumo, che siano sostenibili ed inclusive, attraverso un’azione di supporto alle attività di programmazione, gestione e formazione di gruppi di piccoli produttori e contadini indigeni dell’Ecuador, della Bolivia e dell’Argentina. Il progetto supporterà interventi di formazione e cooperazione nei tre Paesi, tramite un supporto diretto agli uffici centrali dei partner locali.

Inserito nel programma SCU “2024 Cooperazione e sviluppo rurale in Sudamerica”, il progetto supporterà interventi di formazione su tecniche e pratiche sostenibili di produzione e consumo; appoggio organizzativo e gestionale per gruppi di piccoli produttori agricoli e associazioni di contadini; promozione di un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA:

ECUADOR

L’Ecuador è un paese produttore di beni primari ed estrattore, ma soffre di grandi disparità economiche e di povertà. La proposta della sovranità alimentare ha trovato una traduzione istituzionale nelle Carta costituzionale dell’Ecuador che ha voluto promuovere un approccio alternativo alle politiche neoliberiste affermando nuovi principi di organizzazione sociale. In Ecuador anche grazie all’azione di quattro gruppi federati a Via Campesina la sovranità alimentare è divenuta una priorità politica che ha generato la Mesa Agraria, uno spazio di concertazione entro la quale la questione agraria è stata ripensata: la battaglia non è più quella per l’inclusione dei contadini nel modello agrario globale attraverso la modernizzazione e l’aumento della produttività ma aspira piuttosto ad una transizione agroalimentare.

Le riflessioni maturate entro la Mesa Agraria hanno trovato spazio all’interno della Costituzione Ecuadoriana che è una delle più innovative a livello mondiale; al suo interno la sovranità alimentare diviene uno dei diritti del buen vivir ed un obbligo dello Stato, un caposaldo strategico per lo sviluppo, uno strumento per la messa in discussione della matrice produttiva grazie alla quale la natura, la cosmologia dei popoli indigeni trovano il loro spazio nel diritto al cibo. Il concetto di sovranità alimentare è quindi fortemente sentito in Ecuador però, se le azioni dei movimenti contadini hanno permesso la costituzionalizzazione del concetto, la sua realizzazione pratica si scontra con gli interessi dei gruppi economici agroindustriali ed è divenuto terreno di disputa per l’intera società.

BOLIVIA

A causa delle condizioni climatiche sempre più estreme determinate dal cambiamento climatico, nonché per la continua spinta verso un modello economico esportatore/estrattivo di materie prime, la Bolivia rischia di accelerare ulteriormente la perdita delle sue capacità di resilienza rispetto ai cambiamenti climatici e ai disastri ambientali (incendi forestali, inondazioni, siccità ecc.), causando un deterioramento sempre maggiore in termini di biodiversità, beni produttivi (terra, acqua, suolo, sementi) e dei diritti territoriali delle comunità indigene contadine.

Negli ultimi anni, la riduzione della domanda delle materie prime nel mercato internazionale, principalmente asiatico, ha incrementato notevolmente la pressione su risorse naturali e territori indigeni nel Paese. La risposta del governo è stata quella di irrigidire le politiche conservatrici mantenendo un modello esportatore che si alimenta attraverso l’espansione delle attività estrattive (mineraria, idrocarburi e monoculture), la costruzione di infrastrutture e grandi progetti per la produzione energetica, invadendo territori indigeni, parchi e riserve naturali. Fino all’anno 2016, la perdita forestale in favore dell’espansione agricola nel paese ha raggiunto un totale di 6.801.302 ettari (CIPCA); l’obiettivo fino al 2025 è di incrementare di un altro 60% le aree soggette al disboscamento fino a raggiungere i 9 milioni di ettari.

ARGENTINA

L’Argentina è un paese di forte polarizzazione sistemica sociale ed economica, di forti conflitti sociali legati allo sfruttamento agricolo del terreno, di “paradossi alimentari” e, al contempo, di movimenti sociali radicati e presenti sul territorio. Rilevante è la produzione di farine, fecole, glutini, biscotti, paste alimentari, prodotti di pasticceria. Negli ultimi dieci anni è aumentata enormemente la produzione di soia. Fino a qualche decennio fa, le coltivazioni si concentravano nelle fertili zone delle Pampas ma, con l’aumentare della domanda internazionale, il peso della produzione si è fatto sempre più significativo. Alcune zone del paese, a causa della coltivazione intensiva, hanno perso circa il 50% delle terre d’origine possedute nella prima metà del XX secolo e questo sfruttamento, unito all’utilizzo di prodotti biochimici e fertilizzanti con forte impatto per il terreno coltivato, si prevede che possa consumarne definitivamente i nutrienti già nell’arco di qualche decennio. La trasformazione degli ambienti rurali è sempre più evidente, determinata dal consistente aumento di piante resistenti al glifosato, dalla desertificazione, dalla riduzione della biodiversità, dal costante impoverimento del suolo causato dalle monocolture intensive e volte quasi esclusivamente all’esportazione. Sono sempre più esclusi i piccoli produttori dal mercato su larga scala e dall’accesso a tecnologie competitive e sostenibili. Tutto ciò è particolarmente evidente nel Chaco, dove vengono compromessi i due princìpi fondamentali di sovranità e sicurezza alimentare, procurando duri contraccolpi sociali e nutrizionali per le popolazioni urbane ma soprattutto in quelle rurali. I Wichí, i Qom e i Mocoit, popolazioni indigene della zona, soffrono di malnutrizione e obesità in particolare bambini e adolescenti, nonostante il loro rapporto ancestrale con il bosco e la terra, con una totale interdipendenza e un riverbero verso il sistema economico-sociale e quello simbolico dei valori condivisi.

Bisogni rilevati e aspetti da innovare:

I principali bisogni delle popolazioni che vivono queste zone riguardano la mancanza dei servizi di base, una formazione scolastica inadeguata, un difficile accesso alle risorse finanziarie, fonti di lavoro e mezzi di produzione insufficienti e poca incidenza a livello politico.

Le innovazioni del progetto sono:

-Il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie di contadini in difficoltà, con una particolare attenzione alle minoranze etniche (indigeni e afro-ecuadoriani), alle donne e ai giovani che vivono nelle comunità rurali e nelle periferie attraverso il rafforzamento delle attività produttive delle famiglie di contadini, supportando le loro attività in ciascuna fase della catena di valore: dalla produzione, alla trasformazione e commercializzazione, la progettazione;

-Facilitare l’accesso ai programmi di formazione;

-Contribuire con attività di sensibilizzazione a promuovere modelli di agricoltura sostenibili.

ENTI DI ACCOGLIENZA

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

FEPP – Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio

Il FEPP è il principale partner locale del progetto, nato nel 1970, è una delle maggiori ONG ecuadoriane. Supporta gli sforzi di alcuni gruppi sociali, come cooperative e imprese, per il miglioramento organizzativo ed educativo, l’accesso alle risorse finanziarie, nella possibilità di impiego e nell’utilizzo dei mezzi per la produzione, la trasformazione, la commercializzazione, la salvaguardia ambientale, l’uguaglianza di genere, la partecipazione alla vita politica, il benessere e contribuendo così a condizioni di vita più umane.

Lavora da decenni nel credito per i piccoli produttori senza garanzie e per il riscatto delle loro terre ancestrali, ha sviluppato metodologie produttive diffuse, quali l’agroecologia, il biologico, o da lui stesso create, come il SIPAS -Sistema agropecuario produttivo integrale e sostenibile. Nel corso della sua storia ha raggiunto circa 140.000 famiglie e più di 550.000 persone. Da settembre 2017, per 4 annualità, il FEPP ha ospitato in totale 56 giovani in Servizio Civile per un totale di 6 progetti. È inoltre partner di Gondwana in 5 progettualità di cooperazione internazionale finanziati da enti italiani.

IPDRS – Istituto Para el Desarollo Rural de Suramerica

È nato nel 2009 per promuovere sinergie ed azioni di sviluppo rurale su base contadina indigena nella regione sudamericana con la mission di contribuire a migliorare le condizioni teoriche, politiche e tecniche per lo sviluppo rurale in Sudamerica. Realizza progetti, consulenze, analisi e servizi di capacity building nelle aree rurali sudamericane attraverso tre linee di intervento: ricerca, comunicazione e apprendimento multidisciplinare (interaprendizaje). Suo obiettivo strategico è di formare un numero crescente di dirigenti contadini, indigeni, afro-discendenti, attivista e professionisti, in grado di generare nuove correnti di pensiero e azione sullo sviluppo rurale di base contadina indigena, adeguate al cambio di contesto locale, regionale e globale. A tal fine, facilita contatti, interscambi di informazioni e spazi fisici e virtuali di dialogo sullo sviluppo rurale in Sudamerica, principalmente attraverso portali web e differenti reti; mette in pratica un modello organizzativo sostenuto da una struttura limitata di base fisica e da ampli anelli concentrici di base virtuale; include la prospettiva regionale sudamericana come valore aggregato permanente ai lavori di analisi e agli studi applicati rispetto a diverse aree di sviluppo rurale; focalizza permanentemente il suo lavoro nella popolazione contadina dedita alla piccola produzione agropecuaria come soggetto economico e sociale privilegiato nelle politiche di sicurezza alimentare della regione.

CAMARI – Comercializadora solidaria

Organizzazione che cura la commercializzazione e l’esportazione dei prodotti per conto del Grupo Social FEPP. Nata all’inizio degli anni ’80, Camari ha aperto negozi in varie città dell’Ecuador e nel 1991 ha costituito un sistema centralizzato di gestione dei punti vendita e di sostegno ad altri negozi non soci. La vendita nei canali del commercio equo e solidale è iniziata nel 1986 con l’artigianato e si è poi estesa agli alimentari nel 1996. Camari sostiene i produttori in tutte le loro attività offrendo un collegamento diretto al mercato senza intermediari. Permette l’accesso al mercato internazionale e promuove pratiche etiche e sostenibili nella produzione e nella vendita. Fa parte della rete di altromercato, impresa sociale e principale realtà di Commercio Equo e Solidale in Italia.

CIPCA – Centro de Investigación y Promoción del Campesinado

Nasce come un’organizzazione dipendente dalla Compagnia di Gesù e, dal 1987 si è assunta l’impegno politico di assicurare che la popolazione contadina e indigena della Bolivia occupasse il posto che le spetta nella struttura economica e politica del paese. Nel 1994 è diventata un’organizzazione autonoma senza scopo di lucro. I temi del lavoro del CIPCA sono lo sviluppo rurale: economia contadina indigena, organizzazione e leadership; terra, territorio e risorse naturali; diritti dei popoli indigeni, genere, interculturalità, partecipazione sociale e politica. Negli ultimi anni, il CIPCA ha lavorato intensamente con le organizzazioni contadine indigene per aiutarle a diventare attore rilevante nel processo di cambiamento legale e sociale del paese. Il CIPCA ha attualmente un ufficio di direzione generale a La Paz, e sei uffici regionali: CIPCA Altiplano, CIPCA Cochabamba, CIPCA Cordillera, CIPCA Santa Cruz, CIPCA Beni e CIPCA Norte Amazónico.

INBAR – International Bamboo and Rattan Organization

È un’organizzazione intergovernativa che promuove lo sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale utilizzando bambù e rattan. Attualmente è composto da 46 Stati membri ed ha cinque uffici regionali in Camerun, Ecuador, Etiopia, Ghana e India.

Dal 2020 INBAR sta implementando un progetto conosciuto con il nome “Bambuzonía” e co-finanziato da IFAD (International Fund for Agricultural Development). In Ecuador il progetto si sviluppa nelle province amazzoniche di Napo, Pastaza e Morona Santiago ed ha come obiettivo generale aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici dei piccoli produttori rurali attraverso sistemi diversificati di produzione, utilizzo e vendita di bambù e prodotti derivati, come risorsa forestale alternativa, frutto di una gestione sostenibile del bosco invece che del disboscamento indiscriminato. I beneficiari di questo progetto in Ecuador sono attualmente più di 700 famiglie di piccoli agricoltori di comunità rurali e indigene, con particolare attenzione alle donne e i giovani, e circa 200 tecnici di governi locali e organizzazioni. Nel 2022 INBAR ha implementato il progetto “Restauración Biocéntrica en Territorios Indigena” finanziato da FAO Roma, che mira a fornire supporto alle popolazioni indigene di 4 comunità della provincia di Napo per ripristinare e conservare i loro territori applicando un mix di nuove tecnologie con conoscenze e pratiche ancestrali (restauro biocentrico), che permettono loro di utilizzare e conservare i loro territori in modo sostenibile. I processi di restauro e conservazione sono guidati dalle stesse popolazioni indigene, secondo la loro dieta e sistema tradizionali di gestione del territorio.

INBAR ha esperienza nella formazione dei produttori sulla gestione sostenibile del bambù, l’incorporazione di pratiche climaticamente intelligenti, la propagazione del bambù per la creazione di frange di protezione lungo le rive dei fiumi, ripristino e conservazione di pendii erosi e recupero di terreni degradati con bambù sfruttando la sua rapida crescita, l’apporto di materia organica che ne migliora la fertilità, e lo sviluppo dei rizomi che rompono la compattazione del suolo e ne migliorano la porosità.

JUM – Junta Unida de Misiones (JUM)

La JUM nasce nel 1964 da un’iniziativa ecumenica cristiana per supportare le popolazioni indigene del Chaco fortemente emarginate e messe ai margini della nazione argentina.  Da allora si batte per difendere i diritti di QOM, Wichi e Mocoit, nei seguenti ambiti: Diritti, Identità, Terra (accesso e riconoscimenti), Salute, Gioventù, Cambio climatico, Acqua e riforestazione, accesso alla Giustizia, Genere e Diversità. Ha sede nella città di Juan José Castelli, nella provincia del Chaco (Argentina). Opera con equipe professionali e con i seguenti programmi:

  • Sviluppo comunitario, per rafforzare le capacità organizzative dei gruppi indigeni, la difesa e l’accesso ai diritti della salute, economici, culturali e ambientali;
  • Leadership, genere e Sviluppo tecnologico, per migliorare la leadership di giovani e donne e dare accesso alle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC);
  • Incidenza politica, per creare e rafforzare reti sociali con la finalità dell’inclusione di progetti comunitari nell’agenda della politica pubblica;
  • Terra-Territorio, supporto giuridico e incidenza pubblica per l’accesso alle proprietà comunitarie riconosciute o storiche;
  • Acqua e Agroecologia, per l’uso sostenibile e sano dell’acqua, la preservazione dell’ambiente naturale, la mitigazione degli effetti del cambio climatico e della pandemia;
  • Cosmovisione indigena ed Eco-Spiritualità, spazi di dialogo tra diverse forme religiose per salvaguardare la casa comune e gli spazi comunitari;
  • Ambiente naturale, per preservare il ricco ambiente naturale della Provincia del Chaco.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Promuovere il benessere economico, sociale ed ambientale di gruppi di contadini e piccoli produttori in Ecuador, Bolivia e Argentina.

Obiettivi specifici:

  • Supportare la produzione agricola e implementare tecniche e pratiche sostenibili di produzione e consumo
  • Supportare i gruppi di piccoli produttori agricoli e le associazioni di contadini
  • Promuoverei temi dello sviluppo rurale sostenibile, del rispetto dell’ambiente, accesso alla terra, ecc.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

L’area di intervento in cui gli operatori SCU opereranno sarà principalmente quella del supporto ai contadini poveri nello sviluppo rurale e ai tecnici che elaborano innovazione e miglioramento della produzione, principalmente nella progettazione e nel supporto organizzativo.

Il lavoro di campo, da realizzarsi in tutto il territorio delle Province coinvolte, prevede uscite, visite e in alcuni casi pernottamenti presso le aree rurali sede delle attività di supporto alle comunità locali.

Le attività saranno uguali nelle 5 sedi.

AZIONE 1 – Supporto alla produzione agricola e implementazione di tecniche e pratiche sostenibili di produzione e consumo

-Supportare i tecnici nelle attività di implementazione dei progetti in corso (workshop, riunioni, eventi, raccolta di dati).

-Partecipazione a incontri comunitari, interviste, studi, report e analisi dei dati raccolti

-Accompagnare i beneficiari nelle attività di raccolta, immagazzinamento, conservazione e commercializzazione dei prodotti.

-Supportare nell’elaborazione e nella somministrazione di cosi formativi su pratiche di gestione produzione sostenibile, anche attraverso il ricorso a strumenti di formazione online

-Supportare nelle fasi di identificazione e formulazione di nuove proposte progettuali (ricerca di bandi, stesura dei progetti, raccolta di dati).

AZIONE 2 – Appoggio organizzativo e gestionale per gruppi di piccoli produttori agricoli e associazioni di contadini

-Accompagnare i tecnici del nelle attività di supporto alle organizzazioni di contadini (modelli di gestione, analisi dei dati ecc.).

-Supportare nella raccolta di contenuti, dati, elementi culturali, dettagli sui prodotti da diffondere o da commercializzare.

-Supportare nella realizzazione e gestione di siti web e social network (Facebook, Instagram, Twitter, ecc.).

-Supportare nell’elaborazione di volantini, brochure, loghi, etichette.

-Supportare nella realizzazione e organizzazione di riunioni, manifestazioni ed eventi.

AZIONE 3. Promozione e formazione sui temi dello sviluppo rurale sostenibile, del rispetto dell’ambiente, accesso alla terra, ecc

-Analisi e raccolta dati e supporto nella divulgazione dei risultati

-Supportare nella realizzazione e nella gestione di corsi formativi, anche online

-Preparazione e raccolta materiali informativi e divulgativi; supporto nella realizzazione di pubblicazioni, studi di caso, e nella creazione di database

-Supportare nella preparazione e gestione di eventi di sensibilizzazione su tematiche ambientali, sociali, diritti, ecc.

Nelle sedi in Ecuador e Bolivia, le attività principali saranno svolte nell’Ufficio progettazione e comunicazione.

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
GondwanaAssociazione di Cooperazione e Diplomazia PopolareVia Appia Nuova 985, 00178 Roma21464411

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana Ibarra FEPPOviedoEcuador1533462
Gondwana Quito FEPPCalle MallorcaEcuador1939212
Quito INBARAvenida Eloy Alfaro y Av. Amazonas – CuencaEcuador2271392
Gondwana La PazAv. 20 de OctubreBolivia1939112
JUM Castelli ArgentinaDr. Cichetti – cruce con Dr Vàzquez (al 1200)Argentina2271363

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 11 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet. Lo sviluppo capillare della telefonia mobile garantisce ormai una copertura pressoché totale anche in zone lontane dai centri abitati e la possibilità di accedere agevolmente anche alla linea internet (nelle vecchie schede progetto c’è questa parte, non trovo però indicazioni nei progetti)

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

È buona prassi che i volontari seguano, in particolare nel tempo libero, comportamenti consigliati durante il percorso formativo (evitare di rientrare tardi la sera se si è da soli, esentarsi assolutamente dall’uso di droghe o alcool, non indossare abbigliamento di marca o portare oggetti preziosi, avere un comportamento sobrio nei rapporti interpersonali…).

Una situazione di disagio per la sede boliviana potrebbe essere relazionata all’altitudine del luogo in cui si vivrà (La Paz raggiunge una media di 3.840 m.s.l.m.). A questa altitudine si potrebbero riscontrare alcune difficoltà di adattamento fisico e di affaticamento derivante dalla minore presenza di ossigeno nell’aria. In questo senso si chiede di fare attenzione se si avessero problemi di tipo digestivo e soprattutto di circolazione sanguigna

Per quanto riguarda il servizio che dovranno svolgere gli operatori volontari e il loro luogo di residenza, non sono state riscontrate particolari situazioni di disagio. Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, è possibile che condividano la casa con dei referenti locali o equipe del progetto e che vengano alloggiati in stanze multiple; il vitto viene preparato collettivamente o nelle case dove i volontari sono alloggiati, tuttavia è possibile seguire diete o alimentazioni particolari in quanto il loco è commercializzato qualsiasi tipo di prodotto alimentare o di altro genere. Per la gestione delle spese comuni vige il principio del rispetto dei parsimoniosi standard di vita locali e del rifiuto del consumismo e dello spreco. Il collegamento internet è presente in tutte le sedi ma non sempre garantisce una navigazione particolarmente veloce.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD , indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
– Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
– Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
– L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
– Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
– Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
– Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
– Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
– L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
– L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
– Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
– Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
– Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
– La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
– Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
– Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
– La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
– Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
– Personalizzazione del percorso di accoglienza
– Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
– metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
– strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
– Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
– Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
-Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
-Organizzazione della prevenzione aziendale
-Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
-Organi di vigilanza, controllo e assistenzaEd in particolare:
-La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
-I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
-La sicurezza come processo di miglioramento continuo
-I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
-Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
-Percezione del rischio e propensione al rischio
-Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
-La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “2024 Cooperazione e sviluppo rurale in Sudamerica”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 2 Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 12 Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Recupero e valorizzazione delle piccole comunità e sviluppo di quelle rurali anche attraverso l’utilizzo degli strumenti dell’agricoltura sociale

COMUNITA’ INCLUSIVE: CON MINORI E DISABILI IN TANZANIA (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il progetto si basa sull’assunto che la disabilità, le abilità e i diritti delle persone con disabilità non sono ancora ben compresi in Tanzania. Il Community Health Fund (CHF) del Paese non ha un focus specifico sulla disabilità e i suoi limiti in termini di servizi per le persone con disabilità includono la mancanza di fornitura di dispositivi di assistenza. Il progetto interviene nel campo del sostegno alle capacità operative e tecniche della società civile locale, attraverso l’attivazione di reti tra persone, organizzazioni e istituzioni.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

La disabilità è considerata una disgrazia in alcune parti della Tanzania: ci sono basse aspettative sulle capacità delle persone con disabilità, che sono soggette ad un accesso limitato ai servizi sanitari a causa di fattori che includono lo stigma e la discriminazione.

A causa dei problemi del sistema scolastico, come il sovraffollamento e il deterioramento della qualità dell’istruzione, il governo e le organizzazioni per la disabilità hanno dato la priorità alle scuole e alle unità speciali, anche se non sono in grado di soddisfare i bisogni di tutti i bambini con disabilità nel Paese. Le persone con disabilità affrontano delle difficoltà anche nell’accesso alle opportunità di lavoro, anche perché lo stigma rimane una barriera significativa all’accesso al lavoro o ai mezzi di sussistenza.

La legge del 2010 ha sostituito la Politica Nazionale sulla Disabilità del 2004. Secondo i suoi stessi termini, lo scopo della legge è “prendere disposizioni per l’assistenza sanitaria, il sostegno sociale, l’accessibilità, la riabilitazione, l’istruzione e la formazione professionale, la comunicazione, l’occupazione o la protezione del lavoro e la promozione dei diritti di base per le persone con disabilità e prevedere le questioni correlate” (Tanzania, 2010, p. 5).

La politica sanitaria garantisce il libero accesso ai servizi sanitari agli anziani, ai bambini sotto i cinque anni, alle donne incinte, coloro che vivono con l’HIV/AIDS e/o sono affetti dal cancro e dalla tubercolosi. Non è giuridicamente chiaro se questo regolamento includa le persone con disabilità.

MBEYA

Nella città di Mbeya le persone con disabilità hanno diverse possibilità di accedere ai servizi sanitari e riabilitativi, ma l’inclusione scolastica dei bambini e ragazzi con disabilita e i servizi di formazione professionale non sono ancora diffusi e necessitano di promozione importante. Inoltre, per coloro che hanno concluso le scuole primarie non sempre vi è la possibilità di proseguire con gli studi ed il diritto all’istruzione viene gradualmente perduto.

Per quanto riguarda il distretto di Kyela ad oggi vi è la presenza di circa 10.000 persone con disabilità che comprendono adulti e bambini. Purtroppo, i servizi sanitari del distretto sono ridotti e spesso le famiglie raggiungono i servizi troppo tardi per poter usufruire di un servizio che possa limitare i danni subiti (infezioni, ustioni, malnutrizione) o ridurli, cosa che sarebbe più semplice in presenza di un riconoscimento precoce del rischio. Inoltre, i servizi offerti nella zona sono limitati e qualora si volesse ad esempio, effettuare una valutazione specialistica, o iniziare un ciclo di terapie, è necessario raggiungere la città di Mbeya, con conseguenti difficolta economiche ed organizzative.

CRITICITA’ RISCONTRATE

Nella città di Mbeya le persone con disabilità hanno le seguenti opportunità e carenze:

– Poca diffusione dell’inclusione scolastica nelle scuole ordinarie primarie

– Servizi di formazione professionale carenti o poco conosciuti

– Difficoltà nel proseguire gli studi dopo le scuole primarie

– Servizi sanitari ridotti

Inuka – NJOMBE

La sede di realizzazione del progetto Gondwana Inuka si trova nel villaggio di Wanging’ombe, nella regione di Njombe. Qui l’attività economica prevalente è l’agricoltura e moltissime sono le famiglie che si sostentano proprio grazie al lavoro della terra, ma le tecniche tradizionali utilizzate procurano raccolti spesso troppo magri per soddisfare i bisogni dell’intero nucleo familiare e molte famiglie e molti giovani sono costretti ad abbandonare le campagne e andare a cercare fortuna nelle grandi città. Di fronte a questa situazione, manca un’azione di sostegno rivolta proprio alla piccola agricoltura, alla quale è legata la sopravvivenza delle tante famiglie che nei villaggi rurali vivono solo attraverso quel poco che riescono a ricavare dai campi. Relativamente ai giovani disabili, presso i territori in cui si trova la sede Gondwana Inuka, non ci sono spazi per la formazione dei ragazzi. Questi giovani dopo la scuola o anche durante, hanno bisogno di sperimentare le proprie abilità per essere poi inseriti adeguatamente nelle attività produttive svolte nella propria famiglia d’origine. Vi è inoltre una costante richiesta delle famiglie di accedere a servizi riabilitativi per i propri figli con disabilità che eccede l’offerta. L’ospedale di riabilitazione Inuka CBR (Community Based Rehabilitation), inaugurato nel 2011, e i relativi 5 centri diurni dislocati nella regione, sono le uniche strutture riabilitative della Regione di Njombe che offrono i propri servizi in un contesto che non garantisce purtroppo nessuna alternativa. Le attività svolte all’interno del centro sono volte a supportare bambini e adulti con disabilità e le loro famiglie attraverso la riabilitazione motoria e cognitiva, l’inclusione scolastica, il supporto psicologico e la formazione sulla disabilità.

CRITICITÀ RISCONTRATE

– poca diffusione dell’inclusione scolastica

– servizi di formazione professionale carenti o poco conosciuti

– dopo le scuole primarie difficoltà nel proseguire con gli studi

– servizi sanitari ridotti e ridotta conoscenza dei servizi riabilitativi da parte dello staff sanitario nella regione

– mancanza di screening sui danni da infezioni, ustioni, malnutrizione

– manca un’azione di sostegno alla piccola agricoltura

– manca sostegno alle donne che sono madri e lavoratrici dei campi

– assenza di percorsi e programmi di micro-sviluppo territoriale e per la costituzione e l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali a conduzione familiare.

ENTI DI ACCOGLIENZA

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

HAKUNA MATATA

L’ente opera principalmente nella Repubblica Unita di Tanzania in collaborazione con i suoi partner, le diocesi di Njombe e Mbeya. I settori di intervento dell’organizzazione sono: orfani e bambini vulnerabili, impatto verde, socio-agroalimentare, salute e riabilitazione, disabilità.

Progetti attualmente realizzati:

-Orfani e bambini vulnerabili. Hakuna Matata sostiene la parrocchia di Ilembula con i costi di gestione di 68 scuole materne, con oltre 2200 bambini nei villaggi e 135 insegnanti locali. I fondi di Hakuna Matata sostengono anche i costi di gestione dell’orfanotrofio di Tumaini, nel villaggio di Ilunda;

-Avviamento della produzione di vaniglia. Questo progetto ha l’obiettivo di creare un’attività socio-agroalimentare sostenibile e redditizia, producendo vaniglia da distribuire in Italia e altrove. L’obiettivo è quello di intervenire su tutti gli aspetti della filiera della vaniglia per ridurre la distanza tra i produttori e il mercato finale, garantendo un prodotto tracciabile e di alta qualità all’acquirente e maggiori profitti ai coltivatori;

-Programma di forestazione di CO2. È in corso un’attività di riforestazione nelle regioni di Njombe e Mbeya, con l’obiettivo di piantare almeno 1 milione di alberi entro il 2030. Il programma è realizzato in collaborazione con l’Ufficio di Sviluppo di Njombe e l’Organizzazione di Sviluppo Shalom. Un altro partner dell’iniziativa è la società Treedom, che opera con la missione di apportare benefici sociali e ambientali attraverso la promozione di progetti agroforestali;

-Inuka Upgrading Project. Inuka CBR sostiene oltre 2800 bambini disabili fornendo cure sanitarie, riabilitative e nutrizionali. I fondi di Hakuna Matata contribuiscono a potenziare l’attività e a sostenere l’organizzazione nel diventare un fornitore di servizi di riabilitazione riconosciuto e specializzato.

DIOCESI DI NJOMBE

La Diocesi di Njombe, suddivisa in 31 parrocchie, conta una popolazione di 660.000 abitanti di cui il 39,2% battezzati. Attualmente guidata dal vescovo Alfred Leonhard Maluma ed è da anni impegnata nella lotta a favore delle fasce più deboli della popolazione più deboli attraverso iniziative e progetti specifici. La Diocesi di Njombe può contare su un notevole numero di persone che svolgono un’attività di volontariato in ambito sociale di circa 260 persone.

OSPEDALE DI RIABILITAZIONE INUKA CBR

È un centro di riabilitazione, divenuto nel 2019 “Ospedale di riabilitazione” con l’obiettivo di fornire servizi di alta qualità alle persone con disabilità e ad altri pazienti con bisogni di riabilitazione, coinvolgendo le loro famiglie e le comunità in cui si stanno inserendo, secondo la metodologia della riabilitazione su base comunitaria. La sede è presso il villaggio di Wanging’ombe nella regione di Njombe in Tanzania. Nel compound sono presenti, oltre alla palestra di riabilitazione: un ufficio di coordinamento, gli alloggi dei referenti, un ostello, per ospitare i pazienti e i loro familiari, un laboratorio di ausili ortopedici, un oleificio di olio di girasole di alta qualità e un laboratorio di artigianato i quali proventi sostengono il centro di riabilitazione. Inuka dal 2011 si è fatta carico di oltre 2000 persone con disabilità assicurando riabilitazione e ausili, e formazione alle famiglie.

SHALOM, DEVELOPMENT ORGANIZATION /CARITAS DI MBEYA NGO TANZANIA

È una ONG tanzaniana che opera in tutto il Paese ed è un’organizzazione “sorella” della Caritas Mbeya. In coerenza con la normativa in vigore nel Paese la Caritas Mbeya è un organismo ecclesiale del Dipartimento di sviluppo dell’Arcidiocesi di Mbeya mentre SHALOM è stata registrata come ONG per promuovere iniziative esterne di sviluppo della Comunità. La Vision di SHALOM è quella di operare perché le Comunità abbiano risposte adeguate ai problemi della salute, abbiano accesso facilitato alle informazioni, siano rispettose dell’ambiente ed indipendenti a livello economico e in questo quadro il Programma Mbeya CBR – Simama è stato promosso attraverso progetti di cooperazione internazionale e decentrata in partenariato con Gondwana. In collaborazione con Hakuna Matata dal 2023 supporta 3 unita’ riabilitative nel Distretto di Kyela.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Promuovere e tutelare i diritti umani e civili delle persone con disabilità, per favorire la loro piena integrazione nella Comunità a partire dall’istruzione, la socialità e il lavoro.

Obiettivi specifici:

– Incentivare la raccolta e la diffusione di dati e informazioni sullo status dei diritti delle persone con disabilità in Tanzania

– Promuovere l’inclusione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con disabilità nei territori sede di progetto

-Favorire la creazione di reti locali ed internazionali di promozione dei diritti delle persone con disabilità

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente, per entrambe le sedi.

Azione 1: Censimento e raccolta dati su persone con disabilità e servizi a cui accedono

  • Attività preparatoria di ricerca;
  • Elaborazione e somministrazione questionari;
  • Raccolta e analisi dati;
  • Creazione e diffusione dati e informazioni;
  • Aggiornamento e monitoraggio;
  • Contributo elaborazione Report semestrali

Azione 2: Supporto operativo e gestionale

  • Attività di vita quotidiana (indipendenza personale, terapia occupazionale, autosufficienza, autodeterminazione);
  • Laboratori di micro-imprenditorialità e attività occupazionali non produttive (orto, piante aromatiche, gastronomia, riciclaggio);
  • Laboratori artistico-espressivi (teatro, educazione fisica e all’espressione corporale);
  • Laboratori di comunicazione (informatica, fotografia e radio);
  • Attività di stimolazione cognitiva, di socializzazione ed inclusione (scambi con altre istituzioni e uscite di gruppo);
  • Attività di convivenza e tempo libero/ricreative (sport, camping, cultura e colonie estive);
  • Somministrazione questionari e raccolta interviste;
  • Valutazione dei beneficiari, dei progressi, partecipazione ecc.;
  • Partecipazione a riunioni con i famigliari e riunioni di equipe
  • Preparazione e realizzazione attività formative su tecniche di Riabilitazione su Base Comunitaria (CBR)

Azione 3: Realizzazione di progetti di inclusione sociale, mediazione didattica per l’integrazione scolastica e di promozione dei diritti delle persone con disabilità

  • Presa contatti con scuole e realtà locali impegnate nell’ambito della disabilità
  • Attività di accompagnamento e supporto didattico
  • Organizzazione corsi e materiali per personale docente e raccolta dati
  • Accompagnamento progettazione e realizzazione di eventi itineranti di promozione sociale e di laboratori di coscientizzazione e di promozione dei diritti delle persone con disabilità (l’ho mandato a capo, era con il punto precedente)

Azione 4: Misure di sensibilizzazione comunitaria ed internazionale

  • Progettazione e realizzazione di eventi itineranti di promozione sociale
  • Realizzazione di laboratori di coscientizzazione e di promozione dei diritti delle persone con disabilità
  • Progettazione e realizzazione di materiale di sensibilizzazione quale video, volantini, brochure, ecc.;
  • Creazione di reti e collaborazioni tra realtà locali ed internazionali
  • Collaborazione nella realizzazione di incontri comunitari e diffusione dei materiali
  • Organizzazione e realizzazione di laboratori condivisi e partecipati per proposte normative e rispetto dei diritti costituzionalmente garantiti (preparazione materiale, organizzazione logistica; contatti partecipanti, ecc.)

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia           VIA APPIA NUOVA 985 – 00178 ROMA2146444

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana MbeyaHospital Hill sncTANZANIA1533412
Gondwana InukaMbeya road – Wanging’ombe sncTANZANIA1531372

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 4 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo si conclude entro il sesto mese.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di 11 mesi di permanenza all’estero;
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali;
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali;
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente;
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria;
  • Stile di vita essenziale;
  • Flessibilità negli orari di servizio;
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento);
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto;
  • Predisposizione alle attività con l’utenza;
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio;
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese;
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente;
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto;
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio;
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica in modalità residenziale o da remoto secondo le modalità previste dal progetto e dalle Disposizioni vigenti;
  • Disponibilità a frequentare un corso di lingua e cultura swahili;
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Non sono state riscontrate significative situazioni di disagio per i volontari. Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, è previsto che condividano la casa e vengano alloggiati in stanze multiple.

Per la persona che proviene da Paesi Europei le condizioni di disagio sono legate sostanzialmente a quelle di una “normale” permanenza in un paese africano: gli accorgimenti trasmessi da chi ha esperienza pluriennale di vita in Africa (ad es. solo acqua filtrata) sono sufficienti a eliminare rischi seri di malattie e/o di inconvenienti.

La malaria non viene segnalata nell’altipiano in cui si trovano le Regioni di Mbeya e di Njombe; al contrario vanno prese le precauzioni del caso quando si dovessero programmare spostamenti all’interno del Paese (ad esempio visite nella zona della costa o sulle Isole).

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
– Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
– Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
– L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
– Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
– Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
– Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
– Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
– L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
– L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
– Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
– Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
– Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
– La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
– Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
– Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
– La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
– Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
– Personalizzazione del percorso di accoglienza
– Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
– metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
– strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
– Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
– Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
– Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
– Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
– Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
– Organizzazione della prevenzione aziendale
– Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
– Organi di vigilanza, controllo e assistenza
Ed in particolare:
-La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
-I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
-La sicurezza come processo di miglioramento continuo
-I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
-Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
-Percezione del rischio e propensione al rischio
-Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
-La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “In rete con l’Africa per l’inclusione delle persone fragili”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese

ARTE E INCLUSIONE IN ARGENTINA (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il progetto “Arte e inclusione in Argentina” interviene a favore di minori, disabili, giovani e donne per favorire una loro maggiore inclusione nella realtà sociale della Provincia di Buenos Aires, in Argentina.

Si intende contribuire alla promozione di azioni educative, di formazione, animazione e iniziative culturali a supporto di destinatari in situazioni di vulnerabilità sociale e alla costruzione di reti di solidarietà e servizi nelle località periferiche di Petión (Cañuelas) e Lanús Este.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

Cañuelas

Il Municipio di Cañuelas rappresenta uno spartiacque tra la Capitale e la provincia di Buenos Aires. La popolazione di circa 52.000 abitanti è concentrata nel capoluogo con circa 30.000 abitanti, ed è cresciuta del 40% negli ultimi venti anni mentre la zona è cambiata significativamente: da città prevalentemente agricola e di produzione casearia con grandi appezzamenti coltivati, si è trasformata in un circuito di club di campagna, destinati alle famiglie facoltose. Il mercato immobiliare è così cresciuto in modo esponenziale.

Questo progresso tuttavia non è stato omogeneo e si registrano delle fortissime disparità sociali. Nella località di Alejandro Petion si evidenziano forti criticità per quanto riguarda le fasce della popolazione più vulnerabili.  In particolare si registrano difficoltà ad accedere a diritti sociali e servizi di base, come salute, educazione ed istruzione, soprattutto per le persone disabili.

La sede di servizio civile del presente progetto, Gondwana IPNA, intende realizzare le proprie attività all’interno della località di Petion supportando proprio le azioni rivolte alle persone con disabilità.

CRITICITÀ RILEVATE

Il tema della disabilità in questa zona presenta diverse criticità, collegate alle difficoltà e alle dinamiche di una regione periferica a forte vocazione rurale.

  1. Esclusione sociale delle persone con disabilità
  2. Difficile accesso a diritti e servizi per le persone con disabilità

Lanús

Lanús è situato nella zona Sud del “Gran Buenos Aires” (o conurbano). Si trova a circa 10 km dal centro di Buenos Aires. Con i suoi 459.263 abitanti è la seconda città dell’Argentina per densità di popolazione che dall’ultimo censimento ufficiale riporta che il 20,9% di abitanti sono minori di 14 anni e solo il 13,8% maggiore di 65. Secondo i risultati del Censimento, il 7,3% della popolazione del partido di Lanús appartiene al cosiddetto gruppo di “poveri strutturali” con Necessità Basiche Insoddisfatte (NBI).

La sede del presente progetto si trova nella zona di Lanus-Este. Questo quartiere si caratterizza per una combinazione tra aree residenziali a bassa densità, case unifamiliari e multifamiliari e agglomerati di case molto precarie e abusive chiamate villas de emergencia. Il contesto educativo presenta le seguenti caratteristiche: classi sovraffollate, popolazione scolastica molto variabile ed eterogenea per età e livello di scolarizzazione, mancanza di formazione dei docenti e didattica inadeguata ai livelli di apprendimento dei ragazzi provenienti da famiglie con gravi situazioni di disagio socioeconomico.

CRITICITÀ RILEVATE

Nei territori di riferimento del progetto si rilevano numerose criticità con particolare riferimento alle problematiche di tipo sociale ed educativo:

  1. bassi livelli di scolarizzazione
  2. abbandono scolastico
  3. alto tasso di episodi di violenza minorile
  4. bullismo e discriminazione
  5. consumo di droga e alcol tra i minori
  6. gravidanze precoci
  7. assenza di opportunità culturali e di modelli positivi

ENTI DI ACCOGLIENZA

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

ARTE CON TODOS

Associazione civile senza scopo di lucro, “Arte con todos” è stata costituita con l’obiettivo di promuovere il progresso della città di Lanús nei settori della cultura e dell’educazione, attraverso progetti aperti e partecipativi, con particolare attenzione allo sviluppo di attività rivolte ai settori più vulnerabili della popolazione, dei bambini, bambine e giovani. Generando spazi per la formazione, l’educazione e la ricreazione facilmente accessibili alla comunità, ha incoraggiato lo sviluppo di attività culturali: laboratori, spettacoli, conferenze, serie di film e tour, con grande risposta e riconoscimento da parte del pubblico. È stata in grado di realizzare progetti di articolazione con enti simili e organizzazioni comunali, provinciali o nazionali, pubbliche e private, nonché con reti di cooperazione internazionale.

Arte con Todos, per le sue peculiarità, finalità e progettualità, concorre al raggiungimento degli obiettivi del progetto nelle seguenti aree:

  • Attività artistiche ed educative con le scuole del territorio e le istituzioni pubbliche
  • Rafforzamento della rete e delle istituzioni del territorio.
  • Corsi, doposcuola e attività in sede e sul territorio.
  • Realizzazione di report, video, audio, rappresentazioni teatrali sui temi del progetto.

FUNDACIÓN IPNA

La Fundación IPNA è un Ente di Pubblica Assistenza, fondato nel 1988 e iscritto dal 2008 nel Registro Nazionale Obbligatorio delle ONG. Il suo obiettivo principale è promuovere i diritti delle persone disabili, in particolare di coloro che appartengono a famiglie che vivono in condizioni di fragilità sociale e povertà, migliorandone le condizioni di vita, favorendo l’inclusione sociale e promuovendo l’uguaglianza.

L’azione della Fondazione si articola in 5 aree di intervento:

  • Area Assistenza-La Fondazione ha creato nel 1988 il Centro Educativo Terapéutico (C.E.T.), localizzato nel quartiere Caballito della città di Buenos Aires.
  • Area Comunitaria-I Programmi di intervento comunitario per la sensibilizzazione e promozione dei diritti delle persone disabili nelle comunità più povere e marginalizzate
  • Area Ricerca e Formazione-Ricerca ed investigazione, per raccogliere dati circa le diverse patologie e le influenze che i contesti di povertà ed esclusione possono avere sulla salute (denutrizione, malattie, infezioni…), tanto nelle donne incinte come nei neonati. Formazione specialistica per professionisti, operatori dell’ambito della salute, orientamento e formazione per genitori, formazione comunitaria e di leader comunitari; formazione post-laurea; seminari internazionali, Giornate cliniche, conferenze, Seminari di Aggiornamento, Supervisioni, Tirocini, Congressi.
  • Area culturale
  • Area Formazione professionale

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Migliorare la qualità degli interventi delle strutture socio-educative per bambini, adolescenti e persone con disabilità nelle località di Alejandro Petion del comune di Cañuelas e di Lanús, rafforzando e diversificando i servizi socio-assistenziali, le proposte formative ed educative e le attività ricreative, artistiche e culturali.

Si vogliono promuovere spazi in cui i soggetti fragili, minori di età e disabili possano avere una migliore educazione, bagaglio culturale, diritti alla lucidità, all’arte, eliminando le disparità educative e garantendo parità di accesso a tutti i livelli culturali per i più vulnerabili, in questo caso, disabili e minori vulnerabili.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Gli operatori in servizio civile svolgeranno un ruolo di supporto, affiancando gli operatori locali in tutte le attività previste dal progetto. A tutti gli o.v. in servizio verrà chiesto di vivere la vita e le esperienze all’interno delle sedi di servizio nel pieno rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali. Gli operatori in servizio civile avranno, pur nella divisione dei compiti, spazi di incontro mensili e settimanali, di scambio e di verifica periodici.

Azione 1 – Animazione artistica e culturale per bambini e adolescenti negli spazi sociali comunitari di Lanús-Este

Attività nella sede di Lanús – Gondwana Arte con Todos

-Supporto agli animatori e artisti nella realizzazione di laboratori artistici, corsi, incontri, spettacoli teatrali o musicali destinati a bambini e adolescenti, realizzati all’interno dell’Espacio Disparate, dell’Hogar San Ceferino e nelle scuole e spazi pubblici del territorio. Il supporto dei volontari è richiesto per l’aspetto logistico, organizzativo, tutoriale e anche per la realizzazione di parti delle attività previste

-Interventi di animazione artistica e spettacoli teatrali all’interno dell’Espacio Disparate e laboratori itineranti nel territorio e nelle scuole di Lanus (supporto per la preparazione dei costumi, scenografie, materiale per i bambini e adolescenti; per gli spostamenti, le iscrizioni, i contatti con gli spazi dove realizzare le attività e anche realizzazione di parti delle attività previste)

Azione 2 – Interventi educativi formali e non-formali a supporto delle scuole pubbliche e del centro San Ceferino di Lanús-este

Attività nella sede di Lanús – Gondwana Arte con Todos

-Sostegno ai bambini che frequentano la scuola del territorio: supporto pomeridiano per lo studio, laboratori e altre attività

-Supporto nella realizzazione di laboratori di educazione non formale, corsi e incontri periodici

-Proposta di nuove attività

AZIONE 3 – Assistenza, supporto e animazione per persone con disabilità e promozione di percorsi di autonomia, buone prassi e diritti nel campo della disabilità

Attività nella sede di Cañuelas – Gondwana IPNA

– Supporto agli insegnati e disabili che frequentano la scuola speciale, orientamento verso le attività integrative ed extracurriculari e supporto nel realizzarle

– Supporto ai terapisti e operatori di IPNA per la realizzazione di attività fisioterapiche, comportamentali ed occupazionali

-Sostegno nelle attività quotidiane di studio, lavoro, nei pasti e nelle attività di igiene.

-Supporto nella comunicazione fra i sistemi di relazione dei disabili, attività di ricreazione e tempo libero

– Supporto all’equipe IPNA del diffondere nel territorio i diritti e le abilità delle persone con disabilità, attraverso riunioni con enti pubblici e altre associazioni del posto, promozione e diffusione delle attività attraverso i media locali, i social e attività sul territorio

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia           VIA APPIA NUOVA – ROMA2146446

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana ARTE CON TODOS Lanus          Sitio de Montevideo – Lanús(Buenos Aires)ARGENTINA1530834
Gondwana Petion IPNA  Calle Alejandro Magno – Alejandro Petiòn – Cañuelas(Buenos Aires)1535132

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 6 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet. Lo sviluppo capillare della telefonia mobile, garantisce ormai una copertura pressoché totale anche in zone lontane dai centri abitati e la possibilità di accedere agevolmente anche alla linea internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale e spirito di adattamento
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi, …) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Elenchiamo alcuni possibili disagi: il disagio di ritrovarsi in territori caratterizzati da forti contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose; il disagio di ritrovarsi in territori in cui le condizioni climatiche possono, in certe situazioni ostacolare o/e ridurre le attività previste dal progetto e/o le comunicazioni nazionali ed internazionali; il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica e sanitaria. È buona prassi che i volontari seguano, in particolare nel tempo libero, comportamenti consigliati durante il percorso formativo (evitare di rientrare tardi la sera se si è da soli, esentarsi assolutamente dall’uso di droghe o alcool, non indossare abbigliamento di marca o portare oggetti preziosi, avere un comportamento sobrio nei rapporti interpersonali…).

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto.

La formazione specifica verrà erogata preferibilmente in presenza per almeno il 70% del totale delle ore mentre la parte rimanente verrà erogata in modalità “a distanza”, indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona, sempre nel rispetto del limite complessivo del 30% delle ore previste dal progetto per tale tipologia di formazione.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

  1. per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;
  2. per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;
  3. per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.
MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
–    Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
–   Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
–    L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
–    Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
–    Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
–    Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
–    Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
–    L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
–    L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
–    Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
–    Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
–    Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
–    Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
–   Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
–   La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
–   Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
–   Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
–   La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
–   Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
–   Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
–    Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
–   Personalizzazione del percorso di accoglienza
–   Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
–   metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
–   strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
–   Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
–   Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
–   Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
–   Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
-Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
Organizzazione della prevenzione aziendale
-Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
-Organi di vigilanza, controllo e assistenza
Ed in particolare:
– La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
– I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
– La sicurezza come processo di miglioramento continuo
– I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
– Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
– Percezione del rischio e propensione al rischio
– Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
– La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “2024 INCLUSIONE, EDUCAZIONE E SVILUPPO RURALE IN SUDAMERICA”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 2 Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese

INCLUSIONE ED EDUCAZIONE COMUNITARIA IN BOLIVIA (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il progetto intende fornire un supporto ai minori, anche con disabilità, alle donne e alle comunità locali della città di La Paz, in Bolivia.

In linea con gli obiettivi perseguiti dal programma in cui è inserito, “2024 Inclusione, educazione e sviluppo rurale in Sudamerica”, l’obiettivo generale del progetto è di supportare l’inclusione sociale ed educativa dei minori, anche con disabilità, e delle donne delle periferie boliviane promuovendo la creazione di percorsi formativi ed educativi in grado di valorizzare la persona e di garantirne lo sviluppo completo all’interno dei contesti sociali in cui vive ed opera.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

Il progetto interviene a supporto di gruppi marginali dell’area del Dipartimento di La Paz, nelle zone di San Pedro, El Alto, Pampahasi e Villa Copacabana, dove da anni è attiva la Fundación Paulo Freire, partner di progetto. Si tratta di aree caratterizzate dalla presenza di comunità indigene, principalmente Aymara, e colpite da forti disagi a livello economico, sociale ed educativo, a causa della loro localizzazione in aree periferiche, con bassa scolarizzazione, disuguaglianze e forti limiti alla partecipazione sociale e culturale da parte dei soggetti più vulnerabili e svantaggiati, come minori, donne e persone con disabilità.

Nuestra Señora de La Paz

Con un’altitudine media di 3.650m, La Paz è la metropoli più alta al mondo. Ha un clima subtropicale di altura, e una popolazione di 816.044 abitanti (2020).

Con il passare degli anni la città di La Paz si è convertita in un importante centro politico, amministrativo ed economico-finanziario dell’America Latina ed è responsabile del 27% del PIL del paese, oltre ad essere la sede centrale della maggior parte delle banche ed industrie boliviane. Presenta la percentuale di popolazione indigena più alta del Sud America, costituita da Aymara. Al suo interno si perpetuano forti contrasti sociali, combinando la precarietà delle sue enormi aree periferiche con i suoi pretenziosi quartieri residenziali della zona Sur. La sua economia si basa principalmente sul commercio informale e sulle attività manifatturiere, con il mercato di El Alto che è uno dei più grandi dell’America Latina.

Bisogni rilevati e aspetti da innovare:

L’area su cui interviene il progetto presenta una domanda molto alta di servizi educativi e ricreativi, per bambini, di riabilitazione per disabili, di supporto alla professionalizzazione e al miglioramento della qualità di vita per l’intera popolazione, in particolare per le donne e i giovani, di supporto allo sviluppo di attività produttrici di reddito. In particolare, non esistono risposte sufficienti alle domande di servizi per le donne, i bambini più piccoli non ancora scolarizzati e i disabili. Di conseguenza, la presente iniziativa intende indirizzare l’azione verso tre aspetti ritenuti chiave nel contesto d’intervento:

Problemi di genere

Le donne ricoprono ruoli tradizionali, come la cura e i lavori domestici, e meno della metà completa la scuola secondaria o ha un’educazione superiore; di conseguenza hanno scarse opportunità lavorative, mantenendo così la dipendenza dagli uomini. In generale emergono problemi legati alla mancanza di opportunità nel settore educazionale, professionale, culturale e sanitario, e limitate possibilità di accedere al credito per avviare attività generatrici di reddito.

Questione dei minori

Secondo l’ultimo Censo del 2012, in Bolivia ci sono più di 4 milioni di minori e, nonostante ciò rappresentano la fascia della popolazione più vulnerabile a causa di molti fattori, tra i quali la povertà, che compromette la qualità di vita, l’accesso all’acqua potabile, all’educazione e ai servizi. Le poche opportunità professionali incidono anche sui giovani, che spesso si trovano obbligati a lasciare la propria terra. Nella periferia di La Paz, i minori vengono spesso coinvolti in situazioni di ulteriore disagio, favorendo l’aggregazione in mini gang.

Inclusione delle persone con disabilità

Le persone con disabilità sono tra le persone più vulnerabili nel sistema sociale boliviano e difficilmente riescono ad accedere ad istruzione, salute e lavoro. I pochi centri di riabilitazione presenti a La Paz, non riescono a coprire la domanda, e la mancanza di risorse economiche, mezzi di trasporto adeguati o di un supporto familiare, non permettono ai più svantaggiati di accedere alle cure adeguate.

ENTI DI ACCOGLIENZA

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

Fundación Paulo Freire (FPF)

Nasce nel 2000 con il fine di generare spazi alternativi di educazione integrale e tecnica per bambini, adolescenti, giovani e adulti attraverso un processo di formazione-produzione che li aiuti a vivere una vita degna e dignitosa. Tutto ciò con l’obiettivo di riuscire a soddisfare la domanda sul mercato del lavoro con persone competenti, umane e professionalmente in grado di incrementare la loro produttività e di conseguenza i loro guadagni, così da rendere possibile un miglioramento nei loro standard di vita. Gli obiettivi della Fundación sono i seguenti:

  • creare spazi di educazione attraverso processi di formazione e condivisione per garantire una vita degna a bambini, adolescenti e giovani
  • formare figure professionali qualificate con capacità, efficienza ed efficacia
  • promuovere processi di formazione che incrementino le potenzialità e la capacità critica e creativa
  • creare spazi di incontro per i giovani, offrendo alternative ricreative e formative
  • offrire ai bambini e alle bambine processi di partecipazione attiva e creativa perché possano svilupparsi secondo le loro potenzialità e capacità specifiche
  • promuovere spazi di organizzazione ed aggregazione sociale, soprattutto per le fasce di popolazione a basso reddito e marginalizzate.

Le attività della Fundación si sono rivolte primariamente all’assistenza e al tutoraggio ad associazioni ed organizzazioni sociali che, mancando di personale tecnico in grado di rispondere ai requisiti e alle necessità delle istituzioni pubbliche e private, non riescono ad accedere a finanziamenti e opportunità per i loro beneficiari. In particolare: – appoggio tecnico ad organizzazioni sociali di base – ottenimento di docenti finanziati dal Ministero dell’Educazione nei centri di madri – creazione di una scuola per genitori di bambini con disabilità con differenti Istituzioni statali tra il 2015 e il 2019 – coordinamento con l’Assemblea Dipartimentale di La Paz per lo sviluppo dell’Estatuto Autonómico del Departamento de La Paz (2010-2013) – processi di inclusione in ambito municipale e scambi di esperienze tra El Alto e Bolivia.

Attualmente la Fundación collabora con due enti da anni attivi nelle periferie di La Paz:

  • Asociación de Inclusión Social para Discapacidad (AS.I.S.DIS) – “Todos somos iguales”, attiva dal 2012 nella zona San Pedro, di La Paz, promuove il pieno esercizio dei diritti delle persone con disabilità, a partire da progetti che generino inclusione sociale, attraverso attività in rete con altre associazioni, istituzioni pubbliche e private, col fine di migliorare la qualità della vita delle persone coinvolte, eliminare ogni forma di discriminazione e di sensibilizzare e educare la società civile e le istituzioni pubbliche in un’ottica di responsabilità condivise. Attualmente, l’Associazione assiste bambine/i tra i 6 e i 12 anni con differenti disabilità, sia intellettuali che fisiche, provenienti da famiglie, spesso madri sole, a basso reddito, disfunzionali o bambini vittime di maltrattamenti fisici e/o psicologici. Allo stesso tempo supporta un gruppo di donne lavoratrici informali dei mercati della zona fornendo spazi, attenzione e supporto scolastico ai loro figli e garantendone la sicurezza durante l’orario di lavoro dei genitori. Grazie al lavoro dei volontari, tra cui uno psicologo, un assistente sociale ed un fisioterapista, l’Associazione offre consulenza psicologica, terapia individuale e familiare, supporto e appoggio scolare, fisioterapia e promuove attività artistiche volte a favorire la riabilitazione psicofisica dei bambini coinvolti.
  • Comunidad Autogestión Área Cedin II (Centro de Desarrollo Integral del Niño, Niña y Adolescente) nasce come diramazione della Fundación La Paz con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi sociali basici della popolazione di aree urbane marginali che subiscono un alto livello di esclusione, promuovendo in maniera equa ed efficiente lo sviluppo umano sostenibile e il pieno esercizio dei diritti. Realizza attività in temi di ambiente, leadership, sessualità, autostima, genere e creatività attraverso la musica, il teatro, la manualità, tra le altre cose. Situato nella zona di Pampahasi/San Antonio a Nord-Est di La Paz. Il Centro dà sostegno scolastico, fornisce il pranzo e propone differenti attività ricreative a circa 40 bambini in età scolastica, divisi in due turni (mattina e pomeriggio). Oltre alle attività con i bambini, possiede tre forni semi professionali per la produzione di pane e dolci vari, che permettono una fonte di entrata.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

L’obiettivo generale del presente progetto è quello di supportare l’inclusione sociale ed educativa dei minori, anche con disabilità, e delle donne delle periferie boliviane promuovendo la creazione di percorsi formativi ed educativi in grado di valorizzare la persona e di garantirne lo sviluppo completo all’interno dei contesti sociali in cui vive ed opera.

Obiettivi specifici:

  • Potenziare l’offerta socio-educativa per i minori del territorio di La Paz attraverso la realizzazione di laboratori pedagogici, formativi e ricreativi
  • Fornire assistenza alla riabilitazione psico-fisica e all’inclusione sociale ed educativa di gruppi di bambini con disabilità
  • Supportare e valorizzare la cultura locale del territorio attraverso la realizzazione e la promozione di attività culturali e ricreative comunitarie

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente. Quando non specificato diversamente, si intendono attività da realizzarsi in entrambe le sedi.

Il lavoro di campo, da realizzarsi in tutto il territorio delle Province coinvolte, prevede uscite, visite e in alcuni casi pernottamenti presso le aree rurali sede delle attività di supporto alle comunità locali.

Azione 1 – Pianificazione e realizzazione di laboratori pedagogici di arte, lingue, rinforzo scolastico per bambini/e e adolescenti del territorio

  • Realizzazione di un laboratorio diurno e pomeridiano di sostegno scolastico per bambini
  • Realizzazione di laboratori di educazione artistica e musicale
  • Realizzazione di corsi di lingue straniere (inglese, francese, italiano)

Azione 2 – Pianificazione e realizzazione di laboratori ludico-ricreativi, sportivi e di animazione culturale per bambini/e, adolescenti del territorio

  • Realizzazione di laboratori di sport, danza ed educazione fisica
  • Realizzazione di un laboratorio di attività ricreative usando il gioco come strumento pedagogico

Azione 3 – Affiancamento agli operatori locali nelle attività di inclusione, riabilitazione e fisioterapia rivolte ai minori con disabilità

ATTIVITA’ NELLA SEDE DI SAN PEDRO

  • Affiancare operatori locali nell’assistenza alle persone con disabilità
  • Collaborare nell’organizzazione e nella gestione dei gruppi di persone con disabilità
  • Supportare l’organizzazione di eventi di promozione ed inclusione sociale

Azione 4 – Supporto all’organizzazione di incontri e eventi comunitari di gruppi comunitari di donne e piccoli produttori con riferimento alla promozione e comunicazione

  • Partecipazione continua alle riunioni periodiche per ricevere indicazioni e orientare l’intervento;
  • Incrementare le ore dedicate alla raccolta di proposte e valutazioni dalle beneficiarie
  • Realizzare volantini e brochure informative relative alla promozione delle attività sociali delle organizzazioni comunitarie partecipanti al progetto
  • Aggiornare costantemente il sito web e i social network delle organizzazioni comunitarie partecipanti al progetto

Azione 5 – Supporto nelle attività gestionali, amministrative ed organizzative dei gruppi comunitari

  • Organizzare i dati dei partecipanti
  • Organizzare in maniera più efficace la gestione amministrativa delle attività realizzate dalle organizzazioni comunitarie partecipanti al progetto.
  • Aiuto nella scrittura di articoli, report e proposte progettuali;
  • Produzione di foto, video per siti e social network; scrittura di testi e grafica per volantini, brochure, manifesti.

Azione 6 – Supporto logistico e organizzativo nella pianificazione e realizzazione di eventi in collaborazione con le istituzioni locali per la promozione della cultura locale e del turismo comunitario

  • Partecipazione alle riunioni organizzative delle manifestazioni culturali della comunità
  • Dare un supporto in tutte le tappe per la realizzazione delle manifestazioni culturali della comunità

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU ItaliaVIA APPIA NUOVA 985 – 00178 ROMA2146446

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana San Pedro BoliviaPlaza Israel/Avenida Otero de la Vega 694, La PazBOLIVIA1533613
Gondwana Area Cedin II La Paz BoliviaPampajasi b, calle 9 esquina calle 4 100, La Paz1533623

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 6 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale e spirito di adattamento
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione

Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto

  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Elenchiamo alcuni possibili disagi: il disagio di ritrovarsi in territori caratterizzati da forti contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose; il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica e sanitaria. Una ulteriore situazione di disagio potrebbe essere relazionata all’altitudine di La Paz: a questa altitudine si potrebbero riscontrare alcune difficoltà di adattamento fisico e di affaticamento derivante dalla minore presenza di ossigeno nell’aria. In questo senso si chiede di fare attenzione se si avessero problemi di tipo digestivo e soprattutto di circolazione sanguigna.

È buona prassi che i volontari seguano, in particolare nel tempo libero, comportamenti consigliati durante il percorso formativo (evitare di rientrare tardi la sera se si è da soli, esentarsi assolutamente dall’uso di droghe o alcool, non indossare abbigliamento di marca o portare oggetti preziosi, avere un comportamento sobrio nei rapporti interpersonali…).

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
–    Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
–   Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
–    L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
–    Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
–    Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
–    Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
–    Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
–    L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
–    L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
–    Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
–    Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
–    Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
–    Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
–   Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
–   La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
–   Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
–   Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
–   La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
–   Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
–   Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
–    Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
–   Personalizzazione del percorso di accoglienza
–   Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
–   metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
–   strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
–   Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
–   Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
–   Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
–   Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
-Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione
– Organizzazione della prevenzione aziendale
– Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
– Organi di vigilanza, controllo e assistenza
Ed in particolare:
– La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
– I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
– La sicurezza come processo di miglioramento continuo
– I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
– Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
– Percezione del rischio e propensione al rischio
– Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
– La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “2024 INCLUSIONE, EDUCAZIONE E SVILUPPO RURALE IN SUDAMERICA”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 2 Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese

NIMESA – Nel paese delle mille colline (progetto avviato)

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo

Il progetto si rivolge a minori, con disabilità e non, che vivono in condizioni di fragilità nella provincia di Kigali, nei dintorni della Capitale e nei villaggi rurali delle province limitrofe in Rwanda. Le azioni progettuali sono volte a implementare le attività di sostegno, supporto e cura, e interventi socio-educativi potenziando e promuovendo l’inclusione sociale dei minori anche con bisogni educativi speciali permettendo loro di accedere ai servizi educativi e sociali.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

Il progetto si realizzerà nelle località di Ndera (distretto di Gasabo), nella località di Gatenga (distretto di Kicukiro) e nella località di Karenge (distretto di Rwamagana). Qui sono localizzati gli interventi con i minori, principalmente durante i periodi di apertura delle scuole.

La località di Ndera (dove si trova la sede operativa dell’ente di accoglienza Anymore Onlus) è il capoluogo del distretto di Gasabo e si trova a circa 15 km dal centro della capitale, nelle vicinanze dell’aeroporto. Si tratta di un villaggio piuttosto popolato e mediamente urbanizzato. Non sempre le strade sono asfaltate, ma non è comunque difficile da raggiungere. La popolazione locale vive soprattutto di agricoltura, praticata nei campi circostanti, e piccoli commerci. Qui è presente un centro diurno per bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali.

Il distretto di Kicukiro insiste nell’area urbana della capitale Kigali. Si tratta di una località urbanizzata e densamente popolata, non lontana dal centro della capitale in cui sono presenti scuole, uffici, attività commerciali e abitazioni di tipo residenziale. Gatenga è uno dei quartieri più popolati e tra i più carenti di Kigali ed è uno snodo importante di passaggio per raggiungere varie zone importanti della città. Attualmente tutto il sobborgo sta subendo una forte trasformazione dal momento che la vecchia zona industriale situata a Gatenga sta per essere spostata verso Nyamata. Adiacente si trova la dogana, l’ambulatorio che fa i vaccini per tutto il paese e l’area expo dove si svolgono numerose fiere ed eventi. Il principale collettore aggregativo di questa parte della città è l’oratorio Don Bosco dei Padri Salesiani che operano in Rwanda. La struttura è molto ampia e offre la possibilità di praticare diversi sport e discipline, ospitando migliaia di ragazzi del quartiere. I giovani che frequentano l’oratorio sono principalmente bambini e adolescenti con situazioni economico-sociali disagiate, alcuni vengono da contesti molto umili e vivono soli senza genitori.

Karenge è un villaggio rurale o nel distretto di Rwamagana a circa 40 km dal centro di Kigali, nella Provincia Orientale del Rwanda. La maggior parte della popolazione è formata da giovani, orfani, vedove che rappresentano i gruppi più vulnerabili, con difficoltà e problematiche legate all’accesso sanitario, alla disoccupazione, alla disgregazione familiare e all’accesso scolastico. Proprio per quanto concerne la scuola, nelle zone rurali il tasso di abbandono è molto elevato. Gran parte degli studenti devono farsi carico dei fratelli più piccoli perché orfani e svolgere mansioni pesanti e coltivare la terra per mangiare. Nel villaggio è presente un grande centro pastorale delle Suore Oblate Di Cristo che si prendono cura delle ragazze madri e dei loro figli. Il centro prepara e distribuisce giornalmente pasti caldi a piccoli studenti, molti dei quali figli di ragazze madri, e ha attivato alcuni progetti per ridare dignità alle famiglie del villaggio: una sartoria, un panificio ed un laboratorio artigianale di manufatti tipici.

CRITICITÀ RILEVATE E ASPETTI DA INNOVARE:

  1. Scarsa offerta di servizi educativi, in particolare specializzati in educazione speciale. Nei contesti di realizzazione del progetto, risulta urgente implementare le attività di assistenza e cura a favore dei minori, integrando i servizi routinari delle strutture di accoglienza.
  1. Carenza di spazi e metodologie per favorire l’espressività e potenziare le competenze creative dei minori, anche con disabilità. L’eterogeneità delle età dei ragazzi e delle ragazze ospitate nelle varie strutture rende più difficile la convivenza e non facilita l’attuazione di attività ricreative e sportive per tutto il gruppo. Gli spazi a disposizione non risultano adeguati alle esigenze e, avendo poche opportunità per uscire dalla casa e coltivare hobby e sport, è molto forte il bisogno e la richiesta – sia dei ragazzi che degli operatori – di incrementare le attività ricreative, ludiche e sportive, oltre naturalmente al sostegno scolastico.
  2. Bassa qualità dell’offerta scolastica. Per quanto riguarda l’apprendimento e la qualità d’insegnamento, i livelli sono ancora molto bassi e indicano la necessità di un forte intervento per migliorare la qualità dell’educazione nel Paese. L’Education Sector Stategic Plan (2018-2024), portato avanti dal Governo ruandese col fine di garantire il raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 (Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti), tra le altre cose, centra la sua azione nell’incremento dell’accesso ai programmi educativi, specialmente per quanto riguarda l’iscrizione alla pre-primaria, e nel fornire pari opportunità a tutti i bambini e giovani del Rwanda.

ENTI DI ACCOGLIENZA

Anymore Onlus è da anni presente nel territorio e collabora con le istituzioni e gli enti locali che offrono servizi di supporto ed assistenza. Mission dell’associazione è “promuovere la pace e i diritti umani attraverso azioni concrete”. Anymore, attraverso la propria rete di partner locali, realizza progetti nel campo dell’animazione, del supporto scolastico, dell’assistenza e dello sport come strumento di integrazione e superamento dei conflitti.

Attualmente nelle aree di intervento del progetto sono presenti:

A Kigali

  • Arcidiocesi di Kigali attraverso attività operativa con le parrocchie di Munyana, Ndera e Remera.
  • Home of Hope delle Sister of Mother Teresa of Calcutta, una struttura di accoglienza per bambini, madri, anziani, persone con disabilità ed ex prostitute. La struttura comprende diversi stabili adibiti a diversi usi: casa delle suore, asilo, centro accoglienza poveri, laboratori per ragazze, dormitori per anziani e disabili, cucine, laboratorio per disabili, lavatoio, orti, chiesa, area giochi per i bambini, mensa popolare, aree adibite al taglio legna e ai lavori di artigianato.

A Ndera

  • Istituto “Petit Séminaire Saint Vincent de Paul” ha come obiettivo quello di preparare futuri candidati al Sacerdozio e accoglie 250 ragazzi dai 12 ai 18 anni. Tra le sue mission: dispensare ai giovani ragazzi una formazione umanistica, spirituale e intellettuale e formare laici preparati nel campo ecclesiastico, politico, socio-economico e professionale. Nell’ambito del progetto “Fair Play Rugby” gestisce una struttura da gioco e per attività sportive. Gli utenti del progetto sono principalmente bambini e adolescenti con situazioni economico-sociali disagiate.
  • Istituto Scolastico “S. Ndera” è una scuola statale governativa che accoglie circa 800 ragazzi/e dai 7 ai 18 anni
  • Centro Diurno Humura HVP – GATAGARA.L’obiettivo generale del Centro è quello di migliorare la qualità della vita di bambini e ragazzi con deficit mentali. Il centro cerca di aiutare i bambini e i giovani ad integrarsi nelle loro famiglie e nella comunità. In particolare, l’ambiente diurno in cui sono inseriti supporta l’obbiettivo di far socializzare i bambini e di guidare i genitori ad una migliore comprensione e accettazione della disabilità dei figli, supportandoli nell’educazione con bisogni speciali. Nel giardino ci sono strutture per le ulteriori attività portate avanti nel centro: la stanza per archivio documenti e riunioni, la struttura dedicata ad attività come cucito, fabbricazione collanine, fabbricazione sapone, il capannone della musica con una batteria, microfono e tamburi.

A Kicukiro/Gatenga

  • Centro dei Giovani di Gatenga (Centre des Jeunes de Gatenga) gestito dai Padri Missionari Salesiani, il Centro prevede non solo la gestione di un orfanotrofio, ma anche la promozione di attività di socializzazione, di animazione e di formazione scolastica e professionale che coinvolgono ogni giorno ragazze e ragazzi del quartiere e delle zone limitrofe (circa 1200). Il Centro rappresenta, inoltre, un importante punto di riferimento per la pratica sportiva dei giovani.
  • 1000 Hills Rugby, supportano attività sportive per minori svantaggiati o abbandonati dalle famiglie nell’area di Gatenga. Progetto che mira alla conoscenza, all’opportunità e allo sviluppo dell’essere umano attraverso lo sport. Centrali sono i valori dello sport, di conseguenza le attività portate avanti sono tutte volte alla promozione dell’inclusione sociale e della crescita nel rispetto dei diritti attraverso lo sport.

A Karenge

  • Dal 2002 le Suore Oblate di Cristo sono attive in Rwanda dove gestiscono tre case di accoglienza: Casa di Kicukiro, Casa di Karenge, Istituto di Karenge. Giornalmente le suore preparano e distribuiscono 120 pasti caldi a piccoli studenti, molti dei quali figli delle ragazze madri, ed hanno attivato alcuni progetti per ridare dignità alle donne e ai loro figli: hanno affittato circa 200 casette a Karenge per ospitare le ragazze madri dell’area e dato l’avvio ad una sartoria sociale, un panificio per ragazzi orfani, ed un laboratorio di artigianato locale.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Favorire l’integrazione sociale ed educativa dei minori, anche con disabilità, accolti nelle scuole e nelle strutture residenziali nella Provincia di Kigali, nei dintorni della Capitale e nei villaggi rurali delle province limitrofe, potenziando e qualificando i servizi già presenti nelle sedi.

Le azioni progettuali sono volte a:

-implementare attività di supporto e cura e interventi socio-educativi promuovendo l’inclusione sociale dei minori anche con disabilità.

-creare spazi in cui i bambini possano ricevere un’educazione basata su un apprendimento ragionato e non mnemonico, in cui possano sperimentarsi ed essere stimolati.

-realizzare attività di sostegno scolastico e di programmi educativi di qualità, per fornire un’educazione equa e inclusiva e un’opportunità di apprendimento

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Si precisa che parte delle attività non saranno realizzate nelle sedi di attuazione di progetto, ma da remoto, non superando il 30% dell’attività totale degli operatori volontari in termine di monte ore. A tal fine saranno garantiti gli idonei strumenti per la gestione di tale modalità di servizio.

Il lavoro di campo, da realizzarsi in tutto il territorio delle Province coinvolte, prevede uscite, visite e in alcuni casi pernottamenti presso le aree rurali sede delle attività di supporto alle comunità locali.

Azione 1: Sostegno e assistenza a minori con bisogni educativi speciali

  • Supporto agli operatori nella gestione quotidiana delle strutture residenziali e nell’assistenza dei bambini delle scuole dell’infanzia
  • Supporto agli operatori nella gestione mensile delle visite domiciliari alle famiglie dei bambini con disabilità
  • Supporto agli operatori nella cura e assistenza dei minori
  • Supporto nell’organizzazione di momenti ludico-ricreativi
  • Reperimento materiali e supporti per le attività laboratoriali e alle attività manuali e di piccolo artigianato
  • Supporto nell’organizzazione e realizzazione di tornei sportivi/spettacoli

Azione 2: Interventi educativi, ludico ricreativi e socializzanti

  • Laboratori per la promozione del “diritto al gioco e allo sport”
  • Formazione all’attività motoria di base [5-10 anni] e rudimenti tecnici discipline sportive (calcio, pallavolo, basket, atletica, hockey e rugby) per i più grandi
  • Gestione di spazi e momenti ricreativi formazione dei gruppi di attività, accoglienza e gestione dei bambini, cura e preparazione degli spazi e dei materiali
  • Supporto all’organizzazione e alla realizzazione di laboratori di teatro, musica, danza, etc.
  • Supporto nell’organizzazione e realizzazione di tornei sportivi/spettacoli
  • Realizzazione di attività volte a favorire lo sviluppo dell’area socio-affettivo-relazionale (autostima, rapporto con i compagni e con gli adulti, rispetto delle regole, rispetto della collaborazione, partecipazione, autocontrollo, capacità emozionale).

Azione 3: Rinforzo e inserimento scolastico

  • Organizzazione di classi di studio mirate al recupero delle carenze scolastiche
  • Elaborazione di percorsi individuali sulla base dei bisogni individuati nei colloqui con gli insegnanti delle scuole di riferimento
  • Preparazione di lezioni di lingua e di alfabetizzazione informatica
  • Supporto agli insegnanti durante lo svolgimento delle lezioni nelle scuole (gestione aula, preparazione materiali, sostegno ai ragazzi con difficoltà di apprendimento,
  • Attività di doposcuola per i soggetti più deboli
  • Realizzazione di attività innovative ludico- educative che stimolino l’apprendimento
  • Preparazione e realizzazione di esercizi per migliorare l’area della comunicazione e linguistica, sviluppo neuro-psicologico, comprensione verbale e non verbale
  • Partecipazioni alle riunioni di equipe e agli incontri periodici con i partner locali
  • Realizzazione documentazione fotografica e audio/video
  • Redazione relazioni e report periodici

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Anymore Via Venezian Messina     VIA GIACOMO VENEZIAN – MESSINA1530345

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Amahoro House – RwandaGasabo District – Ndera Kigali – Rwanda sncRWANDA1530315

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 5 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

È prevista la partenza per il Paese estero entro il primo mese dall’avvio del progetto. Entro il sesto mese di servizio è previsto un rientro intermedio in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto; nei restanti mesi è prevista la continuazione delle attività all’estero.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, Skype, WhatsApp, telefonia fissa e mobile. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

  • Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:
  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Stile di vita essenziale
  • Rispetto degli usi, costumi e della realtà locale
  • Attitudine al lavoro d’equipe
  • Buone capacità di adattamento (clima, alimentazione, usanze, …)
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.
  • Disponibilità a frequentare un corso di lingua e cultura kinyarwanda
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Non sono state riscontrate significative situazioni di disagio per i volontari se non quelle determinate dalla differenza linguistica, climatica e culturale.

Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, vengono alloggiati in stanze multiple, il vitto viene preparato collettivamente, tuttavia è possibile seguire diete o alimentazioni particolari in quanto nelle città sedi di progetto è commercializzato qualsiasi tipo di prodotto, alimentare o di altro genere.

Il collegamento internet è presente ma non garantisce una navigazione particolarmente veloce e potrebbe non essere sempre continuo.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI:

No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezione sono pubblicati qui.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente in forma sincrona o asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h)
–    Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio
–   Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.
–    L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione
–    Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h)
–    Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.
–    Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.
–    Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto
–    L’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie
–    L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo
–    Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
–    Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h)
–    Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie
–    Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie
–   Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazione
–   La creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativo
–   Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale
–   Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari
–   La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza
–   Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
–   Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h)
–    Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie
–   Personalizzazione del percorso di accoglienza
–   Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali
–   metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi
–   strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona
–   Fondamenti di sviluppo rurale e antropologia
–   Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento
–   Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.
–   Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona.
– Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezioneOrganizzazione della prevenzione aziendale-Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali
– Organi di vigilanza, controllo e assistenzaEd in particolare:
– La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi
–I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto
-La sicurezza come processo di miglioramento continuo
– I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)
– Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali
– Percezione del rischio e propensione al rischio
– Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio
– La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “In rete con l’Africa per l’inclusione delle persone fragili”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese

ABEGNADI – Come stai?

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi 

L’intervento progettuale è rivolto a minori, con disabilità e non, che vivono in condizioni di fragilità nella provincia di Kigali in Rwanda, nei dintorni delle capitali e nei villaggi rurali delle province limitrofe.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

Il progetto si realizzerà nelle località di Nderae Kabuga (distretto di Gasabo) e di Gatenga (distretto di Kicukiro), aree cheinsistono nella parte periurbana della capitale Kigali, dove sono localizzati gli interventi con i minori, principalmente durante i periodi di apertura delle scuole.

La località di Ndera (dove si trova la sede operativa dell’ente di accoglienza Anymore Onlus) è il capoluogo del distretto di Gasabo e si trova a circa 15 km dal centro della capitale, nelle vicinanze dell’aeroporto. Si tratta di un villaggio piuttosto popolato e mediamente urbanizzato. Non sempre le strade sono asfaltate, ma non è comunque difficile da raggiungere. La popolazione locale vive soprattutto di agricoltura, praticata nei campi circostanti, e piccoli commerci. Qui è presente un centro diurno per bambini e ragazzi con bisogni educativi speciali, che al momento offre assistenza a oltre 80 minori della zona.

Il distretto di Kicukiro insiste nell’area urbana della capitale Kigali. Si tratta di una località urbanizzata e densamente popolata, non lontana dal centro della capitale in cui sono presenti scuole, uffici, attività commerciali e abitazioni di tipo residenziale. Situato nel distretto di Kicukiro, Gatenga è uno dei quartieri più popolati e tra i più carenti di Kigali ed è uno snodo importante di passaggio per raggiungere varie zone importanti della città. Attualmente tutto il sobborgo sta subendo una forte trasformazione dal momento che la vecchia zona industriale situata a Gatenga sta per essere spostata verso Nyamata. Adiacente si trova la dogana, l’ambulatorio che fa i vaccini per tutto il paese e l’area expo dove si svolgono numerose fiere ed eventi. Il principale collettore aggregativo di questa parte della città è l’oratorio Don Bosco dei Padri Salesiani che operano in Rwanda. La struttura è molto ampia e offre la possibilità di praticare diversi sport e discipline, ospitando migliaia di ragazzi del quartiere. I giovani che frequentano l’oratorio sono principalmente bambini e adolescenti con situazioni economico-sociali disagiate, alcuni vengono da contesti molto umili e vivono soli senza genitori.

CRITICITÀ RILEVATE E ASPETTI DA INNOVARE:

  1. Scarsa offerta di servizi educativi, in particolare specializzati in educazione speciale

Nei contesti di realizzazione del progetto, risulta urgente implementare le attività di assistenza e cura a favore dei minori, integrando i servizi routinari delle strutture di accoglienza.

  • Carenza di spazi e metodologie per favorire l’espressività e potenziare le competenze creative dei minori

Gli spazi a disposizione nelle strutture scolastiche non risultano adeguati alle esigenze e, avendo in generale poche opportunità per coltivare hobby e sport, è molto forte il bisogno e la richiesta – sia dei minori che degli insegnanti e operatori – di incrementare le attività ricreative, ludiche e sportive. Inoltre l’eterogeneità delle età dei minori ospitati nelle varie strutture rende più difficile la convivenza e non facilita l’attuazione di attività alternative.

  • Bassa qualità dell’offerta scolastica

Per quanto riguarda apprendimento e qualità d’insegnamento, i livelli sono ancora molto bassi e indicano la necessità di un forte intervento per migliorare la qualità dell’educazione in entrambi i Paesi.

In Rwanda l’Education Sector Stategic Plan (2018-2024) portato avanti dal Governo ruandese col fine di garantire il raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 (Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti), tra le altre cose, centra la sua azione nell’incremento dell’accesso ai programmi educativi, specialmente per quanto riguarda l’iscrizione alla pre-primaria, e nel fornire pari opportunità a tutti i bambini e giovani del Rwanda.

ENTE DI ACCOGLIENZA e ENTI PARTNER ESTERO

La mission dell’ente di accoglienza ANYMORE ONLUS è “promuovere la pace e i diritti umani attraverso azioni concrete”. Anymore, attraverso la propria rete di partner locali, realizza progetti nel campo dell’animazione, del supporto scolastico, dell’assistenza e dello sport come strumento di integrazione e superamento dei conflitti.

A Kigali:

  • Arcidiocesi di Kigali eretta il 10 aprile 1976 con la bolla CumVenerabiles di papa Paolo VI, ricavandone il territorio dall’arcidiocesi di Kabgayi, che contestualmente è stata trasformata in diocesi ed è divenuta suffraganea di Kigali.  La collaborazione con l’Arcidiocesi si realizza attraverso attività operativa con le parrocchie di Ndera e Remera.
  • La Home of Hope delle Sister of Mother Teresa of Calcutta, una struttura di accoglienza per bambini, madri, anziani, persone con disabilità ed ex prostitute. La struttura comprende diversi stabili adibiti a diversi usi: casa delle suore, asilo, centro accoglienza poveri, laboratori per ragazze, dormitori per anziani e disabili, cucine, laboratorio per disabili, lavatoio, orti, chiesa, area giochi per i bambini, mensa popolare, aree adibite al taglio legna e ai lavori di artigianato.

A Ndera

  • L’Istituto “Petit Séminaire Saint Vincent de Paul”, fondato nel 1976, ha come obiettivo quello di preparare futuri candidati al Sacerdozio e accoglie circa 250 ragazzi dai 12 ai 18 anni. Tra le sue mission: dispensare ai giovani ragazzi una formazione umanistica, spirituale e intellettuale e formare laici preparati nel campo ecclesiastico, politico, socio-economico e professionale. Nell’ambito del progetto “Fair Play” gestisce una struttura da gioco e per attività sportive e alcune attività sportive vengono proposte anche nel vicino villaggio di Kabuga. Gli utenti del progetto sono principalmente bambini e adolescenti con situazioni economico-sociali disagiate. L’Istituto è partner fondamentale del progetto in quanto ospita parte dei beneficiari e fornirà parte delle strutture necessarie alla realizzazione delle attività di progetto.
  • L’Istituto Scolastico “G. S. Ndera” è una scuola statale governativa che accoglie circa 800 ragazzi/e dai 7 ai 18 anni. Mission: educazione e formazione scolastica. L’Istituto scolastico svolgerà un ruolo chiave nel coordinamento e nell’individuazione di possibili beneficiari da inserire nelle attività di progetto.
  • CentrI DiurnI Humura HVP – GATAGARA e GIKONDO per bambini e ragazzi con disabilità e deficit intellettuali: l’obiettivo generale del CentrI DiurnI Humura HVP – GATAGARA e GIKONDO è quello di migliorare la qualità della vita di bambini e ragazzi con deficit mentali, le cui strutture si trovano nei Settore di Ndera e Kigali. I centri cercano di aiutare i bambini e i giovani ad integrarsi nelle loro famiglie e nella comunità. In particolare, l’ambiente diurno in cui sono inseriti supporta l’obbiettivo di far socializzare i bambini e di guidare i genitori ad una migliore comprensione e accettazione della disabilità dei figli, supportandoli nell’educazione con bisogni speciali. Le Strutture diurne sono provvista di aule studio, classi, una stanza per la riabilitazione, segreteria, cucina, sala da pranzo, servizi, amplio giardino con campo da gioco, scivolo, altalena e sedie rotanti. Ci inoltre altre strutture per le ulteriori attività portate avanti nel centro: la stanza per archivio documenti e riunioni, la struttura dedicata ad attività come cucito, fabbricazione collanine, fabbricazione sapone, il capannone della musica con una batteria, microfono e tamburi, la sala dei pc. Il Centro è partner fondamentale del progetto in quanto ospita parte dei beneficiari e fornirà parte delle strutture necessarie alla realizzazione delle attività di progetto.

A Kicukiro/Gatenga

  • Il Centro dei Giovani di Gatenga (Centre des Jeunes de Gatenga) gestito dai Padri Missionari Salesiani, è attivo dal 1986. In linea con la tradizione Salesiana, il Centro prevede non solo la gestione di un orfanotrofio, ma anche la promozione di attività di socializzazione, di animazione e di formazione scolastica e professionale che coinvolgono ogni giorno ragazze e ragazzi del quartiere e delle zone limitrofe (circa 1200). Il Centro rappresenta, inoltre, un importante punto di riferimento per la pratica sportiva dei giovani. Il Centro è partner fondamentale del progetto in quanto ospita parte dei beneficiari e fornirà parte delle strutture necessarie alla realizzazione delle attività di progetto.
  • 1000 Hills Rugby, partner ufficiali del progetto di AnymoreOnlus “Fair Play Rugby”, supportano attività sportive per minori svantaggiati o abbandonati dalle famiglie nell’area di Gatenga. Progetto che mira alla conoscenza, all’opportunità e allo sviluppo dell’essere umano attraverso lo sport. Centrali sono i valori dello sport, in particolare quelli nobili del rugby: passione, solidarietà, rispetto, disciplina e fair play. Di conseguenza, le attività portate a vanti sono tutte volte alla promozione dell’inclusione sociale e della crescita nel rispetto dei diritti attraverso lo sport. Saranno coinvolti attivamente nella realizzazione di parte delle attività di progetto, in ambito sportivo ed educativo.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Favorire l’integrazione sociale ed educativa dei minori, anche con disabilità, accolti nelle scuole e nelle strutture residenziali nella Provincia di Kigali in Rwanda, nei dintorni della Capitale e nei villaggi di Ndera, Kabuga e delle province limitrofe, potenziando e qualificando i servizi già presenti nelle sedi.

Le azioni progettuali sono volte a:

  • implementare attività di supporto e cura e interventi socio-educativi promuovendo l’inclusione sociale dei minori anche con disabilità;
  • creare spazi in cui i bambini possano ricevere un’educazione basata su un apprendimento ragionato e non mnemonico, in cui possano sperimentarsi ed essere stimolati;
  • realizzare attività di sostegno scolastico e di programmi educativi di qualità, per fornire un’educazione equa e inclusiva e un’opportunità di apprendimento.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari degli enti.

Si precisa che parte delle attività anziché nelle sedi di attuazione di progetto potranno essere realizzate da remoto, non superando il 30% dell’attività totale degli operatori volontari in termine di monte ore. A tal fine saranno garantiti gli idonei strumenti per la gestione di tale modalità di servizio.

Il lavoro di campo, da realizzarsi in tutto il territorio delle Province coinvolte, prevede uscite, visite e in alcuni casi pernottamenti presso le aree rurali sede delle attività di supporto alle comunità locali.

Azione 1: Sostegno e assistenza a minori con bisogni educativi speciali

  • Supporto agli operatori nella gestione quotidiana delle strutture residenziali e nell’assistenza dei bambini delle scuole dell’infanzia
  • Supporto agli operatori nella gestione mensile delle visite domiciliari alle famiglie dei bambini con disabilità
  • Supporto agli operatori nella cura e assistenza dei minori
  • Supporto nell’organizzazione di momenti ludico-ricreativi
  • Reperimento materiali e supporti per le attività laboratoriali e alle attività manuali e di piccolo artigianato
  • Supporto nell’organizzazione e realizzazione di tornei sportivi e di spettacoli

Azione 2: Interventi educativi, ludico ricreativi e socializzanti

  • Laboratori per la promozione del “diritto al gioco e allo sport”
  • Formazione all’attività motoria di base [5-10 anni] e rudimenti tecnici discipline sportive (calcio, pallavolo, basket, atletica, hockey su prato e rugby) per i più grandi
  • Gestione di spazi e momenti ricreativi formazione dei gruppi di attività, accoglienza e gestione dei bambini, cura e preparazione degli spazi e dei materiali
  • Supporto all’organizzazione e alla realizzazione di laboratori di teatro, musica, danza, etc.
  • Supporto nell’organizzazione e realizzazione di tornei sportivi/spettacoli
  • Realizzazione di attività volte a favorire lo sviluppo dell’area socio-affettivo-relazionale (autostima, rapporto con i compagni e con gli adulti, rispetto delle regole, rispetto della collaborazione, partecipazione, autocontrollo, capacità emozionale).

Azione 3: Rinforzo e inserimento scolastico

  • Organizzazione di classi di studio mirate al recupero delle carenze scolastiche
  • Elaborazione di percorsi individuali sulla base dei bisogni individuati nei colloqui con gli insegnanti delle scuole di riferimento
  • Preparazione di lezioni di lingua e di alfabetizzazione informatica
  • Supporto agli insegnanti durante lo svolgimento delle lezioni nelle scuole (gestione aula, preparazione materiali, sostegno ai ragazzi con difficoltà di apprendimento,
  • Attività di doposcuola per i soggetti più deboli
  • Realizzazione di attività innovative ludico- educative che stimolino l’apprendimento
  • Preparazione e realizzazione di esercizi per migliorare l’area della comunicazione e linguistica, sviluppo neuro-psicologico, comprensione verbale e non verbale
  • Partecipazioni alle riunioni di equipe e agli incontri periodici con i partner locali
  • Realizzazione documentazione fotografica e audio/video e redazione relazioni e report periodici.

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Anymore Via Venezian MessinaVIA GIACOMO VENEZIAN – MESSINA
153034
5

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Amahoro House – RwandaGasabo District – Ndera Kigali – Rwanda sncRWANDA1530315

TOTALE POSTI DISPONIBILI, SERVIZI OFFERTI: 5 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori volontari saranno ospitati in strutture gestite e organizzate dal partner locale in forma di comunità di convivenza, arredata nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicino alle strutture in cui i volontari presteranno il servizio e, all’interno delle quali, avranno garantiti i pasti giornalieri.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

È prevista la partenza per il Paese estero entro il primo mese dall’avvio del progetto. Entro il sesto mese di servizio è previsto un rientro intermedio in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto; nei restanti mesi è prevista la continuazione delle attività all’estero

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

La comunicazione con la sede italiana sarà assicurata tramite telefono, whatsapp, zoom e/o piattaforme similari, e-mail.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.  

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Stile di vita essenziale
  • Rispetto degli usi, costumi e della realtà locale
  • Attitudine al lavoro d’equipe
  • Buone capacità di adattamento (clima, alimentazione, usanze, …)
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.
  • Disponibilità a frequentare un corso di lingua e cultura kinyarwanda
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Non sono state riscontrate significative situazioni di disagio per i volontari se non quelle determinate dalla differenza linguistica, climatica e culturale.

Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, vengono alloggiati in stanze multiple, il vitto viene preparato collettivamente, tuttavia è possibile seguire diete o alimentazioni particolari in quanto nelle città sedi di progetto è commercializzato qualsiasi tipo di prodotto, alimentare o di altro genere.

Il collegamento internet è presente ma non garantisce una navigazione particolarmente veloce e potrebbe non essere sempre continuo.

Per la gestione delle spese comuni vige il principio del rispetto dei parsimoniosi standard di vita locali e del rifiuto del consumismo e dello spreco.

CARATTERISTICHE DELLE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

DESCRIZIONE DEI CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente in forma sincrona o asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Esperienza, storia e attualità dell’ente attuatoreElementi essenziali della Storia, dell’antropologia e sociologia del Paese di realizzazione del progettoApproccio interculturale (intercultura e multicultura, lo stereotipo e il pregiudizio, l’incontro della diversità nell’esperienza del servizio civile e nei servizi)Cenni sulla sicurezza nei Paesi del Sud del mondoLa situazione delle famiglie e dei minori in stato di vulnerabilità in RwandaLa riabilitazione nei Paesi a Sud del Mondo
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progettoL’apporto degli operatori volontari nella relazione con i minori anche con disabilitàL’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto nelle scuole, nelle uscite sul campo, nei centri diurni Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore dei minori in stato di fragilità Le strutture e i servizi rivolti ai minoriAnalisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità relative alla presa in carico di minori anche con disabilitàLa creazione e gestione di percorsi educativi di qualità; Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione sociale e la promozione culturale Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatariLa gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezzaInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con i minoriPersonalizzazione del percorso educativoFondamenti di pedagogia, e scienze dell’educazioneCaratteristiche degli interventi individualizzati, di gruppo, e laboratorialiMetodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventiStrumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della personaIl lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di interventoInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione; Organizzazione della prevenzione aziendale; Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali; Organi di vigilanza, controllo e assistenza. Ed in particolare: La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassiI rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progettoLa sicurezza come processo di miglioramento continuoI principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individualiPercezione del rischio e propensione al rischioLe ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischioLa gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

 “2026 In rete con l’Africa per l’inclusione delle persone fragili”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti;

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni.

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese

UNA SOMMA DI PICCOLE COSE 2026

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi

ll progetto si concentra sul sostegno e l’inclusione sociale di bambini, donne, migranti e richiedenti asilo. Le zone d’intervento includono le province ecuadoriane di Imbabura, Pichincha, Chimborazo e Carchi, e la regione colombiana di Nariño.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA:

IBARRA – Ecuador

Ibarra è una città eterogenea, con meticci, indigeni e afro-ecuadoriani. A questo si aggiunge la massiccia presenza di migranti e richiedenti asilo colombiani e venezuelani, 50.000 ufficiali. Soffre problemi che interessano i gruppi meno integrati nella comunità, che avrebbero bisogno di protezione ossia minori e migranti: disuguaglianze, violazione dei diritti umani, difficoltà di accesso ai servizi, criminalità. Nella Regione Imbabura gli indicatori INEC 2020 mettono in evidenza alti indici di povertà (54,2%) e di analfabetismo (10,6%, 13,4% per le donne). Le zone rurali raggiungono indici di povertà ancora peggiori.

QUITO – Ecuador

Capitale dell’Ecuador, capoluogo del Pichincha, il progetto interviene nei quartieri marginali della città. A causa dell’impatto della violenza nella zona di confine e della crisi politica del Venezuela, la città è popolata da una grande quantità di migranti che fuggono da questi paesi in cerca di sicurezza e migliori condizioni di vita. I report realizzati da Gondwana e dal SJR Servicio Jesuita a Refugiados, nell’ultimo decennio, hanno confermato come una delle criticità più rilevanti della zona periferica di Quito – e tutta l’area che va da Quito ad Ibarra – è data dalla presenza di migranti.

Provincie di PICHINCHA, CHIMBORAZO E CARCHI – Ecuador

In queste province della Sierra ecuadoriana la RML-Red Mujeres Lideres lavora con donne in condizioni di vulnerabilità, contribuendo così a rompere i cicli di violenza che colpiscono 7 donne su 10 nel Paese (statistiche ufficiali INEC, 2019). Secondo un sondaggio realizzato dalla RML tra le proprie socie nel 2024, il 30% dichiara di subire violenza psicologica ed economica in ambito familiare, mentre il 12% riporta episodi di violenza di genere nei luoghi di lavoro. In particolare il cantone Bolívar della provincia del Carchi è tra le aree con il più alto tasso di violenza contro le donne.

PASTO – Colombia

Pasto è il capoluogo della subregione di Abades nel sud-ovest del dipartimento di Nariño, nel sud della Colombia e al confine con il nord dell’Ecuador. Dal punto di vista etnografico, è composta da 10.119 indigeni e 2.313 afrocolombiani. Abades è stata storicamente colpita dal conflitto armato, dalle economie illegali e dalla mancanza di opportunità economiche. Tuttavia, negli ultimi anni si sono avviati processi di costruzione della pace e imprenditoria comunitaria, con l’obiettivo di trasformare il territorio e rafforzare l’autonomia economica degli abitanti.

Bisogni rilevati e aspetti da innovare:

Le criticità rilevate sul territorio sono: l’abbandono, la povertà, la marginalità e discriminazione, la violazione di diritti, la violenza subita da minori e migranti. Da queste sono stati selezionati alcuni bisogni chiave:

  1. Accompagnamento di bambine/i e adolescenti nell’inserimento e nella frequenza scolastica.
  2. Integrazione dell’offerta educativa con un adeguato accompagnamento nello studio e nella realizzazione di attività integrative e corsi
  3. Accompagnamento e inserimento socio-educativo dei minori migranti o rifugiati.
  4. Salvaguardia della salute psico-affettiva e fisica dei minori e giovani 
  5. Bisogno di formazione professionalizzante e accompagnamento per la ricerca di lavoro adeguato o la creazione di attività produttrici di reddito autogestite
  6. Contribuire all’emancipazione economica delle donne come via necessaria per rompere il ciclo della violenza di genere, promuovendo la loro autonomia economica

Sintetizzando, l’intervento mira a “supportare processi educativi e di apprendimento, di professionalizzazione e autonomia economica, e di inclusione per le categorie vulnerabili”.

ENTI DI ACCOGLIENZA E PARTNER ESTERO

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

Fundación Cristo De La Calle

La Fundación Cristo De La Calle è un’associazione riconosciuta dai Ministeri per la Politiche sociali e Giustizia dell’Ecuador è attiva nella provincia di Imbabura dal 1993, con priorità di intervento verso i minori a rischio e le loro famiglie. Ha realizzato accordi con lo Stato ecuadoriano aderendo a programmi pubblici, a cui ha fatto seguito il riconoscimento di alcune metodologie da essa stessa applicate.

Cogestirà tutte le attività del presente progetto ad Ibarra, fornendo strutture, sedi, supporto tecnico-professionale.

Fonda il proprio intervento sulle seguenti azioni: Intervenire a favore di bambini, bambine e adolescenti e le loro famiglie a rischio, attraverso la fornitura di supporto, servizi, infrastrutture, risorse umane, tecniche e finanziarie; Incoraggiare le Istituzioni, sia del settore pubblico che privato, a includere nei loro programmi e attività una maggiore attenzione ai bambini e alle loro famiglie a rischio; Sensibilizzare, coinvolgere e collegare il lavoro delle istituzioni di settore con i soggetti privati; Cercare finanziamenti in ambito nazionale e internazionale al fine di garantire la sostenibilità dell’organizzazione e dei suoi progetti e programmi.

Nel corso degli anni ha accolto e supportato circa 2.100 bambine/i e adolescenti e 5.000 famiglie. Ha rapporti di collaborazione con GONDWANA da decenni e rapporti come partner progettuale dal 2015.

Servicio Jesuita a los Refugiados – Sjr

È una ONG internazionale specializzata nell’accoglienza di migranti e rifugiati.

Cogestirà tutte le attività del presente progetto a Quito, fornendo strutture, sedi, supporto tecnico-professionale; fornendo report e individuando minori e migranti da accogliere tra gli stranieri che arrivano nella Province; fornendo consulenze ad hoc per i minori stranieri accolti. Dal 2020 ospita operatori volontari SCU e dal 2023 operatori volontari CCP.

RED DE MUJERES LÍDERES – RML

È un’impresa associativa di donne che riunisce in una stessa comunità professioniste consulenti e imprenditrici, in un modello di lavoro cooperativo volto a promuovere un cambiamento nel modo di pensare, comprendere, agire e percepire la riproduzione delle condizioni di vita, producendo trasformazioni significative derivanti dal lavoro collettivo e individuale. Questo avviene attraverso la creazione o il rafforzamento di imprese composte e guidate da donne, con un forte impatto sociale.

Ha come mision quella di rafforzare, per poi replicarlo, un modello di impresa sociale diretto da donne e per donne, basato su tre pilastri: formazione, ricerca e sviluppo di strumenti e istituzioni finanziarie. Il tutto si inserisce nel quadro dell’economia sociale, dove il cooperativismo rappresenta la forma associativa per eccellenza per lo sviluppo economico delle comunità e delle società.

Le attività della RML si svolgono nelle province di Pichincha e Chimborazo, in Ecuador.

ISTITUTO HUMBOLDT PASTO

L’Istituto Sur Alexander Von Humboldt (ISAIS), fondato nel 2003 in Colombia come Organizzazione Non Governativa senza scopo di lucro, è anche una Istitutuzione Educativa riconosciuta con Licenza di Funzionamento rilasciata dalla Segreteria dell’Educazione Dipartimentale di Nariño. In oltre oltre vent’anni di attività ha realizzato numerosi progetti legati all’educazione, al supporto psicosociale, ai diritti umani, all’imprenditoria, e alla protezione ambientale nella regione sud-ovest del Paese. La missione dell’Istituto è contribuire allo sviluppo sociale ed educativo attraverso programmi formativi, di assistenza psicosociale e promozione dello sport, incentivando l’autonomia economica e l’inclusione delle popolazioni in situazione di vulnerabilità e il rafforzamento della pace nei territori. L’Istituto intende rappresentare un punto di riferimento per la trasformazione sociale del sud-ovest colombiano promuovendo l’integrazione tra saperi ancestrali e conoscenze contemporanee per il benessere della comunità.

FEPP – Grupo Social Fondo Ecuatoriano Populorum Progressi

Il FEPP opera da cinquant’anni nelle realtà comunitarie, contadine, indigene e afrodiscendenti locali e nello specifico nella sede regionali di Ibarra.Si occupa di: individuare e fornire report su alcune famiglie fragili e minori da accogliere e di supportare l’inserimento dei destinatari in procinto di avvicinarsi alla professionalizzazione e ricerca di lavoro nel settore rurale.

MIES – Ministerio de Inclusion Economica y Social

È l’entità pubblica che coordina le politiche sociali a favore dei minori, collabora con gli enti attuatori sul territorio contribuendo alle spese di una parte del personale dipendente della Fondazione Cristo de la Calle e ai costi di gestione delle case famiglia.

Municipalidad De Ibarra

Partner storico di Gondwana e di Cristo de la Calle per l’intervento a favore dei minori realizza supporto legale e laboratori formativi.

COSDHI – Corporación de Solidaridad y Derechos Humanos de Imbabura

Organizza su tutto il territorio nazionale laboratori formativi per gli operatori degli enti attuatori sul territorio sul tema della protezione dei diritti umani fondamentali sia per minori che per persone migranti, anche in collaborazione con la RADH (Rete Americana per i Diritti Umani).

CSTALYSTE – cooperazione tecnica canadese: fornisce supporto al rafforzamento istituzionale tramite un’esperta in gestione di organizzazioni dell’economia sociale. Questo supporto si svolgerà da agosto 2025 a febbraio 2026.

DGRV (Deutscher Genossenschafts- und Raiffeisenverband e.V.) – Confederazione Tedesca delle Cooperative: cooperazione tecnica nella pianificazione strategica delle cooperative.

CORPORACIÓN PARA EL EMPRENDIMIENTO Y LA INNOVACIÓN DEL ECUADOR (AEI): fornisce mentorship a 5 iniziative imprenditoriali già consolidate della RML.

In Colombia

ALCALDÍAS MUNICIPALES DE SAMANIEGO, SANTACRUZ Y PROVIDENCIA – Enti pubblici colombiani che appoggiano il progetto attraverso lettere ufficiali di sostegno per l’accompagnamento dei laboratori attivati nella sede di Pasto (in ambito educativo, sportivo, di salute pubblica).

RESGUARDOS INDÍGENAS DEL SANDE, LA MONTAÑA, PLANADAS TELEMBI Y GUACHAVEZ – Amministrazioni interne delle riserve indigene, ciascun territorio con i propri rappresentanti supporterà il progetto promuovendo le attività delle aree urbane per focalizzare nuovi beneficiari nelle comunità indigene.

CONSEJERÍA DE MUJERES INDÍGENAS DEL SANDE SANTACRUZ – Il Consiglio delle donne indigene del Sande Santacruz è un’organizzazione composta da donne indigene del territorio, impegnate a rafforzare la componente di genere e a ridurre al minimo la vulnerabilità delle donne indigene e delle vittime del conflitto armato. Sosterrà il progetto attraverso consulenze e scambi di buone prassi per la realizzazione delle attività volte alla prevenzione della violenza e a ricostruire il tessuto comunitario.

RADIO LOCALI (Radio comunitaria FM Samaniego estéreo, Radio comunitaria FM Providencia estéreo, Radio indigena Urku de guachavez, Radio Reloj di Pasto) – contribuiranno al progetto attraverso la diffusione del bando per la raccolta di iscrizioni alle attività rivolte alla comunità.

OBIETTIVO DEL PROGETTO

Promuovere lo sviluppo educativo e il rispetto dei diritti dei minori, la formazione professionale e l’inserimento sociale dei migranti e delle donne nelle Province interessate in Ecuador e Colombia.

Obiettivi specifici:

  • Supportare l’inserimento nelle scuole primarie e secondarie esterne dei minori e dei ragazzi accolti nelle Case Famiglia e nei servizi;
  • Incremento delle attività di laboratorio, di doposcuola e corsi per tutti i bambini inseriti nei programmi delle 3 sedi e aperte a minori del territorio;
  • Sostenere l’inserimento sociale e lavorativo dei migranti inseriti nei programmi delle 2 sedi;
  • Supportare le attività di prevenzione e cura della salute psicoaffettiva e fisica e di integrazione sociale dei bambini, adolescenti e giovani, e degli adulti migranti;
  • Supportare il programma di professionalizzazione, inclusione lavorativa e micro imprenditorialità.
  • Supportare e incentivare le attività per promuovere l’uguaglianza di genere e contrastare la violenza contro le donne

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Le azioni dei volontari vengono descritte in maniera diversificata in relazione ad ogni sede di progetto.

Si precisa che parte delle attività non saranno realizzate nelle sedi di attuazione di progetto, ma da remoto, non superando il 30% dell’attività totale degli operatori volontari in termine di monte ore. A tal fine saranno garantiti gli idonei strumenti per la gestione di tale modalità di servizio.

Gli operatori in servizio civile svolgeranno un ruolo di supporto, affiancando gli operatori locali in tutte le attività previste dal progetto (vedi cronogramma del precedente capitolo). A tutti i civilisti in servizio verrà chiesto di vivere la vita e le esperienze all’interno delle sedi di servizio nel pieno rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali.

Gli operatori in servizio civile avranno, pur nella divisione dei compiti, spazi di incontro mensili e settimanali, di scambio e di verifica periodici.

Azione 1. Supporto per l’inserimento nelle scuole primarie e secondarie esterne dei minori e dei ragazzi accolti

Attività presso la sede di Gondwana Ibarra:

  • Accompagnamento nelle scuole per l’entrata e l’uscita dei bambini.
  • Incontri di verifica con maestri, professori, psicologi delle scuole frequentate.
  • Riunioni con l’equipe del progetto.
  • Incontri con genitori e attività sociali legate ad aventi specifici o alla frequenza scolastica.

Azione 2. Incremento delle attività di laboratorio, di doposcuola e corsi per tutti i bambini inseriti nei programmi e aperte a minori del territorio

Attività presso la sede di Gondwana Ibarra:

  • Sostegno per compiti scolastici e recupero delle materie.
  • Realizzazione di n. 6 corsi pomeridiani a scelta tra quelli di: lingua straniera (italiana o inglese), supporto informatico, attività ludico-artistiche; foto-video; chitarra; danza; interculturalità.
  • Accompagnamento nei soggiorni con pernottamento fuori dalle strutture ospitanti, come da programmazione delle attività, durante le vacanze o le escursioni nei fine settimana

Attività presso la sede di Gondwana Quito SJR

  • Sostegno per compiti scolastici e recupero delle materie.
  • Realizzazioni di n. 6 corsi pomeridiani a scelta tra quelli di: lingua straniera (italiana o inglese), supporto informatico, attività ludico-artistiche; foto-video; chitarra; danza; interculturalità.
  • Accompagnamento fuori dalle strutture ospitanti, come da programmazione delle attività o in escursioni nei fine settimana

Attività presso la sede di Gondwana Pasto HUMBOLDT

  • Promozione sportiva come strumento chiave per l’integrazione sociale, la disciplina e la promozione di stili di vita sani (corsi di basket e calcetto)
  • Scuola di lingue per promuovere l’apprendimento delle lingue straniere come pratica di scambio culturale e mezzo per accedere a nuove opportunità accademiche e lavorative

Azione 3. Incremento delle attività di supporto educativo, inserimento sociale a favore di minori e stranieri migranti

Attività presso la sede di Gondwana Ibarra:

  • Sostegno nell’inserimento e accompagnamento scolastico.
  • Incontro con equipe di sostegno e funzionari pubblici.
  • Organizzazione e accompagnamento ad incontri per il sostegno psicologico e medico.
  • Supporto nel recupero dei legami familiari (ove esistenti e compatibili) presso le abitazioni dei familiari.

Attività presso le sedi di Gondwana Quito:

  • Sostegno nell’inserimento e accompagnamento scolastico.
  • Incontro con equipe di sostegno e funzionari pubblici.
  • Organizzazione e accompagnamento ad incontri per il sostegno psicologico e medico.
  • Supporto nel recupero dei legami familiari (ove esistenti e compatibili)
  • Accompagnamento nella professionalizzazione e ricerca di corsi e lavoro (per i più grandi)

Azione 4. Supporto alle attività di prevenzione e cura della salute psicoaffettiva e fisica e di integrazione sociale dei minori e giovani

Attività presso la sede di Gondwana Ibarra:

  • Accompagnamento alle visite mediche e di controllo e fisioterapie per disabili
  • Supporto attività quotidiane di cura e igiene di minori
  • Aiuto nella realizzazione degli esercizi riabilitativi e dei corretti comportamenti assegnati ai ragazzi nella vita comune
  • Supporto all’organizzazione di iniziative di integrazione sociale: escursioni, visite culturali per la conoscenza del territorio

Attività presso la sede di Gondwana Quito SJR:

  • Colloqui psicologici per gli accolti (adulti e minori)
  • Orientamento per le visite mediche

Attività presso la sede di Gondwana Pasto HUMBOLDT

  • Supporto ai percorsi di accompagnamento psicologico e intervento specializzato per i minori in condizione di esclusione sociale, esposizione alla violenza, stress traumatico, consumo di sostanze
  • Supporto nei laboratori sulla salute mentale e sulla prevenzione del consumo di sostanze psicoattive per rafforzare la resilienza e offrire strumenti per il benessere emotivo

Azione 5. Supporto al programma di professionalizzazione, inclusione lavorativa e microimprenditorialità

Attività presso la sede di Gondwana Ibarra:

  • Supporto all’organizzazione corsi di orientamento e/o laboratori, stesura CV e realizzazione corsi ad hoc
  • Supporto all’organizzazione e ricerca di corsi professionali e/o di aggiornamento
  • Accompagnamento nelle pratiche per l’avvio di attività micro-imprenditoriali e gruppi di risparmio e credito.

Attività presso la sede di Gondwana Quito SJR:

  • Supporto per le pratiche di richiesta asilo o di domiciliazione, ottenimento servizi, documentazione e certificazioni,
  • Supporto all’organizzazione corsi di orientamento e/o laboratori, stesura CV, documentazione per il Visto e realizzazione corsi ad hoc,
  • Supporto all’organizzazione e ricerca di corsi professionali e/o di aggiornamento
  • Accompagnamento nelle pratiche per l’avvio di attività micro-imprenditoriali e gruppi di risparmio e credito.

Azione 6. Promozione dell’imprenditoria sociale e dell’inclusione economica attraverso percorsi formativi con approccio di genere

Attività presso la sede di Gondwana Quito RML:

  • Supporto all’organizzazione di corsi di formazione all’imprenditorialità con approccio di genere
  • Accompagnamento alle partecipanti nei processi di mentoring e sviluppo delle proprie iniziative economiche, con particolare attenzione all’autosostentamento
  • Collaborazione con l’area di commercializzazione per la promozione e vendita dei prodotti delle imprenditrici (vendite digitali, dirette e aziendali)
  • Supporto alla gestione della Cassa di Risparmio della Rete, inclusa l’organizzazione di sessioni formative sulle finanze solidali
  • Partecipazione alle attività della Cooperativa di Consumo, promuovendo l’economia tra socie e facilitando l’accesso ai beni essenziali
  • Sostegno alle attività dell’area di economie alternative, incluse le fiere di scambio e l’uso della moneta sociale “muyo”.

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia   VIA APPIA NUOVA 985 – 00178 ROMA
214644           
12

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana Ibarra FCC EcuadorMaldonado y Guillermina GarciaECUADOR1939156
Gondwana Quito JRS-EC EcuadorAvenida Eustorgio Salgado y Avenida Universitaria1939162
Gondwana Red Mujeres Lideres Quito EcuadorAv Juan Montalvo E4-135 y Pasaje Vacas Galindo, Ed. Juan Montalvo PB.CP 170403 E4-135  235451  2
Gondwana Humboldt Pasto ColombiaCra 24 No 12 – 53 apto 402 barrio Santiago, Pasto 402COLOMBIA2341712

TOTALE POSTI DISPONIBILI, SERVIZI OFFERTI: 12 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nelle sedi del progetto in Ecuador e Colombia intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi (ma la durata può variare in base al mese di avvio del progetto).

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet. Lo sviluppo capillare della telefonia mobile garantisce ormai una copertura pressoché totale anche in zone lontane dai centri abitati e la possibilità di accedere agevolmente anche alla linea internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.  

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale e spirito di adattamento
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, è previsto che condividano la casa e vengano alloggiati in stanze multiple. Il vitto viene preparato collettivamente, tuttavia è possibile seguire diete o alimentazioni particolari. Per la gestione delle spese comuni vige il principio del rispetto dei parsimoniosi standard di vita locali e del rifiuto del consumismo e dello spreco.

Si segnala: il disagio di ritrovarsi in territori caratterizzati da forti contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose; il disagio di ritrovarsi in territori in cui le condizioni climatiche possono, in certe situazioni ostacolare o/e ridurre le attività previste dal progetto e/o le comunicazioni nazionali ed internazionali.

Il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica e sanitaria, con particolare riferimento al contesto caratteristico della frontiera nord dell’Ecuador, molto vicina alla città di Ibarra, sede del presente progetto.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio delle sedi in Ecuador e ColombiaApprofondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU.
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progettoL’apporto degli operatori volontari nella relazione con minori, migranti e donneL’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività nelle case famiglia e di tipo extrascolastico, nei servizi ai migranti, nelle attività di formazione professionale e microimprenditoria femminileInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari.
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Elementi essenziali della Storia, dell’antropologia, sociologia e criticità dei contesti di intervento in Ecuador e Colombia  Le strutture e i servizi rivolti alle fasce vulnerabili della popolazione nei contesti di intervento: i minori / i migranti / le donne. Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nella presa in carico di minori in situazione di fragilità, di migranti, di donne vittime o a rischio di violenza La creazione e gestione di percorsi di educazione e assistenza, di inserimento scolastico, professionale e lavorativo, di avviamento di attività generatrici di reddito  Strumenti e metodi di intervento per l’integrazione, l’inclusione sociale, la mediazione sociale Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari.
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Fondamenti di pedagogia, scienze dell’educazione e relazione d’aiutoGruppi e minoranze etniche in Ecuador e in ColombiaTecniche e metodologia del lavoro con i minori accolti nelle case famiglia, e con persone in mobilità umanaPersonalizzazione del percorso di accoglienzaPercorsi di formazione con approccio di genere – Questioni tecniche relative alle attività di micro credito e inserimento socio-lavorativo Caratteristiche degli interventi individualizzati, di gruppo, laboratorialiMetodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventiIl lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di interventoInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari.
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. -Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione; Organizzazione della prevenzione aziendale; Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali; Organi di vigilanza, controllo e assistenza. Ed in particolare: -La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi -I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto -La sicurezza come processo di miglioramento continuo -I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) -Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali -Percezione del rischio e propensione al rischio -Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio -La gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

2026 INCLUSIONE E EDUCAZIONE IN SUDAMERICA”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA: Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese

SVILUPPO RURALE SULLE ANDE 2026

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi

Il progetto è rivolto a piccoli produttori rurali che abitano tre province della cordigliera in Ecuador: Imbabura/Carchi e Loja. Inserito nel programma “2026 Cooperazione e sviluppo rurale in Sudamerica”, il progetto basa la sua azione sulla condizione di fragilità vissuta dai piccoli produttori locali nell’utilizzare in maniera efficace e sostenibile i terreni a disposizione. Nelle aree dove interviene il progetto, infatti, la presenza di monoculture per l’esportazione risulta massiccia. Tale fragilità è accentuata dai bassi livelli di alfabetizzazione e il difficile accesso ai programmi di formazione.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

L’Ecuador è un paese produttore di beni primari ed estrattore. Soffre di grandi disparità economiche e di povertà e non inclusione riferiti alle minoranze. Tra le criticità più evidenti si evidenzia una povertà della popolazione rurale, ma anche dei minori, dei disabili e dei migranti. La povertà è passata dal 22,5% nel 2014 ad oltre il 32% nel 2024, con un 7,3% in povertà estrema. Il tasso di occupazione non adeguata è del 55,7% ed incide nelle aree rurali. Il tasso di alfabetizzazione è molto più basso nelle aree rurali. L’alfabetizzazione per etnia mostra un tasso nettamente sotto la media tra gli indigeni. Le popolazioni indigene presentano tassi di povertà più alti e condizioni di vita e di assistenza sanitaria inadeguate, con malnutrizione infantile cronica del 42,3%.

Il progetto viene realizzato in 3 province della cordigliera, da nord a sud: Imbabura/Carchi e Loja. Dal confine con la Colombia a quello con il Perù, con una omogeneità data da similitudini nella struttura produttiva, sociale e dal clima, il paese si caratterizza per i suoi imponenti vulcani e montagne, tra i più importanti il Cotopaxi e il Chimborazo.

Le 2 sedi di riferimento del progetto sono Ibarra e Alamor.

IMBABURA

La provincia conta 476.257 abitanti, i giovani sono il 57% (dati Istituto di Statistica-INEC).

Secondo il Piano di Sviluppo Territoriale 2015-30 le persone sotto la soglia di povertà sono 214.241, il 54,2%. L’indice di disuguaglianza è 0,44 e la denutrizione cronica colpisce il 44% dei bambini fino ai 5 anni, 18 punti in più della media nazionale.

Il 71,5% della popolazione è sottoimpiegato, disoccupato il 6,2%. Il 21,7% si dedica ad attività agricole. I produttori che possiedono piccoli appezzamenti (meno di 2 ha) rappresentano il 91% e coprono il 24% delle coltivazioni. Le medie e piccole unità produttive rappresentano il bacino di intervento del progetto.

CARCHI

Provincia agricola e commerciale, sfruttando la vicinanza con la Colombia e il terreno adatto alla coltivazione delle patate (il 40% della produzione), frutta e ortaggi.

La popolazione sotto la soglia di povertà è il 57,2%, 20% in povertà estrema. L’indice di disuguaglianza è oltre lo 0,5. Negli ultimi anni il Carchi, come Imbabura, risente dell’afflusso di migranti in fuga da conflitti dai paesi vicini o dallo sfruttamento. Pur con l’intervento dell’UNHCR e dello stato, questa popolazione accresce il disagio, aumenta le situazioni di rischio (prostituzione, regolamento di conti ecc.) ed alimenta la conflittualità. Le azioni del progetto saranno concentrate a Montufar e nel Chota, con popolazione di origine africana che sopravvive con l’agricoltura.

LOJA

La provincia conta 485.421 abitanti, di cui il 55% in aree rurali. Il 90,19% si autodefinisce meticcia; la popolazione indigena, il 3,67%. L’economia della popolazione delle aree rurali, la cui attività principale è l’agricoltura, è esposta al verificarsi di fenomeni naturali, come siccità e inverni prolungati che causano grandi perdite. I fattori che influenzano le migrazioni dalle aree rurali a quelle urbane sono la ricerca di occupazione, l’offerta di salari migliori, la qualità dei servizi sanitari ed educativi, la diversità di stili di vita. La crescita incontrollata aumenta la povertà urbana, con conglomerati che vivono in insediamenti informali, sovraffollati e con bassi livelli di servizi, ed ha effetti negativi sul clima.

Bisogni rilevati e aspetti da innovare:

Le popolazioni indigene presentano tassi di povertà più alti e condizioni di vita e di assistenza sanitaria inadeguate, con malnutrizione infantile cronica del 42,3%.

L’agricoltura fornisce mezzi di sostentamento per il 40% della popolazione. Le criticità riscontrate dai Report annuali del FEPP (Informe FEPP ed. GSFEPP, Quito), ente partner del progetto, evidenziano:

1. L’importanza di intervenire nel settore rurale per rimuovere fenomeni endemici come la povertà, la sottoccupazione, lo scarso accesso all’educazione e alla salute, la disparità tra gruppi umani di diversa origine;

2. La necessità di aumentare la qualità di vita della popolazione più povera ed emarginata attraverso il miglioramento della loro capacità produttiva, commerciale, di accesso al credito;

3. Il miglioramento della buona gestione del territorio, garantita dall’agricoltura familiare o comunitaria.

Come da Agenda 2030 “investire nei piccoli agricoltori è la strada migliore per aumentare la sicurezza alimentare e la nutrizione dei più poveri”. Questo è anche il principale aspetto del progetto, che vuole innovare il contesto attraverso:

– Il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie di contadini in difficoltà;

– Il rafforzamento delle attività produttive dei contadini;

– Il facilitare l’accesso alla formazione;

– Contribuire con la sensibilizzazione a promuovere modelli di agricoltura sostenibili;

– Promuovere una cultura locale rurale su base comunitaria.

ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTIO PARTNER ESTERO

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

FEPP (Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio)

È una delle maggiori ONG ecuadoriane. Nata nel 1970, è una fondazione civica con finalità sociali, senza scopo di lucro. È nata dall’ispirazione suscitata dall’Enciclica Populorum Progressio, con spirito ecumenico, che aveva l’obiettivo di creare un “fondo comune” per assistere i poveri e per promuovere uno “sviluppo solidale dell’umanità”. Il FEPP è stato riconosciuto dalle Istituzioni, iniziando dal ministero degli Interni dell’Ecuador, come ente di pubblica utilità, lavorando a fianco di uomini e donne contadini, indigeni, afro-ecuadoriani, montubios, meticci, popolazione urbana marginale e poveri. Supporta gli sforzi di questi gruppi sociali per il miglioramento organizzativo ed educativo, l’accesso alle risorse finanziarie, nella possibilità di impiego e nell’utilizzo dei mezzi per la produzione, la trasformazione, la commercializzazione, la salvaguardia ambientale, l’uguaglianza di genere, la partecipazione alla vita politica, il benessere e contribuendo così a condizioni di vita più umane. Nel corso della sua storia ha raggiunto circa 140.000 famiglie e più di 550.000 persone.

CAMARI (Comercializadora solidaria)

Organizzazione che cura la commercializzazione e l’esportazione dei prodotti per conto del Grupo Social FEPP. Nata all’inizio degli anni ’80, Camari ha aperto negozi (tiendas) in varie città dell’Ecuador e nel 1991 ha costituito un sistema centralizzato di gestione dei punti vendita e di sostegno ad altre tiendas non socie. La vendita nei canali del commercio equo e solidale è iniziata nel 1986 con l’artigianato e si è poi estesa agli alimentari nel 1996. Camari sostiene i produttori in tutte le loro attività offrendo un collegamento diretto al mercato senza intermediari. Permette l’accesso al mercato internazionale e promuove pratiche etiche e sostenibili nella produzione e nella vendita. Fa parte della rete di Altromercato, impresa sociale e principale realtà di Commercio Equo e Solidale in Italia.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Miglioramento delle attività di sviluppo rurale e delle strutture comunitarie di piccoli produttori agricoli in difficoltà economica delle comunità indigene e marginali delle province di Imbabura, Carchi e Loja.

Obiettivi specifici:

  • Sostenere le comunità di piccoli produttori agricoli e promuovere modelli sostenibili di produzione
  • Supportare le associazioni rurali su aspetti di (progettazione) comunicazione e marketing e promozione di modelli sostenibili di consumo. 
  • Promuovere un’educazione di qualità, equa ed inclusiva.
  • Promuovere la cultura locale rurale su base comunitaria
  • Promuovere una agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Le attività dei volontari sono le stesse in entrambe le sedi di progetto, poiché le azioni previste sono omogenee: le due sedi condividono infatti gli stessi enti partner principali e fanno riferimento agli uffici locali del FEPP.

Si precisa che parte delle attività non saranno realizzate nelle sedi di attuazione di progetto, ma da remoto, non superando il 30% dell’attività totale degli operatori volontari in termine di monte ore. A tal fine saranno garantiti gli idonei strumenti per la gestione di tale modalità di servizio.

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Azione 1. Sostegno a comunità di piccoli produttori agricoli e promozione di modelli di produzione sostenibili.

  • Supportare i tecnici del FEPP nelle attività di implementazione dei progetti in corso (partecipando a: workshop, riunioni, eventi, raccolta di dati).
  • Accompagnare i beneficiari nelle attività di raccolta, immagazzinamento e conservazione dei prodotti.
  • Accompagnare i tecnici del FEPP nelle attività di supporto alle organizzazioni di contadini (per elaborare modelli di gestione, raccogliere e analizzare i dati, predisporre, scrivere e gestire progetti).
  • Supporto nelle fasi di identificazione, formulazione e scrittura di nuove proposte progettuali (ricerca di bandi, stesura dei progetti, raccolta di dati).

Azione 2. Supporto alle associazioni rurali su aspetti di comunicazione e marketing e promozione di modelli sostenibili di consumo. 

  • Supportare i tecnici del FEPP e di CAMARI nella raccolta di contenuti, dati, elementi culturali, dettagli sui prodotti da diffondere o da commercializzare.
  • Sopportare i tecnici del FEPP nella realizzazione e gestione di siti web e social network (Facebook, Instagram, Twitter).
  • Supportare i tecnici del FEPP e di CAMARI nell’elaborazione di volantini, brochure, loghi, etichette.
  • Supportare i tecnici del FEPP nella realizzazione e organizzazione di riunioni, manifestazioni ed eventi.

Azione 3. Promozione di un’educazione di qualità, equa ed inclusiva.

  • Accompagnare i tecnici di FEPP nelle attività di formazione professionale rivolte a ragazzi che non studiano e non lavorano (NEET).
  • Accompagnare i tecnici di FEPP nelle attività di sostegno all’auto-finanziamento, micro-imprenditorialità e accesso al microcredito.

Azione 4. Promozione della cultura locale rurale su base comunitaria.

  • Aiutare i tecnici del FEPP nell’organizzazione degli scambi di esperienze tra organizzazioni rurali che svolgono attività comunitarie.
  • Visitare, valutare ed elaborare attività di promozione, diffusione, e miglioramento delle realtà comunitarie.
  • Sostenere le organizzazioni coinvolte dal progetto nel disegno di nuovi sentieri naturalistici.

Azione 5. Promozione di una agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

  • Partecipare a riunioni comunitarie per diffondere colture biologiche e di qualità.
  • Sopportare i tecnici del FEPP nella preparazione e gestione di eventi di sensibilizzazione su tematiche ambientali

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia       VIA APPIA NUOVA 983 – 00178 ROMA
214644           
4

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana Ibarra FEPPOviedoECUADOR1533462
Gondwana Alamor EcuadorAlamor2424292

TOTALE POSTI DISPONIBILI, SERVIZI OFFERTI: 4 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, è possibile che condividano la casa con dei referenti locali del progetto e che vengano alloggiati in stanze multiple. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio. E’ possibile seguire diete o alimentazioni particolari in quanto nelle città sedi di progetto è commercializzato qualsiasi tipo di prodotto alimentare o di altro genere.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet. Lo sviluppo capillare della telefonia mobile, con 4 operatori che operano sul tutto il territorio nazionale, garantisce ormai una copertura pressoché totale anche in zone lontane dai centri abitati e la possibilità di accedere agevolmente anche alla linea internet (nelle vecchie schede progetto c’è questa parte, non trovo però indicazioni nei progetti)

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.  

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale e spirito di adattamento
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi, …) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Non sono state riscontrate situazioni di disagio rilevante per gli operatori volontari.

Per la gestione delle spese comuni vige il principio del rispetto dei parsimoniosi standard di vita locali e del rifiuto del consumismo e dello spreco. Proprio in questa ottica ai volontari verranno proposte attività di manutenzione, riciclo e ristrutturazione dei beni comuni.

Segnaliamo il disagio di ritrovarsi in territori caratterizzati da forti contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose; il disagio di ritrovarsi in territori in cui le condizioni climatiche possono, in certe situazioni, ostacolare o/e ridurre le attività previste dal progetto e/o le comunicazioni nazionali ed internazionali.

Il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica e sanitaria, con particolare riferimento al contesto caratteristico della frontiera nord dell’Ecuador, molto vicina alla città di Ibarra, sede del presente progetto.
Alamor pur essendo una cittadina capitale del cantone di Puyango, con servizi disponibili e mezzi pubblici per spostarsi, è isolata e lontana da città (Loja è a quasi 4 ore di macchina, Cuenca a 5).

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progettoL’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari  
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore di contadini, donne e popolazioni originarie Le strutture e i servizi rivolti ai contadini, donne e popolazioni originarie Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale, inclusione sociale di persone in stato di fragilità, percorsi di socializzazione e mediazioneLa creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativoStrumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo ruraleLe attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatariLa gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezzaInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie Personalizzazione del percorso di accoglienzaCaratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratorialimetodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventistrumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della personaFondamenti di sviluppo rurale e antropologia Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di interventoInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. -Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione Organizzazione della prevenzione aziendale -Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali -Organi di vigilanza, controllo e assistenza Ed in particolare: -La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi -I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto -La sicurezza come processo di miglioramento continuo -I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) -Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali -Percezione del rischio e propensione al rischio -Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio -La gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

 “2026 COOPERAZIONE E SVILUPPO RURALE IN SUDAMERICA”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 2 Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 12 Garantire un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento per tutti

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Recupero e valorizzazione delle piccole comunità e sviluppo di quelle rurali anche attraverso l’utilizzo degli strumenti dell’agricoltura sociale.

SVILUPPO COMUNITARIO IN COLOMBIA

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi

L’intervento del progetto si svolge in due sedi in Colombia: una sede è localizzata nel Dipartimento del Quindío, nella regione del caffè situata nella parte centrale del Paese, e l’altra sede nel Dipartimento di Huila, nella regione sudovest.

Inserito nel programma “2026 Cooperazione e sviluppo rurale in Sudamerica”, basa la sua azione sugli OSS dell’Agenda 2030:Garantire un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento per tutti (Obiettivo 4); Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo(Obiettivo 12).

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

L’area geografica interessata dal progetto per la sede Gondwana El Bambusal si trova nella regione Eje cafetero. Quest’area compresa tra i dipartimenti di Caldas, Risaralda, Quindío e Tolima è conosciuta come “zona del caffè” a causa del grande sviluppo della sua coltivazione e produzione. Nello specifico l’intervento progettuale si sviluppa nel comune di Montenegro, dipartimento del Quindío. Si tratta di una zona rurale con una ricca storia culturale e un’economia basata sul turismo e sull’agricoltura, in particolare sulla produzione di platano e caffè. Secondo il Censimento Nazionale della Popolazione e delle Abitazioni nel 2018 il comune di Montenegro contava una popolazione totale di 36.751 abitanti. In particolare, le attività del progetto si svolgeranno nel centro urbano di Pueblo Tapao, nel villaggio di Once Casas e nella Finca El Bambusal, sede della Sociedad Colombiana del Bambú (partner locale del progetto), situata a 3 km a sud di Pueblo Tapao.

La seconda sede del progetto si trova a Neiva, capitale del Dipartimento di Huila: anche in questo caso un’area prevalentemente rurale, con un’economia basata sull’agricoltura (caffè, riso, frutta) e l’allevamento. La popolazione di Neiva con ~380 019 abitanti (dati 2023) di cui 52% donne e 48% uomini rappresenta il 32% di quella del Dipartimento, e particolarmente significativo è il dato della popolazione giovane: 43.500 persone tra i 18 e i 24 anni e quasi 74.000 minori di 12 anni. Il 98,9% della popolazione è meticcia/bianca, lo 0,8% afrodiscendente, lo 0,3% indigena. Mentre i centri urbani come Neiva sono cresciuti negli ultimi anni, la popolazione rurale è diminuita.

BISOGNI RILEVATI E ASPETTI DA INNOVARE

Migrazione giovanile

Nelle aree rurali, molti giovani lasciano le campagne per studiare o cercare lavoro in città, dove ci sono maggiori opportunità educative e occupazionali. Il tasso di disoccupazione giovanile infatti nelle zone rurali è più alto rispetto alle città, aggravando il fenomeno migratorio. Inoltre l’economia rurale è spesso legata all’agricoltura tradizionale, poco attraente per i giovani che cercano lavori meglio retribuiti. Il fenomeno dell’abbandono delle terre aumenta il rischio di concentrazione della proprietà terriera e riduzione della produzione agricola (chi rimane sono spesso anziani, con minore capacità produttiva), oltre a contribuire alla perdita di identità culturale a causa dell’indebolimento delle tradizioni rurali.

“Ninis” (NEET)

Un recente rapporto del Centro UR per gli Affari OCSE dell’Università del Rosario ha rivelato che circa il 32,37% dei giovani del Huila tra i 18 e i 24 anni e il 35,26% di quelli tra i 25 e i 29 anni rientrano nella categoria dei “ninis” – giovani tra i 18 e i 29 anni che né studiano né lavorano. Secondo il rapporto, tra i giovani di 18-24 anni ninis, il 25,03% risulta disoccupato (giovani che cercano attivamente un impiego, ma incontrano difficoltà ad ottenerlo) e il 74,97% inattivo (giovani che non cercano lavoro né partecipano ad attività educative). Nel caso dei giovani tra 25 e 29 anni, l’analisi indica che il 32,08% è disoccupato e il 67,92% inattivo. La necessità di distinguere tra giovani che non lavorano ma cercano attivamente un impiego e quelli che né lavorano né partecipano ad attività educative risulta cruciale per la formulazione di programmi e politiche mirate che affrontino in modo efficace i bisogni specifici di ciascun sottogruppo.

Reclutamento forzato di minori nei gruppi armati

Un recente rapporto della Giurisdizione Speciale per la Pace (JEP) ha rivelato che il reclutamento forzato di minori in Colombia continua a essere una realtà allarmante, nonostante la firma dell’Accordo di Pace nel 2016. Il reclutamento forzato persiste e si è evoluto adattandosi a nuove dinamiche nel contesto del post-conflitto: tra il 2016 e il 2025 almeno 1.494 minori sono stati reclutati da strutture armate residue, principalmente dissidenze delle FARC, che cercano di controllare territori strategici nel sud-ovest del Paese.

Oggi i gruppi armati illegali utilizzano i social media per attirare i minori nelle loro fila, aggirando i filtri di sicurezza per diffondere messaggi che esaltano il potere delle armi, il denaro facile e il controllo territoriale. La vulnerabilità delle comunità rurali le rende territori ad alto rischio di ciber-reclutamento, in particolare in caso di vicinanza geografica a zone ad alta conflittualità, come per l’Huila.

Disuguaglianze di genere

Nell’intervento rivolto ai giovani è necessario anche adottare un approccio differenziato per genere, tenendo in considerazione che il tasso di “ninis” nella fascia di età 25-29 anni è nettamente più alto tra le donne (con percentuali anche superiori al 70% in alcuni dipartimenti) che tra gli uomini. Questa disparità evidenzia l’importanza di affrontare le disuguaglianze di genere a partire dall’ambito educativo e professionale.

La mancanza di opportunità lavorative per le donne delle zone rurali è uno dei problemi sociali più gravi che colpisce le popolazioni contadine colombiane. Il dipartimento del Quindío ha registrato negli ultimi tre anni i tassi di disoccupazione più alti della Colombia, con un valore del 12,4% per l’anno 2024. Nelle comunità rurali gli uomini trovano opportunità di lavoro nelle attività agricole ma le donne spesso non hanno accesso a un impiego e restano in casa, dipendendo economicamente dal marito e non avendo la libertà economica necessaria per soddisfare i bisogni fondamentali.

Le madri capofamiglia rappresentano pilastri fondamentali per la famiglia e, di conseguenza, per l’intera comunità: qualsiasi miglioramento nella loro qualità della vita si rifletterebbe positivamente anche sul nucleo familiare e sull’ambiente sociale circostante.

Risorse per lo sviluppo locale delle comunità rurali

Il settore turistico in Colombia è cresciuto notevolmente negli ultimi 10 anni, passando da 2,7 milioni di turisti internazionali nel 2015 a 6,8 milioni nel 2024. L’Eje Cafetero è diventato la seconda destinazione turistica del Paese. Montenegro, sede del presente progetto, è un comune tappa obbligata per visitatori nazionali e stranieri, poiché ospita il Parco Nazionale del Caffè. La comunità rurale di Once Casas e Pueblo Tapao, beneficiarie del progetto, si trova a soli 10 km da questo parco. Queste località sono diventate mete attraenti per il turismo rurale, con numerose fattorie e alloggi turistici nei dintorni, nonché per eventi popolari di ciclismo e trekking.

Il bambù/guadua è una pianta simbolica del paesaggio culturale del caffè e presenta caratteristiche e applicazioni che lo rendono un’alternativa importante per soddisfare i bisogni delle comunità rurali, specialmente di quelle prive di risorse o opportunità di impiego.

Nell’area di intervento del progetto la pianta è abbondante, e presso la Finca El Bambusal – sede del progetto sono presenti tutti gli elementi necessari per promuovere un turismo comunitario, in un quadro di responsabilità sociale e di sostenibilità ambientale ed economica, ma questo processo non si è ancora sviluppato.

ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTI PARTNER ESTERO

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

COMUNE DI MONTESILVANO

Il Comune di Montesilvano aderisce alla Rete italiana Città del Dialogo con coordinamento tecnico per l’Italia dell’organizzazione ICEI-Istituto di Cooperazione Economica Internazionale. Le attività di collegamento e interlocuzione del Comune con realtà all’estero discendono da gemellaggi o da rapporti nati in seno alla Rete, che opera tra il Comune di Montesilvano e le unità amministrative dei territori di riferimento delle organizzazioni europee ed extraeuropee. In particolare il Comune ha aderito a due progetti riservati alle Città della Rete e coordinati da ICEI, finanziati dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo sviluppo-AICS, e dalla Commissione Europea, e il progetto “Youth Work Montesilvano” per l’attivazione giovanile che ha favorito il contatto tra Montesilvano e la Gobernación del Huila, Secretaría de Desarrollo Economico di promozione del protagonismo giovanile della Colombia, con il supporto del Servizio Cooperazione Italiana IILA. IILA e la Gobernación del Huila infatti nel 2021 hanno organizzato un corso di formazione attraverso il Progetto “Agricoltura e Turismo Sostenibile per il consolidamento della pace in Colombia”.

Sociedad Colombiana del Bambú – SCB

La Sociedad Colombiana del Bambú è un’organizzazione senza scopo di lucro fondata nel dicembre del 1998. È la prima organizzazione della società civile in America Latina e nei Caraibi dedicata specificamente ai temi legati al bambù, e ha svolto un ruolo centrale nell’ammissione della Colombia alla rete INBAR – Rete Internazionale del Bambù e del Rattan, nel novembre del 1999. La sua mission è quella di riunire persone interessate al bambù con l’obiettivo di scambiare e diffondere informazioni, rafforzare la ricerca, trasferire tecnologie e promuovere l’uso, la trasformazione e la commercializzazione del bambù.

La SCB concentra il proprio percorso tecnico sulla promozione ed esecuzione di progetti a carattere sociale, sulla gestione di risorse nazionali e internazionali e sulla formazione della popolazione relativamente ai benefici ambientali, sociali ed economici del bambù. La SCB ha una portata nazionale e, come parte del proprio impegno sociale, durante la ricostruzione dell’Eje Cafetero dopo il sisma del 1999, ha costruito abitazioni di interesse sociale in bambù guadua, nei quartieri Liborio Gutiérrez e Pablo VI del comune di Montenegro (Quindío), destinandole a donne capofamiglia colpite dal terremoto. Attualmente sta sviluppando un progetto nel Municipio di Florencia (Caquetá) per la progettazione di un’abitazione di interesse sociale in guadua.

La Finca El Bambusal è la sede della Sociedad Colombiana del Bambú. Da oltre 20 anni vi si raccolgono in una biblioteca specializzata tesi di laurea, pubblicazioni, manuali, libri, opuscoli e articoli scientifici, tutti incentrati sul tema del bambù/guadua. Presso la sede della SCB si svolgono attività educative rivolte a studenti delle scuole, delle università e a gruppi familiari. Da molti anni intrattiene relazioni con gli abitanti della comunità rurale del villaggio di Once Casas, e ha realizzato progetti di educazione ambientale con il Collegio Marco Fidel Suárez localizzato a Pueblo Tapao.

Gobernación del Departamento del Huila – Segreteria per la Donna, la Famiglia e l’Inclusione Sociale

La Segreteria per la Donna, la Famiglia e l’Inclusione Sociale del Dipartimento del Huila è l’ente esecutore del Programma Gioventù, che include una politica pubblica per i giovani, uno statuto sulla cittadinanza giovanile che prevede diverse sessioni dei consulenti dipartimentali per i giovani, i comitati di conciliazione e decisionali, le assemblee giovanili, ecc., e il programma degli eventi dei diversi segretariati. La Politica Pubblica per la Gioventù del Dipartimento è orientata a garantire il pieno esercizio dei diritti dei giovani delle aree rurali e urbane, con azioni e strategie che includono approcci basati sulla popolazione e i diritti umani.  Le strategie e linee d’azione istituzionali hanno come focus:

– Partecipazione e governance giovanile, attraverso l’integrazione e il rafforzamento delle piattaforme municipali e della Piattaforma Dipartimentale della Gioventù;

– Formazione istituzionale in ambito giovanile, attraverso il corso di Alta Formazione in Gestione Territoriale e Settoriale della Gioventù (Programma “Giovani per la Vita”) e l’offerta di borse di studio per l’accesso all’istruzione superiore;

– Accompagnamento psicosociale e imprenditoria, attraverso il programma “Piani per la Vita”: 1.526 giovani coinvolti in 10 municipi; supporto psicosociale, orientamento vocazionale e competenze tecniche per microimprese in circa 20 municipi beneficiati, campagne per la prevenzione del consumo di droghe, alcol e bevande energetiche, rete dei Centri di Ascolto Giovanile e linea telefonica attiva in collaborazione con la Segreteria della Salute e l’ICBF, Borsa Lavoro per i Giovani, in collaborazione con SENA, Comfamiliar e il settore privato;

– Cultura e Partecipazione, attraverso eventi, sessioni istituzionali congiunte del Consiglio Dipartimentale della Gioventù e del governo dipartimentale, la fiera dell’occupazione, la fiera dell’imprenditoria e cultura afro-indigena;

– Tecnologia e risorse istituzionali.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Contribuire allo sviluppo sostenibile e al miglioramento della qualità della vita nelle comunità rurali dei dipartimenti di Quindìo e di Huila, potenziando in particolare le opportunità di formazione dei giovani e l’integrazione nel mercato del lavoro sul territorio.

Il progetto intende rafforzare e promuovere azioni di sviluppo comunitario e inclusione sociale degli abitanti delle aree rurali e sostenere la formazione e la professionalizzazione dei più giovani di essi, con una particolare attenzione alla parità di genere. L’intervento mira a portare miglioramenti e innovazione per:

  1. Sostenere le comunità rurali promuovendo la cultura locale, l’accesso alle risorse e l’utilizzo di modelli sostenibili di produzione e consumo
  2. Aumentare l’offerta educativa, di formazione tecnica, di accompagnamento verso la professionalizzazione e il lavoro a favore di destinatari vulnerabili quali NEET e donne

In particolare, per il punto 1, interverrà con azioni e attività di supporto alle comunità rurali, con una particolare attenzione alle donne capofamiglia, per aumentare il reddito e ridurre la disoccupazione attraverso l’accesso ad altre risorse e stimoli produttivi, alla conoscenza, ai mercati e alle opportunità che creino valore aggiunto e occupazione non agricola; per il punto 2interverrà nel contesto attraverso la formazione e la professionalizzazione dei giovani, per aumentare le  competenze tecniche funzionali a lavori in grado di innovare l’economia rurale e contrastare il fenomeno migratorio verso le città, promuovendo l’appartenenza comunitaria.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Le attività del progetto saranno indirizzate ad incrementare e dove possibile migliorare l’offerta dei servizi e le azioni messe in campo in questi anni nelle sedi in Colombia dai partner principali del progetto.

Le 2 sedi del progetto, a Montenegro e Neiva, sono organizzate con uffici e lavoro sul campo; il servizio dei giovani è articolato in attività di ricerca, analisi, raccolta dati e elaborazioni progettuali e attività a contatto con i destinatari.

Le attività sono suddivise a seconda della programmazione settimanale e secondo quanto indicato dall’elenco elaborato in base alle caratteristiche organizzative dei partner locali e alle specificità dell’intervento in ciascuna sede.

Si precisa che parte delle attività potranno non essere realizzate nelle sedi di attuazione di progetto, ma da remoto, non superando il 30% dell’attività totale degli operatori volontari in termine di monte ore. A tal fine saranno garantiti gli idonei strumenti per la gestione di tale modalità di servizio.

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente, distinte per sede di attuazione.

Sede El Bambusal

Azione 1.2 Creazione di opportunità attraverso lo sviluppo del turismo comunitario sostenibile

Per supportare il progetto nelle azioni rivolte alle donne e ai giovani della Comunità di Once Casas di Turismo Comunitario, gli operatori volontari verranno coinvolti per:

  • Aiutare ad articolare sforzi collettivi e promuovere la partecipazione attiva;
  • Trasferire conoscenze utili allo sviluppo del turismo comunitario (ospitalità, accoglienza clienti, marketing, nozioni base di amministrazione, ecc.);
  • Sostenere iniziative guidate da donne che promuovano la loro autonomia economica;
  • Facilitare le relazioni con l’ONG e altri partner del progetto;
  • Riconoscere e valorizzare le dinamiche culturali della comunità.

Attività OV
a) Realizzare una mappatura delle risorse turistiche locali;

b) Identificare bisogni, interessi, leader e competenze delle donne;

c) Facilitare e aiutare a organizzare laboratori partecipativi (attività comunitarie, rafforzamento del tessuto sociale, salute, leadership e progetto di vita con i giovani) propedeutici alla definizione della visione e gli obiettivi del progetto;

d) Co-creare itinerari turistici insieme alle donne;

e) Aiutare a strutturare pacchetti turistici (logistica, prezzi, tempistiche);

f) Contribuire con idee sulla narrazione turistica basata sull’identità locale e sulla risorsa del bambù (laboratorio di artigianato e di manipolazione di alimenti);

g) Progettare materiali promozionali (brochure, social media, fotografie);

h) Creare contenuti per piattaforme digitali;

Azione 2.2 Promozione di programmi e strategie di prevenzione

Per l’azione rivolta agli studenti del Colegio Marco Fidel Suárez, il ruolo degli operatori volontari sarà quello di facilitatori comunitari e agenti di prevenzione, incaricati di supportare la creazione di spazi sicuri, educativi e partecipativi in cui gli studenti possano riflettere e acquisire strumenti per prevenire il consumo di sostanze psicoattive e la violenza nei loro ambienti.

Attività OV
a) Realizzare dinamiche di gruppo per conoscere la percezione dei giovani sulla droga e sulla violenza;

b) Organizzare sessioni con un approccio partecipativo, basate su metodologie attive;

c) Offrire spazi di ascolto attivo e supporto emotivo, individuale o in piccoli gruppi, e laboratori sulla gestione delle emozioni;

d) Realizzare attività ludiche e culturali;

e) Lavorare con docenti, genitori e leader comunitari per generare strategie di prevenzione sostenibili.

Azione 3. Diffusione di conoscenze sulle risorse del territorio e promozione del loro utilizzo

Questa azione che consiste nella promozione di un centro di informazione sulla guadua e il bambù, il ruolo degli operatori volontari sarà quello di sostenere il rafforzamento di un centro informativo digitale e fisico, che centralizzi, organizzi e faciliti l’accesso alle ricerche, alle pubblicazioni, alle esperienze e ai saperi dei membri della Sociedad Colombiana del Bambú e che sia in grado di proporsi come base per la diffusione e la promozione dell’utilizzo sostenibile del bambù.

Attività OV

a) Contattare i membri della Società per raccogliere ricerche, articoli, interventi, relazioni tecniche, materiale fotografico, ecc.;

b) Classificare e catalogare le informazioni per categoria (temi, regioni, anni, tipo di documento, autore);

c) Creare schede tecniche sintetiche per ogni documento (titolo, autore, anno, riassunto, parole chiave);

d) Ideare e realizzare attività informative e di sensibilizzazione per dare al Centro la massima diffusione.

Sede Huila

Azione 1.1 Incentivo della formazione tecnica e professionale e sostegno dell’iniziativa giovanile

Nell’articolazione del progetto con l’ente partner Gobernación del Departamento del Huila, gli operatori volontari saranno coinvolti in alcune azioni progettuali a supporto della popolazione giovanile realizzate dalla Gobernación.

Attività OV

  1. Ricerca e Sviluppo di Politiche: supportare l’analisi delle politiche pubbliche in ambiti cruciali (come lo sviluppo economico locale, il turismo sostenibile, l’energia rinnovabile e l’innovazione tecnologica) accompagnando l’elaborazione di report e analisi con proposte di implementazione e miglioramento.
  2. Educazione e Formazione: collaborare alla realizzazione dei programmi educativi nelle aree rurali e tra le popolazioni vulnerabili, come “Escuela de Liderazgo Juvenil” che forma leader in partecipazione politica e sviluppo rurale, per aumentare la copertura e la qualità; affiancare le attività di formazione tecnico-professionale con enti come SENA e altre istituzioni, per favorire il collegamento tra i giovani e il mondo del lavoro.

Programmi attivi: “Huila Construye Futuro 2024” che offre borse di studio per formazione tecnica e universitaria in settori prioritari (agroindustria, energie rinnovabili, tecnologia) a giovani tra i 14 e 28 anni, soprattutto nelle zone rurali; “Jóvenes Rurales” in partenariato con il SENA focalizzato sulla trasformazione di prodotti agroalimentari; “Huila Emprende 2024” che offre finanziamenti per idee imprenditoriali giovanili in settori chiave come agrotech e economia circolare.

  • Sviluppo comunitario e agricolo: partecipare alle attività comunitarie e agricole, come l’evento annuale Festival della Gioventù Rurale, e accompagnare progetti di agroturismo e turismo comunitario come “Rutas del Café” per giovani guide turistiche nelle fincas cafetalere e “Ecoturismo Juvenil” alloggi rurali gestiti da giovani.

Azione 2.1. Creazione di spazi di partecipazione, dialogo e mobilitazione

Gli operatori volontari saranno coinvolti principalmente e più direttamente nel Programma per i Giovani della Segreteria per le Donne, la Famiglia e l’Inclusione sociale, che include: una politica pubblica per i giovani, uno statuto sulla cittadinanza giovanile che prevede diverse sessioni dei consulenti dipartimentali per i giovani, comitati di conciliazione e decisionali, assemblee giovanili, il programma degli eventi territoriali dei delle diverse segreterie.

Attività OV

  1. Supporto amministrativo e operativo: affiancare la Segreteria per le Donne nella gestione amministrativa del Programma per i Giovani, contribuendo all’organizzazione di documenti, alla preparazione di materiali e alle pratiche d’ufficio; contribuire all’organizzazione e dare supporto logistico all’assemblea giovanile, anche attraverso la raccolta di informazioni e feedback;
  2. Sensibilizzazione e comunicazione: partecipazione a giornate di prevenzione e sensibilizzazione, collaborare alla creazione e gestione dei contenuti per i canali social media istituzionali, per diffondere le iniziative e i messaggi chiave del Programma;
  3. Analisi dati ed Eventi: supportare la raccolta, l’organizzazione e la sistematizzazione dei dati relativi alle attività del Programma, contribuendo all’elaborazione di report; partecipazione attiva a fiere, eventi culturali o sportivi in rappresentanza del programma.

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia       VIA APPIA NUOVA 983 – 00178 ROMA
214644           
2
Comune Montesilvano Palazzo di Citta Piazza DiazPiazza Diaz 1 – Montesilvano2325222

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana El Bambusal MontenegroFinca El Bambusal, vereda La esmeralda, corregimiento Pueblo Tapao sncCOLOMBIA  235450  2
Comune Montesilvano Secretarìa de Desarrollo Economico – Gobernaciòn del Huila  Carrera 4 Calle 8 Esquina 8, Neiva  232972  2

TOTALE POSTI DISPONIBILI, SERVIZI OFFERTI: 4 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.  

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale e spirito di adattamento
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi, …) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Non sono state riscontrate particolari situazioni di disagio per i volontari.

Per la gestione delle spese comuni vige il principio del rispetto dei parsimoniosi standard di vita locali e del rifiuto del consumismo e dello spreco.

Segnaliamo il disagio di ritrovarsi in territori caratterizzati da contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose; il disagio di ritrovarsi in territori in cui le condizioni climatiche possono, in certe situazioni, ostacolare o/e ridurre le attività previste dal progetto e/o le comunicazioni nazionali ed internazionali.

Segnaliamo inoltre il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica.
Nella sede Gondwana El Bambusal, l’alloggio sarà presso le strutture dell’associazione, in condivisione con altri ospiti.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

LA FORMAZIONE SPECIFICA ha il compito di funzionare da collante tra l’attività di servizio e la comunità presso cui si opera offrendo una cornice di elementi comuni ed omogenei, finalizzati a valorizzare il contributo del progetto all’interno del PdI. In questo caso l’OFP è quello di apprendere attraverso la metodologia dell’imparare facendo che favorisce la realizzazione dell’OFP del mettersi alla prova e dell’assumersi delle responsabilità innanzitutto verso sè stessi.

Nell’implementare gli interventi formativi si farà ricorso a un approccio disciplinare multi dimensionale, variando le tecniche in base alla natura della tematica trattata. In linea generale, un posto di rilievo sarà tenuto dalle tecniche di educazione non formale, essendo obiettivo generale del processo di formazione specifica abilitare i volontari sul piano del “saper essere” e del “saper fare”, più che su quello del mero sapere teorico, strumentale ai primi due livelli di apprendimento.

In sintesi le tecniche formative utilizzate per ciascun modulo saranno: lezioni frontali; lavori di gruppo; giochi di ruolo; simulazioni; visione di film; elaborazioni scritte; forme di approccio interattivo; brainstorming.

L’intento è quello di garantire un reale coinvolgimento e un attivo ed efficace apprendimento da parte dei giovani. Si agirà quindi, trattandosi di un’esperienza di vita totalizzante, sul sapere, saper essere e saper fare di OV ossia sulle loro conoscenze, abilità ed atteggiamenti.

I momenti formativi prevederanno sia una parte teorica che una con il coinvolgimento attivo dei giovani in discussioni, gruppi di lavoro, laboratori, esercizi autobiografici.

Oltre ai formatori potrà essere coinvolto un tutor d’aula esperto, che seguirà l’organizzazione logistica delle lezioni, fornirà materiali e indicazioni di approfondimento, raccoglierà istanze dal gruppo in formazione e farà da raccordo tra volontari e formatori anche tra un momento formativo e l’altro.

Garantendo agli operatori volontari, in caso di mancata disponibilità personale, gli adeguati strumenti per le attività da remoto, una parte di formazione sarà erogata nella modalità online, in modalità sia sincrona che asincrona.

La formazione specifica verrà erogata preferibilmente in presenza per almeno il 70% del totale delle ore mentre la parte rimanente verrà erogata in modalità “a distanza”, indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona, sempre nel rispetto del limite complessivo del 30% delle ore previste dal progetto per tale tipologia di formazione.

Per favorire la realizzazione delle ore di FAD in asincrona, e per facilitare l’attuazione delle disposizioni sperimentali e transitorie di cui sopra, il CESC Project utilizzerà la propria piattaforma FORMACESC di e-learning in moodle www.cescproject.org/elearning rendendola accessibile ai formatori specifici dei suoi enti di accoglienza.

Gli stessi posso infatti interagire con l’equipe dei formatori del CESC Project (vedi sotto punto 10) per utilizzare i contenuti già presenti e personalizzare e integrare i moduli di propria competenza, alle esigenze degli operatori volontari che dovessero a vario titolo utilizzarla.

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progettoL’apporto degli operatori volontari nella relazione con le comunità rurali L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, azioni sul campo Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari  
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore di NEET e abitanti delle comunità ruraliAnalisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo rurale e comunitario, inclusione sociale e partecipazione giovanileLa creazione e gestione di percorsi di formazione tecnica e professionale, inserimento lavorativo e iniziative imprenditorialiStrumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo rurale e comunitario, il turismo sostenibileLe attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatariLa gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezzaInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con associazioni locali, ONG, Enti pubblici Caratteristiche degli interventi individualizzati, di gruppo, laboratorialiMetodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventiStrumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della personaIl lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di interventoInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione; Organizzazione della prevenzione aziendale; Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali; Organi di vigilanza, controllo e assistenza. Ed in particolare: -La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi -I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto -La sicurezza come processo di miglioramento continuo -I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) -Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali -Percezione del rischio e propensione al rischio -Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio -La gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

 “2026 COOPERAZIONE E SVILUPPO RURALE IN SUDAMERICA”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 2 Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 12 Garantire un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento per tutti

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Recupero e valorizzazione delle piccole comunità e sviluppo di quelle rurali anche attraverso l’utilizzo degli strumenti dell’agricoltura sociale.

SOLIDARIETA’ E INCLUSIONE IN TANZANIA 2026

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi.

Il progetto si svolge in Tanzania con l’obiettivo di supportare l’inclusione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con disabilità, attraverso la promozione di percorsi di riabilitazione e di inserimento educativo e professionale nelle Regioni di Mbeya e di Njombe.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

La legge tanzaniana del 2010 Disability Act è stata promulgata con lo scopo di “prendere disposizioni per l’assistenza sanitaria, il sostegno sociale, l’accessibilità, la riabilitazione, l’istruzione e la formazione professionale, la comunicazione, l’occupazione o la protezione del lavoro e la promozione dei diritti di base per le persone con disabilità e prevedere le questioni correlate”. Nonostante ciò, permangono gravi carenze di risorse, strutture, servizi e professionisti dedicati sia nell’ambito sanitario che in quello dell’inclusione educativa e lavorativa, unitamente ad un forte stigma sociale.

Nella città di Mbeya le persone con disabilità hanno diverse possibilità di accedere ai servizi sanitari e riabilitativi, ma l’inclusione scolastica dei bambini e ragazzi con disabilita e i servizi di formazione professionale non sono ancora diffusi e necessitano di promozione importante. Inoltre, per coloro che hanno concluso le scuole primarie non sempre vi è la possibilità di proseguire con gli studi ed il diritto all’istruzione viene gradualmente perduto.

Per quanto riguarda il distretto di Kyela ad oggi vi è la presenza di circa 10.000 persone con disabilità che comprendono adulti e bambini. Purtroppo, i servizi sanitari del distretto sono ridotti e spesso le famiglie raggiungono i servizi troppo tardi per poter usufruire di un servizio che possa limitare i danni subiti (infezioni, ustioni, malnutrizione) o ridurli, cosa che sarebbe più semplice in presenza di un riconoscimento precoce del rischio. Questo fenomeno è dovuto alla mancata conoscenza e consapevolezza dei vari tipi di disabilità, alle relative cause e alla possibile prevenzione. Inoltre, i servizi offerti nella zona sono limitati e qualora si volesse ad esempio, effettuare una valutazione specialistica, o iniziare un ciclo di terapie, è necessario raggiungere la città di Mbeya, con conseguenti difficolta economiche ed organizzative.

La sede di realizzazione del progetto Gondwana Inuka, si trova nel villaggio di Wanging’ombe, nella regione di Njombe. Qui l’attività economica prevalente è l’agricoltura e moltissime sono le famiglie che si sostentano proprio grazie al lavoro della terra, ma manca un’azione di sostegno rivolta proprio alla piccola agricoltura, alla quale è legata la sopravvivenza delle tante famiglie che nei villaggi rurali vivono solo attraverso quel poco che riescono a ricavare dai campi. E a mandare avanti la famiglia, lavorando nei loro Shamba – i campi familiari – sono soprattutto le donne, nel doppio ruolo di madri e di lavoratrici dei campi.

Relativamente ai giovani disabili, presso i territori in cui si trovano le sedi Gondwana Inuka, non ci sono spazi per la formazione dei ragazzi. Vi è inoltre una costante richiesta delle famiglie di accedere a servizi riabilitativi per i propri figli con disabilità che eccede l’offerta. L’ospedale di riabilitazione Inuka CBR (Community Based Rehabilitation), inaugurato nel 2011, e i relativi 5 centri diurni dislocati nella regione, sono le uniche strutture riabilitative della Regione in un contesto che non garantisce purtroppo nessuna alternativa. Le attività realizzate all’interno del centro sono volte a supportare bambini e adulti con disabilità e le loro famiglie attraverso la riabilitazione motoria e cognitiva, l’inclusione scolastica, il supporto psicologico e la formazione sulla disabilità.

CRITICITA’ RISCONTRATE

Inclusione lavorativa

Anche una volta terminati gli studi, nonostante la legge vigente in Tanzania preveda l’assunzione obbligatoria di una quota di almeno il 3% di persone con disabilità presso ogni compagnia/azienda, questo purtroppo ancora non accade. Di conseguenza gli adulti con disabilità che riescono a far valere il loro diritto allo studio si trovano nuovamente discriminati e bloccati in un limbo dovendo lottare per far rispettare anche il loro diritto al lavoro, solitamente senza il supporto alcuno delle autorità o delle aziende. Infatti, i datori di lavoro sono ancora riluttanti ad assumere persone con disabilità a causa di preoccupazioni come quella che siano “costose” da assumere.

Le persone con disabilità affrontano difficoltà nell’accesso alle opportunità di lavoro, anche perché lo stigma rimane una barriera significativa all’accesso al lavoro o ai mezzi di sussistenza. Questo include casi in cui le persone con disabilità sono state trattenute dal farsi coinvolgere in attività agricole a causa della preoccupazione dei loro famigliari per le critiche dei vicini.

Per quanto riguarda la possibilità di accedere a percorsi di formazione professionale, a livello nazionale solo 1.498 individui risultano iscritti, pari cioè allo 0,46% della popolazione in età scolastica 14-19 anni. Per quanto riguarda l’accesso alla formazione e al mercato del lavoro, le autorità locali svolgono un ruolo chiave nel collegare le persone con disabilità e i fornitori di formazione professionale, ma spesso mancano di risorse e capacità per indirizzare efficacemente i fruitori del servizio verso opportunità di formazione e di lavoro.

Accesso alle cure e alla salute

Uno studio della Tanzania Empowerment for Persons with Disability and Gender Health Organization (TEPDGHO) afferma che mentre il governo della Tanzania ha mostrato impegno nel garantire l’accesso all’assistenza sanitaria per le persone con disabilità da un punto di vista legale, riconoscendo e includendo le loro esigenze specifiche nelle politiche e nei quadri legali, rimane una grande sfida garantire che i suoi programmi sanitari siano più inclusivi.

A peggiorare il problema, è la scarsa distribuzione di servizi sanitari e riabilitativi: si evidenzia un quadro gravemente carente nell’intero Paese sia per quantità che per tipologia di servizi riabilitativi, i quali non sono in generale né standardizzati né strutturati, mostrando grandi limiti in termini di professionalità e accessibilità.

ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTI PARTNE ESTERO

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

HAKUNA MATATA

Hakuna Matata è un ente di beneficenza registrato in Inghilterra e Galles (1135589) con sede legale e operativa in 1 St James’s Market, Londra, SW1Y 4AH Regno Unito. L’ente opera principalmente nella Repubblica Unita di Tanzania in collaborazione con i suoi partner, le diocesi di Njombe e Mbeya. I settori di intervento dell’organizzazione sono: Orfani e Bambini vulnerabili, Impatto verde, Socio-agroalimentare, Salute e Riabilitazione, Disabilità.

Progetti attualmente realizzati:

• Orfani e bambini vulnerabili. Hakuna Matata sostiene la parrocchia di Ilembula con i costi di gestione di 68 scuole materne, con oltre 2200 bambini nei villaggi e 135 insegnanti locali. I fondi di Hakuna Matata sostengono anche i costi di gestione dell’orfanotrofio di Tumaini, nel villaggio di Ilunda;

• Avviamento della vaniglia. Questo progetto ha l’obiettivo di creare un’attività socio-agroalimentare sostenibile e redditizia, producendo vaniglia da distribuire in Italia e altrove. L’obiettivo è quello di intervenire su tutti gli aspetti della filiera della vaniglia per ridurre la distanza tra i produttori e il mercato finale, garantendo un prodotto tracciabile e di alta qualità all’acquirente e maggiori profitti ai coltivatori;

• Programma di forestazione di CO2. È in corso un’attività di riforestazione nelle regioni di Njombe e Mbeya, con l’obiettivo di piantare almeno 1 milione di alberi entro il 2032. Il programma è realizzato in collaborazione con l’Ufficio di Sviluppo di Njombe e l’Organizzazione di Sviluppo Shalom. Un altro partner dell’iniziativa è la società Treedom, che opera con la missione di apportare benefici sociali e ambientali attraverso la promozione di progetti agroforestali;

• Inuka Upgrading Project. Inuka CBR sostiene oltre 2800 bambini disabili fornendo cure sanitarie, riabilitative e nutrizionali. I fondi di Hakuna Matata contribuiscono a potenziare l’attività e a sostenere l’organizzazione nel diventare un fornitore di servizi di riabilitazione riconosciuto e specializzato.

DIOCESI DI NJOMBE

La Diocesi di Njombe, suddivisa in 31 parrocchie, conta una popolazione di 660.000 abitanti di cui il 39,2% battezzati. Attualmente guidata dal vescovo Alfred Leonhard Maluma ed è da anni impegnata nella lotta a favore delle fasce più deboli della popolazione più deboli attraverso iniziative e progetti specifici. La Diocesi di Njombe può contare su un notevole numero di persone che svolgono un’attività di volontariato in ambito sociale di circa 260 persone.

OSPEDALE DI RIABILITAZIONE INUKA CBR

INUKA Southern Highlands CBR è un centro di riabilitazione, divenuto nel 2019 “Ospedale di riabilitazione” con l’obiettivo di fornire servizi di alta qualità alle persone con disabilità e ad altri pazienti con bisogni di riabilitazione, coinvolgendo le loro famiglie e le comunità in cui si stanno inserendo, secondo la metodologia della riabilitazione su base comunitaria. La sede è presso il villaggio di Wanging’ombe nella regione di Njombe in Tanzania. Nel compound sono presenti, oltre alla palestra di riabilitazione: un ufficio di coordinamento; gli alloggi dei referenti; un ostello, per ospitare i pazienti e i loro familiari; un laboratorio di ausili ortopedici; e un oleificio di olio di girasole di alta qualità e un laboratorio di artigianato i quali proventi sostengono il centro di riabilitazione. Inuka dal 2011 si è fatta carico di oltre 2000 persone con disabilità assicurando riabilitazione e ausili, e formazione alle famiglie.

SHALOM, DEVELOPMENT ORGANIZATION /CARITAS DI MBEYA NGO TANZANIA

È una ONG tanzaniana che opera in tutto il Paese ed è un’organizzazione “sorella” della Caritas Mbeya. In coerenza con la normativa in vigore nel Paese la Caritas Mbeya è un organismo ecclesiale del Dipartimento di sviluppo dell’Arcidiocesi di Mbeya mentre SHALOM è stata registrata come ONG per promuovere iniziative esterne di sviluppo della Comunità. La Vision di SHALOM è quella di operare perché le Comunità abbiano risposte adeguate ai problemi della salute, abbiano accesso facilitato alle informazioni, siano rispettose dell’ambiente ed indipendenti a livello economico e in questo quadro il Programma Mbeya CBR – Simama è stato promosso attraverso progetti di cooperazione internazionale e decentrata in partenariato con Gondwana.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Supportare l’inclusione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con disabilità attraverso la promozione di percorsi di riabilitazione e di inserimento educativo e professionale, nelle Regioni di Mbeya e di Njombe in Tanzania.

Obiettivi specifici:

– Promuovere l’inclusione professionale e lavorativa di giovani e adulti con disabilità dei dipartimenti di Mbeya e Kyela

– Incrementare l’accesso e la qualità dei servizi di riabilitazione forniti sul territorio d’intervento in un’ottica di CBR

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Nella logica del partenariato gli operatori volontari assegnati ad una determinata sede potranno essere impiegati, in maniera funzionale alla realizzazione del progetto, anche nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner nei limiti indicati dalle Disposizioni concernenti la disciplina dei rapporti tra enti e operatori volontari del servizio civile universale – DPCM 14/01/19.

Detta previsione, così come descritto nella scheda del progetto, è finalizzata a dare attuazione alle attività specifiche connesse alla realizzazione del progetto quali: momenti formativi, informativi e di promozione supplementari e specifici, eventi culturali, eventi organizzati in modalità itinerante, attività collegate a centri e/o soggiorni estivi (…). Può essere altresì adottata in caso di motivi di forza maggiore che impediscano lo svolgimento del servizio nella sede di attuazione prevista dal progetto, e in tal caso l’operatore volontario, previa autorizzazione da parte del Dipartimento, potrà svolgere servizio presso altra sede accreditata fino al termine dell’indisponibilità della sede o del proprio servizio.

Tutte le attività degli operatori volontari si possono svolgere in presenza ma è possibile prevedere che una parte di esse siano realizzate, non nelle sedi di attuazione del progetto, ma “da remoto” attraverso adeguati strumenti in possesso dell’operatore volontario e/o forniti dall’ente. Questa modalità potrà essere attivata in situazioni di emergenza che non consentano l’operatività presso le sedi o per altre opportunità di servizio e il suo utilizzo non andrà mai oltre il 30% del totale delle ore di servizio in termini di monte ore.

SEDE GONDWANA MBEYA

Azione 1: Promozione dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità: Yiunga Vocational Training Center

– Collaborazione nella gestione dei percorsi di orientamento e formazione professionale;

– Supporto agli operatori/ operatrici locali per organizzare gli spazi e i materiali;

– Supporto nelle attività di inserimento lavorativo dei giovani disabili;

– Progettazione e realizzazione di materiale di sensibilizzazione;

– Realizzazione di incontri/laboratori di coscientizzazione e di promozione dei diritti delle persone con disabilità (preparazione materiale, organizzazione logistica; contatti partecipanti, ecc.).

Azione 2: Sostegno e assistenza minori e adulti con disabilità

  • Affiancamento all’equipe dei centri di riabilitazione su base comunitaria durante gli interventi riabilitativi;
  • Partecipazione alle riunioni di equipe;
  • Supporto per la compilazione dei piani riabilitativi individuali;
  • Affiancamento e supporto nella realizzazione di attività socio-educative per bambini disabili;
  • Affiancamento nella programmazione delle visite domiciliari;
  • Supporto nell’organizzazione e pianificazione dei corsi di formazione specialistica;
  • Preparazione dei materiali per personale docente e raccolta dati.

SEDE GONDWANA INUKA

Azione 1: Sostegno e assistenza minori e adulti con disabilità – Centro Inuka CBR

– Affiancamento all’equipe del centro di riabilitazione su base comunitaria durante gli interventi riabilitativi;

– Partecipazione alle riunioni di equipe;

– Supporto per la compilazione dei piani riabilitativi individuali;

– Affiancamento e supporto nella realizzazione di attività socio-educative per bambini disabili;

– Affiancamento nella programmazione delle visite domiciliari;

– Supporto alla realizzazione delle attività domiciliari di outreach e riabilitazione;

– Supporto nell’organizzazione e pianificazione dei corsi di formazione specialistica;

– Preparazione dei materiali per personale docente e raccolta dati.

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia           VIA APPIA NUOVA 983 – 00178 ROMA
214644           
6

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana MbeyaHospital Hill snc, MbeyaTANZANIA1533413
Gondwana InukaP. O. Box 216 Makambako 73 Ujamaa Road 59307 Wanging’ombe, Njombe, TanzaniaTANZANIA2349243

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 6 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

È prevista la partenza per il Paese estero entro due settimane dall’avvio del progetto. Entro il sesto mese di servizio è previsto un rientro intermedio in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto per un periodo; nei restanti mesi è prevista la continuazione delle attività all’estero.

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite telefono mobile, e-mail, whatsapp, Zoom e programmi simili.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.  

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche alle specifiche e saltuarie attività progettuali, e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi, fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di 11 mesi di permanenza all’estero;
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali;
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente;
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria,
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali;
  • Stile di vita essenziale;
  • Flessibilità negli orari di servizio, con esclusione degli orari notturni;
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento;
  • Predisposizione alle attività con l’utenza;
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio;
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi;
  • rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese;
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente;
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto;
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardanti gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio;
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale;
  • Disponibilità a frequentare un corso di lingua e cultura swahili;
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del Progetto.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Non sono state riscontrate significative situazioni di disagio per i volontari. Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, è previsto che condividano la casa e vengano alloggiati in stanze multiple.

Le possibili condizioni di disagio sono legate sostanzialmente a quelle di una “normale” permanenza in un paese africano: gli accorgimenti trasmessi da chi ha esperienza pluriennale di vita in Africa (ad es. solo acqua filtrata) sono sufficienti a eliminare rischi seri di malattie e/o di inconvenienti.

La malaria non viene segnalata nell’altipiano in cui si trovano le Regioni di Mbeya e di Njombe; al contrario vanno prese le precauzioni del caso quando si dovessero programmare spostamenti all’interno del Paese (ad esempio visite nella zona della costa o sulle Isole).

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progettoL’apporto degli operatori volontari nella relazione con le persone con disabilità e in stato di fragilità (minori, disabili, donne) L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto nei centri diurni, di riabilitazione, nelle scuole, presso le comunità e sul campo Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore di minori anche con disabilità, e persone in stato di vulnerabilità  Le strutture e i servizi rivolti alle persone con disabilitàAnalisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità in relazione a percorsi di accoglienza e presa in carico dei destinatari: inclusione sociale, scolastica e lavorativa; socializzazioneLa creazione e gestione di percorsi di inserimento scolastico, professionale e lavorativoStrumenti e metodi di intervento per l’integrazione, l’inclusione sociale, la mediazione socialeLe attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatariLa gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezzaInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con minori, adolescenti e adulti con disabilità Caratteristiche degli interventi individualizzati, di gruppo, laboratorialiPersonalizzazione del percorso di presa in caricoMetodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventiStrumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della personaFondamenti di relazione d’aiuto, riabilitazione e supporto psicologico a famiglie con minori disabili a caricoLa CBR: riabilitazione su base comunitaria Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di interventoInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. -Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione; Organizzazione della prevenzione aziendale; Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali; Organi di vigilanza, controllo e assistenza. Ed in particolare: -La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi -I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto -La sicurezza come processo di miglioramento continuo -I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) -Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali -Percezione del rischio e propensione al rischio -Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio -La gestione delle emergenze e delle criticità

ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

TITOLO PROGRAMMA “2026In rete con l’Africa per l’inclusione delle persone fragili”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese

SEMINANDO COMUNITÀ 2026

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi

Il progetto si rivolge a piccoli produttori rurali, alle loro famiglie e alle comunità indigene o marginalizzate, supportando un intervento di sviluppo rurale e comunitario in 2 province amazzoniche, Orellana (sede di El Coca) e Sucumbíos (sede di Lago Agrio).

Inserito nel programma SCU “2026 Cooperazione e sviluppo rurale in Sudamerica”, basa la sua azione per il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2. Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile e 12. Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo e che interviene a favore di popolazione povera rurale dei Paesi coinvolti.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

ORELLANA

La provincia è caratterizzata da una composizione della popolazione prevalentemente rurale (59%); si identifica per lo più come meticcia (57,5% nel 2010). Seguono gli indigeni con il 31,8%, gli afro-ecuadoriani con il 4,9%, mentre i bianchi rappresentano il 4,4%. La maggioranza della popolazione indigena appartiene a una delle tre etnie principali: Kichwa, Shuar e Waorani. Nella provincia di Orellana, l’85% della popolazione (al 2010) viene classificata come povera, un valore estremamente elevato rispetto al 60% registrato a livello nazionale. La situazione diventa più allarmante quando si osserva la popolazione in condizioni di estrema povertà (38%). La produzione agricola è ritenuta di grande importanza commerciale a livello locale e nazionale, ed è una delle principali attività generatrici di reddito per le famiglie di piccoli e medi produttori della provincia, tuttavia è caratterizzata da una bassa resa dei terreni coltivati.

SUCUMBÍOS

Questa Provincia amazzonica e confinante con la Colombia viene considerata una delle più povere del Paese, con l’87% di povertà per bisogni primari insoddisfatti. Nell’area d’interesse del progetto, ci sono 6 nazionalità e popolazioni indigene – Kofan, Siona, Siekopai, Shuar, Kichwa, Waorani – la cui esistenza e il cui stile di vita sono seriamente minacciati dalle politiche estrattive e dalla colonizzazione dell’Amazzonia. Infatti, la principale risorsa mineraria della provincia è l’estrazione del petrolio: tra il 1964 e il 1990 la società petrolifera americana Texaco (acquisita dalla Chevron nel 2001) ha avuto la concessione di circa 500.000 ettari di terreno tra le province di Sucumbíos e Orellana. Il risultato di 26 anni di cattive pratiche estrattive è stato uno dei più gravi disastri ambientali della storia dell’umanità, che ha causato e continua a causare effetti devastanti sulla vita, la salute, la cultura e l’ambiente delle oltre 30.000 persone che vivono nella zona. Tra i conflitti di cui ancor oggi si sentono gli effetti e gli abitanti chiedono da anni un riconoscimento del danno subito e un risarcimento c’è quello contro la Chevron – Texaco e la presenza di bruciatori e pozzi all’aperto di materiale di scarto. La protezione della biodiversità e degli ecosistemi presenti nella provincia è priorità assoluta e tutti gli abitanti risentono dello sfruttamento massiccio e indiscriminato del territorio. L’estrazione petrolifera e mineraria è responsabile di alcuni dei più gravi disastri ambientali, che hanno avuto conseguenze profondamente negative sulla popolazione locale.

L’intervento nella sede è focalizzato sulla tutela ambientale e l’appoggio ai popoli indigeni e comunità locali impattati con azioni di difesa e conservazione dell’ecosistema, generazione di mezzi di sussistenza sostenibili, sfruttamento di servizi ecosistemici e risposta a situazioni di emergenza e crisi.

Criticità rilevate e aspetti da innovare

I principali bisogni delle popolazioni che vivono nelle zone di intervento del progetto sono relazionati alla mancanza dei servizi di base, ad una bassa qualità della produzione agricola, un difficile accesso alle risorse finanziarie, fonti di lavoro e mezzi di produzione insufficienti e poca incidenza a livello politico; oltre alla scarsa capacità di organizzazione, protezione e valorizzazione della cultura e dell’ambiente naturale.

Il progetto intende quindi intervenire per innovare il contesto di riferimento attraverso:

  • il sostegno a comunità di piccoli produttori agricoli, con una particolare attenzione alle minoranze etniche (indigeni e afro-ecuadoriani), alle donne e ai giovani che vivono nelle comunità rurali e nelle periferie;
  • il rafforzamento delle attività produttive delle famiglie di contadini e delle associazioni rurali su aspetti di progettazione, comunicazione e marketing, supportando le attività in ciascuna fase della catena di valore: produzione, trasformazione e commercializzazione;
  • la promozione e la progettazione di attività di conoscenza delle culture locali e di turismo comunitario;
  • attività di sensibilizzazione e promozione di modelli di produzione e consumo sostenibili, e di buone pratiche di protezione dell’ambiente.

ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTI PARTNER ESTERO

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

FEPP – Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio

Il FEPP è il principale partner locale del progetto, nato nel 1970, è una delle maggiori ONG ecuadoriane. Supporta gli sforzi di alcuni gruppi sociali, come cooperative e imprese, per il miglioramento organizzativo ed educativo, l’accesso alle risorse finanziarie, nella possibilità di impiego e nell’utilizzo dei mezzi per la produzione, la trasformazione, la commercializzazione, la salvaguardia ambientale, l’uguaglianza di genere, la partecipazione alla vita politica, il benessere e contribuendo così a condizioni di vita più umane.  

Lavora da decenni nel credito per i piccoli produttori senza garanzie e per il riscatto delle loro terre ancestrali, ha sviluppato metodologie produttive diffuse, quali l’agroecologia, il biologico, o da lui stesso create, come il SIPAS -Sistema agropecuario produttivo integrale e sostenibile. Nel corso della sua storia ha raggiunto circa 140.000 famiglie e più di 550.000 persone.

È inoltre partner di Gondwana in 5 progettualità di cooperazione internazionale finanziate da enti italiani.

FUNDER – Escuela de Formación

Approvata dal Ministero dell’Educazione nel 2003 come centro occupazionale, nel 2009 viene riconosciuta come Fondazione Educativa. Promuove la formazione di oltre 3.000 giovani all’anno. Il 60% dei partecipanti ottiene un lavoro retribuito presso imprese familiari o comunitarie.

Le sue linee d’azione sono: agricoltura e allevamento, agroalimentare, artigianato, edilizia, amministrazione aziendale.

Si è specializzata in corsi a distanza sullo sviluppo locale e l’economia popolare e solidale. Vuole promuovere una scuola e un istituto a distanza per gli emigranti ecuadoriani. Ha uffici aperti in Spagna, Italia e Belgio.

CAMARI – Comercializadora solidaria

Organizzazione che cura la commercializzazione e l’esportazione dei prodotti per conto del Grupo Social FEPP. Nata all’inizio degli anni ’80, Camari ha aperto negozi in varie città dell’Ecuador e nel 1991 ha costituito un sistema centralizzato di gestione dei punti vendita e di sostegno ad altri negozi non soci. La vendita nei canali del commercio equo e solidale è iniziata nel 1986 con l’artigianato e si è poi estesa agli alimentari nel 1996. Camari sostiene i produttori in tutte le loro attività offrendo un collegamento diretto al mercato senza intermediari. Permette l’accesso al mercato internazionale e promuove pratiche etiche e sostenibili nella produzione e nella vendita. Fa parte della rete di altromercato, impresa sociale e principale realtà di Commercio Equo e Solidale in Italia.

OBIETTIVO DEL PROGETTO

Miglioramento della situazione di vita di famiglie e comunità contadine e di piccoli produttori delle comunità indigene di 2 Province dell’Ecuador.

Il progetto è centrato su una logica di supporto allo sviluppo delle comunità rurali, consapevoli che solo attraverso una piena acquisizione di modelli e pratiche sostenibili necessari ad incrementare non solo le entrate derivanti dalle loro attività, e di conseguenza la sicurezza alimentare, ma anche la qualità dei prodotti agricoli, la salvaguardia ambientale e la promozione di tradizioni e pratiche culturali locali, sarà possibile garantire un effettivo miglioramento della qualità di vita delle popolazioni coinvolte e il rispetto e la salvaguardia del contesto naturale.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Si precisa che parte delle attività non saranno realizzate nelle sedi di attuazione di progetto, ma da remoto, non superando il 30% dell’attività totale degli operatori volontari in termine di monte ore. A tal fine saranno garantiti gli idonei strumenti per la gestione di tale modalità di servizio.

Gli operatori volontari svolgeranno un ruolo di supporto e accompagnamento alle attività previste per il raggiungimento degli obiettivi del progetto, affiancando gli operatori locali in tutte le azioni di sviluppo rurale e comunitario portate avanti dai vari partner (vedi cronogramma del precedente capitolo). A tutti gli operatori volontari in servizio verrà chiesto di vivere la vita e le esperienze all’interno delle sedi di servizio nel pieno rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali.

Il lavoro di campo, da realizzarsi in tutto il territorio delle Province coinvolte, prevede uscite, visite e in alcuni casi pernottamenti presso le aree rurali sede delle attività di supporto alle comunità locali.

Le 2 sedi del progetto sono organizzate con uffici e lavoro sul campo; il servizio dei giovani è suddiviso con attività presso i piccoli produttori rurali e altre di scrittura ed elaborazione presso gli uffici suddivise a seconda della programmazione settimanale e secondo quanto indicato dall’elenco delle attività descritto. In tutte le attività sarà fondamentale il supporto dei volontari per incrementarle e realizzarle al meglio; i volontari saranno sempre coordinati da una persona dell’equipe dell’organizzazione ospitante esperta nel settore di intervento nel quale si opererà. In tutti i casi gli operatori volontari avranno il compito di integrare, supportare e arricchire le attività già collaudate e saranno necessari per incrementarle e far fronte alla grande mole di richieste di servizi e attività. Allo stesso tempo tale supporto al progetto sarà elemento fondamentale per raggiungere i risultati e l’obiettivo previsti dal progetto.

AZIONE 1 Sostegno a comunità di piccoli produttori agricoli e promozione di modelli di produzione sostenibili

-Supportare i tecnici del FEPP nelle attività di implementazione dei progetti in corso (workshop, riunioni, eventi, raccolta di dati).

-Accompagnare i beneficiari nelle attività di raccolta, immagazzinamento e conservazione dei prodotti.

-Accompagnare i tecnici del FEPP e FUNDER nelle attività di supporto alle organizzazioni di contadini (modelli di gestione, analisi dei dati ecc.).

-Supportare i tecnici del FEPP nelle fasi di identificazione e formulazione di nuove proposte progettuali (ricerca di bandi, stesura dei progetti, raccolta di dati).

AZIONE 2 – Supporto alle associazioni rurali su aspetti di comunicazione e marketing e promozione di modelli sostenibili di consumo 

-Supportare i tecnici del FEPP e di CAMARI nella raccolta di contenuti, dati, elementi culturali, dettagli sui prodotti da diffondere o da commercializzare.

-Sopportare i tecnici del FEPP nella realizzazione e gestione di siti web e social network (Facebook, Instagram, Twitter).

-Supportare i tecnici del FEPP e di CAMARI nell’elaborazione di volantini, brochure, loghi, etichette.

-Supportare i tecnici del progetto nella realizzazione e organizzazione di riunioni, manifestazioni ed eventi.

AZIONE 3

Promozione della cultura locale, delle lingue ancestrali e del turismo su base comunitaria

-Aiutare i tecnici del progetto nell’organizzazione degli scambi di esperienze tra organizzazioni rurali che svolgono attività di turismo comunitario;

-Sostenere le attività di promozione, diffusione, e miglioramento delle realtà di turismo comunitario;

-Sostenere le organizzazioni coinvolte dal progetto nel disegno di nuovi sentieri naturalistici.

AZIONE 4

Promozione di una agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente

-Partecipare a riunioni comunitarie per diffondere colture biologiche e di qualità;

-Supportare i tecnici del FEPP nella preparazione e gestione di eventi di sensibilizzazione su tematiche ambientali.

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia   VIA APPIA NUOVA 983 – 00178 ROMA  2146443
5

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana El CocaMonseñor Alejandro Labacca snc –ECUADOR1533483
Gondwana Lago Agrio12 de febrero y 10 de agosto 267 –1533475

TOTALE POSTI DISPONIBILI, SERVIZI OFFERTI: 8 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet. Lo sviluppo capillare della telefonia mobile, con 4 operatori che operano sul tutto il territorio nazionale, garantisce ormai una copertura pressoché totale anche in zone lontane dai centri abitati e la possibilità di accedere agevolmente anche alla linea internet

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.  

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute. 

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale. 

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo 
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto 
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Elenchiamo alcuni possibili disagi: il disagio di ritrovarsi in territori caratterizzati da forti contrapposizioni politiche, legate all’estrattivismo, e/o etniche, e/o religiose; il disagio di ritrovarsi in territori in cui le condizioni climatiche possono, in certe situazioni ostacolare o/e ridurre le attività previste dal progetto e/o le comunicazioni nazionali ed internazionali; il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica e sanitaria. È buona prassi che i volontari seguano, in particolare nel tempo libero, comportamenti consigliati durante il percorso formativo (evitare di rientrare tardi la sera se si è da soli, esentarsi assolutamente dall’uso di droghe o alcool, non indossare abbigliamento di marca o portare oggetti preziosi, avere un comportamento sobrio nei rapporti interpersonali…).

Per la gestione delle spese comuni vige il principio del rispetto dei parsimoniosi standard di vita locali e del rifiuto del consumismo e dello spreco. Proprio in questa ottica ai volontari verranno proposte attività di manutenzione, riciclo e ristrutturazione dei beni comuni.
Il clima nelle 2 sedi è tropicale, caldo, umido con frequenti piogge intense. Sono presenti malattie come la dengue. Sono frequenti le visite sul campo, presso le comunità originarie, anche di alcuni giorni (in quei casi è quindi previsto il pernotto in strutture locali particolarmente rustiche o con tende da campeggio).

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progettoL’apporto degli operatori volontari nella relazione con piccoli produttori agricoli e popolazioni originarie L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici dei partner locale, nelle visite alle comunità rurali, nelle uscite di monitoraggio sul campo Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Le strutture e i servizi rivolti a contadini, donne e popolazioni originarie Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nell’ambito dello sviluppo ruraleGli interventi di inclusione sociale a favore di contadini e comunità ruraliLa creazione e gestione di percorsi di inserimento, professionale e lavorativoStrumenti e metodi di intervento per l’inclusione e lo sviluppo ruraleLe attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatariLa gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezzaInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con contadini e popolazioni originarie Caratteristiche degli interventi di gruppo e con le comunità rurali, attività laboratorialiMetodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventiStrumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della personaIl lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di interventoInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione; Organizzazione della prevenzione aziendale, Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali, Organi di vigilanza, controllo e assistenza. Ed in particolare: -La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi -I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto -La sicurezza come processo di miglioramento continuo -I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) -Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali -Percezione del rischio e propensione al rischio -Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio -La gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

 “2026 COOPERAZIONE E SVILUPPO RURALE IN SUDAMERICA”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 2 Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 12 Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

Obiettivo 4 Garantire un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento per tutti

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Recupero e valorizzazione delle piccole comunità e sviluppo di quelle rurali anche attraverso l’utilizzo degli strumenti dell’agricoltura sociale

SEMENTI DI CITTADINANZA 2026: EDUCAZIONE E INCLUSIONE DI MINORI E DONNE IN BRASILE

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi 

Il progetto si rivolge alle categorie vulnerabili rappresentate da minori, giovani e donne che abitano in contesti periferici e marginali, per promuovere e implementare opportunità formative e di partecipazione sociale, e accrescere così nei destinatari benessere, autostima, senso di appartenenza alla famiglia e alla comunità.

Le disuguaglianze che caratterizzano trasversalmente la società brasiliana, estremamente articolata e diversificata, si riscontrano con marcate specificità nei territori di intervento del progetto: l’area della Baixada Fluminense di Rio de Janeiro è fra le più densamente popolate e problematiche del Brasile mentre Bahia, che rappresenta il cuore della cultura afro-discendente, si trova nella regione più povera del Paese.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

NELLO STATO DI RIO DE JANEIRO

La città di Rio è direttamente circondata dalla Baixada Fluminense, una parte pianeggiante della Regione Metropolitana in cui si concentrano i 4/5 degli abitanti dello stato. La Baixada intesa in senso stretto, l’area periferica a nord della città, è divisa in 13 municipi (fra i quali la sede di progetto Duque de Caxias) che occupano le ultime posizioni in molti indicatori socio-economici dello stato, con alcuni dei peggiori risultati nell’area dell’educazione, della salute pubblica e negli indici di reddito.

PACIÊNCIA

Paciência è un quartiere di classe medio bassa della zona ovest del municipio di Rio de Janeiro. Si estende su un’area di 2.741,80 kmq ed ha circa 201mila abitanti (dati IBGE-Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística). Le zone vicine a Paciência, sono distretti industriali, cresciuti in particolar modo negli ultimi anni, grazie ad investimenti di aziende private nazionali e di multinazionali. La periferia di Paciência ha avuto un minore incremento del benessere socio-economico: dagli anni ’60 in poi, l’espansione urbana si è sviluppata in maniera irregolare nelle zone commerciali e nelle zone periferiche e l’edilizia è spesso abusiva ed arrangiata. I treni della stazione metropolitana permettono uno spostamento diretto al centro della città di Rio, ma offrono un servizio poco efficiente e economicamente impegnativo per i pendolari che si dislocano quotidianamente per lavoro o per studio verso la città.

DUQUE DE CAXIAS – JARDIM PRIMAVERA

Il municipio di Duque de Caxias è il più popolato della Baixada Fluminense, il terzo più abitato dello Stato di Rio de Janeiro (oltre 929mila abitanti) e il diciottesimo con più abitanti del Brasile. Negli ultimi decenni è andato progressivamente perdendo le sue caratteristiche di comunità agricolo-rurale per svilupparsi come uno dei “parchi industriali” più importanti dell’intero Brasile. A questa immissione di ricchezza è corrisposto in minima parte un reinvestimento sul territorio che continua a soffrire la mancanza di adeguati servizi sanitari, sociali ed urbanistici. A Caxias il numero di famiglie iscritte all’anagrafe unificata servite dal CRAS – Centro di riferimento per l’assistenza sociale è quattro volte superiore alla capacità stabilita (dati “Mapa da desigualdade-Região Fluminense”, 2023).

Nel quartiere Jardim Primavera, sede di intervento del progetto, vivono oltre 70mila persone. L’offerta di asili pubblici rispetto ai potenziali utenti è molto scarsa, per i minori in età prescolare (da 4 a 6 anni) è presente all’incirca una scuola dell’infanzia ogni 700 bambini e tenendo anche conto del fatto che un restante 30% di bambini nella stessa fascia d’età non frequenta alcuna struttura educativa si arriva ad una media di un asilo ogni 1.250 bambini.

Nonostante nell’ultimo decennio il quartiere abbia goduto di un certo sviluppo grazie al quale sono comparse strutture utili a rispondere alla domanda socio-ricreativa (soprattutto palestre, centri sportivi e scuole di inglese) mancano strutture educative, soprattutto della prima infanzia, in grado di accogliere adeguatamente i minori che abitano le comunità più periferiche, e sono ancora troppo poche le opportunità formative e culturali per giovani e adolescenti.

NELLO STATO DI BAHIA

FEIRA DE SANTANA – SÃO GONÇALO DOS CAMPOS

La città di Feira de Santana è una città di migranti: circa metà della sua popolazione è nata altrove.

Collocata geograficamente e storicamente nel Recôncavo Baiano, appartiene al terzo maggiore centro industriale di Bahia. A partire dalla decade del 1960 Feira de Santana ha sofferto una grande urbanizzazione: la popolazione è più che quadruplicata in 40 anni, rendendo il municipio il secondo maggiormente popolato dello stato dopo Salvador. La sfida collegata ad un tale sviluppo è quella di garantire i servizi necessari e soprattutto una adeguata distribuzione della ricchezza per non favorire un elevato tasso di disuguaglianze.

Circa il 16% della popolazione dell’area di vive al di sotto della linea di povertà, che affligge principalmente le persone afrodiscendenti e gli immigrati senza qualifica professionale. La popolazione povera si concentra nella zona rurale, dove le comunità sono carenti di infrastruttura basica.

São Gonçalo dos Campos (territorio sede di progetto) è localizzato nella regione metropolitana di Feira de Santana e conta una popolazione di 37,554 abitanti, fra i più popolati della regione. Ha una popolazione di maggioranza nera e cultura di radice prevalentemente africana, con migranti arrivati da tutto il Brasile che si sono mescolati etnicamente e culturalmente: si caratterizza pertanto da un forte rischio di divisioni socio-culturali.

Bisogni rilevati e servizi da incrementare:

LA CONDIZIONE VULNERABILE DEI MINORI

Uno dei fattori cruciali per misurare la vulnerabilità dei minori è il tasso di abbandono scolastico precoce: circa il 20% dei brasiliani tra i 14 e i 29 anni d’età non ha completato il sistema di educazione basica che corrisponde alle nostre scuole elementari e medie, o perché ha abbandonato la scuola o per non averla mai frequentata, e di questa parte di popolazione giovane oltre il 70% è afro discendente (Fonte IBGE-PNAD 2019). Nel passaggio al grado scolastico superiore, il tasso di abbandono scolastico si accentua ulteriormente.

Tra i principali motivi dell’evasione scolastica i più rilevati sono il bisogno di lavorare (39,1%) e la mancanza di interesse nello studio (29,2%); in riferimento alla popolazione femminile le cause maggiormente evidenziate sono la gravidanza (23,8%) e il lavoro domestico (11,5%).

LA CONDIZIONE VULNERABILE DELLE DONNE

Come descritto nel “Rapporto Nazionale volontario sugli obiettivi dello sviluppo sostenibile” elaborato dal governo brasiliano nel 2017, le donne rappresentano poco più della metà della popolazione ma sono sottorappresentate nei luoghi di lavoro e negli spazi di potere. Nonostante siano in media più scolarizzate, ricevono salari più bassi e affrontano ostacoli maggiori per inserirsi e permanere nel mercato del lavoro. Inoltre le disuguaglianze di genere sono correlate con quelle di classe, di etnia e colore della pelle, e con quelle regionali.

Soprattutto nelle comunità più emarginate, ma non solo, le donne restano ad alto rischio di violenza, e i tassi di matrimoni e gravidanze precoci sono elevati.

LA VIOLENZA CONTRO LA GIOVENTÙ E LE DONNE

Nella ricerca brasiliana “Mappa della Violenza” emerge che le violenze sono dirette soprattutto a soggetti particolarmente vulnerabili, che rispetto alle leggi vigenti dovrebbero essere oggetto di protezione specifica: minori, neri e donne. In questo modo una determinata dose di violenza diventa accettata ed è persino vista come necessaria, sulla base di uno schema di “naturalizzazione” e accettazione sociale.

DISCRIMINAZIONE RAZZIALE

Quella brasiliana è una società multietnica e la maggior parte dei suoi abitanti è di origine europea, o indigena o africana. La mobilità sociale dei brasiliani è limitata da vari fattori, fra i quali contano sia la classe sociale, che il genere, che la razza. Relativamente ai territori di intervento del presente progetto, la popolazione di Duque de Caxias è prevalentemente nera e questa stessa componente rappresenta la maggioranza degli abitanti che vivono in abitazioni private improvvisate, mentre il Recôncavo Baiano, dove si trova la sede di São Gonçalo dos Campos, ha una popolazione di maggioranza nera e cultura di radice prevalentemente africana, con migranti che si sono mescolati etnicamente e culturalmente.

Questi territori rappresentano un importante polo di incontro culturale e storico: l’intervento educativo promosso e incentivato dalle azioni progettuali mira a valorizzare questo patrimonio trasmettendolo alle nuove generazioni, contrastando così il rischio di divisioni socio-culturali.

Alla luce di questi dati, identifichiamo l’ambito educativo e socio-culturale diventa quindi il settore d’intervento primario per combattere l’emarginazione dei soggetti fragili rappresentati dai minori e dalle donne che abitano in contesti vulnerabili. Per questo motivo il progetto intende proporre un intervento finalizzato a valorizzare quanto già realizzato dagli enti partner nelle comunità, incrementando e diversificando i servizi attivi nei territori nell’ambito dell’assistenza all’infanzia, l’educazione non formale per i minori e i giovani, la promozione socio-culturale e la formazione per le donne, per promuovere processi virtuosi di coesione e partecipazione sociale.

ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTI PARTNER ESTERO

SOCIEDADE CULTURAL PROJETO LUAR

ONG con sede nel municipio di Duque de Caxias (RJ), ha avviato le sue attività agli inizi degli anni ‘90 all’interno di una chiesa del quartiere Jardim Primavera coinvolgendo nelle sue lezioni di danza pochi bambini della comunità. Attualmente si contano oltre 800 partecipanti tra bambini, adolescenti e giovani, distribuiti tra la sede di Caxias e il polo di Paciência. Il Projeto Luar collabora da oltre un ventennio con il CESC Project, e grazie a questo partenariato abbiamo avviato nel 2003 il primo progetto di servizio civile all’estero del CESC. L’attività principale del Projeto Luar è di prevenzione all’abbandono della comunità d’origine, utilizzando il potere aggregante dell’arte per rinforzare e rinnovare i vincoli con la comunità e con la famiglia e di “formazione di formatori”, coinvolgendo sempre più destinatari. I professori di danza e gli educatori del progetto provengono dalle stesse comunità del quartiere: i giovani oltre ad apprendere danza classica, folklorica e contemporanea, hanno la possibilità di formarsi dentro il Projeto Luar per insegnare a loro volta. È in questo senso che il Projeto Luar cerca di far sì che i membri della propria comunità possano avere gli strumenti per insegnare il linguaggio della danza, estendendo così il progetto a sempre più bambini e giovani del luogo. Questa azione viene realizzata offrendo gratuitamente anche corsi settimanali di acrobazia, teatro, capoeira, aprendo una piccola biblioteca e videoteca alla comunità, usando la propria sala per rappresentazioni periodiche tanto da aver ottenuto da tempo da parte del Governo statale il riconoscimento del Projeto Luar come “Punto di Cultura” dello Stato di Rio de Janeiro (rinnovato nel 2024), a dimostrazione degli sforzi fatti e dei contributi offerti nello sviluppo di una cultura migliore e più vicina alla popolazione carente e alle associazioni territoriali che lavorano in tal senso.

In particolare nel 2004 si è avviato il laboratorio ArteMãe (Arte Mamma) rivolto a un gruppo di donne che si incontra per creare una produzione artigianale e sartoriale, stimolata dalla valorizzazione dell’autostima e dal potenziamento delle proprie capacità e finalizzata alla generazione di reddito. Il laboratorio si è poi trasformato nell’attuale Scuola di Sartoria.

Anche a seguito di questa positiva esperienza, per potenziare le attività rivolte alle donne della comunità nel 2008 all’interno del Projeto Luar è nato il gruppo Mães em Movimento (Mamme in movimento) per valorizzare l’identità femminile e l’espressività corporea.

Nell’ambito della tutela dell’infanzia il Projeto Luar collabora con la Diocesi del Municipio, che sostiene la gestione e la formazione d’equipe di due strutture d’accoglienza che funzionano come scuole per l’infanzia: la creche Ana Clara nel quartiere Saracuruna, che assiste bambini denutriti e malnutriti fino ai 3 anni d’età.

Durante la fase acuta della pandemia, il Projeto Luar ha sospeso le sue attività presenziali concentrandosi sui bisogni primari della comunità, funzionando come uno dei luoghi di distribuzione di aiuti assistenziali: pacchi alimentari (cesta bàsica), i buoni alimentari e gas, oltre che prodotti di igiene personale. Nel frattempo, gli educatori hanno fatto il possibile per dare continuità alle attività in modalità on-line, fino alla piena ripresa delle attività presenziali.

Anche nel Polo di Paciência la danza è la spina dorsale ma parallelamente si sviluppano altre attività artistiche e culturali, come laboratori di lettura e musica, educazione alimentare e cittadinanza attiva, e corsi di teatro, yoga e di lingue straniere. Dal 2006 all’interno del Polo è attivo il gruppo Bela Idade (Bella età) per migliorare il benessere fisico e l’autostima di un gruppo di donne tra i 45 e gli 80 anni d’età, organizzando attività che sviluppano la coordinazione motoria ed il senso del ritmo e più recentemente il gruppo Mães que dançam.

Nella sede di Duque de Caxias – Jardim Primavera, il partner Projeto Luar contribuisce alla realizzazione del progetto mettendo a disposizione gli spazi della sede fisica della ONG per la realizzazione delle azioni di progetto rivolte ai minori, ai giovani e alle donne; la rete di collaborazione con le strutture di accoglienza per i bambini per l’intervento a supporto dell’assistenza educativa.

Nella sede di Paciência l’apporto del partner Projeto Luar alla realizzazione del progetto consiste nell’utilizzo della sede del Polo territoriale della ONG, in collaborazione con la Associazione Terraço das artes per l’inclusione degli adolescenti nelle attività ricreative e nei laboratori artistici; nella rete di collaborazione con la Parrocchia Nossa Senhora de Fátima e la cappella Santo Antonio per il coinvolgimento delle donne che partecipano agli incontri di promozione della salute e rieducazione alimentare, ai laboratori di espressività corporea ed alle attività culturali.

In entrambe le sedi un ulteriore apporto al progetto del partner Projeto Luar riguarda l’esperienza ventennale della sua equipe in ambito artistico e socio-educativo per un confronto continuo e costante con gli operatori volontari nell’ideazione e la messa in pratica di attività tese a incentivare le opportunità educative, ricreative e culturali e migliorare il livello di integrazione sociale dei destinatari.

PACE-PÉ DE ARTE, CULTURA E EDUCAÇÃO

Nel territorio di Bahia e in particolare nel Municipio di Feira de Santana a São Gonçalo dos Campos, il CESC Project ha iniziato ad operare nel 2019.

Il presente progetto rafforza il partenariato con l’associazione senza finalità di lucro PACE, fondata nel 2006 a São Gonçalo dos Campos con le seguenti finalità: promozione della cultura e della conservazione del patrimonio storico e artistico; promozione gratuita dell’educazione; promozione dell’etica, della pace, della cittadinanza, dei diritti umani e della democrazia; difesa, preservazione e conservazione dell’ambiente e promozione dello sviluppo sostenibile. PACE è riconosciuta dal Ministero della Cultura attraverso la Segreteria di Cultura di Bahia come “Punto di Cultura Statale”, grazie alla sua offerta di svariati corsi e laboratori ricreativi, culturali e artistici aperti a bambini, adolescenti, giovani e adulti.

La prima attività realizzata nell’anno della sua costituzione era rivolta a un gruppo di bambini che hanno partecipato al progetto teatrale “Teatro de Bonecos e Griô” (teatro di pupazzi e cantastorie), e già nel 2009, dopo tre anni di intenso lavoro, l’associazione è stata fra i 130 Punti di cultura che hanno ricevuto finanziamenti per portare la tradizione orale nelle scuole.

Nel 2010, PACE ha partecipato al bando della Segreteria di Cultura e dell’Istituto di Gestione delle Acque e del Clima “Caminhos das Águas”, finalizzato a costruire cisterne di recupero dell’acqua piovana, fossi e orti della zona rurale del municipio di São Gonçalo dos Campos. Anche grazie a questo progetto, PACE è stata incaricata di strutturare il Consiglio Municipale dell’Ambiente di São Gonçalo dos Campos e oggi partecipa tra i suoi membri.

Attualmente l’associazione è frequentata da un totale di circa 160 persone fra minori e donne, che partecipano ai seguenti laboratori attivi presso la sede: arti visive, alfabetizzazione musicale, percussioni, banda marziale, lettura e scrittura, teatro, yoga, capoeira, cucito, artigianato, culinaria.

Di particolare rilevanza si è rivelata negli ultimi anni l’azione specifica dedicata alle donne: si è realizzato un ciclo di contri di condivisione di competenze e tradizioni culinarie e un corso di formazione specifico sulla cucina italiana che, parallelamente alla costruzione di un forno a legna nella sede dell’associazione, ha rappresentato un’importante opportunità di formazione professionale e di generazione di reddito per le donne coinvolte. 

OBIETTIVO DEL PROGETTO:    

Potenziare le opportunità formative e di partecipazione sociale per i minori, i giovani e le donne in situazioni di vulnerabilità che partecipano alle attività proposte nelle sedi di progetto, attraverso un intervento volto a incrementare e diversificare l’offerta dei servizi educativi e socio-culturali.

Gli enti partner locali rappresentano poli fondamentali di incontro, socializzazione e apprendimento in cui si contrasta il rischio di divisioni socio-culturali e si promuovono attività ricreative, culturali e artistiche in contesti periferici in cui le disuguaglianze purtroppo vengono spesso percepite come una legge naturale.

Il progetto intende quindi rafforzare processi virtuosi di partecipazione e coesione sociale attraverso azioni formative e di empowerment per accrescere nei destinatari benessere e autostima ma anche senso di appartenenza alla famiglia e alla comunità.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Tutte le attività degli operatori volontari si possono svolgere in presenza ma è possibile prevedere che una parte di esse siano realizzate, non nelle sedi di attuazione del progetto, ma “da remoto” attraverso adeguati strumenti in possesso dell’operatore volontario e/o forniti dall’ente.

Questa modalità potrà essere attivata in situazioni di emergenza che non consentano l’operatività presso le sedi o per altre opportunità di servizio e il suo utilizzo non andrà mai oltre il 30% del totale delle ore di servizio corrispondenti a circa 340 ore annue.

Data la delicatezza di un intervento in un contesto extra-italiano e extra-europeo e data l’importanza dell’esperienza di servizio civile in quanto esperienza formativa per i giovani che vi aderiscono, il compito degli operatori volontari SCU è principalmente quello di supportare il personale locale delle varie strutture in cui opereranno all’interno del progetto. Queste figure contribuiranno all’inserimento graduale dei volontari nelle singole attività, attraverso una prima fase iniziale di osservazione guidata e di affiancamento, per poi passare alla sperimentazione di un contributo personalizzato alla realizzazione delle attività previste, mettendo in gioco la propria formazione e le proprie conoscenze, arricchite dall’approfondimento della realtà locale acquisito nelle propedeutiche “fasi conoscitive”.

Azione 1. Educazione infantile

Sede del Projeto Luar – Duque de Caxias

  • Accogliere i bambini all’arrivo nella struttura e collaborare con le educatrici nelle attività quotidiane
  • Supportare le attività motorie e ludiche
  • Organizzare attività educative complementari, rivolte allo sviluppo del linguaggio e dell’espressività creativa
  • Promuovere il coinvolgimento delle famiglie attraverso eventi di presentazione delle attività scolastiche
  • Rinforzare il supporto alle famiglie attraverso incontri di promozione della salute.

Azione 2. Promozione socio-culturale per la crescita integrale dei minori (sostegno e implementazione di corsi e laboratori)

Tutte le sedi

  • Accogliere gli adolescenti e i giovani nelle strutture all’arrivo
  • Stabilire un contatto e una relazione con i ragazzi
  • Aiutare gli educatori nella gestione dei corsi/laboratori
  • Collaborare nella preparazione dei materiali
  • Collaborare alla divulgazione dell’offerta dei corsi e laboratori
  • Dedicare attenzione individualizzata ai partecipanti che dimostrano il bisogno di un supporto specifico
  • Coinvolgere i partecipanti che interagiscono meno con il gruppo.

Tutte le sedi:

  • Approfondire gli interessi dei minori e analizzare la varietà dell’offerta di attività nelle sedi
  • Definire assieme agli educatori una proposta di attività
  • Promuovere l’offerta dei nuovi corsi e laboratori
  • Gestire le attività e monitorarne l’andamento (preparazione materiali, registro delle presenze, indicatori di valutazione)
  • Coordinare, tra volontari e educatori, la creazione di eventi conclusivi di presentazione delle attività svolte

Tutte le sedi:

  • Contribuire all’allestimento degli spazi, dei materiali e delle scenografie
  • Aiutare nell’organizzazione e preparazione delle rappresentazioni
  • Supportare i minori durante lo svolgimento delle mostre annuali, degli eventi e delle feste
  • Aiutare nell’accoglienza e nella gestione dei partecipanti
  • Contribuire alla registrazione dell’evento e alla raccolta del materiale prodotto (fotografie, filmati, …)

Sede del Projeto Luar – Duque de Caxias:

  • Potenziamento dell’offerta artistica e culturale: lettura e biblioteca, corsi di danza, acrobazia, capoeira, teatro;
  • Realizzare nuove attività artistiche, educative e formative: Corsi di lingue straniere, laboratori interculturali;
  • Promuovere e supportare l’organizzazione e l’allestimento di eventi, gite, visite culturali, feste e mostre annuali delle varie attività.

Sede Terraço das Artes – Paciência:

  • Potenziamento delle attività ricreative e artistiche nel Terraço das Artes: Corsi di danza, capoeira.
  • Realizzare nuove attività artistiche, educative e formative: Laboratorio di lettura, corsi di lingue straniere, attività ludico-ricreative, incontri periodici per rafforzare l’autostima e il protagonismo giovanile
  • Supportare l’organizzazione e l’allestimento di eventi, gite, visite culturali, feste e mostre annuali delle varie attività.

Sede associazione PACE – São Gonçalo dos Campos:

  • Ampliare l’offerta di laboratori ludico-ricreativi e culturali: musica, banda marziale, capoeira, disegno e educazione artistica, scrittura creativa, attività motorie e sportive, culinaria, lingue straniere.
  • Offrire attività che recuperino e valorizzino le tradizioni culturali locali e la cultura afrodiscendente.
  • Promuovere attività che valorizzino l’educazione all’interculturalità.

Azione 3. Promozione dell’empowerment femminile

Sede del Projeto Luar Duque de Caxias – Sede Terraço das Artes Paciência:

  • Aiutare i responsabili nell’amministrazione dell’attività (reperimento di materiali e strumenti, garantire la continuità dell’attività in caso di assenza degli educatori…)
  • Stabilire un contatto e una relazione con le donne del gruppo
  • Aiutare il responsabile, nella formulazione di nuovi programmi o nuovi spunti di riflessione

Sede del Projeto Luar – Duque de Caxias:

  • Collaborare alle attività artigianali e sartoriali del gruppo della scuola di sartoria
  • Sostenere le attività di espressività corporea, utili per valorizzare l’autostima e la cura del sé del gruppo Mães em movimento
  • Realizzare incontri di confraternizzazione settimanale, durante i quali le donne possano usufruire di alcuni servizi comunitari, e organizzare la partecipazione a iniziative culturali
  • Avviare sessioni formative sul tema della microimprenditoria femminile

Sede Terraço das Artes – Paciência:

  • Sostenere le attività di espressività corporea, utili per valorizzare l’autostima e la cura del sé dei gruppi Mães que dançam e Bela idade
  • Realizzare uscite mensili e incontri di confraternizzazione settimanale, e organizzare la partecipazione a iniziative culturali
  • Realizzare eventi sul tema della promozione della salute e dei diritti delle donne

Sede associazione PACE – São Gonçalo dos Campos:

  • Realizzare incontri di promozione della salute e rieducazione alimentare
  • Supportare le attività laboratoriali di cucina e le eventuali attività correlate di microimprenditoria
  • Realizzare incontri di confraternizzazione periodici e organizzare la partecipazione a iniziative culturali

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
CESC Project Via Giglioli RomaVia Enrico Giglioli, 54 F – Roma
215293
10

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
CESC Project Paciencia BrasileEstrada De Paciencia 430 – Bairro MartinhoBRASILE153521           2
CESC Project Bahia BrasileRua Manoel Dias 144 – São Gonçalo Dos Campos2349984
Cesc Project Duque de Caxias BrasileRua la Rouche Foucalt 151 – Jardim Primavera153520           4

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 10 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori volontari saranno ospitati in un strutture gestite e organizzate dal partner locale in forma di comunità di convivenza, arredata nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicino alle strutture in cui presteranno il servizio e, all’interno delle quali, avranno garantiti i pasti giornalieri.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nelle sedi del progetto in Brasile intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione. Compatibilmente con la tempistica del rilascio dei visti di permanenza nel paese la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e la durata del primo periodo di permanenza può variare dai 3 ai 6 mesi.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite telefonia fissa e mobile, e-mail, Whatsapp e simili. Sia nelle sedi dei partners locali che negli alloggi degli operatori volontari è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.  

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Attitudine al lavoro d’equipe
  • Disponibilità a impegnarsi autonomamente nello studio del portoghese prima dell’avvio del progetto, qualora non si conosca a fondo la lingua
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.
  • Rientro finale in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, vengono alloggiati in stanze multiple, e in alcune sedi condividono la casa con i referenti locali del progetto; il vitto viene preparato collettivamente, tuttavia è possibile seguire diete o alimentazioni particolari in quanto nelle città sedi di progetto è commercializzato qualsiasi tipo di prodotto, alimentare o di altro genere.

Il collegamento internet è presente in tutte le sedi ma non garantisce una navigazione particolarmente veloce e potrebbe non essere sempre continuo.

Per la gestione delle spese comuni vige il principio del rispetto dei parsimoniosi standard di vita locali e del rifiuto del consumismo e dello spreco.

Considerate alcune caratteristiche dei contesti di intervento, segnaliamo il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Presentazione dei contesti di intervento, delle comunità, degli enti partner e della loro mission.La rete di relazioni sui territoriElementi essenziali della Storia e della realtà sociale del Brasile; aspetti storici, politici, antropologici, culturali, economiciAspetti storici e culturali, la mission dell’ente partner, la rete di relazioni sul territorio Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativoL’organizzazione del lavoro, dei servizi, delle attività e gli atelier in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCUL’educazione popolare e la pedagogia degli oppressi.
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.Approccio interculturale: intercultura e multi cultura, lo stereotipo e il pregiudizio, l’incontro della diversità nell’esperienza del servizio civile e nei servizi.Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progettoL’apporto degli operatori volontari nella relazione con gli utenti dei servizi: bambini, adolescenti, donne vulnerabiliL’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto nei centri degli enti partner brasiliani (scuole dell’infanzia, centri ricreativi e artistici, centri giovanili)Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) – La situazione dei minori in Brasile e nei contesti territoriale di realizzazione del progetto – Criticità e problematiche della condizione femminile in Brasile – Gli interventi a favore dei minori: percorsi educativi, professionalizzanti – Le strutture e i servizi rivolti a bambini e adolescenti – Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità negli interventi di presa in carico dei disabili e nelle attività di qualificazione dei percorsi di vita  – La creazione e gestione di percorsi di formazione, aumento dell’autostima e empowerment – Strumenti e metodi di intervento per l’integrazione e l’inclusione sociale – Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari – La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza – Eventuale altro specifico del progetto – Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. – Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con minori e donne (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con minori e donneCaratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratorialiMetodologie e strumenti di progettazione, attuazione, monitoraggio e valutazione degli interventiStrumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della personaIl lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di interventoInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. -Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione Organizzazione della prevenzione aziendale -Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali -Organi di vigilanza, controllo e assistenza Ed in particolare: -La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi -I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto -La sicurezza come processo di miglioramento continuo -I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) -Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali -Percezione del rischio e propensione al rischio -Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio -La gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

 “2026 Coltivare speranza: inclusione e sostenibilità in Brasile”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 5 Raggiungere l’eguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

Obiettivo 15 Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese

PROTEZIONE AMBIENTALE E SVILUPPO COMUNITARIO IN PORTOGALLO 2026

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani all’estero.

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi  

Il presente progetto intende sviluppare azioni di protezione ambientale e sviluppo locale, per valorizzare il patrimonio naturale e rendere più dinamiche le aree rurali, spesso spopolate o in abbandono, stimolando la partecipazione civica delle comunità che abitano i territori portoghesi di intervento.

Il progetto è inserito all’interno del programma “2026 Comunità resilienti nella penisola iberica”, che mira a promuovere processi di resilienza nelle comunità attraverso una serie di azioni sinergiche e complementari in grado di agire su problematiche di ordine ambientale, sociale e educativo.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA:

NORDEST TRASMONTANO       

L’area del Nordest Trasmontano si caratterizza per un paesaggio molto vario, con zone di montagna e altopiano sfruttate per l’agricoltura. Con la meccanizzazione e contestualmente con il declino della pratica agricola anche la popolazione di questi territori si è molto ridotta, tanti sono emigrati lasciando i campi incolti a trasformare il paesaggio e questi fenomeni stanno deprimendo il contesto. Ora ci sono piccoli appezzamenti coltivati a cereali, olivi, vigneti e orti in una logica di agricoltura di sussistenza. Questo abbandono ha prodotto un impoverimento a livello ecologico con la diminuzione della biodiversità della fauna della regione, nonostante quest’area del Paese sia attraversata dal Parco Naturale del Douro Internazionale.

Il distretto di Bragança è l’ultima frontiera del Portogallo prima di approdare in terra spagnola e il fiume Douro ne costituisce la caratteristica geografica più importante, marcando il confine del distretto lungo tutta la frontiera meridionale e la maggior parte di quella orientale. La città di Bragança, capoluogo del distretto, era l’antica capitale della regione di Trás-os-Montes.

Le aree del distretto interessate dal progetto sono quelle dei comuni di Miranda e Vimioso.

  • Miranda do Douro

Questo comune sorge alla sorgente del fiume Douro e si trova esattamente sul confine spagnolo. Per questa particolare posizione la popolazione locale parla il mirandês, una lingua asturiano-leonese, seconda lingua ufficiale del Paese. Intorno a Miranda ci sono piccoli villaggi di contadini che vivono di pastorizia e di coltivazione dell’ulivo.

Il paesino di Atenor (sede dell’associazione partner AEPGA) è la frazione più a sud, abitata da poche decine di persone, la gran parte con età superiore ai 50 anni, che praticano una agricoltura di sussistenza di piccola scala. Atenor dista 25 km da Vimioso, 30 km da Miranda do Douro, e 22 Km da Caçarelhos.

  • Vimioso

Il comune di Vimioso è attraversato dalle profonde valli dei fiumi Angueira, Maçãs e Sabor. Nel secolo XX ha subito dei profondi flussi migratori verso il Brasile e la Francia, con un conseguente invecchiamento pronunciato della popolazione. Attualmente conta 4.176 abitanti (dati 2023).

Il paesino di Uva (sede dell’associazione partner Palombar) ha due frazioni, Mora e Vila Chã da Ribeira, e conta poche decine di abitanti principalmente anziani che continuano la loro lenta vita rurale. È chiamato anche “il paese delle antiche piccionaie”, che connotano questo territorio rappresentando un patrimonio architettonico rurale unico.

ALENTEJO

Con una densità di abitanti tra le più basse d’Europa, è la regione del Portogallo con maggior superficie e quella di gran lunga meno abitata: la sua superficie è di 31.152 km² (33% del Portogallo continentale) e la popolazione nel 2001 era di 766.339 abitanti (8% del Portogallo continentale). Si caratterizza per l’estensione e la varietà del suo paesaggio: dalla costa marittima all’entroterra di grandi latifondi, dai vigneti ai sughereti, dai monumenti megalitici alle testimonianze del passato romano. È considerata una delle zone più autentiche del paese e vanta un ricco patrimonio storico fra cui quello della città-museo di Évora, che dal 1986 è Patrimonio dell’umanità UNESCO. Nel distretto di Évora si trova l’area interessata dal progetto: il comune di Montemor-o-Novo.

  • Montemor-o-Novo

È il settimo concelho (comune) con la maggiore estensione del Portogallo, per un totale di 1.232 km², e il secondo dell’Alentejo Centrale. L’economia si basa principalmente sulla produzione di carne, di cui è il principale produttore del Paese. Il municipio è noto per la varietà di paesaggi tra la parte settentrionale, dove predominano laghi e bacini artificiali, e quella meridionale, che presenta una straordinaria abbondanza di vegetazione possibile solo grazie ai corsi d’acqua e alle fonti sotterranee esistenti. Il paesaggio è profondamente caratterizzato dai sughereti, formati solo da querce da sughero o con la presenza di querce d’altro tipo, tra cui esemplari adulti di diverse varietà di rovere, poco comuni altrove. L’importanza del sughereto nella socioeconomia è innegabile, con aziende di trasformazione e prodotti derivati da questo tipo di bosco, come la produzione di legna, il miele, la cacciagione o l’artigianato. Recentemente l’attività turistica, associata al patrimonio e ai prodotti dei sughereti, si è più sviluppata. In quest’area la biodiversità è elevata, data la presenza di varie specie di fauna e flora d’interesse. Montemor-o-Novo possiede un patrimonio ricco e molto ampio, essendo da millenni un luogo d’incontro e testimonianza di culture.

SERRA DEL BUSSACO

La Serra del Bussaco è una catena montuosa del Portogallo continentale, con altitudine fino a 549m. I Carmelitani Scalzi vi costruirono anche il Convento di Santa Cruz do Bussaco, destinato ad ospitare questo ordine monastico esistito tra il 1628 e il 1834, considerata l’estinzione degli ordini religiosi in Portogallo. La foresta che ancora oggi esiste in quell’area fu piantata dai Carmelitani nella prima metà del XVII secolo.

  • Mata Nacional do Bussaco

La foresta nazionale del Bussaco, considerata un’area protetta, possiede specie vegetali provenienti da tutto il mondo, alcune di dimensioni gigantesche. Amministrativamente, appartiene alla frazione di Luso, nel comune di Mealhada e distretto di Aveiro (regione Centro) situandosi nell’estremo nordovest della Serra do Bussaco, a 40 km dalla costa Atlantica. La sua posizione geografica le conferisce un microclima molto particolare, con temperature miti, alte precipitazioni e frequenti nebbie mattutine, che favoriscono l’insorgere di una grande biodiversità. Di conseguenza, sui versanti esposti a sud risalta una vegetazione tipicamente mediterranea e sui versanti più a nord una vegetazione con piante caducifoglie, caratteristica del clima temperato.

La foresta fornisce cibo e rifugio a più di cento specie vertebrate, alcune di grande valore per la conservazione, quali specie protette o esclusive del territorio iberico. Attualmente occupa circa 105 ettari e vanta una delle migliori collezioni dendrologiche d’Europa, con circa 250 specie di alberi e arbusti fra cui esemplari notevoli, rappresentando una delle più ricche foreste nazionali per patrimonio naturale, architettonico e culturale.

I territori rurali portoghesi di intervento si caratterizzano per i seguenti aspetti critici:

  • rischio di perdita della biodiversità
  • desertificazione, erosione, frequenza di incendi forestali
  • invecchiamento della popolazione e spopolamento
  • mancanza di offerta socio-culturale, isolamento sociale
  • scarsa differenziazione economica (focalizzazione nel settore primario)
  • mancanza di opportunità di impiego, in particolare per i giovani
  • emigrazione della popolazione giovanile (fuga verso le zone urbane in cerca di opportunità)

Questi luoghi, tendenzialmente isolati e in abbandono ma ricchissimi in termini ambientali e culturali, necessitano di azioni in raccordo tra loro in grado di:

  • preservare la biodiversità 
  • favorire la gestione sostenibile del paesaggio
  • promuovere la trasmissione dei saperi e delle tradizioni della cultura locale
  • recuperare il patrimonio rurale
  • implementare la partecipazione comunitaria e civica
  • promuovere il dialogo intergenerazionale
  • rivitalizzare e dinamizzare le comunità rurali
  • incentivare e qualificare l’offerta turistica
  • sostenere e potenziare l’occupabilità dei giovani
  • potenziare le opportunità di permanenza nei territori rurali

ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTI PARTNER ESTERO

AEPGA (Associazione per lo studio e la protezione della razza asinina) nasce nel 2001 per la ricerca, difesa e valorizzazione di una razza d’asino locale, il burro de Miranda, non solo in quanto patrimonio genetico ma anche come patrimonio naturale e culturale che attraversa le tradizioni dell’altipiano trasmontano. La razza venne dichiarata in via di estinzione perciò con l’obiettivo di invertire la tendenza si avviò un programma di riproduzione e miglioramento che per essere efficace doveva basarsi sulla creazione di nuovi usi per l’animale, più aderenti alla realtà contemporanea, e sulla riscoperta di quelli tradizionali. L’asino viene quindi valorizzato contemporaneamente nella dimensione biologica ed ecologica, ma anche sociale e culturale.

A partire da questa prima esperienza l’associazione ha in seguito allargato le sue attività alla protezione ambientale e alla riscoperta delle tradizioni popolari locali intervenendo in tutto il Nordest Trasmontano, in particolare nel Planalto Mirandês (municipi di Miranda do Douro, Vimioso e Mogadouro), che è la zona di diffusione della razza asinina di Miranda. Si organizzano pertanto iniziative di carattere ricreativo e comunitario (festival, eventi turistici, campi di lavoro, visite didattiche per e nelle scuole, azioni di sensibilizzazione attraverso i media e i social media), dando però sempre più maggiore peso alla componente (in)formativa, attraverso incentivi alla ricerca e all’attivazione di corsi e seminari per la sensibilizzazione su vari temi ambientali.

L’associazione attualmente gestisce 3 centri di accoglienza per asini locali (Centro de Valorização do Burro de Miranda, Centro de Acolhimento do Burro, Centro de Atividades Lúdico-Pedagógica) oltre a offrire appoggio e consulenza agli allevatori di tutto il Portogallo, con un lavoro dal forte impatto sociale e comunitario, visto che la popolazione è in rapido e forte invecchiamento.

I centri sono organizzati in ricoveri tipo stalle comuni, spazi dove gli asini restano liberi per quasi tutta la giornata e zona di addestramento, area per le visite turistica. In queste aree vengono svolte attività di assistenza agli asini quali nutrirli, monitorare il loro stato di salute, supportare i veterinari negli interventi di medicamento, dare supporto nelle visite ai contadini per la cura degli asini e altri animali domestici.

PALOMBAR (Associazione di Preservazione della natura e del patrimonio rurale) è un’associazione senza finalità di lucro nata nel 2000 che ha come principali obiettivi la conservazione dell’ecosistema agricolo e faunistico del nordest trasmontano, così come dell’edificazione e delle relative tecniche di costruzione tradizionali. In particolare Palombar nacque quando il Parco nazionale PNDI avviò un programma di recupero delle piccionaie (in portoghese “pombais”), costruzioni tipiche del paesaggio rurale molto diffuse nella zona di Miranda do Douro, identificando oltre 3.450 edifici.

La torre colombaia è una costruzione tipica del paesaggio rurale fin dal medioevo, legata in particolare ai regimi feudali, che si servivano dell’allevamento dei colombi per diversi scopi, fra i quali l’agricoltura e in particolare la concimazione dei terreni, la caccia, l’alimentazione o per fini di protezione. Inoltre la torre è strutturata in modo da raccogliere anche gli escrementi prodotti dai colombi, sostanze utilizzate come fertilizzante naturale del terreno in quanto ricche di colombina, un ottimo concime a base di azoto di origine animale, utilizzato anche nella concia delle pelli. Per dare continuità a questo progetto il PNDI incentivò alcuni proprietari di colombaie a creare un’associazione che potesse gestire le oltre 60 colombaie recuperate tra quelle identificate.

L’obiettivo principale è quello di ristabilire un equilibrio tra quanto creato dall’uomo e dalla natura: le colombe, riparate e protette, diventano cibo per i rapaci della zona (ve ne sono di unici, ad esempio l’aquila reale e l’aquila di Bonelli) favorendo il ripopolamento di queste specie.

Palombar quindi, a partire dall’esperienza di catalogazione e manutenzione delle colombaie tradizionali ne ha completamente convertito l’utilizzo e ha poi progressivamente allargato il suo campo d’azione, operando per la protezione e il censimento di rettili, anfibi, rapaci e mammiferi (anche tramite il fototrappolaggio), la prevenzione di incendi, la riforestazione, il monitoraggio della flora locale, il recupero dei sistemi di costruzione dell’architettura tradizionale, e l’organizzazione di corsi di formazione e campi di lavoro.

L’associazione organizza eventi periodici (stagionali) e ricorrenti quali workshop di architettura tradizionale e sostenibile e di tecniche di costruzione in pietra, calce e terra, di falegnameria e lavorazione del ferro battuto, raccolta e conservazione di semi. Organizza campi di lavoro giovanili internazionali nel periodo estivo nei quali si realizzano attività di ricostruzione di colombaie tradizionali, costruzione di muretti a secco in pietra, recupero di antiche costruzioni comunitarie e attività di archeologia.

Attraverso l’operato di AEPGA e PALOMBAR, le cui azioni sono a volte interconnesse, nel territorio del distretto di Bragança il CESC Project collabora indirettamente anche con una rete di partner, che offrono il loro contributo al progetto nella realizzazione delle attività di educazione ambientale, dei corsi formativi e dei workshop, dei campi di lavoro internazionale e dei Festival e eventi tradizionali:

– le scuole municipali di Vinhais, Mogadouro e Miranda do Douro per le attività di educazione ambientale

– l’Istituto Politecnico di Bragança, l’Università di Trás-os-Montes e Alto Douro (UTAD) e la Scuola Universitaria Vasco da Gama per la realizzazione di workshop e seminari

– la Società Portoghese per lo Studio degli Uccelli, l’Associazione Nazionale di Allevatori della Razza Asnal Zamorano-Leonesa (ASZAL) e l’Associazione “Transumância e Natureza” (ATN) per i progetti di cura del patrimonio faunistico e ambientale

– la Direzione Generale di Agricoltura e Veterinaria (DGAV) e la Direzione Generale di Cultura del Nord (DGCN);

– l’Associazione “Associartecine” e l’Associazione Culturale e Sportiva di Atenor per la realizzazione dei Festival e degli eventi culturali annuali sul territorio

– le Camere Municipali di Miranda do Douro, Vimioso, Mogadouro, Alfandega da Fé, Sendim e Atenor che patrocinano gli eventi.

MARCA ADL (Associazione di Sviluppo Locale) è una organizzazione senza scopo di lucro a cui è riconosciuto lo status di ENGO-organizzazione non governativa nel campo dell’ambiente. La sua mission è la promozione dello sviluppo socio-economico di regioni rurali in un’ottica di sostenibilità con particolare attenzione all’ambito sociale, culturale, di preservazione dell’ambiente e di promozione del patrimonio naturale e architettonico. Gli obiettivi dell’azione dell’organizzazione, che opera nello specifico nel municipio di Montemor-o-Novo, sono: contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio e della comunità rinforzando le risorse locali, attraverso la cura del patrimonio culturale e naturale; incoraggiare la partecipazione delle persone a differenti livelli del processo di sviluppo, con speciale attenzione ai più giovani e agli adulti con difficoltà di integrazione nel mercato del lavoro, rinforzando la partecipazione civica; rivitalizzare le attività tradizionali per uno sviluppo della sfera socio-economica locale e dell’occupazione. Il target delle azioni svolte dall’organizzazioni è la comunità locale, i giovani e gli adulti in generale e in particolare i disoccupati e le associazioni locali. I progetti più rilevanti realizzati dall’associazione si sono realizzati nelle seguenti aree: Giovani e volontariato, Inclusione sociale e sviluppo comunitario, Ambiente, Educazione e Conservazione della natura, Turismo e promozione di prodotti locali.

I progetti più rilevanti dell’associazione si sono realizzati nelle seguenti aree:

-Giovani e volontariato, con progetti di formazione e volontariato di corto e medio periodo nell’ambito del programma europeo ERASMUS+ e Corpi Europei di Solidarietà; Intercambi giovanili e campi di lavoro internazionali; come Punto EURODESK presso il proprio ufficio, fornendo informazioni e orientamento sulle opportunità e le iniziative europee di mobilità organizzazioni e giovani interessati

-Inclusione sociale e sviluppo comunitario, con azioni di integrazione di persone a rischio di esclusione sociale e in formazione professionale nei contesti di lavoro; progetti per la sensibilizzazione sul tema dell’impiego per tutti, specialmente per le persone con disabilità; sviluppo di interventi e azioni di sensibilizzazione in spazi pubblici, in particolare aree verdi urbane; attività di promozione della cittadinanza attiva con bambini e ragazzi

-Ambiente, Educazione e Conservazione della natura, con attività di rigenerazione degli ecosistemi mediterranei; gestione di un vivaio di specie native e produzione di specie della flora nativa (includendo tutto il ciclo naturale); coordinamento di una equipe di educazione ambientale – Centro di Conservazione degli Ecosistemi Mediterranei, attività di educazione ambientale su diversi temi di attualità; promozione di attività di volontariato ambientale e team building per le imprese; pormazione ambientale per enti pubblici e privati

Turismo e promozione di prodotti locali, con attività intergenerazionali di recupero dei saperi tradizionali e delle risorse locali; progetto Saídas de Mestre, volto allo sviluppo di nuovi approcci creativi alla promozione del turismo nel municipio, mettendo in relazione i mestieri tradizionali e l’estetica contemporanea in collaborazione con enti locali: cesteria, design naturale, ceramica, bambole di pezza.

MARCA ADL in particolare contribuisce alla realizzazione delle attività del progetto mettendo a disposizione lo spazio operativo del Centro di Conservazione degli Ecosistemi Mediterranei (CCEM). Il CCEM include una infrastruttura di piante native, un vivaio, che produce la promozione e la vendita di piante, azioni di restauro degli ecosistemi naturali, controllo delle specie invasive, costruzione di giardini sostenibili (attraverso l’uso di piante native con minori esigenze idriche) e sviluppa programmi e attività di educazione ambientale con la comunità, i giovani e le imprese, includendo il volontariato ambientale di breve e media durata. Il vivaio, creato nel 2015 nell’ambito del progetto europeo LIFE-LINES, produce circa 150 specie di piante native erbacee, arbusti e alberi, incluse specie produttrici di frutti e erbe aromatiche, utilizzabili in opere di conservazione della natura di habitat come la macchia mediterranea, i boschi di querce, o quelli caratteristici dei corsi fluviali del sud del paese, giardini a bassa manutenzione e urbani, infrastrutture verdi urbane.

PLANTAR UMA ARVORE

L’idea iniziale dell’associazione è nata nel 2009 da un gruppo di persone che ha sentito la necessità di contribuire alla protezione ambientale a livello locale partendo dal parco forestale di Monsanto (Lisbona). Hanno iniziato nella giornata di celebrazione della Foresta Autoctona con un evento di piantumazione che ha portato alla nascita di 1000 nuovi alberi. Le azioni dell’associazione, che dal 2012 si è formalmente costituita per professionalizzare il lavoro svolto, sono incentrate sul volontariato dei giovani europei per l’adattamento ai cambiamenti climatici e si ispirano ai valori della cittadinanza europea come promotori di sviluppo e innovazione, nei settori della conservazione della natura, del ripristino delle aree naturali e dell’empowerment delle comunità.

Plantar uma arvore mira a coinvolgere i giovani e la comunità in opere concrete di protezione ambientale, includendo un’ampia gamma di attività pratiche, con l’obiettivo di ripristinare aree ecologiche degradate attraverso la restituzione di foreste autoctone, consentendo ai giovani di essere coinvolti in azioni che mirano a: aumentare la consapevolezza socio-ambientale; migliorare la partecipazione inclusiva dei cittadini; sensibilizzare e formare le persone sul tema dei mutamenti climatici; promuovere il ripristino e la conservazione del patrimonio naturale; consentire alle comunità di beneficiare dei servizi ecosistemici; affrontare i cambiamenti climatici e riconoscere il pieno diritto ad un ambiente sano come base di tutti i diritti umani. L’associazione attua nel territorio della Foresta Nazionale di Bussaco (comune di Mealhada, distretto di Aveiro) e in quello del Parco Naturale di Sintra-Cascais (comune di Sintra, distretto di Lisbona) e le attività variano in base all’epoca dell’anno: durante l’inverno essendo epoca di piantumazione si opera maggiormente in tutte le attività utili in  tal senso mentre nel resto dell’anno e in particolare nel periodo estivo le azioni sono dedicate anche all’organizzazione di svariate iniziative di volontariato ambientale aperte alla comunità.

PLANTAR UMA ARVORE in particolare contribuisce alla realizzazione delle attività del progetto mettendo a disposizione la sede operativa dell’associazione nel territorio di Mata do Bussaco e le competenze specifiche della sua equipe nell’ambito della protezione ambientale, del volontariato e della cittadinanza europea, collaborando strettamente con la Fondazione Mata do Bussaco, con il Parco Ecologico di Funchal e con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Aveiro.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori rurali attraverso la protezione dell’ambiente, la valorizzazione del patrimonio socio-culturale e l’attivazione di comunità.

Obiettivi specifici:

  • promuovere la conservazione delle risorse naturali in raccordo allo sviluppo socioeconomico, come strategia per uno sviluppo sostenibile delle aree rurali;
  • recuperare e preservare le tradizioni culturali, salvaguardando e divulgando il patrimonio rurale e promuovendo l’incontro intergenerazionale per riscattare tradizioni, memoria e identità;
  • incentivare la partecipazione civica e l’inclusione sociale, contribuendo al miglioramento della qualità della vita delle comunità in particolare a livello di fragilità sociali come l’isolamento sociodemografico

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

L’articolato complesso di attività degli enti partecipanti ha reso opportuno prevedere sia attività condivise e trasversali in sedi diverse, che complementari e specifiche per ciascuna sede.

In entrambi i casi dette attività sono poste in essere per un più efficace contributo al raggiungimento dell’obiettivo di progetto.

Tutte le attività degli operatori volontari si possono svolgere in presenza ma è possibile prevedere che una parte di esse siano realizzate, non nelle sedi di attuazione del progetto, ma “da remoto” attraverso adeguati strumenti in possesso dell’operatore volontario e/o forniti dall’ente. Questa modalità potrà essere attivata in situazioni di emergenza che non consentano l’operatività presso le sedi o per altre opportunità di servizio e il suo utilizzo non andrà mai oltre il 30% del totale delle ore di servizio in termini di monte ore.

Il lavoro di campo, da realizzarsi in tutto il territorio delle Province coinvolte, prevede uscite, visite e in alcuni casi sporadici pernottamenti presso le aree rurali sede delle attività di supporto alle comunità locali.

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Azione 1 PRINCIPALE Conservazione e rigenerazione ambientale

Sede di Atenor

Preservazione dell’asino di Miranda

  • sostegno agli asini (nutrizione; monitoraggio del loro stato di salute; interventi di medicamento e supporto alle cure veterinarie);
  • supporto nelle visite agli abitanti locali per la cura degli asini e altri animali tenuti in casa
  • gestione del libro genealogico della razza Asinina de Miranda e gestione del sostegno a distanza degli asini;
  • ricerca scientifica sopra i diversi aspetti legati all’asino (biologica, veterinaria, zootecnica, socioeconomica, culturale,) in un’ottica di massima interdisciplinarietà nel tentativo di recuperare questo patrimonio genetico, naturale e culturale unico;
  • visite di veterinari e maniscalchi dell’associazione agli asini dei centri e presso gli allevamenti degli allevatori della regione;
  • visite didattiche e guidate al pubblico nei 3 Centri;
  • passeggiate con gli asini e trekking someggiato;

Sede di UVA

Preservazione delle colombaie tradizionali, monitoraggio rapaci e fauna, riforestaizone

  • manutenzione periodica di circa 60 colombaie (rifornimento di grano e acqua)
  • avvistamento e monitoraggio uccelli (nel periodo estivo è prezioso anche come attività di prevenzione incendi)
  • monitoraggio della flora e fauna selvatica per il programma europeo LIFEPLAN
  • semina con metodo tradizionale dei campi gestiti dall’associazione per poi contribuire ad alimentare la fauna locale
  • riforestazione (piantagione di piante autoctone come querce, lecci, sugheri, ecc.)
  • censimento di rettili, anfibi e rapaci
  • fototrappolaggio (apporre camere professionali nei boschi per catturare immagini di mammiferi, tale attività prevede l’utilizzo di strumenti come il GPS)
  • manutenzione dei campi di alimentazione per rapaci necrofagi (come avvoltoi e grifoni) e delle unità di alimentazione artificiale per conigli e pernici – CAAN
  • restauro di strutture architettoniche tradizionali

Sede di Mata do Bussaco

Supporto preservazione foreste autoctone

  • identificazione e rimozione di specie esotiche associate al rischio di incendio e di degrado ecologico;
  • piantumazione;
  • identificazione della flora nativa per la conservazione e la raccolta di semi da produrre in vivaio;
  • riabilitazione ecologica delle foreste native attraverso la piantagione di specie autoctone, la diversificazione della flora esistente e la reintroduzione di specie localmente estinte;
  • monitoraggio degli esiti della piantumazione e della rigenerazione naturale autoctona;
  • riabilitazione ecologica delle foreste native attraverso la piantagione di specie autoctone, la diversificazione della flora esistente e la reintroduzione di specie localmente estinte;
  • ripristino di gallerie ripariali temporanee e torrentizie con particolare attenzione alla ritenzione del suolo e al ripristino della vegetazione ripariale;
  • attività di intervento forestale e percorsi interpretativi con i turisti;
  • manutenzione, ripristino e valorizzazione ecologica dei sentieri

Sede di Montemor-O-Novo

Manutenzione del CCEM: vivaio di piante autoctone, dove si producono piante per la vendita e si realizzano azioni di piantumazione e di controllo e contrasto alle specie invasive

  • coltivazione di sementi e gestione della serra (preparazione terreno, semina, coltivazione, raccolta, trasporto)
  • piantumazione
  • controllo e contrasto alle specie invasive
  • divulgazione e promozione sul territorio
  • gestione visite alla serra

Azione 2 SECONDARIA Promozione culturale e animazione territoriale

ATTIVITA’ COMUNI A TUTTE LE SEDI

Sostegno eventi tradizionali locali

  • Sostegno organizzazione di eventi tradizionali (feste tipiche del territorio e festival di ecologia, arti, musica e tradizioni popolari, che promuovono e divulgano la cultura rurale portoghese);
  • collaborazione alla gestione della sensibilizzazione attraverso i media e i social media
  • aiutare nell’accoglienza e nella gestione dei partecipanti
  • collaborazione alla realizzazione degli eventi

Supporto eventi e attività di animazione territoriale comunitaria

  • Supporto e promozione di eventi e attività di animazione territoriale e comunitaria: ad es. attività di birdwatching e passeggiate naturalistiche aperte alla comunità, progetti fotografici, cicli di presentazione di documentari, rappresentazione di spettacoli teatrali con particolare attenzione al tema dell‘ecologia, fiere di prodotti locali
  • collaborazione alla sensibilizzazione attraverso i media e i social media
  • contribuire alla registrazione dell’evento e alla raccolta del materiale prodotto (fotografie, filmati,…)

Azione 3 SECONDARIA Sensibilizzazione e Formazione

Sede di Montemor o Novo

Scambi di volontariato, sportello informativo e attività scuole

  • sostegno agli interventi nelle scuole
  • supporto alla realizzazione delle visite didattiche
  • supporto allo sportello nelle azioni di orientamento sulle opportunità e le iniziative europee di mobilità a organizzazioni e giovani interessati
  • collaborare alle sessioni informative nelle scuole locali

promozione e diffusione delle iniziative

Sedi di Uva e Atenor

Campi di lavoro internazionali

  • supporto all’organizzazione dei campi di lavoro
  • collaborazione alla promozione delle iniziative
  • tutoraggio peer to peer ai giovani che partecipano alle iniziative
  • provvedere alla programmazione e gestione dei nuovi percorsi didattici

Sede di Uva

Corsi di formazione e workshop

  • supporto all’organizzazione dei corsi di formazione
  • sensibilizzazione attraverso i media e i social media
  • accogliere i partecipanti all’avvio delle attività
  • aiutare i formatori nella gestione dell’aula
  • contribuire allaregistrazione dei corsi e alla raccolta del materiale prodotto (fotografie, filmati,…)

Sede di Mata do Bussaco

Iniziative di volontariato ambientale

  • supporto all’organizzazione delle giornate di volontariato
  • collaborazione alla promozione delle iniziative
  • accogliere i partecipanti all’avvio delle attività e monitorare l’andamento delle stesse
  • raccolta di materiale fotografico

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
CESC Project Via Giglioli RomaVia Enrico Giglioli 54 F – Roma21529312

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
CESC Project Montemor PortogalloRua Luís Camões 16, Montemor-o-Novo – EvoraPORTOGALLO1941612
CESC Project Mata do Bussaco Portogallo    Casa da feiteira snc, Mata Nacional do BussacoPORTOGALLO2288632
CESC Project Uva Portogallo      Antiga Escola Primaria De Uva, Uva – VimiosoPORTOGALLO1535254
CESC Project Atenor Portogallo      Largo Da Igreja, Atenor – Miranda do Douro     PORTOGALLO1535244

TOTALE POSTI DISPONIBILI, SERVIZI OFFERTI: 12 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza può variare dai 3 ai 6 mesi.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite telefonia fissa e mobile, e-mail, Whatsapp e simili. Nelle sedi dei partner locali è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Stile di vita essenziale
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Attitudine al lavoro d’equipe
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua portoghese qualora non la si conosca
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Come previsto dal contratto di servizio civile la partecipazione alla formazione generale e obbligatoria e pertanto non sarà possibile prendere permessi durante quelle giornate.

La formazione, generale e specifica, potrà essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e/o asincrona (su piattaforma e-learning).

L’erogazione online avverrà previa verifica dell’ente della disponibilità da parte degli operatori volontari dell’adeguata strumentazione, per intervenire di conseguenza in caso di mancanza della stessa.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Gli operatori volontari dovranno saper sopportare l’isolamento dettato dalle particolari caratteristiche dei territori dove sono ubicate le sedi e dalla scarsità dei mezzi pubblici per gli spostamenti nel tempo libero, adattandosi agli aspetti che connotano questi territori rurali abitati in massima parte da una popolazione tendenzialmente anziana e con una dimensione comunitaria molto ristretta e raccolta. Queste caratteristiche dei contesti di servizio risultano particolarmente evidenti e marcate nel periodo autunnale e soprattutto invernale per il clima rigido (soprattutto nella sede spagnola dove nei mesi da dicembre a gennaio può nevicare molto), mentre nei restanti mesi dell’anno si trovano più facilmente opportunità e occasioni di socializzazione a livello più ampio, anche grazie agli eventi che si svolgono in diverse località dei territori di intervento.

Non sono state riscontrate significative situazioni di disagio per gli operatori volontari ulteriori a quelle descritte. Dal presente progetto di servizio civile potranno imparare molto ma dovranno essere consapevoli di affiancare, a seconda delle specificità delle sedi di progetto, il lavoro di veterinari, biologi, agricoltori, allevatori, operatori di campo e di svolgere anche attività molto pratiche e manuali, che spesso si realizzano all’aria aperta.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente in forma sincrona o asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Presentazione delle caratteristiche dei territori, della comunità, dei partner localiAspetti storici, socio- culturali, economici delle zone rurali in Portogallo e SpagnaApprofondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativeLa rete di relazioni nei territori Compiti e funzioni dell’Ente, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento. Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari. Modalità di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione delle attività specifiche in ambito di protezione ambientale e qualificazione degli spazi comunitari nelle sedi L’apporto degli operatori volontari nella relazione con le comunità locali, l’incontro intergenerazionale, le attività di animazione comunitaria L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività di protezione ambientale Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore di piccole comunità rurali Le attività di protezione ambientale Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità negli interventi di sviluppo locale comunitario Strumenti e metodi di intervento per l’integrazione e l’inclusione sociale Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza Eventuale altro specifico del progetto Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) L’intervento di sviluppo ambientale e comunitario: metodologie ed esperienze. Caratteristiche dell’animazione comunitaria territoriale Metodologie di intervento intergenerazionale Multifunzionalità dell’animatore di sviluppo locale e territoriale Strumenti di progettazione, attuazione, monitoraggio e valutazione degli interventi Strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto degli interventi Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezioneOrganizzazione della prevenzione aziendaleDiritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendaliOrgani di vigilanza, controllo e assistenza Ed in particolare: La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassiI rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progettoLa sicurezza come processo di miglioramento continuoI principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali Percezione del rischio e propensione al rischioLe ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischioLa gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

 “2026 Comunità resilienti nella penisola iberica”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 15 Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA: Crescita della resilienza delle comunità

INCLUSIONE ED EDUCAZIONE IN BOLIVIA 2026

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi

Il presente progetto intende fornire un supporto ai minori e alle comunità locali della città di La Paz, in Bolivia.

In linea con gli obiettivi perseguiti dal programma in cui è inserito, “2026 orizzonti inclusivi: educazione e partecipazione in Sudamerica” l’obiettivo generale del progetto è di supportare l’inclusione sociale ed educativa dei minori, delle periferie boliviane promuovendo la creazione di percorsi formativi in grado di valorizzare la persona e di garantirne lo sviluppo completo all’interno dei contesti sociali e comunitari in cui vive ed opera.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

Il progetto interviene a supporto di gruppi marginali dell’area del Dipartimento di La Paz, in particolare nelle zone di San Pedro, Pampahasi e Villa Copacabana nella città di La Paz e nella città di El Alto, dove da anni è attiva la FPF-Fundación Paulo Freire, partner principale del progetto. Si tratta di aree caratterizzate dalla presenza di comunità indigene, principalmente Aymara, e colpite da forti disagi a livello economico, sociale ed educativo a causa della loro localizzazione in contesti periferici, con bassi livelli di scolarizzazione, forti disuguaglianze e limiti alla partecipazione sociale e culturale da parte delle persone più vulnerabili e svantaggiate: minori, donne e persone con disabilità.

Nuestra Señora de La Paz

Con un’altitudine media di 3.650m, La Paz è la metropoli più alta al mondo. Ha un clima subtropicale di altura, e una popolazione di 816.044 abitanti (2020).

Con il passare degli anni la città di La Paz si è convertita in un importante centro politico, amministrativo ed economico-finanziario dell’America Latina ed è responsabile del 27% del PIL del Paese, oltre ad essere la sede centrale della maggior parte delle banche ed industrie boliviane. Presenta la percentuale di popolazione indigena più alta del Sud America, costituita da aymara. Al suo interno si perpetuano forti contrasti sociali, combinando la precarietà delle sue enormi aree periferiche con i suoi pretenziosi quartieri residenziali della zona Sur. La sua economia si basa principalmente sul commercio informale e sulle attività manifatturiere, con il mercato di El Alto che è uno dei più grandi dell’America Latina.

El Alto

El Alto, che si erge sull’altipiano sopra La Paz e ne costituisce una continuazione urbanistica, formatasi dalla spinta migratoria dalle campagne verso la città, è una cittadina caratterizzata da una forte identità indigena e da una società multiculturale. La sua economia si basa principalmente sul commercio informale, con il mercato di El Alto che è uno dei più grandi dell’America Latina. La cultura Aymara permea la vita quotidiana e le celebrazioni della città, con una ricca scena artistica e una fervente partecipazione politica che ha reso El Alto un centro di protesta sociale e di difesa dei diritti indigeni.

Bisogni rilevati e aspetti da innovare:

L’area su cui interviene il progetto presenta una domanda molto alta di servizi educativi e ricreativi per bambini, di riabilitazione per disabili, di supporto al miglioramento della qualità di vita per l’intera popolazione, in particolare per minori e giovani. Di conseguenza, la presente iniziativa intende indirizzare l’azione verso due aspetti ritenuti chiave nel contesto d’intervento, delineati a seguire.

La condizione dei minori

Secondo l’ultimo Censo del 2024, in Bolivia ci sono più di 3 milioni di minori (0-14 anni), il 27% degli abitanti. Rappresentano la fascia più vulnerabile della popolazione a causa di molti fattori, tra i quali gioca un ruolo determinante la povertà, che compromette l’accesso all’acqua potabile e altri servizi basici, la qualità della vita, il diritto all’educazione. Le poche opportunità formative e di inserimento professionale incidono anche sui giovani, che spesso si trovano obbligati a lasciare la propria terra. Queste tendenze provocano un forte spopolamento e una diminuzione considerevole dei servizi basici in vaste aree rurali ed interi municipi: il 44% della popolazione rurale non possiede servizi igienici base e il 20% non ha accesso ad acqua di qualità. Nella periferia di La Paz, i minori vengono spesso coinvolti in contesti e dinamiche di violenza, favorendo l’aggregazione in mini gang: secondo l’Observatorio Boliviano de Seguridad Ciudadana y Lucha Contra las Drogas (OBSCD) nel 2018 a La Paz c’erano un totale di 255 pandillas giovanili.

Inclusione delle persone con disabilità

Nonostante la Bolivia sia uno dei paesi più avanzati in America Latina in termini di legislazione per la protezione dei diritti delle persone con disabilità ed abbia sottoscritto praticamente tutti gli strumenti internazionali per promuovere i loro diritti, le persone disabili rimangono tra le più vulnerabili nel sistema sociale boliviano e difficilmente riescono ad accedere ad istruzione, salute e lavoro (il tasso di disoccupazione oscilla tra il 60 e l’85%, contro una media generale boliviana del 3,2%). I pochi centri di riabilitazione presenti a La Paz non riescono a coprire la domanda, e la mancanza di risorse economiche, mezzi di trasporto adeguati o di un supporto familiare, non permettono ai più svantaggiati di accedere alle cure adeguate.

Gondwana collabora da anni con la Fundación Paulo Freire, che offre attività di supporto diretto alle persone soprattutto tramite la collaborazione con tre Centri di assistenza rivolti a minori e persone con disabilità a La Paz e El Alto. Queste associazioni coinvolgono un alto gruppo di utenti e riescono a fornire servizi di assistenza e supporto ai minori, spazi di incontro e formazione, e promuovono l’inclusione di persone con disabilità che abitano nel territorio. Sono punti focali per le intere comunità ma i loro interventi sono limitati a causa di carenze di fondi e personale; i forti limiti economici e sociali del contesto non consentono una piena autonomia e risposta di questi enti ai bisogni delle comunità coinvolte.

ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTI PARTNER ESTERO

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

Fundación Paulo Freire (FPF)

Nasce nel 2000 con il fine di generare spazi alternativi di educazione integrale e tecnica per bambini, adolescenti, giovani e adulti attraverso un processo di formazione-produzione che li aiuti a vivere una vita degna e dignitosa. Tutto ciò con l’obiettivo di riuscire a soddisfare la domanda sul mercato del lavoro con persone competenti, umane e professionalmente in grado di incrementare la loro produttività e di conseguenza i loro guadagni, così da rendere possibile un miglioramento nei loro standard di vita. Gli obiettivi della Fundación sono i seguenti:

  • creare spazi di educazione attraverso processi di formazione e condivisione per garantire una vita degna a bambini, adolescenti e giovani
  • formare figure professionali qualificate con capacità, efficienza ed efficacia
  • promuovere processi di formazione che incrementino le potenzialità e la capacità critica e creativa
  • creare spazi di incontro per i giovani, offrendo alternative ricreative e formative
  • offrire ai bambini e alle bambine processi di partecipazione attiva e creativa perché possano svilupparsi secondo le loro potenzialità e capacità specifiche
  • promuovere spazi di organizzazione ed aggregazione sociale, soprattutto per le fasce di popolazione a basso reddito e marginalizzate.

Le attività della Fundación si sono rivolte primariamente all’assistenza e al tutoraggio ad associazioni ed organizzazioni sociali che, mancando di personale tecnico in grado di rispondere ai requisiti e alle necessità delle istituzioni pubbliche e private, non riescono ad accedere a finanziamenti e opportunità per i loro beneficiari. In particolare: – appoggio tecnico ad organizzazioni sociali di base – ottenimento di docenti finanziati dal Ministero dell’Educazione nei centri di madri – creazione di una scuola per genitori di bambini con disabilità con differenti Istituzioni statali tra il 2015 e il 2019 – coordinamento con l’Assemblea Dipartimentale di La Paz per lo sviluppo dell’Estatuto Autonómico del Departamento de La Paz (2010-2013) – processi di inclusione in ambito municipale e scambi di esperienze tra El Alto e Bolivia.

Attualmente la Fundación collabora con tre enti da anni attivi nelle periferie di La Paz, descritti a seguire.

La Asociación de Inclusión Social para Discapacidad (AS.I.S.DIS) – “Todos somos iguales”, attiva dal 2012 nella zona San Pedro di La Paz, dove attualmente occupa un locale composto un’ampia stanza ed una cucina, promuove il pieno esercizio dei diritti delle persone con disabilità, a partire da progetti che generino inclusione sociale, attraverso attività in rete con altre associazioni, istituzioni pubbliche e private, col fine di migliorare la qualità della vita delle persone coinvolte, eliminare ogni forma di discriminazione e di sensibilizzare e educare la società civile e le istituzioni pubbliche in un’ottica di responsabilità condivise. L’Associazione assiste bambine/i tra i 6 e i 12 anni con differenti disabilità, sia intellettuali che fisiche, provenienti da famiglie, spesso madri sole, a basso reddito, disfunzionali o bambine/i vittime di maltrattamenti fisici e/o psicologici. Allo stesso tempo supporta un gruppo di donne lavoratrici informali dei mercati della zona fornendo spazi, attenzione e supporto scolastico ai loro figli e garantendone la sicurezza durante l’orario di lavoro dei genitori. Grazie al lavoro dei suoi volontari, l’Associazione offre supporto e appoggio scolare, fisioterapia e promuove attività artistiche volte a favorire la riabilitazione psicofisica dei bambini coinvolti. Le attività si basano su principi di partecipazione, efficacia ed efficienza, dando priorità al grado di disabilità ed al livello socioeconomico delle famiglie. Purtroppo, la carenza di fondi ed attrezzature non consente un pieno sviluppo del processo riabilitativo ed in questo senso il progetto si propone di assistere nella strutturazione del centro di riabilitazione inclusiva e comunitaria, fornendo il supporto necessario all’Associazione per garantire un servizio di qualità, specifico per le varie terapie volte alla riabilitazione psico-fisica dei bambini. Anche per questo, dal 2022 l’ASISDIS collabora attivamente con il Centro Virgen Niña della zona di El Alto, presso il quale sono attivi servizi strutturati rivolti ai minori con disabilità e alle loro famiglie, attraverso attività di fisioterapia, terapia occupazionale, idroterapia, supporto psicologico e orientamento. Il Centro Virgen Nina promuove, tra le altre cose, l’inclusione scolastica dei minori con disabilità di El Alto.

La Fundación La Paz (FLP) che gestisce la Comunidad Autogestión Área Cedin II (Centro de Desarrollo Integral del Niño, Niña y Adolescente) con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi sociali basici della popolazione di aree urbane marginali che subiscono un alto livello di esclusione, promuovendo in maniera equa ed efficiente lo sviluppo umano sostenibile e il pieno esercizio dei diritti. Realizza attività in temi di ambiente, leadership, sessualità, autostima, genere e creatività attraverso la musica, il teatro, la manualità, tra le altre cose. Situato nella zona di Pampahasi/San Antonio a Nord-Est di La Paz, il CEDIN II è attualmente suddiviso in due strutture e dà sostegno scolastico, fornisce il pranzo e propone differenti attività ricreative a bambini in età scolastica, divisi in due turni (mattina e pomeriggio). Dal 2025, la Fundacion La Paz ha attivato un progetto di educazione emotiva e sessuale rivolto ad adolescenti e alle loro famiglie. Il progetto prevede incontri nelle scuole e il coinvolgimento diretto del corpo docente, oltre all’attivazione di gruppi pomeridiani di consulenza e formazione per adolescentiLa diminuzione-mancanza del supporto economico della Fundación la Paz, ha costretto la direttrice a ridurre il numero degli operatori e ad imporre una quota di partecipazione ai genitori, compromettendo l’accesso al centro proprio ai più svantaggiati e diminuendo notevolmente il numero di beneficiari. L’invio dei volontari di servizio civile potrebbe garantire un supporto costante agli operatori e permettere l’inserimento di ulteriori bambini e ragazzi; aiutare nel supporto scolastico, in cucina, nelle attività di pasticceria e panetteria, e nell’organizzare feste ed eventi.

Il Centro Cultural Motivación Artística è nato nell’anno 2021 con l’obiettivo di supportare le carenze accademiche derivanti dalla pandemia del Covid-19, soprattutto nei bambini di età inferiore ai 12 anni. Tra le prime iniziative è sorto il sostegno agli studenti delle scuole elementari, come supporto scolastico e educativo emozionale. In seguito parte delle attività è stata rivolta all’accompagnamento di donne e bambini vittime di violenza domestica nella città di El Alto e nelle zone più periferiche della città di La Paz. Infatti attualmente il centro culturale ha tre sedi, una nella città di El Alto, e due nella città di La Paz.

In ognuna delle sedi vengono sviluppate attività di formazione artistica, danza folcloristica e corsi di formazione scolastica, sportiva e sociale rivolti a bambini e adolescenti, oltre a corsi alternativi come lingue, attività ricreativi, motivazione letteraria, parlare in pubblico e leadership; svolgono anche laboratori sulla prevenzione della violenza, sulla salute sessuale e sulla autostima, rivolti principalmente alle donne madri e alla comunità in generale.

Questi enti saranno responsabili di supportare e coordinare le attività di progetto portate avanti sul territorio di La Paz e di El Alto. In particolare:

  • la FPF avrà il compito di monitorare ed organizzare la totalità degli interventi sui diversi territori;
  •  l’ASISDIS gestirà le attività di riabilitazione ed inclusione delle persone e dei minori con disabilità presso i Centri di San Pedro e il Centro Virgen Niña di El Alto, e dei loro nuclei famigliari; 
  • la FLP le attività formative ed educative rivolte a minori, giovani e donne presso il Centro CEDIN di La Paz;

il Centro Culturale sarà responsabile delle attività educative, artistiche e di sensibilizzazione nei tre centri di El Alto e La Paz.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

L’obiettivo generale del presente progetto è quello di supportare l’inclusione sociale ed educativa dei minori, anche con disabilità, delle periferie boliviane promuovendo la creazione di percorsi formativi ed educativi in grado di valorizzare la persona e di garantirne lo sviluppo completo all’interno dei contesti sociali in cui vive ed opera.

Obiettivi specifici:

  • Potenziare l’offerta socio-educativa per i minori del territorio di La Paz attraverso la realizzazione di laboratori pedagogici, formativi e ricreativi
  • Fornire assistenza alla riabilitazione psico-fisica e all’inclusione sociale ed educativa di gruppi di bambini con disabilità
  • Supportare e valorizzare la cultura locale del territorio attraverso la realizzazione e la promozione di attività culturali e ricreative comunitarie

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Quando non specificato diversamente, si intendono attività da realizzarsi in tutte le sedi.

Il lavoro di campo, da realizzarsi in tutto il territorio delle Province coinvolte, prevede uscite, visite e in alcuni casi pernottamenti presso le aree rurali sede delle attività di supporto alle comunità locali.

Azione 1 Pianificazione e realizzazione di laboratori pedagogici di arte, lingue, rinforzo scolastico per bambini/e e adolescenti del territorio

•          Affiancare gli educatori locali nella realizzazione di un laboratorio di educazione artistica;

•          Affiancare e supportare gli educatori locali nella realizzazione di un corso di lingue straniere (inglese, francese, italiano);

•          Aiuto nella realizzazione di un laboratorio pomeridiano di sostegno scolastico per bambini;

Azione 2 Pianificazione e realizzazione di laboratori ludico-ricreativi, sportivi e di animazione culturale per bambini/e, adolescenti del territorio

•          Affiancare gli educatori locali nella realizzazione di laboratori di sport, danza ed educazione fisica;

•          Affiancare gli educatori locali nella realizzazione di un laboratorio di attività ricreative usando il gioco come strumento pedagogico;

Azione 3 Supporto nelle attività di inclusione, riabilitazione e fisioterapia dei minori con disabilità

ATTIVITA’ NELLA SEDE DI SAN PEDRO

  • Affiancare operatori locali nell’assistenza ai disabili
  • Partecipare ed organizzare la raccolta dati
  • Supportare l’organizzazione di eventi di promozione

Azione 4 Supporto all’organizzazione di incontri e eventi comunitari con riferimento alla promozione e comunicazione

  • Partecipazione a riunioni periodiche per ricevere indicazioni e orientare l’intervento;
  • Supportare gli operatori locale nella raccolta di proposte e valutazioni dai beneficiari
  • Realizzare volantini e brochure informative relative alla promozione delle attività sociali delle organizzazioni comunitarie partecipanti al progetto
  • Aggiornare il sito web e i social network delle organizzazioni comunitarie partecipanti al progetto

Azione 5 Supporto nelle attività gestionali, amministrative ed organizzative dei gruppi comunitari del territorio

  • Supporto nell’organizzazione dei dati dei partecipanti
  • Supporto nella gestione amministrativa delle attività realizzate dalle organizzazioni comunitarie partecipanti al progetto.
  • Aiuto nella scrittura di articoli, report e proposte progettuali;
  • Produzione di foto, video per siti e social network; scrittura di testi e grafica per volantini, brochure, manifesti.

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia           VIA APPIA NUOVA 983 – 00178 ROMA
214644           
8

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana San Pedro AsisdisCanada Srongest / Otero de la Vega sncBOLIVIA2349232
Gondwana Area Cedin II La Paz BoliviaPampajasi b, calle 9 esquina calle 4 100, La Paz1533624
Gondwana Paulo Freire Bolivia – La PazCalle Calama y calle Pisagua, Zona Norte de La Paz snc2348502

TOTALE POSTI DISPONIBILI, SERVIZI OFFERTI: 8 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, è possibile che condividano la casa con dei referenti locali del progetto e che vengano alloggiati in stanze multiple. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

In generale, per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

  • tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;
  • eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie, …);
  • documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);
  • condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;
  • vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;
  • presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.

Agli operatori volontari vengono richiesti:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale e spirito di adattamento
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione

Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto

  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Elenchiamo alcuni possibili disagi: il disagio di ritrovarsi in territori caratterizzati da forti contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose; il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica e sanitaria. Una ulteriore situazione di disagio potrebbe essere relazionata all’altitudine di La Paz: a questa altitudine si potrebbero riscontrare alcune difficoltà di adattamento fisico e di affaticamento derivante dalla minore presenza di ossigeno nell’aria. In questo senso si chiede di fare attenzione se si avessero problemi di tipo digestivo e soprattutto di circolazione sanguigna.

È buona prassi che i volontari seguano, in particolare nel tempo libero, comportamenti consigliati durante il percorso formativo (evitare di rientrare tardi la sera se si è da soli, esentarsi assolutamente dall’uso di droghe o alcool, non indossare abbigliamento di marca o portare oggetti preziosi, avere un comportamento sobrio nei rapporti interpersonali…).

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progettoL’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore dei minori, delle donne e delle persone con disabilitàLe strutture e i servizi rivolti ai minori, donne, e persone con disabilità in BoliviaAnalisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nei percorsi di accoglienza e presa in carico del minore, percorsi di inclusione sociale, di assistenza e riabilitazione delle persone con disabilitàLa creazione e gestione di percorsi di (inserimento scolastico e professionale e lavorativo e di inclusione socialeStrumenti e metodi di intervento per la formazione e l’inclusione socialeLe attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatariLa gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezzaInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con le comunità indigene e con donne e minoriPersonalizzazione del percorso di accoglienzaCaratteristiche degli interventi personalizzati e di gruppo rivolti a comunità indigenemetodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventistrumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della personaFondamenti di psicologia della devianza e della marginalitàIl lavoro di équipe e in team in relazione con minori, donne e persone con disabilitàInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. -Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione Organizzazione della prevenzione aziendale -Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali -Organi di vigilanza, controllo e assistenza Ed in particolare: -La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi -I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto -La sicurezza come processo di miglioramento continuo -I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) -Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali -Percezione del rischio e propensione al rischio -Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio -La gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

 “2026 ORIZZONTI INCLUSIVI: EDUCAZIONE E PARTECIPAZIONE IN SUDAMERICA”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese.

COOPERAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE IN NEPAL 2026

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi 

Il progetto mira a migliorare la qualità di vita e le condizioni sociali di bambini, donne e comunità emarginate in Nepal, che vivono situazioni di fragilità. L’intervento si concentrerà sull’educazione, la formazione e la prevenzione, operando nella regione del Terai (Nepal meridionale), con un’attenzione specifica al distretto di Rupandehi e alle aree circostanti, particolarmente colpite da catastrofi naturali. L’intervento progettuale è finalizzato a sostenere e rafforzare i percorsi educativi e formativi offerti nelle strutture di accoglienza per minori e nei centri comunitari della sede di intervento nel distretto di Rupandehi, e le azioni volte alla sensibilizzazione della comunità, per promuovere il diritto all’educazione, all’inclusione sociale e all’empowerment delle categorie più vulnerabili, con particolare attenzione a minori e donne vittime o a rischio di violenza e di tratta.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

Il Nepal condivide un confine aperto con l’India a est, ovest e sud e un confine himalayano con la regione autonoma cinese del Tibet a nord. La sua collocazione geografica pone il Paese in un perpetuo gioco geopolitico tra due nazioni nucleari in guerra attiva, aggravando ulteriormente le turbolenze governative, gli sconvolgimenti economici, le lotte religiose, le numerose piaghe sociali e il traffico di esseri umani, a cui si aggiungono i disastri naturali annuali. Inevitabilmente, questi problemi colpiscono più duramente soprattutto le fasce già vulnerabili della popolazione: i minori, gli emarginati etnici e le donne in stato di povertà.

La Città Metropolitana di Kathmandu, situata nella omonima Valle sugli altipiani del Nepal centrale a un’altitudine di 1.400 m., è la capitale e la città più popolosa del Paese, con 845.767 abitanti al 2021 e 2,9 milioni di persone nel suo agglomerato urbano. Kathmandu è il centro della storia, della cultura e dell’economia del Nepal, con una popolazione multietnica a maggioranza induista e buddista, e ospita una miriade di feste religiose e culturali che costituiscono una parte importante della vita dei suoi abitanti. Nonostante la superficie apparentemente splendente, la città nasconde gravi problemi come la scarsità d’acqua potabile, la crescente povertà urbana, la diffusione di lavoro forzato e abusi sessuali, e rappresenta un centro di transito per il traffico di orfani.

I campi per sfollati interni, i bambini di strada e i danni causati da monsoni e terremoti consecutivi, che si vedono in tutta la città e la valle, riflettono la realtà della vita quotidiana di coloro che si trovano ai livelli socio-economici più bassi.

ll distretto di Rupandehi e il Terai rappresentano la regione più fertile del Nepal, il “paniere” del Paese, che tuttavia sopporta di solito il peso maggiore della distruzione dei monsoni. Solo nel 2017, circa 1,7 milioni di persone nel Terai sono state colpite dalle inondazioni monsoniche, con 169 morti e 460.000 persone sfollate temporaneamente dalle loro case. Le perdite economiche sono state significative, pari a 705 milioni di dollari. L’emergenza alluvione causa un ulteriore rischio di deterioramento dello stato nutrizionale della popolazione infantile già molto vulnerabile: la malnutrizione acuta, misurata attraverso la prevalenza del deperimento tra i bambini (<5 anni) nei distretti del Terai colpiti dalle alluvioni, può raggiungere il 12,2%. La maggior parte dei distretti della regione del Terai ha un punteggio relativamente basso rispetto all’Indice di Sviluppo Umano (HDI), lo stesso Nepal ha un punteggio di 0,49 e oltre il 20% della popolazione vive ben al di sotto della soglia di povertà, in condizioni abitative precarie e con un alto tasso di analfabetismo (>5 anni), che varia dal 30 al 50%.

Il comune di Tilottama, situato nel distretto di Rupandehi della provincia nepalese di Lumbini, è un’area urbana e semiurbana in rapido sviluppo con caratteristiche geografiche e socioeconomiche divesificate. Nel corso degli anni, Tilottama si è evoluta da un’area prevalentemente rurale a un centro urbano in rapida crescita, beneficiando della sua vicinanza a Butwal, un’importante città commerciale. Il comune è caratterizzato da una popolazione multilingue e multiculturale, che riflette i diversi gruppi etnici residenti nella regione.

Bisogni e aspetti da innovare

Il Nepal deve affrontare una serie di sfide complesse e interconnesse che influiscono sul suo sviluppo sociale, politico ed economico. Con oltre 1,8 milioni di persone e 752.400 bambini bisognosi di assistenza umanitaria (dati UNICEF), la popolazione più vulnerabile del Nepal affronta una situazione apparentemente disperata dovuta ad anni consecutivi di disastri naturali, crisi economiche e sanitarie, lotte politiche, violazioni dei diritti umani.

Nelle aree in cui interviene il presente progetto, il distretto di Rupandehi, i bisogni primari individuati riguardano principalmente la sfera dei diritti dei minori e quella della questione di genere. Tali situazioni vengono ulteriormente aggravate dai disastri ambientali che periodicamente affliggono il Paese.

  • Violazione dei diritti dei minori

Quasi ogni bambino in Nepal subisce una qualche forma di violenza da parte dei genitori, degli insegnanti o di chi si prende cura di lui, con statistiche allarmanti. L’aggressione psicologica è responsabile di oltre il 70% degli episodi violenti e il 50% dei bambini riceve punizioni fisiche, di cui il 14% in forme più gravi. Gli effetti di una spesso insufficiente competenza dei genitori in materia di metodi disciplinari adeguati sono amplificati da una generalizzata accettazione della violenza da parte della società e dalla generale mancanza di comprensione delle sue conseguenze negative ad ampio raggio e a lungo termine: difficoltà di apprendimento, disturbi comportamentali, depressione e, in alcuni tragici casi, anche la morte.

Nonostante i progressi compiuti nell’aumentarne l’accesso, l’istruzione rimane scarsa e irraggiungibile per molti bambini, limitando così le opportunità per le generazioni future e minando le prospettive di sviluppo a lungo termine del Paese. Più di 25.000 bambini vivono in istituti di accoglienza, da adeguati a squallidi. I genitori abbandonano, cedono volontariamente, vendono o affidano i propri figli a istituti per l’incapacità di fornire cure adeguate, per l’errata convinzione che l’assistenza in istituto fornisca migliori opportunità di istruzione o per la mancanza di consapevolezza dell’importanza di crescere i figli in un contesto familiare. I bambini istituzionalizzati (spesso etichettati in modo ingannevole come “orfani”) vengono a loro volta spesso abusati e sfruttati per ottenere donazioni e finanziamenti dall’estero. Si stima inoltre, che in Nepal vi siano 1,6 milioni di bambini lavoratori (prevalentemente di sesso femminile) di età compresa tra i 5 e i 17 anni (il 75% sotto i 14 anni), che lavorano, in condizioni pessime, in cambio di denaro per sostenere le famiglie in condizioni di povertà.

Il Nepal ha uno dei tassi più alti di maternità e di matrimonio infantile in Asia, con il 33% delle ragazze che si sposano prima dei 18 anni e l’8% che si sposa entro i 15 anni. Tra i ragazzi, il 9% si sposa prima dei 18 anni. La situazione è peggiorata durante la pandemia Covid19, poiché i bambini sono stati allontanati dalle scuole e le famiglie hanno dovuto affrontare una maggiore povertà. Inoltre, uno studio dell’UNICEF ha rilevato che in Nepal una ragazza sposata su tre ha subito violenze sessuali da parte del marito, mentre una su sei ha denunciato violenze fisiche. Anche l’istruzione dei minori ne risente in modo significativo: le ragazze sposate in Nepal hanno una probabilità 10 volte maggiore di non andare a scuola rispetto alle loro coetanee non sposate e i ragazzi sposati sono spesso costretti a iniziare a lavorare per sostenere la famiglia.

  • Violenza di genere e tratta di esseri umani

La violenza sessuale e di genere in Nepal raggiunge tassi allarmanti. Il 48% delle donne nepalesi riferisce di aver subito qualche forma di violenza in qualche momento della propria vita, e il 15% ha subito violenza sessuale. La discriminazione, le molestie e la violenza contro le donne (fisica, emotiva, simbolica, digitale) si manifestano in varie forme a tutti i livelli della società (violenza sessuale, violenza domestica, stupro coniugale, violenza per dote, attacchi con l’acido, abuso di bambini; accusa di stregoneria, infanticidio femminile, violenza contro le donne in politica, tradizioni sociali come il chhaupadi ossia ostracizzazione/confinamento a spazi di vita spesso insalubri durante il periodo mestruale, che spesso comporta la contrazione di malattie, ecc. ).

In Nepal esistono diverse leggi per combattere e criminalizzare le violenze sessuali, ma nella pratica queste leggi rimangono insufficienti, incoerenti e non vengono applicate a causa di problemi radicati tra cui la sfiducia nelle forze dell’ordine, la corruzione nel settore giudiziario, una cultura anti-donna e l’impunità dei colpevoli.

Ogni anno, circa 5.000-10.000 donne e ragazze sono vittime della tratta verso India, Arabia Saudita, Malesia, Hong Kong, Russia, Pakistan, Emirati Arabi Uniti e Stati del Golfo e Cina. Tra i motivi che spingono a subire la tratta sessuale vi sono la povertà, l’età, il livello di istruzione, l’analfabetismo e l’indebitamento; le vittime sono spesso vendute dai membri della famiglia ai trafficanti. Inoltre, le più giovani sono vittime della tratta anche per lavori non sessuali, tra cui il lavoro domestico/manuale e il lavoro circense. Secondo le stime, oltre 40.000 donne nepalesi sono attualmente a rischio immediato di SGBV e traffico di esseri umani.

ENTI DI ACCOGLIENZA

Children of the Sea Humanitarian Aid Association (COTS)

Children of the Sea Onlus è un’organizzazione umanitaria no profit che opera a favore delle popolazioni in pericolo, vittime di calamità naturali e di conflitti armati. Fondata nel 2013, basa da sempre le sue attività sui valori della solidarietà, della giustizia e della dignità umana. Si batte per promuovere pari diritti e opportunità per bambini e adulti, focalizzandosi sui più indifesi, nel rispetto della diversità e della convivenza.

L’attività di Cots in Nepal inizia nel 2013 in collaborazione con il partner locale Nefum Ngo. Finanziata dalla Regione Trentino Alto Adige per progetti di aiuto umanitario dal 2014 ad oggi, l’associazione si è occupata:

  • nel 2015 di post terremoto, aiuti alle comunità colpite, visite a villaggi con scuole distrutte, offerta di invio materiali per la ricostruzione e l’aiuto psicologico ai minori traumatizzati;
  • nel 2016 – 2017 è stata testimone principali di abusi e traffico di minori, in un centro abusivo a Kathmandu. Questo ha comportato un impegno massiccio di personale in collaborazione con il Welfare Children Board di Kathmandu per perseguire i responsabili di un traffico di minori dalla famiglia a questo centro. Operazione conclusa con successo con la liberazione dei minori e l’arresto dei responsabili.
  • negli anni seguenti fino al 2020 e all’arrivo del Covid le collaborazioni sono continuate con Nefum ngo, Cin, Amaya ngo organizzazione belga con cui promuove e realizza attività formative nella valle di Kathmandu e nelle scuole.

New Nepal Environment Protection Forum (NEFUM)

È stato fondato nel 2009 con l’obiettivo di lavorare sui temi della salute e dei servizi igienico-sanitari (HS), dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne e dei cambiamenti climatici, della protezione dell’ambiente (EP), della gestione dei rifiuti, tra gli altri. Nel frattempo, si è concentrato sulla creazione di comunità eco-compatibili come villaggi liberi dall’inquinamento e dalla violenza, sull’agricoltura sostenibile attraverso l’agricoltura biologica, sulla fine della crisi alimentare e sulla riduzione dei rischi per la salute con l’aiuto di una serie di corsi di formazione per lo sviluppo delle capacità, campagne di sensibilizzazione, incontri, interazioni, workshop, orientamento e campagne di advocacy. NEFUM opera per l’uguaglianza di genere, costruendo la leadership delle donne e il processo decisionale nella loro famiglia e nella società attraverso programmi di sviluppo della salute, dell’istruzione e dell’imprenditorialità. Ma non solo, il NEFUM fornisce servizi di consulenza psicosociale e legale alle sopravvissute alla violenza di genere, alle LGBT e alle lavoratrici del sesso (FSW) dei distretti di Kathmandu, Lalitpur e Bhaktapur. A tal fine, il NEFUM ha svolto attività di advocacy, workshop di sensibilizzazione e programmi educativi con i suoi gruppi di donne, giovani ragazze, persone della comunità, stakeholder, insegnanti e studenti.

Il NEFUM collabora con COTS in un progetto di 4 anni (dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2024) intitolato “Cross-Border Anti-Human Trafficking Project” (Progetto transfrontaliero contro la tratta di esseri umani), finanziato dalla Good Shepherd International Foundation (GSIF) in tre municipalità del distretto di Rupandehi, in particolare la municipalità rurale di Rohini, la municipalità rurale di Marchawar e la municipalità di Siddhartha Nagar.

Creative Institute Nepal (CIN)

Il Creative Institute Nepal (CIN) è un’organizzazione femminista locale senza scopo di lucro fondata nel 1998 nel distretto di Rupandehi con l’obiettivo di promuovere l’emancipazione femminile, i diritti del mio corpo, l’educazione legale e l’emancipazione economica. All’inizio, le sue aree di lavoro principali erano l’alfabetizzazione, l’alfabetizzazione legale e l’empowerment economico e il progetto era finanziato da Pact International e dalla Fondazione Asia. In seguito CIN ha ampliato il suo lavoro con l’obiettivo di prevenire la violenza contro le donne, la tratta delle ragazze e il programma di sostentamento sostenibile per garantire il benessere economico, sociale e politico delle donne e di altri gruppi emarginati, promuovendo il loro accesso ai diritti e alla giustizia sociale nelle loro comunità. Inoltre, il CIN lavora per la migrazione sicura, per i diritti di salute sessuale e riproduttiva delle donne e per il programma di sostegno ai mezzi di sussistenza basati sull’agricoltura, che aiuta le donne a definire il loro rispetto per se stesse e a combattere tutte le discriminazioni.

Nel presente progetto il CIN supporterà tutte le attività di formazione e promozione del ruolo della donna e di supporto alle donne vittime di tratta nel distretto di Rupandehi ed è responsabile del Centro per minori di strada di Butwal/Tilottama.

OBIETTIVO DEL PROGETTO

L’obiettivo del progetto è di contribuire al miglioramento della qualità di vita di bambini e donne, specialmente quelle a rischio o vittime di tratta, e delle comunità svantaggiate in Nepal, attraverso l’attivazione di percorsi educativi e formativi sui temi del rispetto di genere, della salute, dell’educazione e della prevenzione e lotta alla tratta di esseri umani.

Obiettivi specifici:

– Fornire un’educazione di qualità, istruzione tecnica, servizi di psicoterapia, abilità di vita e formazione ai minori accolti

– Riabilitare le donne e i bambini vittime della tratta di esseri umani attraverso la creazione di spazi sicuri

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Data la delicatezza di un intervento in un contesto extra-italiano e extra-europeo e data l’importanza dell’esperienza di servizio civile in quanto esperienza formativa per il giovane o la giovane che vi aderiscono, il compito principale dei volontari in servizio civile sarà quello di supportare il personale che opera nelle strutture educative, nelle azioni di formazione adulta e di empowerment femminile, nelle attività di prevenzione, assistenza, sensibilizzazione.

Si prevede inizialmente una fase di inserimento dei volontari, in cui gli operatori, attraverso l’osservazione, impareranno a conoscere lo staff locale. Questo aiuterà loro a comprendere il contesto in cui vivranno e opereranno. Alla fine di questa prima fase gli operatori potranno prendere parte alle attività proposte dal personale. Una volta compreso a fondo il contesto in cui si opera, i volontari potranno supportando appieno lo staff locale e offrire un contributo personale.

A tutti i volontari in servizio verrà chiesto di vivere la vita e le esperienze all’interno delle sedi di servizio nel pieno rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali.

I volontari avranno, pur nella suddivisione e articolazione dei compiti, spazi di confronto, di scambio e di verifica periodici.

Vista la dislocazione territoriale delle Azioni di progetto, ai volontari potrà essere richiesto di svolgere il loro servizio anche al di fuori della loro sede per brevi periodi di tempo in affiancamento del team locale di progetto.

Tutte le attività degli operatori volontari si possono svolgere in presenza ma è possibile prevedere che una parte di esse siano realizzate, non nelle sedi di attuazione del progetto, ma “da remoto” attraverso adeguati strumenti in possesso dell’operatore volontario e/o forniti dall’ente. Questa modalità potrà essere attivata in situazioni di emergenza o in alcuni periodi dell’anno, per particolari esigenze di servizio anche impreviste che non consentano l’operatività presso le sedi o per altre opportunità di servizio. Il suo utilizzo non potrà comunque riguardare oltre il 30% del totale delle ore di servizio che è pari a 340 ore annue.

Nei mesi di luglio e agosto, quando i monsoni colpiscono la zona d’intervento, gli operatori volontari non possono soggiornare in Nepal ed è quindi previsto un rientro anticipato in Italia dove svolgeranno attività da remoto.

Di seguite le attività previste nella sede di servizio:

Azione 1.1 Programmazione e gestione interventi

  • Supporto nella raccolta e analisi dati;
  • Affiancamento nella gestione e monitoraggio progetti;
  • Supporto nella programmazione delle attività di formazione, sensibilizzazione e prevenzione
  • Supporto nell’elaborazione, promozione e realizzazione di campagne di sensibilizzazione e advocacy

Azione 1.2 Formazione nelle scuole distretto di Rupandehi

  • Supporto nell’elaborazione, promozione ed organizzazione di incontri di sensibilizzazione presso le scuole comunitarie
  • Supporto nella realizzazione di campagne di sensibilizzazione con le comunità locali
  • Attività di comunicazione e di promozione

Azione 1.3 Gestione casa famiglia e centro minori di Butwal/Tilottama  

  • Supporto nella cura quotidiana dei bambini ospitati
  • Supporto nella cura degli spazi utilizzati dai bambini
  • Rinforzo scolastico nello svolgimento dei compiti
  • Promozione di attività ludico-ricreative in orario extrascolastico (insegnamento dell’inglese)
  • Accompagnamento dei bambini durante le gite
  • Supporto nella reintegrazione e follow-up

Azione 2.1 Laboratori e attività di counseling per le donne

  • Collaborazione nella realizzazione di workshop di empowerment femminile
  • Supporto nell’organizzazione dei servizi psicosociali e medico/sanitari di base
  • Supporto nella formazione professionale e inserimento lavorativo
  • Affiancamento nel sostegno all’avvio di attività imprenditoriali
  • Supporto nella formazione per lo sviluppo delle capacità (abilità di vita, leadership, ecc.)
  • Supporto nella coltivazione e commercializzazione prodotti

Azione 2.2 Formazione donne e minori e sensibilizzazione

  • Supporto nell’ideazione e nella realizzazione di due campagne di sensibilizzazione della comunità
  • Affiancamento nella distribuzione kit sanitari e di emergenza
  • Affiancamento nelle attività interne e comunitarie
  • Supporto nella formazione per lo sviluppo delle capacità (abilità di vita, leadership, ecc.)
  • Supporto nella realizzazione di una campagna giovanile

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
COTS Calcinari RoveretoVIA CALCINARI 26, Rovereto (Trento)152868           6

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Community Center Headquarter CIN e COTS ODV Tilottama NepalSainik Path 8 TilottamaNEPAL1532516

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 6 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Disponibilità ad un periodo di circa 10 mesi di permanenza all’estero, suddivisi in due periodi di permanenza dei volontari, intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto e per la programmazione della seconda e per realizzare attività di sensibilizzazione. La prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e la durata del primo periodo di permanenza può variare dai 3 ai 6 mesi.

Nei mesi di luglio e agosto, quando i monsoni colpiscono la zona d’intervento, gli operatori volontari per motivi di sicurezza non potranno rimanere in Nepal ed è quindi previsto lo svolgimento del servizio nella sede di appoggio del progetto in Italia e/o attraverso attività da remoto. In base alla data di avvio del progetto e del conseguente collocamento del periodo monsonico nepalese nell’arco dell’anno di servizio, nel corrispondente periodo di servizio in Italia si potranno realizzare attività di monitoraggio del progetto, promozione e sensibilizzazione in modalità da remoto.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, Skype, WhatsApp, telefonia fissa e mobile. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.  

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi, fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 10 mesi di permanenza all’estero
  • Obbligo a svolgere il servizio in Italia durante i mesi di luglio e agosto per condizioni organizzative del progetto e di sicurezza, in base all’andamento dei monsoni nel Paese
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale
  • Elevato spirito di adattabilità
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Attitudine al lavoro d’equipe
  • Disponibilità a impegnarsi autonomamente a frequentare un corso di lingua prima dell’avvio del progetto, qualora non si avesse un livello di conoscenza adeguato
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione;
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.
  • Rientro finale in Italia per la conclusione del progetto con la partecipazione alla valutazione finale.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Gli operatori volontari in Nepal affrontano una serie di possibili disagi legati all’ambiente fisico, alle condizioni climatiche, ai rischi per la salute, alle limitazioni delle infrastrutture e agli aspetti socio-culturali.

Sebbene Tilottama si trovi nelle pianure del Terai, a un’altitudine relativamente bassa rispetto alle regioni montuose del Nepal, l’ambiente può presentare delle sfide a livello fisico.

La polvere e la qualità dell’aria possono rappresentare un disagio significativo, soprattutto durante la stagione secca in Nepal, in particolare nel Terai. La presenza di polvere e particolato può esacerbare condizioni respiratorie come asma o bronchite. Persone con problemi respiratori preesistenti potrebbero avere difficoltà a operare confortevolmente in tali condizioni. L’utilizzo di una maschera facciale di alta qualità (ad esempio N95) è consigliato quando si è all’aperto o in viaggio per chi ha problemi respiratori e sensibilità.

Alcune possibili attività di sensibilizzazione richiedono uno spostamento nelle vicine aree rurali o semi-collinari dove le infrastrutture stradali potrebbero essere scadenti, non asfaltate o influenzate dalle condizioni meteorologiche stagionali. Gli operatori volontari potrebbero dover percorrere distanze moderatamente lunghe o attraversare terreni irregolari per raggiungere scuole o comunità per consegnare materiali o condurre realizzare brevi workshop.

Il comune di Tilottama, come gran parte della regione del Terai, è soggetto a malattie endemiche e stagionali che comportano rischi per la salute da moderati a gravi. Pertanto, le iniziative di sanità pubblica a Tilottama si concentrano sul miglioramento dei servizi igienico-sanitari, sulla promozione dell’acqua potabile pulita e sulla sensibilizzazione sulla prevenzione delle malattie, soprattutto durante le stagioni ad alto rischio come i monsoni.

Durante la stagione dei monsoni (da giugno a settembre) le forti piogge spesso provocano ristagni idrici e contaminazione delle fonti di acqua potabile. Ciò si traduce in un aumento dei casi di diarrea, colera, tifo e altre infezioni gastrointestinali. Malaria, chikungunya e dengue sono malattie trasmesse dalle zanzare molto diffuse nella zona, in particolare durante e dopo la stagione dei monsoni, quando aumenta la riproduzione delle zanzare. Altre malattie come l’epatite, la rabbia e la poliomielite continuano a destare preoccupazione nella regione.

Si raccomanda ai volontari di adottare pratiche sanitarie/igieniche intelligenti e di sottoporsi a vaccinazioni appropriate (tra cui epatite A/B, poliomielite (se non vaccinati durante l’infanzia) e COVID-19. Misure preventive come l’uso di zanzariere, repellenti, l’uso di indumenti protettivi e la consapevolezza della sicurezza alimentare/dell’acqua sono essenziali per ridurre il rischio di infezione.

In Nepal vigono leggi severe per quanto riguarda l’uso di determinati farmaci, come gli ansiolitici, il cui possesso legale richiede una certificazione medica. I volontari che utilizzano tali farmaci devono assicurarsi di avere una documentazione adeguata, per evitare complicazioni legali.

L’alloggio condiviso fornito ai volontari a Tilottama è piuttosto semplice e in linea con gli standard locali, con arredi semplici e confort limitati. Le interruzioni temporanee di corrente elettrica sono comuni, soprattutto durante la stagione dei monsoni, quando le infrastrutture elettriche possono essere colpite da forti piogge. Allo stesso modo, l’approvvigionamento idrico può essere intermittente, con occasionali carenze di acqua corrente, che possono avere un impatto sull’igiene e sul comfort della vita quotidiana.

Nei mesi estivi (da marzo a giugno) il comune di Tilottama registra generalmente temperature calde o torride, con massime diurne che spesso raggiungono i 20-30 gradi Celsius. Gli inverni (da dicembre a febbraio) sono da miti a freschi, con temperature che vanno da circa 10°C a 20°C. Le fluttuazioni della temperatura sono moderate, ma gli impatti dei cambiamenti climatici potrebbero alterare questi modelli in futuro. I mesi post-monsonici e invernali (stagione secca) sono relativamente secchi, con cieli sereni, tramonti vividi e temperature più fresche.

La stagione dei monsoni porta la maggior parte delle precipitazioni annuali, con una media di circa 3.600 mm all’anno. Questo periodo è fondamentale per l’agricoltura, nonostante l’aumento del rischio di inondazioni e malattie trasmesse dall’acqua. Le forti piogge possono causare inondazioni, frane e blocchi stradali a Tilottama e dintorni. Questi rischi naturali comportano rischi significativi per la sicurezza degli operatori volontari che si recano in aree locali o lontane, sia per lavoro che per svago. Durante questo periodo, o qualsiasi periodo di instabilità, i piani operativi potrebbero rimodularsi con lo svolgimento in attività da remoto o in ufficio per evitare l’esposizione a condizioni pericolose.

In Nepal gli stupefacenti e le droghe ricreative sono illegali, ma possono essere facilmente reperibili in alcune zone. Talvolta gli agenti di polizia in borghese conducono operazioni sotto copertura contro tossicodipendenti e spacciatori, che possono inavvertitamente colpire stranieri e volontari. Per evitare di essere coinvolti in tali situazioni sono necessarie consapevolezza e cautela.

Operare in una regione in via di sviluppo con risorse limitate, esposizione alla povertà e sfide sociali può essere emotivamente impegnativo. I volontari possono sperimentare stress legato all’adattamento culturale, alle barriere linguistiche e all’impatto emotivo di assistere alla sofferenza delle popolazioni locali. I volontari devono essere preparati ad affrontare un allontanamento così drastico dalla loro vita quotidiana e dallo stress che ciò potrebbe generare. Consapevolezza, preparazione, strategie di adattamento e sistemi di supporto (tra cui gestione dello stress, supporto tra pari e buone capacità comunicative) sono importanti per mitigare le difficoltà e mantenere il benessere degli operatori volontari.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Aspetti storici e socio-culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholderL’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento. Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari. Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto L’apporto degli operatori volontari nella relazione con le comunità locali L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto nei centri di accoglienza e nelle comunità periferiche e rurali Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore dei minori, donne e vittime di violenza Le strutture e i servizi rivolti ai minori di strada e alle donne vittime di violenza Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nei percorsi di accoglienza e presa in carico del minore, percorsi di contrasto alle forme di violenza e nei percorsi di socializzazione La creazione e gestione di percorsi di inserimento sociale, scolastico, professionale Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione sociale e lo sviluppo della persona Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari.
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con donne e minori marginalizzati e vittime o a rischio di abusi e di tratta del territorio della valle di Kathmandu e del Nepal Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali Metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi Strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona Fondamenti di psicologia della devianza e della marginalità Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. – Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione – Organizzazione della prevenzione aziendale – Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali – Organi di vigilanza, controllo e assistenza Ed in particolare: – La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi – I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto – La sicurezza come processo di miglioramento continuo – I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) – Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali – Percezione del rischio e propensione al rischio – Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio – La gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

Mai Soli – Sostegno e inclusione delle persone vulnerabili in Asia 2026”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 16 Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA: Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale

COOPERAZIONE E SOLIDARIETÀ IN AMERICA DEL SUD 2026

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE ED AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi

Il progetto intende incentivare l’acquisizione di buone pratiche di agricoltura, gestione delle risorse e consumo, che siano sostenibili ed inclusive, attraverso un’azione di supporto alle attività di programmazione, gestione e formazione di gruppi di piccoli produttori e contadini indigeni dell’Ecuador, della Bolivia e dell’Argentina.

Il progetto supporterà interventi di formazione e cooperazione nei tre Paesi, tramite un supporto diretto agli uffici centrali dei partner locali negli ambiti di:

  • formazione su tecniche e pratiche sostenibili di produzione e consumo;
  • appoggio organizzativo e gestionale per gruppi di piccoli produttori agricoli e associazioni di contadini;
  • promozione di un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Inserito nel programma SCU “2026 Cooperazione e sviluppo rurale in Sudamerica”, basa la sua azione per il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo 2) Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile, e 12) Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo e che interviene a favore di popolazione povera rurale dei Paesi coinvolti.

Prevede un’azione di supporto in quelle sedi di progetto che fanno riferimento agli uffici di progettazione dei partner locali, che coordinano le attività sull’intero territorio di Ecuador e Bolivia e per la Regione (Provincia) del Chaco in Argentina, con un focus particolare per le zone di maggior disagio e vulnerabilità in area rurale e per le persone di etnia indigena. Di conseguenza il contesto territoriale d’intervento rappresenta l’intero territorio dei Paesi interessati, programmando interventi di sviluppo rurale in tutte le Province a vocazione agricola dei territori coinvolti.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA:

ECUADOR

L’Ecuador è un paese produttore di beni primari ed estrattore. Soffre di grandi disparità economiche e di povertà. La proposta della sovranità alimentare ha trovato una traduzione nelle Carta costituzionale che ha voluto promuovere un approccio alternativo alle politiche neoliberiste affermando nuovi principi di organizzazione sociale. Anche grazie all’azione di quattro gruppi federati a Via Campesina la sovranità alimentare è divenuta una priorità politica che ha generato la Mesa Agraria, uno spazio di concertazione entro la quale la questione agraria è stata ripensata: la battaglia non è più quella per l’inclusione dei contadini nel modello agrario globale attraverso la modernizzazione e l’aumento della produttività ma aspira piuttosto ad una transizione agroalimentare.

Le riflessioni maturate entro la Mesa Agraria hanno trovato spazio nella Costituzione Ecuadoriana che è una delle più innovative del mondo; al suo interno la sovranità alimentare diviene uno dei diritti del buen vivir ed un obbligo dello Stato, un caposaldo strategico per lo sviluppo, uno strumento per la messa in discussione della matrice produttiva grazie alla quale la natura, la cosmologia indigena trovano il loro spazio nel diritto al cibo. Il concetto di sovranità alimentare è fortemente sentito in Ecuador però, se le azioni dei movimenti contadini hanno permesso la costituzionalizzazione del concetto, la sua realizzazione pratica si scontra con gli interessi dei gruppi economici agroindustriali ed è divenuto terreno di disputa per l’intera società.

BOLIVIA

A causa delle condizioni climatiche sempre più estreme determinate dal cambiamento climatico, nonché per la continua spinta verso un modello economico esportatore/estrattivo di materie prime, la Bolivia rischia di accelerare ulteriormente la perdita delle sue capacità di resilienza rispetto ai cambiamenti climatici e ai disastri ambientali (incendi forestali, inondazioni, siccità ecc.), causando un deterioramento sempre maggiore in termini di biodiversità, beni produttivi (terra, acqua, suolo, sementi) e dei diritti territoriali delle comunità indigene contadine.

Negli ultimi anni, la riduzione della domanda delle materie prime nel mercato internazionale, principalmente asiatico, ha incrementato notevolmente la pressione su risorse naturali e territori indigeni nel Paese. La risposta del governo è stata quella di irrigidire le politiche conservatrici mantenendo un modello esportatore che si alimentata attraverso l’espansione delle attività estrattive (mineraria, idrocarburi e monoculture), la costruzione di infrastrutture e grandi progetti per la produzione energetica, invadendo territori indigeni, parchi e riserve naturali. Fino all’anno 2016, la perdita forestale in favore dell’espansione agricola nel paese ha raggiunto un totale di 6.801.302 ettari (CIPCA); l’obiettivo fino al 2025 è di incrementare di un altro 60% le aree soggette al disboscamento fino a raggiungere i 9 milioni di ettari.

ARGENTINA

L’Argentina è un paese di forte polarizzazione sistemica sociale ed economica, di forti conflitti sociali legati allo sfruttamento agricolo del terreno, di “paradossi alimentari” e, al contempo, di movimenti sociali radicati e presenti sul territorio. È il secondo esportatore mondiale di mais e uno dei primi produttori di grano. Rilevante è quindi la produzione di farine, fecole, glutini, biscotti, paste alimentari, prodotti di pasticceria. Negli ultimi dieci anni è aumentata enormemente la produzione di soia. Fino a qualche decennio fa, le coltivazioni si concentravano nelle fertili zone delle Pampas ma, con l’aumentare della domanda internazionale, il peso della produzione si è fatto sempre più significativo. Alcune zone del paese, a causa della coltivazione intensiva, hanno perso circa il 50% delle terre d’origine possedute nella prima metà del XX secolo e questo sfruttamento, unito all’utilizzo di prodotti biochimici e fertilizzanti con forte impatto per il terreno coltivato, si prevede che possa consumarne definitivamente i nutrienti già nell’arco di qualche decennio. Questo spropositato aumento produttivo, diretta conseguenza della globalizzazione dei mercati e dei progressi tecnologici, che permettono di realizzare coltivazioni intensive con erbicidi a prezzi irrisori e modalità di lavoro semplificate, ha seriamente compromesso gli ecosistemi di numerose province dell’Argentina. La trasformazione degli ambienti rurali è sempre più evidente, determinata dal consistente aumento di piante resistenti al glifosato, dalla desertificazione, dalla riduzione della biodiversità, dal costante impoverimento del suolo causato dalle monocolture intensive e volte quasi esclusivamente all’esportazione. Sono sempre più esclusi i piccoli produttori dal mercato su larga scala e dall’accesso a tecnologie competitive e sostenibili. Tutto ciò è particolarmente evidente nel Chaco, dove vengono compromessi i due princìpi fondamentali di sovranità e sicurezza alimentare, procurando duri contraccolpi sociali e nutrizionali per le popolazioni urbane ma soprattutto in quelle rurali, risultando come i più danneggiati i residuali gruppi indigeni e i piccoli produttori. I Wichí, i Qom e i Mocoit, popolazioni indigene della zona, soffrono di malnutrizione e obesità in particolare bambini e adolescenti, nonostante il loro rapporto ancestrale con il bosco e la terra, con una totale interdipendenza e un riverbero verso il sistema economico-sociale e quello simbolico dei valori condivisi.

Bisogni rilevati e aspetti da innovare:

I principali bisogni delle popolazioni che vivono queste zone riguardano la mancanza dei servizi di base, una formazione scolastica inadeguata, un difficile accesso alle risorse finanziarie, fonti di lavoro e mezzi di produzione insufficienti e poca incidenza a livello politico. 

Le innovazioni del progetto sono:

‐           Il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie di contadini in difficoltà, con una particolare attenzione alle minoranze etniche (indigeni e afro-ecuadoriani), alle donne e ai giovani che vivono nelle comunità rurali e nelle periferie attraverso il rafforzamento delle attività produttive delle famiglie di contadini, supportando le loro attività in ciascuna fase della catena di valore: dalla produzione, alla trasformazione e commercializzazione, la progettazione;

‐           Facilitare l’accesso ai programmi di formazione;

‐           Contribuire con attività di sensibilizzazione a promuovere modelli di agricoltura sostenibili.

ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTI PARTNER ESTERO

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

FEPP – Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio

Il FEPP è il principale partner locale del progetto, nato nel 1970, è una delle maggiori ONG ecuadoriane. È nata dall’ispirazione suscitata dall’Enciclica PopulorumProgressio, con spirito ecumenico, che aveva l’obiettivo di creare un “fondo comune” per assistere i poveri e per promuovere uno “sviluppo solidale dell’umanità”. Il FEPP è stato riconosciuto dalle Istituzioni, iniziando dal ministero degli Interni dell’Ecuador, come ente di pubblica utilità, lavorando a fianco di uomini e donne contadini, indigeni, afro-ecuadoriani, montubios, meticci, popolazione urbana marginale e poveri. Supporta gli sforzi di questi gruppi sociali per il miglioramento organizzativo ed educativo, l’accesso alle risorse finanziarie, nella possibilità di impiego e nell’utilizzo dei mezzi per la produzione, la trasformazione, la commercializzazione, la salvaguardia ambientale, l’uguaglianza di genere, la partecipazione alla vita politica, il benessere e contribuendo così a condizioni di vita più umane. Nel corso della sua storia ha raggiunto circa 140.000 famiglie e più di 550.000 persone. Da settembre 2017, per 4 annualità, il FEPP ha ospitato in totale 56 giovani in Servizio Civile per un totale di 6 progetti (“Dalle Ande all’Amazzonia”; “Educazione e Sviluppo Rurale tra le Ande e l’Amazzonia”; “Con los Pies en la Tierra”; “Practicando Solidaridad”; “Accogliere per crescere” e “Il sapere della terra”) altri 3 progetti (24 giovani) saranno avviati a Settembre 2022), nel 202 stanno per essere avviati altri 3 progetti. È inoltre partner di Gondwana in 5 progettualità di cooperazione internazionale finanziati da enti italiani.

IPDRS – Istituto Para el Desarollo Rural de Suramerica

Nato nel 2009 per promuovere sinergie ed azioni di sviluppo rurale su base contadina indigena nella regione sudamericana con la mission di contribuire a migliorare le condizioni teoriche, politiche e tecniche per lo sviluppo rurale in Sudamerica. Realizza progetti, consulenze, analisi e servizi di capacity building nelle aree rurali sudamericane attraverso tre linee di intervento: ricerca, comunicazione e apprendimento multidisciplinare (interaprendizaje). Suo obiettivo strategico è di formare un numero crescente di dirigenti contadini, indigeni, afro-discendenti, attivista e professionisti, in grado di generare nuove correnti di pensiero e azione sullo sviluppo rurale di base contadina indigena, adeguate al cambio di contesto locale, regionale e globale. A tal fine, facilita contatti, interscambi di informazioni e spazi fisici e virtuali di dialogo sullo sviluppo rurale in Sudamerica, principalmente attraverso portali web e differenti reti; mette in pratica un modello organizzativo sostenuto da una struttura limitata di base fisica e da ampli anelli concentrici di base virtuale; include la prospettiva regionale sudamericana come valore aggregato permanente ai lavori di analisi e agli studi applicati rispetto a diverse aree di sviluppo rurale; focalizza permanentemente il suo lavoro nella popolazione contadina dedita alla piccola produzione agropecuaria come soggetto economico e sociale privilegiato nelle politiche di sicurezza alimentare della regione. Dal 2022 è partner del progetto SCU “Cooperazione e Solidarietà”, in avvio a settembre con 2 operatori in servizio civile universale; anche nel 2023 accoglierà 2 operatori.

CAMARI – Comercializadora solidaria

Organizzazione che cura la commercializzazione e l’esportazione dei prodotti per conto del Grupo Social FEPP. Nata all’inizio degli anni ’80, Camari ha aperto negozi in varie città dell’Ecuador e nel 1991 ha costituito un sistema centralizzato di gestione dei punti vendita e di sostegno ad altri negozi non soci. La vendita nei canali del commercio equo e solidale è iniziata nel 1986 con l’artigianato e si è poi estesa agli alimentari nel 1996. Camari sostiene i produttori in tutte le loro attività offrendo un collegamento diretto al mercato senza intermediari. Permette l’accesso al mercato internazionale e promuove pratiche etiche e sostenibili nella produzione e nella vendita. Fa parte della rete di altromercato, impresa sociale e principale realtà di Commercio Equo e Solidale in Italia.

CIPCA Centro de Investigación y Promoción del Campesinado

Nasce come un’organizzazione dipendente dalla Compagnia di Gesù e, dal 1987 si è assunta l’impegno politico di assicurare che la popolazione contadina e indigena della Bolivia occupasse il posto che le spetta nella struttura economica e politica del paese. Nel 1994 è diventata un’organizzazione autonoma senza scopo di lucro. I temi del lavoro del CIPCA sono lo sviluppo rurale: economia contadina indigena, organizzazione e leadership; terra, territorio e risorse naturali; diritti dei popoli indigeni, genere, interculturalità, partecipazione sociale e politica. Negli ultimi anni, il CIPCA ha lavorato intensamente con le organizzazioni contadine indigene per aiutarle a diventare attore rilevante nel processo di cambiamento legale e sociale del paese. Il CIPCA ha attualmente un ufficio di direzione generale a La Paz, e sei uffici regionali: CIPCA Altiplano, CIPCA Cochabamba, CIPCA Cordillera, CIPCA Santa Cruz, CIPCA Beni e CIPCA Norte Amazónico.

INBAR International Bamboo and Rattan Organization

È un’organizzazione intergovernativa che promuove lo sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale utilizzando bambù e rattan. Attualmente è composto da 46 Stati membri ed ha cinque uffici regionali in Camerun, Ecuador, Etiopia, Ghana e India.

Dal 2020 sta implementando il progetto “Innovación y promoción del bambú a través de procesos de investigación-acción para una agricultura resiliente en Colombia, Ecuador y Perú” conosciuto con il nome corto “Bambuzonía” e cofinanziato da IFAD (International Fund for Agricultural Development). In Ecuador il progetto si sviluppa nelle province amazzoniche di Napo, Pastaza e Morona Santiago ed ha come obiettivo generale aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici dei piccoli produttori rurali attraverso sistemi diversificati di produzione, utilizzo e vendita di bambú e prodotti derivati, come risorsa forestale alternativa, frutto di una gestione sostenibile del bosco invece che del disboscamento indiscriminato. I beneficiari di questo progetto in Ecuador sono attualmente più di 700 famiglie di piccoli agricoltori di comunità rurali e indigene, con particolare attenzione alle donne e i giovani, e circa 200 tecnici di governi locali e organizzazioni. I siti di intervento sono stati selezionati in base agli indicatori di povertà.

Nel 2022 INBAR implementa il progetto “Restauración Biocéntrica en Territorios Indigena” finanziato da FAO Roma, che mira a fornire supporto alle popolazioni indigene di 4 comunità della provincia di Napo per ripristinare e conservare i loro territori applicando un mix di nuove tecnologie con conoscenze e pratiche ancestrali (restauro biocentrico), che permettono loro di utilizzare e conservare i loro territori in modo sostenibile. I processi di restauro e conservazione sono guidati dalle stesse popolazioni indigene, secondo la loro dieta e sistema tradizionali di gestione del territorio.

Nella regione amazzonica INBAR ha esperienza nella formazione dei produttori sulla gestione sostenibile del bambù, l’incorporazione di pratiche climaticamente intelligenti, la propagazione del bambù per la creazione di frange di protezione lungo le rive dei fiumi, ripristino e conservazione di pendii erosi e recupero di terreni degradati con bambú sfruttando la sua rapida crescita, l’apporto di materia organica che ne migliora la fertilità, e lo sviluppo dei rizomi che rompono la compattazione del suolo e ne migliorano la porosità. L’apertura di strade può essere gestita con l’inserimento di specie di bambù che generano barriere frangivento e creano corridoi biologici, riducendo gli effetti negativi che l’apertura delle strade genera per la biodiversità locale.

JUM – Junta Unida de Misiones (JUM)

La JUM nasce nel 1964 da un’iniziativa ecumenica cristiana per supportare le popolazioni indigene del Chaco fortemente emarginate e messe ai margini della nazione argentina.  Da allora si batte per difendere i diritti di QOM, Wichi e Mocoit, nei seguenti ambiti: Diritti, Identità, Terra (accesso e riconoscimenti), Salute, Gioventù, Cambio climatico, Acqua e riforestazione, accesso alla Giustizia, Genere e Diversità. Ha sede nella città di Juan José Castelli, nella provincia del Chaco (Argentina). Opera con equipe professionali e con i seguenti programmi:

-Sviluppo comunitario, per rafforzare le capacità organizzative dei gruppi indigeni, la difesa e l’accesso ai diritti della salute, economici, culturali e ambientali;

-Leadership, genere e Sviluppo tecnologico, per migliorare la leadership di giovani e donne e dare accesso alle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC);

-Incidenza politica, per creare e rafforzare reti sociali con la finalità dell’inclusione di progetti comunitari nell’agenda della politica pubblica;

-Terra-Territorio, supporto giuridico e incidenza pubblica per l’accesso alle proprietà comunitarie riconosciute o storiche;

-Acqua e Agroecologia, per l’uso sostenibile e sano dell’acqua, la preservazione dell’ambiente naturale, la mitigazione degli effetti del cambio climatico e della pandemia;

-Cosmovisione indigena ed Eco-Spiritualità, spazi di dialogo tra diverse forme religiose per salvaguardare la casa comune e gli spazi comunitari;

-Ambiente naturale, per preservare il ricco ambiente naturale della Provincia del Chaco.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Promuovere il benessere economico, sociale ed ambientale di gruppi di contadini e piccoli produttori in Ecuador, Bolivia e Argentina.

Obiettivi specifici:

•          Supportare la produzione agricola e implementare tecniche e pratiche sostenibili di produzione e consumo

•          Supportare i gruppi di piccoli produttori agricoli e le associazioni di contadini

•          Promuoverei temi dello sviluppo rurale sostenibile, del rispetto dell’ambiente, accesso alla terra, ecc.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

L’area di intervento in cui gli operatori SCU opereranno sarà principalmente quella del supporto ai contadini poveri nello sviluppo rurale e ai tecnici che elaborano innovazione e miglioramento della produzione, principalmente nella progettazione e nel supporto organizzativo.

I volontari svolgeranno un ruolo di supporto, affiancando gli operatori locali in tutte le attività previste dal progetto e nel rispetto della gradualità dell’inserimento, adottando una metodologia che vede l’osservazione, l’affiancamento e la sperimentazione. A tutti i volontari in servizio verrà chiesto di vivere la vita e le esperienze all’interno delle sedi di servizio nel pieno rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali. Il lavoro di campo, da realizzarsi in tutto il territorio delle Province coinvolte (ogni sede per la Provincia di riferimento), prevedrà uscite e anche pernottamenti sui luoghi delle attività del progetto; nel rispetto delle misure previste nelle Province e dal piano sicurezza del progetto.

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Le attività saranno uguali nelle 5 sedi.

AZIONE 1 Supporto alla produzione agricola e implementazione di tecniche e pratiche sostenibili di produzione e consumo

-Supportare i tecnici nelle attività di implementazione dei progetti in corso (workshop, riunioni, eventi, raccolta di dati).

-Partecipazione a incontri comunitari, interviste, studi, report e analisi dei dati raccolti

-Accompagnare i beneficiari nelle attività di raccolta, immagazzinamento, conservazione e commercializzazione dei prodotti.

-Supportare nell’elaborazione e nella somministrazione di cosi formativi su pratiche di gestione produzione sostenibile, anche attraverso il ricorso a strumenti di formazione online

-Supportare nelle fasi di identificazione e formulazione di nuove proposte progettuali (ricerca di bandi, stesura dei progetti, raccolta di dati).

AZIONE 2 – Appoggio organizzativo e gestionale per gruppi di piccoli produttori agricoli e associazioni di contadini

-Accompagnare i tecnici del nelle attività di supporto alle organizzazioni di contadini (modelli di gestione, analisi dei dati ecc.).

-Supportare nella raccolta di contenuti, dati, elementi culturali, dettagli sui prodotti da diffondere o da commercializzare.

-Supportare nella realizzazione e gestione di siti web e social network (Facebook, Instagram, Twitter, ecc.).

-Supportare nell’elaborazione di volantini, brochure, loghi, etichette.

-Supportare nella realizzazione e organizzazione di riunioni, manifestazioni ed eventi.

AZIONE 3. Promozione e formazione sui temi dello sviluppo rurale sostenibile, del rispetto dell’ambiente, accesso alla terra, ecc.

-Analisi e raccolta dati e supporto nella divulgazione dei risultati

-Supportare nella realizzazione e nella gestione di corsi formativi, anche online

-Preparazione e raccolta materiali informativi e divulgativi; supporto nella realizzazione di pubblicazioni, studi di caso, e nella creazione di database

-Supportare nella preparazione e gestione di eventi di sensibilizzazione su tematiche ambientali, sociali, diritti, ecc.

Nelle sedi in Ecuador e Bolivia, le attività principali saranno svolte nell’Ufficio progettazione e comunicazione.

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia           VIA APPIA NUOVA 983 – 00178 ROMA21464411

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana Ibarra FEPPOviedo 11, IbarraEcuador1533462
Gondwana Quito FEPPCalle Mallorca 24-275Ecuador1939212
Quito INBARAvenida Eloy Alfaro y Av. Amazonas 30 – 350Ecuador2271392
Gondwana La PazAv. 20 de OctubreBolivia1939112
JUM Castelli ArgentinaDr. Cichetti – cruce con Dr Vàzquez (al 1200) sncArgentina2271363

TOTALE POSTI DISPONIBILI, SERVIZI OFFERTI: 11 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet. Lo sviluppo capillare della telefonia mobile garantisce ormai una copertura pressoché totale anche in zone lontane dai centri abitati e la possibilità di accedere agevolmente anche alla linea internet (nelle vecchie schede progetto c’è questa parte, non trovo però indicazioni nei progetti)

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.  

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche alle specifiche e saltuarie attività progettuali, e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto. Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute. Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi, fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio. Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

È buona prassi che i volontari seguano, in particolare nel tempo libero, comportamenti consigliati durante il percorso formativo (evitare di rientrare tardi la sera se si è da soli, esentarsi assolutamente dall’uso di droghe o alcool, non indossare abbigliamento di marca o portare oggetti preziosi, avere un comportamento sobrio nei rapporti interpersonali…).

Una situazione di disagio per la sede boliviana potrebbe essere relazionata all’altitudine del luogo in cui si vivrà (La Paz raggiunge una media di 3.840 m.s.l.m.). A questa altitudine si potrebbero riscontrare alcune difficoltà di adattamento fisico e di affaticamento derivante dalla minore presenza di ossigeno nell’aria. In questo senso si chiede di fare attenzione se si avessero problemi di tipo digestivo e soprattutto di circolazione sanguigna

Per quanto riguarda il servizio che dovranno svolgere gli operatori volontari e il loro luogo di residenza, non sono state riscontrate particolari situazioni di disagio. Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, è possibile che condividano la casa con dei referenti locali o equipe del progetto e che vengano alloggiati in stanze multiple; il vitto viene preparato collettivamente o nelle case dove i volontari sono alloggiati, tuttavia è possibile seguire diete o alimentazioni particolari in quanto il loco è commercializzato qualsiasi tipo di prodotto alimentare o di altro genere. Per la gestione delle spese comuni vige il principio del rispetto dei parsimoniosi standard di vita locali e del rifiuto del consumismo e dello spreco.

Il collegamento internet è presente in tutte le sedi ma non sempre garantisce una navigazione particolarmente veloce.

Per quanto riguarda la sede di Juan José Castelli in Argentina, situata nel Chaco, bisogna tener presente che il clima è particolare con pioggia tropicale in alcuni periodi dell’anno ma soprattutto picchi di caldo nel periodo estivo (dicembre- febbraio) che superano i 40% e rendono impossibili attività all’aperto per buona parte della giornata. La zona, abitata storicamente da popolazioni originarie rimaste emarginate dopo le diverse ondate di colonizzazione, presenta sacche di povertà estrema e, conseguentemente, problemi sanitari legati a malattie quali infezioni respiratorie, tubercolosi, diarrea acuta, dengue, non adeguatamente curate né prevenute.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD , indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progettoL’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore dei contadini/e e indigeni/e Le strutture e i servizi rivolti ai produttori rurali e indigeni/e Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità per la progettazione, la formazione, la commercializzazione, la protezione dell’ambiente in ambiente rurale in Ecuador e BoliviaLa creazione e gestione di percorsi di progettazione, miglioramento produttivo, commercializzazione, accesso alla terra e al ciboStrumenti e metodi di intervento per lo sviluppo rurale, la progettazione, la formazione, la commercializzazioneLe attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatariLa gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezzaConflitti per l’accesso alle risorse in Ecuador e BoliviaInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con contadini/e e popolazione indigena per lo sviluppo ruralePersonalizzazione del percorso di accoglienzaCaratteristiche degli interventi di gruppo e laboratorialiMetodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventiStrumenti di valutazione per misurare l’efficacia dei progettiFondamenti di psicologia per il rafforzamento comunitarioIl lavoro di équipe e in team in relazione con la popolazione rurale e indigenaTecniche per la gestione dei conflitti per le risorse in area rurale Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. -Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione Organizzazione della prevenzione aziendale -Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali -Organi di vigilanza, controllo e assistenza Ed in particolare: -La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi -I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto -La sicurezza come processo di miglioramento continuo -I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) -Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali -Percezione del rischio e propensione al rischio -Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio -La gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

 “2026 Cooperazione e sviluppo rurale in Sudamerica”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 2 Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 12 Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

Obiettivo 4 Garantire un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento per tutti

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Recupero e valorizzazione delle piccole comunità e sviluppo di quelle rurali anche attraverso l’utilizzo degli strumenti dell’agricoltura sociale.

ARTE E INCLUSIONE IN ARGENTINA 2026

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi

ll progetto “Arte e Inclusione in Argentina 2026” interviene a favore di minori, disabili, giovani e donne per favorire una loro maggiore inclusione nella realtà sociale della Provincia di Buenos Aires, in Argentina.

Si intende contribuire alla promozione di azioni educative, di formazione, animazione e iniziative culturali a supporto di destinatari in situazioni di vulnerabilità sociale e alla costruzione di reti di solidarietà e servizi nelle località periferiche di Petiòn (Cañuelas) e Lanús Este.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

Cañuelas

Il Municipio di Cañuelas rappresenta uno spartiacque tra la Capitale e la provincia di Buenos Aires. La popolazione di oltre 70.000 abitanti è concentrata in buona parte nel capoluogo, ed è cresciuta del 40% negli ultimi venti anni mentre la zona è cambiata significativamente: da città prevalentemente agricola e di produzione casearia con grandi appezzamenti coltivati, si è trasformata in un circuito di club di campagna, destinati alle famiglie facoltose. Il mercato immobiliare è così cresciuto in modo esponenziale.

Questo progresso tuttavia non è stato omogeneo e si registrano delle fortissime disparità sociali. Nella località di Alejandro Petion si evidenziano forti criticità per quanto riguarda le fasce della popolazione più vulnerabili, in particolare difficoltà ad accedere a diritti sociali e servizi di base, come salute, educazione ed istruzione, soprattutto per le persone disabili.

La sede di servizio civile del presente progetto, Gondwana IPNA, intende realizzare le proprie attività all’interno della località di Petion supportando proprio le azioni rivolte alle persone con disabilità.

CRITICITÀ RILEVATE

Il tema della disabilità in questa zona presenta diverse criticità, collegate alle difficoltà e alle dinamiche di una regione periferica a forte vocazione rurale.

  1. Esclusione sociale delle persone con disabilità
  2. Difficile accesso a diritti e servizi per le persone con disabilità

Lanús

Lanùs è situato nella zona Sud del “Gran Buenos Aires” (o conurbano). Si trova a circa 10 km dal centro di Buenos Aires. Con i suoi 461.267 abitanti è la seconda città dell’Argentina per densità di popolazione che, dall’ultimo censimento ufficiale (2022), riporta che circa il 22% di abitanti sono minori di 14 anni e solo il 15% maggiore di 65. Secondo i risultati del Censimento, il 7,3% della popolazione del partido di Lanùs appartiene al cosiddetto gruppo di “poveri strutturali” con Necessità Basiche Insoddisfatte (NBI).

La sede del presente progetto Gondwana Arte con todos si trova nella zona di Lanus-Este. Questo quartiere si caratterizza per una combinazione tra aree residenziali a bassa densità, case unifamiliari e multifamiliari e agglomerati di case molto precarie e abusive chiamate villas de emergencia. Il contesto educativo di Lanùs-Este presenta le seguenti caratteristiche: classi sovraffollate, popolazione scolastica molto variabile ed eterogenea per età e livello di scolarizzazione, mancanza di formazione dei docenti e didattica inadeguata ai livelli di apprendimento dei ragazzi provenienti da famiglie con gravi situazioni di disagio socioeconomico.

CRITICITÀ RILEVATE

Nei territori di riferimento del progetto si rilevano numerose criticità con particolare riferimento alle problematiche di tipo sociale ed educativo:

  1. bassi livelli di scolarizzazione e abbandono scolastico
  2. alto tasso di episodi di violenza minorile, bullismo e discriminazione
  3. consumo di droga e alcol tra i minori
  4. gravidanze precoci
  5. assenza di opportunità culturali e di modelli positivi

ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTI PARTNER ESTERO

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

ARTE CON TODOS

Associazione civile senza scopo di lucro, “Arte con todos” è stata costituita con l’obiettivo di promuovere il progresso della città di Lanús nei settori della cultura e dell’educazione, attraverso progetti aperti e partecipativi, con particolare attenzione allo sviluppo di attività rivolte alle fasce più vulnerabili della popolazione, dei bambini, bambine e giovani. Generando spazi per la formazione, l’educazione e la ricreazione facilmente accessibili alla comunità, ha incoraggiato lo sviluppo di attività culturali: laboratori, spettacoli, conferenze, serie di film e tour, con grande risposta e riconoscimento da parte del pubblico. È stata in grado di realizzare progetti di articolazione con enti simili e organizzazioni comunali, provinciali o nazionali, pubbliche e private, nonché con reti di cooperazione internazionale.

Arte con Todos, per le sue peculiarità, finalità e progettualità, concorre al raggiungimento degli obiettivi del progetto nelle seguenti aree:

  • Attività artistiche ed educative con le scuole del territorio e le istituzioni pubbliche
  • Rafforzamento della rete e delle istituzioni del territorio.
  • Corsi, doposcuola e attività in sede e sul territorio.
  • Realizzazione di report, video, audio, rappresentazioni teatrali sui temi del progetto.

FUNDACIÓN IPNA

La Fundación IPNA è un Ente di Pubblica Assistenza, fondato nel 1988 e iscritto dal 2008 nel Registro Nazionale Obbligatorio delle ONG il cui obiettivo principale è promuovere i diritti delle persone disabili, in particolare di coloro che appartengono a famiglie che vivono in condizioni di fragilità sociale e povertà, migliorandone le condizioni di vita, favorendo l’inclusione sociale e promuovendo l’uguaglianza di opportunità. La Fondazione dal 2015 ad oggi ha già accolto numerosi operatori volontari  in servizio civile all’estero. La sua azione si articola in 5 aree di intervento:

  • Area Assistenza: la Fondazione ha creato nel 1988 il Centro Educativo Terapéutico (C.E.T.), localizzato nel quartiere Caballito della città di Buenos Aires.
  • Area Comunitaria: i Programmi di intervento comunitario per la sensibilizzazione e promozione dei diritti delle persone disabili nelle comunità più povere e marginalizzate
  • Area Ricerca e Formazione: ricerca ed investigazione, per raccogliere dati circa le diverse patologie e le influenze che i contesti di povertà ed esclusione possono avere sulla salute (denutrizione, malattie, infezioni…), tanto nelle donne incinte come nei neonati. Formazione specialistica per professionisti, operatori dell’ambito della salute, orientamento e formazione per genitori, formazione comunitaria e di leader comunitari; formazione post-laurea; seminari internazionali, Giornate cliniche, conferenze, Seminari di Aggiornamento, Supervisioni, Tirocini, Congressi.
  • Area culturale: per facilitare la partecipazione di bambini con disabilità a manifestazioni culturali di diverso tipo, stimolando lo sviluppo del loro potenziale e le loro diverse espressioni artistiche.
  • Area Formazione professionale: l’obiettivo di quest’area è favorire l’integrazione dei giovani con disabilità, creando una maggiore uguaglianza di opportunità. Il Centro de Dia per giovani e adulti con disabilità, nel Municipio di Canuelas, nasce a partire da un Accordo di Finanziamento e Cooperazione Tecnica con il B.I.D. per la realizzazione di un centro per giovani con disabilità.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Migliorare la qualità degli interventi delle strutture socio-educative per bambini, adolescenti e persone con disabilità nelle località di Alejandro Petion nel comune di Cañuelas e di Lanús, rafforzando e diversificando i servizi socio-assistenziali, le proposte formative ed educative e le attività ricreative, artistiche e culturali.

Si intende promuovere spazi in cui i soggetti fragili, minori di età e disabili possano avere una migliore educazione, bagaglio culturale, diritti alla lucidità, all’arte, eliminando le disparità educative e garantendo parità di accesso a tutti i livelli culturali per i più vulnerabili, in questo caso, disabili e minori vulnerabili.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Gli operatori in servizio civile svolgeranno un ruolo di supporto, affiancando gli operatori locali in tutte le attività previste dal progetto. A tutti gli o.v. in servizio verrà chiesto di vivere la vita e le esperienze all’interno delle sedi di servizio nel pieno rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali. Gli operatori in servizio civile avranno, pur nella divisione dei compiti, spazi di incontro mensili e settimanali, di scambio e di verifica periodici.

Le attività sono divise a seconda della sede di servizio:

Azione 1 – Animazione artistica e culturale per bambini e adolescenti negli spazi sociali comunitari di Lanús-Este

Attività nella sede di Lanús – Gondwana Arte con Todos

– Supporto nei laboratori artistici a favore di bambini e adolescenti realizzati all’interno dell’Espacio Disparate, dell’Hogar San Ceferino, delle scuole e spazi pubblici del territorio (collaborazione con educatori e artisti nella preparazione dei materiali per i laboratori, corsi, spettacoli teatrali o musicali; supporto nell’allestimento logistico degli spazi per la realizzazione di laboratori, corsi, incontri, spettacoli teatrali o musicali; partecipazione attiva nella facilitazione delle attività artistiche; contributo alla valutazione e miglioramento delle attività attraverso feedback e osservazioni).

– Interventi di animazione artistica e spettacoli teatrali all’interno dell’Espacio Disparate e laboratori itineranti nel territorio e nelle scuole di Lanus (supporto per la Preparazione di costumi, scenografie e oggetti di scena insieme agli animatori; supporto nei trasporti, spostamenti e logistica degli eventi (materiali, strumenti, strumenti musicali, ecc.); cura della comunicazione con scuole e spazi ospitanti (inviti, iscrizioni, accordi); partecipazione attiva negli spettacoli co-facilitatori; supporto nella preparazione di materiale per bambini e adolescenti).

In particolare per il 2026-27 sono previste le seguenti attività:
– Un’area giochi per tutti i bambini che partecipano ai laboratori d’arte, una giornata speciale in aggiunta alla normale giornata scolastica.
– Una serie di conversazioni con i giovani, per rilanciare la pratica del dialogo.
– Un’area di fotografia comunitaria, per i residenti locali, con contenuti diversi a semestre.
– Sostegno alle attività del Comitato della Memoria per il 50° anniversario del colpo di Stato.

Azione 2 – Interventi educativi formali e non-formali a supporto delle scuole pubbliche e del centro San Ceferino di Lanús-este

Attività nella sede di Lanús – Gondwana Arte con Todos

– Sostegno ai bambini che frequentano la scuola del territorio (Supporto nell’organizzazione del tempo di studio e nella motivazione dello studio; Orientamento verso attività integrative: laboratori artistici, sportivi, culturali; Collaborazione alla preparazione di materiali educativi (schede, giochi didattici, risorse digitali, ecc.)).

– Animazione socio-educativa e laboratori di educazione non formale nel Centro per minori San Ceferino (gli operatori volontari parteciperanno all’organizzazione e agli incontri periodici; proposta e gestione autonoma o co-gestita di laboratori creativi, sportivi o culturali; coinvolgimento nella realizzazione di eventi e attività sociali educative con minori; supporto nella rilevazione dei bisogni dei minori e nella progettazione di attività rispondenti; creazione di materiali per attività e laboratori).

AZIONE 3 – Assistenza, supporto e animazione per persone con disabilità e promozione di percorsi di autonomia, buone prassi e diritti nel campo della disabilità

Attività nella sede di Cañuelas – Gondwana IPNA

– Supporto alle attività della scuola di “Educazione speciale” n. 502 nello sviluppo di attività integrative della programmazione didattica curriculare ed extra-curriculare (affiancamento e supporto agli insegnanti durante le attività scolastiche e laboratori integrativi; sostegno diretto agli alunni con disabilità, rispettando le modalità educative personalizzate; supporto nell’organizzazione di attività extracurriculari; collaborazione alla realizzazione di materiali educativi e inclusivi, adattati ai bisogni degli studenti).

– Supporto alle attività di formazione, terapia occupazionale e inserimento lavorativo per le persone disabili del Centro de dia Fundacion IPNA (supporto ai terapisti e operatori di IPNA per la realizzazione di attività fisioterapiche, comportamentali ed occupazionali; presenza durante i momenti di vita quotidiana; pasti, igiene, organizzazione del tempo, studio, lavoro; collaborazione nella realizzazione di piccoli progetti lavorativi e formativi).

– Supporto nella comunicazione fra i sistemi di relazione dei disabili, attività di ricreazione e tempo libero (supporto all’equipe IPNA del diffondere nel territorio i diritti e le abilità delle persone con disabilità; supporto nella comunicazione interna e con le famiglie, attraverso materiali facilitati, immagini e/o incontri informali; partecipazione ad attività ludico-ricreative e di socializzazione: giochi, uscite, eventi culturali; collaborazione alla promozione dei diritti delle persone con disabilità; presenza durante riunioni con enti pubblici o altre associazioni, contribuendo alla logistica, verbalizzazione o documentazione fotografica; partecipazione alla programmazione, organizzazione e promozione di eventi pubblici inclusivi).

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia           VIA APPIA NUOVA 983 – 00178 ROMA2146445

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana ARTE CON TODOS Lanus          Sitio de Montevideo – Lanus – 1256ARGENTINA1530833
Gondwana Petion IPNACalle Alejandro Magno-Alejandro Petiòn 1495-Cañuelas1535132

TOTALE POSTI DISPONIBILI, SERVIZI OFFERTI: 5 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio.

Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, è previsto che condividano la casa e vengano alloggiati in stanze multiple. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nelle sedi del progetto in Argentina, intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, whats app, telefonia fissa e mobile. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet. Lo sviluppo capillare della telefonia mobile, garantisce ormai una copertura pressoché totale anche in zone lontane dai centri abitati e la possibilità di accedere agevolmente anche alla linea internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Si richiede ai candidati di acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, tra esse:

– le tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– le eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie, ecc.);

– la documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– le condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– le vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– la possibilità di ottenere i certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il visto o per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche alle specifiche e saltuarie attività progettuali, e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi, fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale e spirito di adattamento
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi, …) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Non sono state riscontrate particolari situazioni di disagio per i volontari. Per la gestione delle spese comuni vige il principio del rispetto dei parsimoniosi standard di vita locali e del rifiuto del consumismo e dello spreco.

Segnaliamo: il disagio di ritrovarsi in territori caratterizzati da forti contrapposizioni politiche e/o etniche, e/o religiose; Il disagio di dover utilizzare quotidianamente particolari accorgimenti per prevenire rischi legati alla sicurezza pubblica e sanitaria.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto.

La formazione specifica verrà erogata preferibilmente in presenza per almeno il 70% del totale delle ore mentre la parte rimanente verrà erogata in modalità “a distanza”, indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona, sempre nel rispetto del limite complessivo del 30% delle ore previste dal progetto per tale tipologia di formazione.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

  1. per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;
  2. per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;
  3. per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.
MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU.
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progettoL’apporto degli operatori volontari nella relazione con minori, adolescenti e persone con disabilità;L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto nelle strutture di IPNA (persone con disabilità) e Arte con Todos (minori)Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore di con minori, adolescenti e persone con disabilità;Le strutture e i servizi rivolti a minori e persone con disabilità Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità in relazione alla disabilità, accoglienza e presa in carica del minore, percorsi di inclusione sociale e di socializzazione La creazione e gestione di percorsi di inclusione sociale, socializzazione  Strumenti e metodi di intervento per l’integrazione, l’inclusione sociale, la mediazione socialeLe attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatariLa gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezzaInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari.
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con contadini, donne e popolazioni originarie Personalizzazione del percorso di accoglienzaCaratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratorialimetodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventistrumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della personaFondamenti di sviluppo rurale e antropologia Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di interventoInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari.
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. -Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione Organizzazione della prevenzione aziendale -Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali -Organi di vigilanza, controllo e assistenza Ed in particolare: -La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi -I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto -La sicurezza come processo di miglioramento continuo -I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) -Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali -Percezione del rischio e propensione al rischio -Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio -La gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

 “2026 ORIZZONTI INCLUSIVI: EDUCAZIONE E PARTECIPAZIONE IN SUDAMERICA”

OBIETTIVO AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese

ANIMAZIONE DI COMUNITA’ IN SPAGNA E PORTOGALLO 2026

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani all’estero.

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi.  

Il presente progetto intende favorire lo sviluppo integrale dei minori e l’inclusione e la partecipazione civica delle persone vulnerabili delle comunità che abitano i territori specifici di intervento in Spagna e Portogallo.

Il progetto è inserito all’interno del programma “2026 Comunità resilienti nella penisola iberica”, che mira a promuovere processi di resilienza nelle comunità attraverso una serie di azioni sinergiche e complementari in grado di agire su problematiche di ordine ambientale, sociale e educativo.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA:

PORTOGALLO

  • Freguesia do Beato

La Freguesia do Beato (popolazione residente di 12.183 persone), situata nella zona orientale della città di Lisbona, è un territorio che presenta profonde disuguaglianze sociali e territoriali. In particolare, i quartieri di edilizia popolare, tra cui il quartiere di intervento specifico del progetto Bairro Carlos Botelho, si caratterizzano per la presenza di famiglie in condizioni di vulnerabilità economica e sociale. La bassa scolarizzazione della popolazione adulta contribuisce a un’elevata incidenza di disoccupazione, con conseguente precarietà economica e difficoltà di accesso a opportunità lavorative stabili. L’isolamento territoriale è accentuato dalla carenza di trasporti pubblici, che limita gli spostamenti e rende complesso per molti residenti, in particolare anziani e persone con mobilità ridotta, partecipare alla vita comunitaria e accedere ai servizi essenziali.

Gli anziani della freguesia affrontano numerose difficoltà legate all’isolamento sociale e alla mancanza di servizi di prossimità. La carenza di trasporti limita fortemente la loro mobilità, rendendo difficile la partecipazione ad attività comunitarie e culturali. Sebbene nel 2023 sia stata inaugurata una Unidade de Saúde Familiar, permane un bisogno significativo di assistenza sanitaria locale, soprattutto per gli anziani con problemi di salute cronici o a basso reddito. La limitata offerta di programmi di socializzazione e supporto alla terza età contribuisce a incrementare il rischio di isolamento e solitudine, con un impatto negativo sul benessere psico-fisico di questa fascia di popolazione.

Per i bambini e i giovani, il contesto si presenta ugualmente complesso. Le scuole della freguesia versano in condizioni precarie, con una grave carenza di insegnanti. Nel Bairro Carlos Botelho, molte famiglie non dispongono di risorse tecnologiche né di spazi adeguati allo studio, il che incide direttamente sul rendimento scolastico e aumenta il rischio di abbandono precoce. La mancanza di attività extrascolastiche e di spazi di aggregazione aggrava ulteriormente la situazione: il quartiere non dispone di un centro giovanile, di un’area sportiva pubblica o di luoghi sicuri in cui i ragazzi possano incontrarsi e svolgere attività ricreative. Questa assenza di opportunità contribuisce alla diffusione di comportamenti a rischio, e la mancanza di fiducia nelle istituzioni e le tensioni con le forze dell’ordine alimentano un clima di conflitto sociale, ostacolando processi di integrazione e partecipazione attiva.

Il territorio presenta anche gravi criticità dal punto di vista urbanistico e ambientale. Molte abitazioni di edilizia popolare non rispondono più agli standard minimi di abitabilità, con problemi strutturali, infiltrazioni d’acqua e un isolamento energetico insufficiente. Il quartiere è privo di spazi verdi, piste ciclabili e aree pedonali ombreggiate, e la gestione dei rifiuti rappresenta un ulteriore problema, con frequenti episodi di scarico illegale da parte di aziende che approfittano della marginalità della zona.

SPAGNA

  • Castelló de la Plana

Castelló de la Plana è un comune spagnolo situato nella Comunità Valenciana. Ha una popolazione di circa 172.000 abitanti, rappresentando la quarta città più popolata della regione di Valencia. I non nazionali costituiscono il 17,6% della popolazione totale di Castellón, di cui il 39,67% è rappresentato da non nazionali dell’UE. Il gruppo minoritario più grande – le persone provenienti dalla Romania – rappresenta l’11,21% della popolazione totale; altre nazionalità importanti nella città sono le persone provenienti dal Marocco, che rappresentano l’1,29% della popolazione totale. Il consiglio comunale di Castellón nel 2012 ha pubblicato il secondo piano di Immigrazione e Coesione Sociale per rispondere alle necessità di accogliere i migranti e per gestire adeguatamente la diversità culturale sviluppando misure che promuovono l’interazione e la coesione sociale.

Sebbene Castellón sia una provincia tranquilla, vi sono quartieri strutturalmente impoveriti nei quali è presente una grande quantità di violenza strutturale, che genera inoltre una cultura della violenza nella quale rischiano di venire coinvolti bambini, bambine e adolescenti. I problemi causa di questa violenza strutturale sono: la perdita significativa di posti di lavoro negli ultimi anni, il basso potere d’acquisto delle famiglie, l’incremento della criminalità ma anche del traffico di droga. Per quanto riguarda la violenza contro l’infanzia, secondo il Registro Unificato di Maltrattamento Infantile (RUMI), nel 2023 sono stati registrati 152 casi di maltrattamento infantile e i tipi di violenza più comuni includono il maltrattamento fisico, psicologico e l’abuso sessuale.

Tra le aree più colpite troviamo il quartiere “la Guinea” (zona nord di Castellón), il Grao e la zona conosciuta come “Barranquet” (nella zona sud), dove vi è un alto tasso di traffico di droga e violenza di genere. In queste aree vi è anche una significativa concentrazione di popolazione culturalmente diversificata, principalmente proveniente da paesi dell’Africa e dell’America Latina, così come di etnia gitana, che affronta barriere in termini di accesso al lavoro e ad un alloggio dignitoso.

Il corpo studentesco di etnia gitana a Castelló già nel 2022 ha registrato un aumento nei tassi di assenteismo: secondo la diagnosi contenuta nella Relazione del programma municipale di assenteismo scolastico (2021) il 78% dei casi di assenteismo corrisponde a popolazione gitana in età di istruzione primaria, un dato legato all’idiosincrasia di queste famiglie dovuta al contesto. Per questo esiste la necessità di un’educazione compensativa. La vulnerabilità infatti incide in misura ulteriore nei minori che hanno una storia migratoria, perchè spesso le famiglie hanno una disconnessione con l’istruzione formale e con i centri educativi e non li considerano importanti per lo sviluppo integrale dei loro figli/e, trasmettendo pertanto, a livello generazionale, la dinamica di non frequentare le lezioni e di abbandonare prematuramente gli studi obbligatori di base.

I bisogni individuati nei territori interessati dalle azioni di progetto sono collegati alla necessità di incrementare e innovare gli interventi socio-educativi, in riferimento alla limitata offerta di servizi sociali e infrastrutture di supporto per i minori, i giovani, gli anziani e le famiglie in condizioni di vulnerabilità.

Per i bambini e i giovani, il focus è sul miglioramento delle opportunità educative e di sviluppo personale, con attività di sostegno scolastico e iniziative socio-culturali. Un altro bisogno fondamentale è la creazione di spazi sicuri di aggregazione, attraverso attività ludiche, ricreative, sportive, artistiche.

Per gli anziani, l’intervento mira a contrastare la solitudine e ridurre l’isolamento attraverso attività di socializzazione, accompagnamento e supporto alla mobilità, garantendo un accesso più agevole ai servizi sanitari e alle attività comunitarie.

Per le famiglie e le comunità, il focus è sul rafforzamento del tessuto sociale e della coesione comunitaria, per ricostruire fiducia e senso di appartenenza, e la promozione della partecipazione civica e dell’empowerment.

ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTI PARTNER ESTERO

VMBA – Associazione Viver melhor no Beato

L’associazione VMBA – Associação de Moradores Viver Melhor no Beato è un’organizzazione non-profit, attiva dal 2011, impegnata a migliorare la qualità della vita dei residenti della zona amministrativa Beato di Lisbona. In questo contesto, l’associazione promuove lo sviluppo sociale, culturale e ambientale attraverso interventi partecipativi e basati sulla comunità, con l’obiettivo di trasformare ogni individuo in un agente attivo di cambiamento all’interno del proprio quartiere, con progetti pensati per persone di tutte le età. L’associazione è diventata un punto di riferimento fondamentale di supporto e orientamento, favorendo relazioni di prossimità e incoraggiando iniziative e leadership a livello comunitario.

Offre un ampio ventaglio di attività sociali, educative, culturali, familiari e intergenerazionali pensate per rafforzare i legami comunitari, promuovere l’inclusione sociale e potenziare le competenze e conoscenze di ogni persona. Tra le attività principali vi sono programmi sportivi e ricreativi per giovani e anziani, servizi di assistenza sanitaria e infermieristica, supporto burocratico e legale, servizi igienici e attrezzature per senzatetto e persone con mobilità ridotta, nonché supporto nello studio per bambini e adolescenti. Offre anche attività educative informali e organizza viaggi per giovani e anziani. Inoltre, ospita incontri e assemblee di quartiere per affrontare questioni locali e lavorare in modo congiunto per risolvere i problemi della comunità. Sostiene la giustizia sociale, rappresentando gli interessi dei quartieri svantaggiati nell’arena politica, negoziando le preoccupazioni dei residenti con le istituzioni pubbliche.

L’organizzazione è profondamente radicata nel territorio, e ha una vasta esperienza in approcci partecipativi, nella partecipazione attiva dei cittadini ed è fortemente impegnata nella promozione dei diritti umani. L’associazione si propone di essere uno spazio vitale, un luogo che risponde ai progetti dei residenti, aperto e intergenerazionale. Negli ultimi due anni, come parte di un progetto incentrato su “quartieri sani”, ha organizzato una serie di laboratori intergenerazionali volti a raccogliere suggerimenti e co-progettare spazi comuni che promuovessero l’inclusione, la sociabilità e il diritto a una città bella, verde e sana — in particolare per coloro che vivono in aree urbane svantaggiate. L’associazione si occupa anche della rivitalizzazione dal basso degli spazi pubblici, insieme alla sensibilizzazione della comunità sui diritti dei cittadini.

L’associazione VMBA contribuisce quindi alla realizzazione delle attività del progetto mettendo a disposizione la sede operativa dell’associazione nel quartiere Beatodi Lisbona e gli spazi di realizzazione delle attività sociali, educative, culturali rivolte in particolare ai giovani e agli anziani, nonché le competenze specifiche della sua equipe nell’organizzazione di interventi sociali con approcci partecipativi e nel coinvolgimento della comunità locale per la partecipazione civica e la cittadinanza attiva.

COMUNE DI MONTESILVANO

Il Comune di Montesilvano intrattiene relazioni e comunicazioni con diverse organizzazioni, fra le quali l’organizzazione spagnola ILÊWASI (Centro per la ricerca, la difesa e la promozione dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza) di Castellòn, ente partner estero descritto a seguire.

Il Comune di Montesilvano e il Muncipio di Castellò de la plana hanno partecipato insieme al progetto “DiverCities”, finanziato dalla Commissione Europea “Programma Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori” – Bando partecipazione e coinvolgimento dei cittadini. Inoltre, sono entrambi partner dei progetti:

– “EPIC_IDEA – Empowering youth Participation for Inclusive and plural Communities”, volto a incoraggiare e aumentare la partecipazione civica dei e delle cittadini/e, e nello specifico delle giovani generazioni, e il loro senso di appartenenza ai valori dell’Europa. EPIC_IDEA è promosso da una partnership di organizzazioni di 4 Paesi europei (Italia, Spagna, Portogallo e Ungheria) e si rivolge a youth worker, giovani e istituzioni attraverso processi di formazione e capacity building, creazione e supporto di rapporti di rete, attivazione a livello locale, nazionale e internazionale e advocacy.

– “STAND – Strengthening Towns’ Activation for new Narratives on Diversity” per la formazione di personale comunale e membri di associazioni del territorio finalizzata alla co-costruzione di nuove narrazioni positive per la cittadinanza intorno a quartieri, iniziative, politiche locali, che valorizzino le diversità e il contributo delle minoranze alla costruzione della nostra società.

Grazie al partenariato creato tramite questi progetti, i referenti del Municipio di Castellò e, nella persona di Francesca Lupo, per il Comune di Montesilvano hanno condiviso esperienze e reti reciproche, potando al coinvolgimento dell’associazione Ilewasi con la quale il Municipio realizza attività di politiche giovanili.

In linea con le progettualità descritte, il Comune di Montesilvano attraverso il progetto SCU si propone di incentivare lo sviluppo di strategie interculturali complete per gestire la diversità come un vantaggio per l’intera società, e promuovere il protagonismo giovanile, anche grazie allo scambio di buone prassi con altre organizzazioni e realtà a livello europeo.

ILÊWASI – Centro di Ricerca, Difesa e Promozione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

ILÊWASI è un’Organizzazione Non Governativa per lo Sviluppo (ONGD) composta da un team di professionisti e volontari provenienti da diverse parti del mondo, uniti nella promozione Diritti Umani, in particolare nei diritti dei bambini, delle bambine e degli adolescenti, e nella ricchezza che offre l’interculturalità.

ILÊ significa “casa” in yoruba e WASI significa “casa” in quechua: una fusione tra America Latina e Africa. Con questo nome Ilêwasi vuole rappresentare una casa per tutti i bambini, bambine e adolescenti del mondo, infatti sostiene progetti di Cooperazione Internazionale in America Latina e Africa, così come in Spagna, sempre da una prospettiva fondata sui diritti.

Le principali aree di intervento dell’associazione ILÊWASI sono le seguenti:

-Educazione e Cultura di Pace

Si realizzano laboratori di educazione formale e non formale incentrati sui diritti dell’infanzia e sull’interculturalità, promuovendo una cultura di pace nei diversi centri educativi della Comunità Valenciana. In particolare l’associazione porta avanti il programma “Ens Complementem” sull’importanza dell’interculturalità e il programma “Somriure” di educazione allo sviluppo incentrato sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS). Fa parte della Campagna Mondiale per l’Educazione, insieme ad altre ONGD, in un lavoro di rete.

-Cooperazione Internazionale

ILÊWASI sostiene progetti di ricerca, difesa e promozione dei Diritti Umani, e in particolare dei diritti dell’infanzia, a livello internazionale, principalmente attraverso attività educative, extrascolastiche e sportive.

-Mediazione e Giustizia Riparativa

ILÊWASI promuove la mediazione e la giustizia riparativa come strumenti per la risoluzione dei conflitti, all’interno di una cultura di pace. Partecipa al Programma MARC, sviluppato in diversi comuni della provincia di Castellón e in centri scolastici, in collaborazione con l’organizzazione ANEFAM.

-Area Socio-Educativa

Promuove i diritti dei bambini, delle bambine e degli adolescenti di Castellón, in particolare il diritto all’istruzione, alla salute, al gioco e al tempo libero. Il progetto “Pececitos /Peixets” accompagna bambini, bambine e adolescenti di Castellón de la Plana attraverso attività extrascolastiche e sportive.

ILÊWASI contribuisce alla realizzazione delle attività del progetto mettendo a disposizione la sede operativa dell’associazione a Castelló, spazi e strumentazioni per realizzare le attività socio-educative (in particolare extra-scolastiche e sportive) e la promozione dei diritti dei minori, attraverso le competenze specifiche della sua equipe in particolare in ambito di educazione non formale e interculturalità.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Facilitare lo sviluppo integrale dei minori e l’inclusione sociale e la partecipazione civica delle persone in situazione di vulnerabilità che abitano i territori specifici di intervento in Spagna e Portogallo.

Il peculiare contributo del progetto alla realizzazione del programma consiste nella congruenza e complementarietà dell’obiettivo specifico del progetto con l’obiettivo del programma ODS 4 che si riferisce a un’educazione di qualità, equa ed inclusiva e nella direzione comune delle azioni complementari del progetto negli ambiti dell’educazione e lo sviluppo integrale dei minori, l’inclusione e la partecipazione civica delle persone vulnerabili (anziani, famiglie migranti/gitane e residenti dei quartieri popolari in un’ottica resiliente.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Gli operatori e le operatrici volontarie avranno un ruolo attivo e trasversale nelle attività del progetto in ciascuna sede, supportando sia l’organizzazione che l’implementazione pratica delle iniziative rivolte alla comunità. Per favorire il loro intervento, la prima parte della formazione in loco sarà utile ad apprendere le dinamiche sociali e la storia del territorio, nonché per conoscere i partner locali delle associazioni partner e le loro modalità operative.

Tutte le attività degli operatori volontari si possono svolgere in presenza ma è possibile prevedere che una parte di esse siano realizzate, non nelle sedi di attuazione del progetto, ma “da remoto” attraverso adeguati strumenti in possesso dell’operatore volontario e/o forniti dall’ente. Questa modalità potrà essere attivata in situazioni di emergenza che non consentano l’operatività presso le sedi o per altre opportunità di servizio e il suo utilizzo non andrà mai oltre il 30% del totale delle ore di servizio in termini di monte ore.

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente, diversificate in relazione a ciascuna sede di attuazione del progetto.

Sede FREGUESIA DO BEATO

Nell’ambito della dinamizzazione socio-culturale per bambini e anziani, i/le volontari/e parteciperanno alla progettazione e realizzazione di laboratori artistici, ludici e ricreativi, organizzando attività di teatro, danza e giochi per i più piccoli e laboratori di artigianato e momenti di socializzazione per gli anziani. Saranno presenti durante le attività per stimolare l’interazione tra i partecipanti e agevolare il loro coinvolgimento attivo. Il supporto educativo e scolastico per i bambini si concretizzerà nell’accompagnamento nello studio e nello svolgimento dei compiti, con un’attenzione particolare al rafforzamento delle competenze di base, al miglioramento dell’autonomia e alla promozione di un ambiente di apprendimento positivo.

I/le volontari/e saranno di supporto anche nella gestione degli spazi associativi. Per la realizzazione di eventi comunitari, affiancheranno il team dell’associazione nella pianificazione e organizzazione logistica degli incontri, collaborando alla preparazione degli spazi, alla diffusione dell’evento, all’accoglienza dei partecipanti e alla gestione delle attività previste.

Il supporto logistico delle attività dell’associazione riguarderà la preparazione e il riordino degli spazi per le diverse iniziative, l’organizzazione dei materiali necessari, la gestione delle iscrizioni e l’affiancamento del team operativo nella coordinazione quotidiana del lavoro. Nel quadro delle attività di gestione dei progetti della VMBA, i/le volontari/e avranno modo di contribuire al monitoraggio e alla documentazione delle iniziative, partecipando a incontri di coordinamento e collaborando nella preparazione di report e materiali di valutazione. Infine, nelle attività di comunicazione e sensibilizzazione, saranno coinvolti/e nella produzione di contenuti per i canali di comunicazione dell’associazione, supportando la gestione dei social media, la realizzazione di materiali grafici e la diffusione di informazioni sulle attività in corso. Potranno inoltre contribuire alla progettazione di campagne di sensibilizzazione su tematiche sociali rilevanti per la comunità.

Educazione e cura dell’infanzia (Programma ProInfância)

  • Supporto alle attività educative, ludiche e socio-emotive previste dal programma ProInfância rivolto a bambini in situazione di vulnerabilità
  • supporto educativo e scolastico a bambini in contesti di doposcuola, attraverso accompagnamento nello studio e nello svolgimento dei compiti;
  • partecipazione all’accoglienza dei bambini e alla gestione quotidiana degli spazi Educativi;
  • affiancamento agli educatori durante i momenti di studio assistito, gioco strutturato, lettura e attività ricreative;
  • coinvolgimento nella programmazione settimanale delle attività e nella preparazione dei materiali educativi;
  • collaborazione nella documentazione delle attività svolte, per finalità valutative e comunicative;
  • partecipazione agli incontri di coordinamento interno e ai momenti di monitoraggio delle attività.

Dinamizzazione socio-culturale per anziani

  • Collaborazione alle attività motorie e ricreative realizzate nell’ambito del programma Lisboa +55, in particolare ginnastica dolce e momenti di socializzazione attiva;
  • accompagnamento degli anziani nelle gite e passeggiate realizzate in collaborazione con la Junta de Freguesia do Beato;
  • supporto alla gestione quotidiana dello spazio senior della VMBA (accoglienza, preparazione materiali, logistica interna);
  • partecipazione all’organizzazione di laboratori creativi e manuali per il benessere psico-sociale degli anziani;
  • partecipazione agli incontri di coordinamento interno e ai momenti di monitoraggio delle attività.

Promozione culturale e della cittadinanza attiva con i giovani

  • Supporto alle attività del progetto Uma Cena de Bairro, inclusi laboratori artistici, Art’Camps, programmazione culturale e tirocini per giovani;
  • affiancamento degli educatori nelle attività di mediazione culturale e produzione di eventi con protagonismo giovanile;
  • partecipazione all’organizzazione logistica e alla documentazione delle attività culturali e degli spettacoli;
  • collaborazione con i partner artistici e culturali (es. Teatro Ibérico, Oficina Fritta, AR.CO) per facilitare il coinvolgimento attivo dei giovani;
  • presenza nelle attività di ascolto e partecipazione giovanile promosse dal progetto In’Comum e dai programmi di cittadinanza attiva;
  • collaborazione alla pianificazione, organizzazione logistica e realizzazione di eventi di quartiere (feste tematiche, iniziative sportive, incontri culturali);
  • preparazione degli spazi, accoglienza dei partecipanti, gestione delle attività e cura dell’allestimento durante gli eventi;
  • partecipazione agli incontri di coordinamento interno e ai momenti di monitoraggio delle attività.

Comunicazione e sensibilizzazione

  • Supporto alla produzione di contenuti multimediali (testuali, fotografici, video) per i canali di comunicazione dell’associazione;
  • gestione dei social media e aggiornamento dei contenuti digitali relativi alle attività in corso;
  • collaborazione alla realizzazione di materiali grafici e informativi (locandine, newsletter, infografiche, ecc.) relativi alle attività in corso;
  • partecipazione alla progettazione e implementazione di piccole campagne di sensibilizzazione su tematiche sociali rilevanti per la comunità (salute di prossimità, inclusione sociale, cittadinanza attiva;
  • documentazione fotografica e audiovisiva delle attività e supporto alla raccolta di testimonianze;
  • partecipazione agli incontri di coordinamento interno e ai momenti di monitoraggio delle attività.

Organizzazione di eventi comunitari e supporto logistico generale

  • collaborazione alla pianificazione, organizzazione logistica e realizzazione di eventi di quartiere (feste tematiche, iniziative sportive, incontri culturali);
  • preparazione degli spazi, accoglienza dei partecipanti, gestione delle attività e cura dell’allestimento durante gli eventi;
  • supporto nella facilitazione di incontri con gruppi informali, residenti e partner per l’ideazione partecipata degli eventi;
  • coinvolgimento attivo nella creazione di momenti aggregativi che rafforzino il senso di comunità;
  • diffusione e promozione delle iniziative attraverso canali online e offline;
  • monitoraggio delle necessità logistiche generali della sede associativa e supporto all’organizzazione delle risorse interne;
  • organizzazione e gestione dei materiali necessari per i laboratori e le iniziative associative;
  • gestione delle iscrizioni e supporto operativo alla coordinazione quotidiana del lavoro dell’associazione;
  • collaborazione nella redazione di report, schede di valutazione e materiali di documentazione.

Sede CASTELLÓ DE LA PLANA

Programma Caixa Pro Infància

Nell’ambito del programma Caixa Pro Infància di ILÊWASI il progetto supporta il Centro Aperto, attivo in orario pomeridiano presso la scuola CEIP Castalia e il centro sportivo Polideportivo Castalia. Con gruppi di scuola secondaria, primaria e dell’infanzia si svolgono laboratori di educazione emotiva, giochi cooperativi, attività manuali, e attività sportive come pattinaggio, pallamano e calcio. Gli operatori volontari affiancheranno i/le giovani nei gruppi sportivi e accompagneranno i/le bambini/e della primaria durante i giochi e le attività previste. Inoltre, potranno proporre e pianificare nuove attività da realizzare con i/le partecipanti.

  • Accoglienza dei bambini all’arrivo
  • Supporto ai laboratori di educazione emotiva e alle attività manuali, assistendo i bambini, incoraggiando la partecipazione e co-facilitando los volgimento delle attività e la gestione delle dinamiche di gruppo.
  • Assistenza agli educatori e istruttori durante le sessioni di gioco e sport, aiutando a organizzare le attività, a spiegare le regole e a supervisionare i bambini.
  • Proporre e coordinare giochi cooperativi o attività per favorire l’interazione e il divertimento.
  • Aiutare nella preparazione e nel riordino delle attrezzature e dei materiali, nella preparazione e riordino degli spazi dedicati alle attività

Programma Pececitos

Pececitos è un programma che rientra nelle Iniziative di conciliazione familiare, educazione e infanzia, operando nell’ambito comunitario e rivolgendosi a minori segnalati dai Servizi Sociali. Gli operatori volontari forniranno supporto alle sessioni di recupero scolastico e animeranno momenti di socializzazione e interazione tra pari durante le attività educative e ricreative.

  • Fornire supporto ai bambini e agli adolescenti durante le sessioni settimanali di recupero scolastico, aiutando gli educatori a identificare le difficoltà di apprendimento degli studenti e a implementare metodi di accompagnamento personalizzati
  • Collaborare alla preparazione di materiali didattici e giochi educativi e stimolo alla motivazione incoraggiando gli studenti
  • Collaborare alla pianificazione e all’esecuzione di attività educative e ludiche durante la Scuola Estiva, mantenendo un ambiente di apprendimento stimolante e divertente anche durante le vacanze.
  • Supporto per Gite e Attività Ricreative: Affiancare il personale nelle uscite didattiche o ricreative organizzate, assicurando la supervisione e il coinvolgimento dei partecipanti.
  • Animazione e Giochi Educativi: Proporre e guidare giochi di gruppo, laboratori creativi o attività sportive che integrino l’apprendimento e il divertimento.
  • Gestione del Comportamento in Aula: Collaborare con il personale per creare un ambiente di apprendimento positivo e supportivo, aiutando a gestire comportamenti problematici in aula attraverso l’incoraggiamento e il rinforzo positivo.
  • Sviluppo di Competenze Sociali: Promuovere attività che rafforzino le competenze sociali e relazionali degli studenti, favorendo un clima di rispetto e collaborazione all’interno del gruppo.

Ilêsport

ILÊsport è un programma trasversale che si inserisce negli altri programmi realizzati da ILÊWASI per i minori di Castellò, contribuendo al rafforzamento di valori come il rispetto, la cooperazione e l’espressione delle emozioni. Attraverso il programma si offrono diverse discipline sportive, come pallamano, tennis, padel, ping-pong, pallavolo, calcio, per lo sviluppo integrale di bambini/e e adolescenti. Gli operatori volontari affiancheranno i/le giovani nei gruppi sportivi e supporteranno gli istruttori e allenatori.

  • Affiancare gli istruttori o gli allenatori qualificati durante le sessioni di pallamano, tennis, padel, ping-pong, pallavolo e calcio, spiegare le regole e supervisionare i partecipanti.
  • Gestione Materiale Sportivo: Aiutare a preparare e riporre l’attrezzatura necessaria prima e dopo ogni sessione sportiva (es. montare reti da pallavolo, distribuire racchette, gonfiare palloni).
  • Organizzazione di Giochi di Riscaldamento/Raffreddamento, giochi cooperativi promuovendo il divertimento e l’interazione.
  • Assicurarsi che tutti i bambini e gli adolescenti si sentano inclusi e valorizzati, indipendentemente dalle loro abilità sportive, incoraggiando la partecipazione e prevenendo l’esclusione.

Filopaz

Filopaz è un progetto di filosofia per la pace realizzato nelle scuole di Castellò, il cui obiettivo è contribuire alla costruzione di una cittadinanza globale solidale, giusta, equa, partecipativa e, soprattutto, pacifica, attraverso lo sviluppo di un pensiero critico, creativo e solidale. Gli operatori volontari affiancheranno il facilitatore e si uniranno al gruppo di bambine e bambini per partecipare al dibattito.

  • Co-facilitazione di Attività: Affiancare i facilitatori principali durante le sessioni, assistendo nella gestione dei gruppi e nella distribuzione dei materiali. Un volontario può aiutare a stimolare la discussione iniziale, assicurandosi che tutti gli studenti abbiano la possibilità di esprimere le proprie curiosità e formulare domande.
  • Preparazione all’Indagine e al Dialogo: Supportare gli studenti nel formulare domande chiare e pertinenti a partire dallo stimolo iniziale. Questo può includere l’aiuto nella riformulazione, nel chiarimento dei concetti o nel raggruppamento di idee simili.
  • Creazione di un Ambiente Inclusivo: Essere presenti come risorsa amichevole e incoraggiante per gli studenti, contribuendo a creare un’atmosfera in cui tutti si sentano a proprio agio nell’esprimere le proprie idee, anche le più timide.
  • Preparazione materiali, contribuire all’allestimento delle aule per creare un ambiente che favorisce il dialogo circolare

Accompagnamento famigliare e Eventi comunitari

  • Aiutare a organizzare e preparare gli spazi per i dibattiti e gli incontri con i genitori, la preparazione di materiali informativi e l’accoglienza delle famiglie.
  • Supporto Comunicativo collaborando alla diffusione delle informazioni sugli incontri e le iniziative di sensibilizzazione, gestione dell’accoglienza.
  • Supporto all’organizzazione del Mercatino Solidale, raccolta e smistamento beni donati (vestiti stagionali, giocattoli, materiale scolastico), all’allestimento del mercatino
  • Supporto ad attività extra e laboratori, accompagnamento per uscite/escursioni: culturali e ambientali (cinema, musei scientifici, parchi naturali), aiutando a supervisionare i bambini
  • Documentazione eventi durante le uscite e i laboratori per la documentazione interna del progetto.
  • Supporto organizzazione feste di compleanno, allestimento e decorazione, animazione e proposta giochi

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sedi di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
CESC Project Via Giglioli RomaVia Enrico Giglioli 54 F – Roma2152934
Comune Montesilvano Palazzo di Citta Piazza DiazPiazza Diaz 1 – Montesilvano2325222

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’estero  IndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
CESC Project Lisbona PortogalloRua Federico Perry Vidal 9 – LisbonaPORTOGALLO2333294
Comune Montesilvano ILEWASI SpagnaCarrer de les Useres 8 – Castellò De La PlanaSPAGNA2329662

TOTALE POSTI DISPONIBILI, SERVIZI OFFERTI: 6 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza può variare dai 3 ai 6 mesi.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite telefonia fissa e mobile, e-mail, Whatsapp e simili. Nelle sedi dei partner locali è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Stile di vita essenziale
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Attitudine al lavoro d’equipe
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua portoghese/spagnola qualora non la si conosca
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Come previsto dal contratto di servizio civile la partecipazione alla formazione generale e obbligatoria e pertanto non sarà possibile prendere permessi durante quelle giornate.

La formazione, generale e specifica, potrà essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e/o asincrona (su piattaforma e-learning).

L’erogazione online avverrà previa verifica dell’ente della disponibilità da parte degli operatori volontari dell’adeguata strumentazione, per intervenire di conseguenza in caso di mancanza della stessa.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Non sono state riscontrate significative situazioni di disagio per gli operatori volontari.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) attraverso il legale rappresentante e/o dal coordinatore responsabile del servizio civile universale dell’ente e dall’ente di accoglienza attraverso l’operatore locale di progetto e/o, in dal legale rappresentante.  

L’attestato varrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del servizio civile universale o che ne abbiano svolto almeno il 75% e spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili. In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente in forma sincrona o asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Presentazione delle caratteristiche dei territori, della comunità, dei partner localiAspetti storici, socio- culturali, economici delle zone rurali in Portogallo e SpagnaApprofondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativeLa rete di relazioni nei territori Compiti e funzioni dell’Ente, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento. Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari. Modalità di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione delle attività specifiche in ambito educativo e qualificazione degli spazi comunitari nelle sedi L’apporto degli operatori volontari nella relazione con le comunità locali, l’incontro intergenerazionale, le attività di animazione comunitaria L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività socio-educative Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore di piccole comunità rurali bambini, adolescenti, giovani e popolazione anziana Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità negli interventi di sviluppo locale comunitario Strumenti e metodi di intervento per l’integrazione e l’inclusione sociale Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza Eventuale altro specifico del progetto Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) L’intervento di sviluppo comunitario: metodologie ed esperienze. Caratteristiche dell’animazione comunitaria territoriale Metodologie di intervento intergenerazionale Multifunzionalità dell’animatore di sviluppo locale e territoriale Strumenti di progettazione, attuazione, monitoraggio e valutazione degli interventi Strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto degli interventi Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione; Organizzazione della prevenzione aziendale; Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali; Organi di vigilanza, controllo e assistenza. Ed in particolare: –           La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi –           I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto –           La sicurezza come processo di miglioramento continuo –           I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) –           Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali –           Percezione del rischio e propensione al rischio –           Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio –           La gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

2026 Comunità resilienti nella penisola iberica”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 15 Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA: Crescita della resilienza delle comunità