Passa al contenuto principale

COOPERAZIONE E SOLIDARIETÀ IN AMERICA DEL SUD 2026

Progetto

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE ED AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi

Il progetto intende incentivare l’acquisizione di buone pratiche di agricoltura, gestione delle risorse e consumo, che siano sostenibili ed inclusive, attraverso un’azione di supporto alle attività di programmazione, gestione e formazione di gruppi di piccoli produttori e contadini indigeni dell’Ecuador, della Bolivia e dell’Argentina.

Il progetto supporterà interventi di formazione e cooperazione nei tre Paesi, tramite un supporto diretto agli uffici centrali dei partner locali negli ambiti di:

  • formazione su tecniche e pratiche sostenibili di produzione e consumo;
  • appoggio organizzativo e gestionale per gruppi di piccoli produttori agricoli e associazioni di contadini;
  • promozione di un’agricoltura sostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Inserito nel programma SCU “2026 Cooperazione e sviluppo rurale in Sudamerica”, basa la sua azione per il conseguimento degli Obiettivi di Sviluppo 2) Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile, e 12) Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo e che interviene a favore di popolazione povera rurale dei Paesi coinvolti.

Prevede un’azione di supporto in quelle sedi di progetto che fanno riferimento agli uffici di progettazione dei partner locali, che coordinano le attività sull’intero territorio di Ecuador e Bolivia e per la Regione (Provincia) del Chaco in Argentina, con un focus particolare per le zone di maggior disagio e vulnerabilità in area rurale e per le persone di etnia indigena. Di conseguenza il contesto territoriale d’intervento rappresenta l’intero territorio dei Paesi interessati, programmando interventi di sviluppo rurale in tutte le Province a vocazione agricola dei territori coinvolti.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA:

ECUADOR

L’Ecuador è un paese produttore di beni primari ed estrattore. Soffre di grandi disparità economiche e di povertà. La proposta della sovranità alimentare ha trovato una traduzione nelle Carta costituzionale che ha voluto promuovere un approccio alternativo alle politiche neoliberiste affermando nuovi principi di organizzazione sociale. Anche grazie all’azione di quattro gruppi federati a Via Campesina la sovranità alimentare è divenuta una priorità politica che ha generato la Mesa Agraria, uno spazio di concertazione entro la quale la questione agraria è stata ripensata: la battaglia non è più quella per l’inclusione dei contadini nel modello agrario globale attraverso la modernizzazione e l’aumento della produttività ma aspira piuttosto ad una transizione agroalimentare.

Le riflessioni maturate entro la Mesa Agraria hanno trovato spazio nella Costituzione Ecuadoriana che è una delle più innovative del mondo; al suo interno la sovranità alimentare diviene uno dei diritti del buen vivir ed un obbligo dello Stato, un caposaldo strategico per lo sviluppo, uno strumento per la messa in discussione della matrice produttiva grazie alla quale la natura, la cosmologia indigena trovano il loro spazio nel diritto al cibo. Il concetto di sovranità alimentare è fortemente sentito in Ecuador però, se le azioni dei movimenti contadini hanno permesso la costituzionalizzazione del concetto, la sua realizzazione pratica si scontra con gli interessi dei gruppi economici agroindustriali ed è divenuto terreno di disputa per l’intera società.

BOLIVIA

A causa delle condizioni climatiche sempre più estreme determinate dal cambiamento climatico, nonché per la continua spinta verso un modello economico esportatore/estrattivo di materie prime, la Bolivia rischia di accelerare ulteriormente la perdita delle sue capacità di resilienza rispetto ai cambiamenti climatici e ai disastri ambientali (incendi forestali, inondazioni, siccità ecc.), causando un deterioramento sempre maggiore in termini di biodiversità, beni produttivi (terra, acqua, suolo, sementi) e dei diritti territoriali delle comunità indigene contadine.

Negli ultimi anni, la riduzione della domanda delle materie prime nel mercato internazionale, principalmente asiatico, ha incrementato notevolmente la pressione su risorse naturali e territori indigeni nel Paese. La risposta del governo è stata quella di irrigidire le politiche conservatrici mantenendo un modello esportatore che si alimentata attraverso l’espansione delle attività estrattive (mineraria, idrocarburi e monoculture), la costruzione di infrastrutture e grandi progetti per la produzione energetica, invadendo territori indigeni, parchi e riserve naturali. Fino all’anno 2016, la perdita forestale in favore dell’espansione agricola nel paese ha raggiunto un totale di 6.801.302 ettari (CIPCA); l’obiettivo fino al 2025 è di incrementare di un altro 60% le aree soggette al disboscamento fino a raggiungere i 9 milioni di ettari.

ARGENTINA

L’Argentina è un paese di forte polarizzazione sistemica sociale ed economica, di forti conflitti sociali legati allo sfruttamento agricolo del terreno, di “paradossi alimentari” e, al contempo, di movimenti sociali radicati e presenti sul territorio. È il secondo esportatore mondiale di mais e uno dei primi produttori di grano. Rilevante è quindi la produzione di farine, fecole, glutini, biscotti, paste alimentari, prodotti di pasticceria. Negli ultimi dieci anni è aumentata enormemente la produzione di soia. Fino a qualche decennio fa, le coltivazioni si concentravano nelle fertili zone delle Pampas ma, con l’aumentare della domanda internazionale, il peso della produzione si è fatto sempre più significativo. Alcune zone del paese, a causa della coltivazione intensiva, hanno perso circa il 50% delle terre d’origine possedute nella prima metà del XX secolo e questo sfruttamento, unito all’utilizzo di prodotti biochimici e fertilizzanti con forte impatto per il terreno coltivato, si prevede che possa consumarne definitivamente i nutrienti già nell’arco di qualche decennio. Questo spropositato aumento produttivo, diretta conseguenza della globalizzazione dei mercati e dei progressi tecnologici, che permettono di realizzare coltivazioni intensive con erbicidi a prezzi irrisori e modalità di lavoro semplificate, ha seriamente compromesso gli ecosistemi di numerose province dell’Argentina. La trasformazione degli ambienti rurali è sempre più evidente, determinata dal consistente aumento di piante resistenti al glifosato, dalla desertificazione, dalla riduzione della biodiversità, dal costante impoverimento del suolo causato dalle monocolture intensive e volte quasi esclusivamente all’esportazione. Sono sempre più esclusi i piccoli produttori dal mercato su larga scala e dall’accesso a tecnologie competitive e sostenibili. Tutto ciò è particolarmente evidente nel Chaco, dove vengono compromessi i due princìpi fondamentali di sovranità e sicurezza alimentare, procurando duri contraccolpi sociali e nutrizionali per le popolazioni urbane ma soprattutto in quelle rurali, risultando come i più danneggiati i residuali gruppi indigeni e i piccoli produttori. I Wichí, i Qom e i Mocoit, popolazioni indigene della zona, soffrono di malnutrizione e obesità in particolare bambini e adolescenti, nonostante il loro rapporto ancestrale con il bosco e la terra, con una totale interdipendenza e un riverbero verso il sistema economico-sociale e quello simbolico dei valori condivisi.

Bisogni rilevati e aspetti da innovare:

I principali bisogni delle popolazioni che vivono queste zone riguardano la mancanza dei servizi di base, una formazione scolastica inadeguata, un difficile accesso alle risorse finanziarie, fonti di lavoro e mezzi di produzione insufficienti e poca incidenza a livello politico. 

Le innovazioni del progetto sono:

‐           Il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie di contadini in difficoltà, con una particolare attenzione alle minoranze etniche (indigeni e afro-ecuadoriani), alle donne e ai giovani che vivono nelle comunità rurali e nelle periferie attraverso il rafforzamento delle attività produttive delle famiglie di contadini, supportando le loro attività in ciascuna fase della catena di valore: dalla produzione, alla trasformazione e commercializzazione, la progettazione;

‐           Facilitare l’accesso ai programmi di formazione;

‐           Contribuire con attività di sensibilizzazione a promuovere modelli di agricoltura sostenibili.

ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTI PARTNER ESTERO

GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE

L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.

FEPP – Fondo Ecuatoriano Populorum Progressio

Il FEPP è il principale partner locale del progetto, nato nel 1970, è una delle maggiori ONG ecuadoriane. È nata dall’ispirazione suscitata dall’Enciclica PopulorumProgressio, con spirito ecumenico, che aveva l’obiettivo di creare un “fondo comune” per assistere i poveri e per promuovere uno “sviluppo solidale dell’umanità”. Il FEPP è stato riconosciuto dalle Istituzioni, iniziando dal ministero degli Interni dell’Ecuador, come ente di pubblica utilità, lavorando a fianco di uomini e donne contadini, indigeni, afro-ecuadoriani, montubios, meticci, popolazione urbana marginale e poveri. Supporta gli sforzi di questi gruppi sociali per il miglioramento organizzativo ed educativo, l’accesso alle risorse finanziarie, nella possibilità di impiego e nell’utilizzo dei mezzi per la produzione, la trasformazione, la commercializzazione, la salvaguardia ambientale, l’uguaglianza di genere, la partecipazione alla vita politica, il benessere e contribuendo così a condizioni di vita più umane. Nel corso della sua storia ha raggiunto circa 140.000 famiglie e più di 550.000 persone. Da settembre 2017, per 4 annualità, il FEPP ha ospitato in totale 56 giovani in Servizio Civile per un totale di 6 progetti (“Dalle Ande all’Amazzonia”; “Educazione e Sviluppo Rurale tra le Ande e l’Amazzonia”; “Con los Pies en la Tierra”; “Practicando Solidaridad”; “Accogliere per crescere” e “Il sapere della terra”) altri 3 progetti (24 giovani) saranno avviati a Settembre 2022), nel 202 stanno per essere avviati altri 3 progetti. È inoltre partner di Gondwana in 5 progettualità di cooperazione internazionale finanziati da enti italiani.

IPDRS – Istituto Para el Desarollo Rural de Suramerica

Nato nel 2009 per promuovere sinergie ed azioni di sviluppo rurale su base contadina indigena nella regione sudamericana con la mission di contribuire a migliorare le condizioni teoriche, politiche e tecniche per lo sviluppo rurale in Sudamerica. Realizza progetti, consulenze, analisi e servizi di capacity building nelle aree rurali sudamericane attraverso tre linee di intervento: ricerca, comunicazione e apprendimento multidisciplinare (interaprendizaje). Suo obiettivo strategico è di formare un numero crescente di dirigenti contadini, indigeni, afro-discendenti, attivista e professionisti, in grado di generare nuove correnti di pensiero e azione sullo sviluppo rurale di base contadina indigena, adeguate al cambio di contesto locale, regionale e globale. A tal fine, facilita contatti, interscambi di informazioni e spazi fisici e virtuali di dialogo sullo sviluppo rurale in Sudamerica, principalmente attraverso portali web e differenti reti; mette in pratica un modello organizzativo sostenuto da una struttura limitata di base fisica e da ampli anelli concentrici di base virtuale; include la prospettiva regionale sudamericana come valore aggregato permanente ai lavori di analisi e agli studi applicati rispetto a diverse aree di sviluppo rurale; focalizza permanentemente il suo lavoro nella popolazione contadina dedita alla piccola produzione agropecuaria come soggetto economico e sociale privilegiato nelle politiche di sicurezza alimentare della regione. Dal 2022 è partner del progetto SCU “Cooperazione e Solidarietà”, in avvio a settembre con 2 operatori in servizio civile universale; anche nel 2023 accoglierà 2 operatori.

CAMARI – Comercializadora solidaria

Organizzazione che cura la commercializzazione e l’esportazione dei prodotti per conto del Grupo Social FEPP. Nata all’inizio degli anni ’80, Camari ha aperto negozi in varie città dell’Ecuador e nel 1991 ha costituito un sistema centralizzato di gestione dei punti vendita e di sostegno ad altri negozi non soci. La vendita nei canali del commercio equo e solidale è iniziata nel 1986 con l’artigianato e si è poi estesa agli alimentari nel 1996. Camari sostiene i produttori in tutte le loro attività offrendo un collegamento diretto al mercato senza intermediari. Permette l’accesso al mercato internazionale e promuove pratiche etiche e sostenibili nella produzione e nella vendita. Fa parte della rete di altromercato, impresa sociale e principale realtà di Commercio Equo e Solidale in Italia.

CIPCA Centro de Investigación y Promoción del Campesinado

Nasce come un’organizzazione dipendente dalla Compagnia di Gesù e, dal 1987 si è assunta l’impegno politico di assicurare che la popolazione contadina e indigena della Bolivia occupasse il posto che le spetta nella struttura economica e politica del paese. Nel 1994 è diventata un’organizzazione autonoma senza scopo di lucro. I temi del lavoro del CIPCA sono lo sviluppo rurale: economia contadina indigena, organizzazione e leadership; terra, territorio e risorse naturali; diritti dei popoli indigeni, genere, interculturalità, partecipazione sociale e politica. Negli ultimi anni, il CIPCA ha lavorato intensamente con le organizzazioni contadine indigene per aiutarle a diventare attore rilevante nel processo di cambiamento legale e sociale del paese. Il CIPCA ha attualmente un ufficio di direzione generale a La Paz, e sei uffici regionali: CIPCA Altiplano, CIPCA Cochabamba, CIPCA Cordillera, CIPCA Santa Cruz, CIPCA Beni e CIPCA Norte Amazónico.

INBAR International Bamboo and Rattan Organization

È un’organizzazione intergovernativa che promuove lo sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale utilizzando bambù e rattan. Attualmente è composto da 46 Stati membri ed ha cinque uffici regionali in Camerun, Ecuador, Etiopia, Ghana e India.

Dal 2020 sta implementando il progetto “Innovación y promoción del bambú a través de procesos de investigación-acción para una agricultura resiliente en Colombia, Ecuador y Perú” conosciuto con il nome corto “Bambuzonía” e cofinanziato da IFAD (International Fund for Agricultural Development). In Ecuador il progetto si sviluppa nelle province amazzoniche di Napo, Pastaza e Morona Santiago ed ha come obiettivo generale aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici dei piccoli produttori rurali attraverso sistemi diversificati di produzione, utilizzo e vendita di bambú e prodotti derivati, come risorsa forestale alternativa, frutto di una gestione sostenibile del bosco invece che del disboscamento indiscriminato. I beneficiari di questo progetto in Ecuador sono attualmente più di 700 famiglie di piccoli agricoltori di comunità rurali e indigene, con particolare attenzione alle donne e i giovani, e circa 200 tecnici di governi locali e organizzazioni. I siti di intervento sono stati selezionati in base agli indicatori di povertà.

Nel 2022 INBAR implementa il progetto “Restauración Biocéntrica en Territorios Indigena” finanziato da FAO Roma, che mira a fornire supporto alle popolazioni indigene di 4 comunità della provincia di Napo per ripristinare e conservare i loro territori applicando un mix di nuove tecnologie con conoscenze e pratiche ancestrali (restauro biocentrico), che permettono loro di utilizzare e conservare i loro territori in modo sostenibile. I processi di restauro e conservazione sono guidati dalle stesse popolazioni indigene, secondo la loro dieta e sistema tradizionali di gestione del territorio.

Nella regione amazzonica INBAR ha esperienza nella formazione dei produttori sulla gestione sostenibile del bambù, l’incorporazione di pratiche climaticamente intelligenti, la propagazione del bambù per la creazione di frange di protezione lungo le rive dei fiumi, ripristino e conservazione di pendii erosi e recupero di terreni degradati con bambú sfruttando la sua rapida crescita, l’apporto di materia organica che ne migliora la fertilità, e lo sviluppo dei rizomi che rompono la compattazione del suolo e ne migliorano la porosità. L’apertura di strade può essere gestita con l’inserimento di specie di bambù che generano barriere frangivento e creano corridoi biologici, riducendo gli effetti negativi che l’apertura delle strade genera per la biodiversità locale.

JUM – Junta Unida de Misiones (JUM)

La JUM nasce nel 1964 da un’iniziativa ecumenica cristiana per supportare le popolazioni indigene del Chaco fortemente emarginate e messe ai margini della nazione argentina.  Da allora si batte per difendere i diritti di QOM, Wichi e Mocoit, nei seguenti ambiti: Diritti, Identità, Terra (accesso e riconoscimenti), Salute, Gioventù, Cambio climatico, Acqua e riforestazione, accesso alla Giustizia, Genere e Diversità. Ha sede nella città di Juan José Castelli, nella provincia del Chaco (Argentina). Opera con equipe professionali e con i seguenti programmi:

-Sviluppo comunitario, per rafforzare le capacità organizzative dei gruppi indigeni, la difesa e l’accesso ai diritti della salute, economici, culturali e ambientali;

-Leadership, genere e Sviluppo tecnologico, per migliorare la leadership di giovani e donne e dare accesso alle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC);

-Incidenza politica, per creare e rafforzare reti sociali con la finalità dell’inclusione di progetti comunitari nell’agenda della politica pubblica;

-Terra-Territorio, supporto giuridico e incidenza pubblica per l’accesso alle proprietà comunitarie riconosciute o storiche;

-Acqua e Agroecologia, per l’uso sostenibile e sano dell’acqua, la preservazione dell’ambiente naturale, la mitigazione degli effetti del cambio climatico e della pandemia;

-Cosmovisione indigena ed Eco-Spiritualità, spazi di dialogo tra diverse forme religiose per salvaguardare la casa comune e gli spazi comunitari;

-Ambiente naturale, per preservare il ricco ambiente naturale della Provincia del Chaco.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Promuovere il benessere economico, sociale ed ambientale di gruppi di contadini e piccoli produttori in Ecuador, Bolivia e Argentina.

Obiettivi specifici:

•          Supportare la produzione agricola e implementare tecniche e pratiche sostenibili di produzione e consumo

•          Supportare i gruppi di piccoli produttori agricoli e le associazioni di contadini

•          Promuoverei temi dello sviluppo rurale sostenibile, del rispetto dell’ambiente, accesso alla terra, ecc.

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

L’area di intervento in cui gli operatori SCU opereranno sarà principalmente quella del supporto ai contadini poveri nello sviluppo rurale e ai tecnici che elaborano innovazione e miglioramento della produzione, principalmente nella progettazione e nel supporto organizzativo.

I volontari svolgeranno un ruolo di supporto, affiancando gli operatori locali in tutte le attività previste dal progetto e nel rispetto della gradualità dell’inserimento, adottando una metodologia che vede l’osservazione, l’affiancamento e la sperimentazione. A tutti i volontari in servizio verrà chiesto di vivere la vita e le esperienze all’interno delle sedi di servizio nel pieno rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali. Il lavoro di campo, da realizzarsi in tutto il territorio delle Province coinvolte (ogni sede per la Provincia di riferimento), prevedrà uscite e anche pernottamenti sui luoghi delle attività del progetto; nel rispetto delle misure previste nelle Province e dal piano sicurezza del progetto.

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Le attività saranno uguali nelle 5 sedi.

AZIONE 1 Supporto alla produzione agricola e implementazione di tecniche e pratiche sostenibili di produzione e consumo

-Supportare i tecnici nelle attività di implementazione dei progetti in corso (workshop, riunioni, eventi, raccolta di dati).

-Partecipazione a incontri comunitari, interviste, studi, report e analisi dei dati raccolti

-Accompagnare i beneficiari nelle attività di raccolta, immagazzinamento, conservazione e commercializzazione dei prodotti.

-Supportare nell’elaborazione e nella somministrazione di cosi formativi su pratiche di gestione produzione sostenibile, anche attraverso il ricorso a strumenti di formazione online

-Supportare nelle fasi di identificazione e formulazione di nuove proposte progettuali (ricerca di bandi, stesura dei progetti, raccolta di dati).

AZIONE 2 – Appoggio organizzativo e gestionale per gruppi di piccoli produttori agricoli e associazioni di contadini

-Accompagnare i tecnici del nelle attività di supporto alle organizzazioni di contadini (modelli di gestione, analisi dei dati ecc.).

-Supportare nella raccolta di contenuti, dati, elementi culturali, dettagli sui prodotti da diffondere o da commercializzare.

-Supportare nella realizzazione e gestione di siti web e social network (Facebook, Instagram, Twitter, ecc.).

-Supportare nell’elaborazione di volantini, brochure, loghi, etichette.

-Supportare nella realizzazione e organizzazione di riunioni, manifestazioni ed eventi.

AZIONE 3. Promozione e formazione sui temi dello sviluppo rurale sostenibile, del rispetto dell’ambiente, accesso alla terra, ecc.

-Analisi e raccolta dati e supporto nella divulgazione dei risultati

-Supportare nella realizzazione e nella gestione di corsi formativi, anche online

-Preparazione e raccolta materiali informativi e divulgativi; supporto nella realizzazione di pubblicazioni, studi di caso, e nella creazione di database

-Supportare nella preparazione e gestione di eventi di sensibilizzazione su tematiche ambientali, sociali, diritti, ecc.

Nelle sedi in Ecuador e Bolivia, le attività principali saranno svolte nell’Ufficio progettazione e comunicazione.

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
Gondwana Coordinamento SCU Italia           VIA APPIA NUOVA 983 – 00178 ROMA21464411

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Gondwana Ibarra FEPPOviedo 11, IbarraEcuador1533462
Gondwana Quito FEPPCalle Mallorca 24-275Ecuador1939212
Quito INBARAvenida Eloy Alfaro y Av. Amazonas 30 – 350Ecuador2271392
Gondwana La PazAv. 20 de OctubreBolivia1939112
JUM Castelli ArgentinaDr. Cichetti – cruce con Dr Vàzquez (al 1200) sncArgentina2271363

TOTALE POSTI DISPONIBILI, SERVIZI OFFERTI: 11 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza è di circa tre/quattro mesi.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, WhatsApp, Zoom. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet. Lo sviluppo capillare della telefonia mobile garantisce ormai una copertura pressoché totale anche in zone lontane dai centri abitati e la possibilità di accedere agevolmente anche alla linea internet (nelle vecchie schede progetto c’è questa parte, non trovo però indicazioni nei progetti)

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.  

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche alle specifiche e saltuarie attività progettuali, e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto. Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute. Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi, fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio. Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale
  • Rispetto degli spazi messi a disposizione e richiesta di autorizzazione per eventuale uso di persone terze non appartenenti al progetto
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua spagnola qualora non la si conosca a fondo
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

È buona prassi che i volontari seguano, in particolare nel tempo libero, comportamenti consigliati durante il percorso formativo (evitare di rientrare tardi la sera se si è da soli, esentarsi assolutamente dall’uso di droghe o alcool, non indossare abbigliamento di marca o portare oggetti preziosi, avere un comportamento sobrio nei rapporti interpersonali…).

Una situazione di disagio per la sede boliviana potrebbe essere relazionata all’altitudine del luogo in cui si vivrà (La Paz raggiunge una media di 3.840 m.s.l.m.). A questa altitudine si potrebbero riscontrare alcune difficoltà di adattamento fisico e di affaticamento derivante dalla minore presenza di ossigeno nell’aria. In questo senso si chiede di fare attenzione se si avessero problemi di tipo digestivo e soprattutto di circolazione sanguigna

Per quanto riguarda il servizio che dovranno svolgere gli operatori volontari e il loro luogo di residenza, non sono state riscontrate particolari situazioni di disagio. Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, è possibile che condividano la casa con dei referenti locali o equipe del progetto e che vengano alloggiati in stanze multiple; il vitto viene preparato collettivamente o nelle case dove i volontari sono alloggiati, tuttavia è possibile seguire diete o alimentazioni particolari in quanto il loco è commercializzato qualsiasi tipo di prodotto alimentare o di altro genere. Per la gestione delle spese comuni vige il principio del rispetto dei parsimoniosi standard di vita locali e del rifiuto del consumismo e dello spreco.

Il collegamento internet è presente in tutte le sedi ma non sempre garantisce una navigazione particolarmente veloce.

Per quanto riguarda la sede di Juan José Castelli in Argentina, situata nel Chaco, bisogna tener presente che il clima è particolare con pioggia tropicale in alcuni periodi dell’anno ma soprattutto picchi di caldo nel periodo estivo (dicembre- febbraio) che superano i 40% e rendono impossibili attività all’aperto per buona parte della giornata. La zona, abitata storicamente da popolazioni originarie rimaste emarginate dopo le diverse ondate di colonizzazione, presenta sacche di povertà estrema e, conseguentemente, problemi sanitari legati a malattie quali infezioni respiratorie, tubercolosi, diarrea acuta, dengue, non adeguatamente curate né prevenute.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD , indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progettoL’apporto degli operatori volontari nella relazione con contadini, donne e popolazioni originarie L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto negli uffici del partner locale, visite alle comunità, uscite sul campo Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore dei contadini/e e indigeni/e Le strutture e i servizi rivolti ai produttori rurali e indigeni/e Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità per la progettazione, la formazione, la commercializzazione, la protezione dell’ambiente in ambiente rurale in Ecuador e BoliviaLa creazione e gestione di percorsi di progettazione, miglioramento produttivo, commercializzazione, accesso alla terra e al ciboStrumenti e metodi di intervento per lo sviluppo rurale, la progettazione, la formazione, la commercializzazioneLe attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatariLa gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezzaConflitti per l’accesso alle risorse in Ecuador e BoliviaInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con contadini/e e popolazione indigena per lo sviluppo ruralePersonalizzazione del percorso di accoglienzaCaratteristiche degli interventi di gruppo e laboratorialiMetodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventiStrumenti di valutazione per misurare l’efficacia dei progettiFondamenti di psicologia per il rafforzamento comunitarioIl lavoro di équipe e in team in relazione con la popolazione rurale e indigenaTecniche per la gestione dei conflitti per le risorse in area rurale Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. -Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione Organizzazione della prevenzione aziendale -Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali -Organi di vigilanza, controllo e assistenza Ed in particolare: -La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi -I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto -La sicurezza come processo di miglioramento continuo -I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) -Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali -Percezione del rischio e propensione al rischio -Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio -La gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

 “2026 Cooperazione e sviluppo rurale in Sudamerica”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 2 Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile

Obiettivo 12 Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo

Obiettivo 4 Garantire un’istruzione di qualità, equa ed inclusiva, e promuovere opportunità di apprendimento per tutti

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:

Recupero e valorizzazione delle piccole comunità e sviluppo di quelle rurali anche attraverso l’utilizzo degli strumenti dell’agricoltura sociale.


Selezione

Come indicato nel Bando all’articolo 6 relativamente alle procedure selettive: La pubblicazione del calendario ha valore di notifica della convocazione a tutti gli effetti di legge e il candidato che, pur avendo inoltrato la domanda, non si presenti al colloquio nei giorni stabiliti, senza giustificato motivo, sarà da considerarsi escluso dalla selezione per non aver completato la relativa procedura.

Pubblichiamo gli appuntamenti per i colloqui di selezione:


Graduatoria

Pubblichiamo le graduatorie dei progetti per i quali si sono svolte le selezioni.

LE GRADUATORIE VERRANNO PERIODICAMENTE E PROGRESSIVAMENTE AGGIORNATE

Accanto a ciascun progetto è indicata una delle seguenti diciture:

  1. Non Pubblicato: le graduatorie ancora non sono state pubblicate
  2. In Progress: le graduatorie sono pubblicate solo per alcune sedi, se il link non è ancora attivo lo sarà nei prossimi giorni
  3. Completo: le graduatorie di tutte le sedi del progetto sono state pubblicate 

ATTENZIONE: Come previsto dalle disposizioni del Dipartimento, le graduatorie sono pubblicate in versione anonimizzata con il riferimento del numero di protocollo della candidatura che sostituisce il nome e cognome del candidato/a.

Tale codice numerico è indicato in alto a sinistra sulla domanda di partecipazione al Bando

Titolo programma:

2026 COOPERAZIONE E SVILUPPO RURALE IN SUDAMERICA
  • Settore:
    G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani
  • Area:
    Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi

Sportello telefonico Infobando

Dal lunedì al venerdì – 9.30-13:00 / 14:00-17.00
Telefono e Whatsapp: 3516881486