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COOPERAZIONE E SVILUPPO SOSTENIBILE IN NEPAL 2026

Progetto

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi 

Il progetto mira a migliorare la qualità di vita e le condizioni sociali di bambini, donne e comunità emarginate in Nepal, che vivono situazioni di fragilità. L’intervento si concentrerà sull’educazione, la formazione e la prevenzione, operando nella regione del Terai (Nepal meridionale), con un’attenzione specifica al distretto di Rupandehi e alle aree circostanti, particolarmente colpite da catastrofi naturali. L’intervento progettuale è finalizzato a sostenere e rafforzare i percorsi educativi e formativi offerti nelle strutture di accoglienza per minori e nei centri comunitari della sede di intervento nel distretto di Rupandehi, e le azioni volte alla sensibilizzazione della comunità, per promuovere il diritto all’educazione, all’inclusione sociale e all’empowerment delle categorie più vulnerabili, con particolare attenzione a minori e donne vittime o a rischio di violenza e di tratta.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA

Il Nepal condivide un confine aperto con l’India a est, ovest e sud e un confine himalayano con la regione autonoma cinese del Tibet a nord. La sua collocazione geografica pone il Paese in un perpetuo gioco geopolitico tra due nazioni nucleari in guerra attiva, aggravando ulteriormente le turbolenze governative, gli sconvolgimenti economici, le lotte religiose, le numerose piaghe sociali e il traffico di esseri umani, a cui si aggiungono i disastri naturali annuali. Inevitabilmente, questi problemi colpiscono più duramente soprattutto le fasce già vulnerabili della popolazione: i minori, gli emarginati etnici e le donne in stato di povertà.

La Città Metropolitana di Kathmandu, situata nella omonima Valle sugli altipiani del Nepal centrale a un’altitudine di 1.400 m., è la capitale e la città più popolosa del Paese, con 845.767 abitanti al 2021 e 2,9 milioni di persone nel suo agglomerato urbano. Kathmandu è il centro della storia, della cultura e dell’economia del Nepal, con una popolazione multietnica a maggioranza induista e buddista, e ospita una miriade di feste religiose e culturali che costituiscono una parte importante della vita dei suoi abitanti. Nonostante la superficie apparentemente splendente, la città nasconde gravi problemi come la scarsità d’acqua potabile, la crescente povertà urbana, la diffusione di lavoro forzato e abusi sessuali, e rappresenta un centro di transito per il traffico di orfani.

I campi per sfollati interni, i bambini di strada e i danni causati da monsoni e terremoti consecutivi, che si vedono in tutta la città e la valle, riflettono la realtà della vita quotidiana di coloro che si trovano ai livelli socio-economici più bassi.

ll distretto di Rupandehi e il Terai rappresentano la regione più fertile del Nepal, il “paniere” del Paese, che tuttavia sopporta di solito il peso maggiore della distruzione dei monsoni. Solo nel 2017, circa 1,7 milioni di persone nel Terai sono state colpite dalle inondazioni monsoniche, con 169 morti e 460.000 persone sfollate temporaneamente dalle loro case. Le perdite economiche sono state significative, pari a 705 milioni di dollari. L’emergenza alluvione causa un ulteriore rischio di deterioramento dello stato nutrizionale della popolazione infantile già molto vulnerabile: la malnutrizione acuta, misurata attraverso la prevalenza del deperimento tra i bambini (<5 anni) nei distretti del Terai colpiti dalle alluvioni, può raggiungere il 12,2%. La maggior parte dei distretti della regione del Terai ha un punteggio relativamente basso rispetto all’Indice di Sviluppo Umano (HDI), lo stesso Nepal ha un punteggio di 0,49 e oltre il 20% della popolazione vive ben al di sotto della soglia di povertà, in condizioni abitative precarie e con un alto tasso di analfabetismo (>5 anni), che varia dal 30 al 50%.

Il comune di Tilottama, situato nel distretto di Rupandehi della provincia nepalese di Lumbini, è un’area urbana e semiurbana in rapido sviluppo con caratteristiche geografiche e socioeconomiche divesificate. Nel corso degli anni, Tilottama si è evoluta da un’area prevalentemente rurale a un centro urbano in rapida crescita, beneficiando della sua vicinanza a Butwal, un’importante città commerciale. Il comune è caratterizzato da una popolazione multilingue e multiculturale, che riflette i diversi gruppi etnici residenti nella regione.

Bisogni e aspetti da innovare

Il Nepal deve affrontare una serie di sfide complesse e interconnesse che influiscono sul suo sviluppo sociale, politico ed economico. Con oltre 1,8 milioni di persone e 752.400 bambini bisognosi di assistenza umanitaria (dati UNICEF), la popolazione più vulnerabile del Nepal affronta una situazione apparentemente disperata dovuta ad anni consecutivi di disastri naturali, crisi economiche e sanitarie, lotte politiche, violazioni dei diritti umani.

Nelle aree in cui interviene il presente progetto, il distretto di Rupandehi, i bisogni primari individuati riguardano principalmente la sfera dei diritti dei minori e quella della questione di genere. Tali situazioni vengono ulteriormente aggravate dai disastri ambientali che periodicamente affliggono il Paese.

  • Violazione dei diritti dei minori

Quasi ogni bambino in Nepal subisce una qualche forma di violenza da parte dei genitori, degli insegnanti o di chi si prende cura di lui, con statistiche allarmanti. L’aggressione psicologica è responsabile di oltre il 70% degli episodi violenti e il 50% dei bambini riceve punizioni fisiche, di cui il 14% in forme più gravi. Gli effetti di una spesso insufficiente competenza dei genitori in materia di metodi disciplinari adeguati sono amplificati da una generalizzata accettazione della violenza da parte della società e dalla generale mancanza di comprensione delle sue conseguenze negative ad ampio raggio e a lungo termine: difficoltà di apprendimento, disturbi comportamentali, depressione e, in alcuni tragici casi, anche la morte.

Nonostante i progressi compiuti nell’aumentarne l’accesso, l’istruzione rimane scarsa e irraggiungibile per molti bambini, limitando così le opportunità per le generazioni future e minando le prospettive di sviluppo a lungo termine del Paese. Più di 25.000 bambini vivono in istituti di accoglienza, da adeguati a squallidi. I genitori abbandonano, cedono volontariamente, vendono o affidano i propri figli a istituti per l’incapacità di fornire cure adeguate, per l’errata convinzione che l’assistenza in istituto fornisca migliori opportunità di istruzione o per la mancanza di consapevolezza dell’importanza di crescere i figli in un contesto familiare. I bambini istituzionalizzati (spesso etichettati in modo ingannevole come “orfani”) vengono a loro volta spesso abusati e sfruttati per ottenere donazioni e finanziamenti dall’estero. Si stima inoltre, che in Nepal vi siano 1,6 milioni di bambini lavoratori (prevalentemente di sesso femminile) di età compresa tra i 5 e i 17 anni (il 75% sotto i 14 anni), che lavorano, in condizioni pessime, in cambio di denaro per sostenere le famiglie in condizioni di povertà.

Il Nepal ha uno dei tassi più alti di maternità e di matrimonio infantile in Asia, con il 33% delle ragazze che si sposano prima dei 18 anni e l’8% che si sposa entro i 15 anni. Tra i ragazzi, il 9% si sposa prima dei 18 anni. La situazione è peggiorata durante la pandemia Covid19, poiché i bambini sono stati allontanati dalle scuole e le famiglie hanno dovuto affrontare una maggiore povertà. Inoltre, uno studio dell’UNICEF ha rilevato che in Nepal una ragazza sposata su tre ha subito violenze sessuali da parte del marito, mentre una su sei ha denunciato violenze fisiche. Anche l’istruzione dei minori ne risente in modo significativo: le ragazze sposate in Nepal hanno una probabilità 10 volte maggiore di non andare a scuola rispetto alle loro coetanee non sposate e i ragazzi sposati sono spesso costretti a iniziare a lavorare per sostenere la famiglia.

  • Violenza di genere e tratta di esseri umani

La violenza sessuale e di genere in Nepal raggiunge tassi allarmanti. Il 48% delle donne nepalesi riferisce di aver subito qualche forma di violenza in qualche momento della propria vita, e il 15% ha subito violenza sessuale. La discriminazione, le molestie e la violenza contro le donne (fisica, emotiva, simbolica, digitale) si manifestano in varie forme a tutti i livelli della società (violenza sessuale, violenza domestica, stupro coniugale, violenza per dote, attacchi con l’acido, abuso di bambini; accusa di stregoneria, infanticidio femminile, violenza contro le donne in politica, tradizioni sociali come il chhaupadi ossia ostracizzazione/confinamento a spazi di vita spesso insalubri durante il periodo mestruale, che spesso comporta la contrazione di malattie, ecc. ).

In Nepal esistono diverse leggi per combattere e criminalizzare le violenze sessuali, ma nella pratica queste leggi rimangono insufficienti, incoerenti e non vengono applicate a causa di problemi radicati tra cui la sfiducia nelle forze dell’ordine, la corruzione nel settore giudiziario, una cultura anti-donna e l’impunità dei colpevoli.

Ogni anno, circa 5.000-10.000 donne e ragazze sono vittime della tratta verso India, Arabia Saudita, Malesia, Hong Kong, Russia, Pakistan, Emirati Arabi Uniti e Stati del Golfo e Cina. Tra i motivi che spingono a subire la tratta sessuale vi sono la povertà, l’età, il livello di istruzione, l’analfabetismo e l’indebitamento; le vittime sono spesso vendute dai membri della famiglia ai trafficanti. Inoltre, le più giovani sono vittime della tratta anche per lavori non sessuali, tra cui il lavoro domestico/manuale e il lavoro circense. Secondo le stime, oltre 40.000 donne nepalesi sono attualmente a rischio immediato di SGBV e traffico di esseri umani.

ENTI DI ACCOGLIENZA

Children of the Sea Humanitarian Aid Association (COTS)

Children of the Sea Onlus è un’organizzazione umanitaria no profit che opera a favore delle popolazioni in pericolo, vittime di calamità naturali e di conflitti armati. Fondata nel 2013, basa da sempre le sue attività sui valori della solidarietà, della giustizia e della dignità umana. Si batte per promuovere pari diritti e opportunità per bambini e adulti, focalizzandosi sui più indifesi, nel rispetto della diversità e della convivenza.

L’attività di Cots in Nepal inizia nel 2013 in collaborazione con il partner locale Nefum Ngo. Finanziata dalla Regione Trentino Alto Adige per progetti di aiuto umanitario dal 2014 ad oggi, l’associazione si è occupata:

  • nel 2015 di post terremoto, aiuti alle comunità colpite, visite a villaggi con scuole distrutte, offerta di invio materiali per la ricostruzione e l’aiuto psicologico ai minori traumatizzati;
  • nel 2016 – 2017 è stata testimone principali di abusi e traffico di minori, in un centro abusivo a Kathmandu. Questo ha comportato un impegno massiccio di personale in collaborazione con il Welfare Children Board di Kathmandu per perseguire i responsabili di un traffico di minori dalla famiglia a questo centro. Operazione conclusa con successo con la liberazione dei minori e l’arresto dei responsabili.
  • negli anni seguenti fino al 2020 e all’arrivo del Covid le collaborazioni sono continuate con Nefum ngo, Cin, Amaya ngo organizzazione belga con cui promuove e realizza attività formative nella valle di Kathmandu e nelle scuole.

New Nepal Environment Protection Forum (NEFUM)

È stato fondato nel 2009 con l’obiettivo di lavorare sui temi della salute e dei servizi igienico-sanitari (HS), dei diritti sessuali e riproduttivi delle donne e dei cambiamenti climatici, della protezione dell’ambiente (EP), della gestione dei rifiuti, tra gli altri. Nel frattempo, si è concentrato sulla creazione di comunità eco-compatibili come villaggi liberi dall’inquinamento e dalla violenza, sull’agricoltura sostenibile attraverso l’agricoltura biologica, sulla fine della crisi alimentare e sulla riduzione dei rischi per la salute con l’aiuto di una serie di corsi di formazione per lo sviluppo delle capacità, campagne di sensibilizzazione, incontri, interazioni, workshop, orientamento e campagne di advocacy. NEFUM opera per l’uguaglianza di genere, costruendo la leadership delle donne e il processo decisionale nella loro famiglia e nella società attraverso programmi di sviluppo della salute, dell’istruzione e dell’imprenditorialità. Ma non solo, il NEFUM fornisce servizi di consulenza psicosociale e legale alle sopravvissute alla violenza di genere, alle LGBT e alle lavoratrici del sesso (FSW) dei distretti di Kathmandu, Lalitpur e Bhaktapur. A tal fine, il NEFUM ha svolto attività di advocacy, workshop di sensibilizzazione e programmi educativi con i suoi gruppi di donne, giovani ragazze, persone della comunità, stakeholder, insegnanti e studenti.

Il NEFUM collabora con COTS in un progetto di 4 anni (dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2024) intitolato “Cross-Border Anti-Human Trafficking Project” (Progetto transfrontaliero contro la tratta di esseri umani), finanziato dalla Good Shepherd International Foundation (GSIF) in tre municipalità del distretto di Rupandehi, in particolare la municipalità rurale di Rohini, la municipalità rurale di Marchawar e la municipalità di Siddhartha Nagar.

Creative Institute Nepal (CIN)

Il Creative Institute Nepal (CIN) è un’organizzazione femminista locale senza scopo di lucro fondata nel 1998 nel distretto di Rupandehi con l’obiettivo di promuovere l’emancipazione femminile, i diritti del mio corpo, l’educazione legale e l’emancipazione economica. All’inizio, le sue aree di lavoro principali erano l’alfabetizzazione, l’alfabetizzazione legale e l’empowerment economico e il progetto era finanziato da Pact International e dalla Fondazione Asia. In seguito CIN ha ampliato il suo lavoro con l’obiettivo di prevenire la violenza contro le donne, la tratta delle ragazze e il programma di sostentamento sostenibile per garantire il benessere economico, sociale e politico delle donne e di altri gruppi emarginati, promuovendo il loro accesso ai diritti e alla giustizia sociale nelle loro comunità. Inoltre, il CIN lavora per la migrazione sicura, per i diritti di salute sessuale e riproduttiva delle donne e per il programma di sostegno ai mezzi di sussistenza basati sull’agricoltura, che aiuta le donne a definire il loro rispetto per se stesse e a combattere tutte le discriminazioni.

Nel presente progetto il CIN supporterà tutte le attività di formazione e promozione del ruolo della donna e di supporto alle donne vittime di tratta nel distretto di Rupandehi ed è responsabile del Centro per minori di strada di Butwal/Tilottama.

OBIETTIVO DEL PROGETTO

L’obiettivo del progetto è di contribuire al miglioramento della qualità di vita di bambini e donne, specialmente quelle a rischio o vittime di tratta, e delle comunità svantaggiate in Nepal, attraverso l’attivazione di percorsi educativi e formativi sui temi del rispetto di genere, della salute, dell’educazione e della prevenzione e lotta alla tratta di esseri umani.

Obiettivi specifici:

– Fornire un’educazione di qualità, istruzione tecnica, servizi di psicoterapia, abilità di vita e formazione ai minori accolti

– Riabilitare le donne e i bambini vittime della tratta di esseri umani attraverso la creazione di spazi sicuri

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Data la delicatezza di un intervento in un contesto extra-italiano e extra-europeo e data l’importanza dell’esperienza di servizio civile in quanto esperienza formativa per il giovane o la giovane che vi aderiscono, il compito principale dei volontari in servizio civile sarà quello di supportare il personale che opera nelle strutture educative, nelle azioni di formazione adulta e di empowerment femminile, nelle attività di prevenzione, assistenza, sensibilizzazione.

Si prevede inizialmente una fase di inserimento dei volontari, in cui gli operatori, attraverso l’osservazione, impareranno a conoscere lo staff locale. Questo aiuterà loro a comprendere il contesto in cui vivranno e opereranno. Alla fine di questa prima fase gli operatori potranno prendere parte alle attività proposte dal personale. Una volta compreso a fondo il contesto in cui si opera, i volontari potranno supportando appieno lo staff locale e offrire un contributo personale.

A tutti i volontari in servizio verrà chiesto di vivere la vita e le esperienze all’interno delle sedi di servizio nel pieno rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali.

I volontari avranno, pur nella suddivisione e articolazione dei compiti, spazi di confronto, di scambio e di verifica periodici.

Vista la dislocazione territoriale delle Azioni di progetto, ai volontari potrà essere richiesto di svolgere il loro servizio anche al di fuori della loro sede per brevi periodi di tempo in affiancamento del team locale di progetto.

Tutte le attività degli operatori volontari si possono svolgere in presenza ma è possibile prevedere che una parte di esse siano realizzate, non nelle sedi di attuazione del progetto, ma “da remoto” attraverso adeguati strumenti in possesso dell’operatore volontario e/o forniti dall’ente. Questa modalità potrà essere attivata in situazioni di emergenza o in alcuni periodi dell’anno, per particolari esigenze di servizio anche impreviste che non consentano l’operatività presso le sedi o per altre opportunità di servizio. Il suo utilizzo non potrà comunque riguardare oltre il 30% del totale delle ore di servizio che è pari a 340 ore annue.

Nei mesi di luglio e agosto, quando i monsoni colpiscono la zona d’intervento, gli operatori volontari non possono soggiornare in Nepal ed è quindi previsto un rientro anticipato in Italia dove svolgeranno attività da remoto.

Di seguite le attività previste nella sede di servizio:

Azione 1.1 Programmazione e gestione interventi

  • Supporto nella raccolta e analisi dati;
  • Affiancamento nella gestione e monitoraggio progetti;
  • Supporto nella programmazione delle attività di formazione, sensibilizzazione e prevenzione
  • Supporto nell’elaborazione, promozione e realizzazione di campagne di sensibilizzazione e advocacy

Azione 1.2 Formazione nelle scuole distretto di Rupandehi

  • Supporto nell’elaborazione, promozione ed organizzazione di incontri di sensibilizzazione presso le scuole comunitarie
  • Supporto nella realizzazione di campagne di sensibilizzazione con le comunità locali
  • Attività di comunicazione e di promozione

Azione 1.3 Gestione casa famiglia e centro minori di Butwal/Tilottama  

  • Supporto nella cura quotidiana dei bambini ospitati
  • Supporto nella cura degli spazi utilizzati dai bambini
  • Rinforzo scolastico nello svolgimento dei compiti
  • Promozione di attività ludico-ricreative in orario extrascolastico (insegnamento dell’inglese)
  • Accompagnamento dei bambini durante le gite
  • Supporto nella reintegrazione e follow-up

Azione 2.1 Laboratori e attività di counseling per le donne

  • Collaborazione nella realizzazione di workshop di empowerment femminile
  • Supporto nell’organizzazione dei servizi psicosociali e medico/sanitari di base
  • Supporto nella formazione professionale e inserimento lavorativo
  • Affiancamento nel sostegno all’avvio di attività imprenditoriali
  • Supporto nella formazione per lo sviluppo delle capacità (abilità di vita, leadership, ecc.)
  • Supporto nella coltivazione e commercializzazione prodotti

Azione 2.2 Formazione donne e minori e sensibilizzazione

  • Supporto nell’ideazione e nella realizzazione di due campagne di sensibilizzazione della comunità
  • Affiancamento nella distribuzione kit sanitari e di emergenza
  • Affiancamento nelle attività interne e comunitarie
  • Supporto nella formazione per lo sviluppo delle capacità (abilità di vita, leadership, ecc.)
  • Supporto nella realizzazione di una campagna giovanile

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
COTS Calcinari RoveretoVIA CALCINARI 26, Rovereto (Trento)152868           6

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
Community Center Headquarter CIN e COTS ODV Tilottama NepalSainik Path 8 TilottamaNEPAL1532516

TOTALE POSTI DISPONIBILI: 6 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

Disponibilità ad un periodo di circa 10 mesi di permanenza all’estero, suddivisi in due periodi di permanenza dei volontari, intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto e per la programmazione della seconda e per realizzare attività di sensibilizzazione. La prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e la durata del primo periodo di permanenza può variare dai 3 ai 6 mesi.

Nei mesi di luglio e agosto, quando i monsoni colpiscono la zona d’intervento, gli operatori volontari per motivi di sicurezza non potranno rimanere in Nepal ed è quindi previsto lo svolgimento del servizio nella sede di appoggio del progetto in Italia e/o attraverso attività da remoto. In base alla data di avvio del progetto e del conseguente collocamento del periodo monsonico nepalese nell’arco dell’anno di servizio, nel corrispondente periodo di servizio in Italia si potranno realizzare attività di monitoraggio del progetto, promozione e sensibilizzazione in modalità da remoto.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite e-mail, Skype, WhatsApp, telefonia fissa e mobile. Nelle sedi degli enti attuatori all’estero è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);

– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;

– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;

– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.  

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi, fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 10 mesi di permanenza all’estero
  • Obbligo a svolgere il servizio in Italia durante i mesi di luglio e agosto per condizioni organizzative del progetto e di sicurezza, in base all’andamento dei monsoni nel Paese
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali
  • Stile di vita essenziale
  • Elevato spirito di adattabilità
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Attitudine al lavoro d’equipe
  • Disponibilità a impegnarsi autonomamente a frequentare un corso di lingua prima dell’avvio del progetto, qualora non si avesse un livello di conoscenza adeguato
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione;
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.
  • Rientro finale in Italia per la conclusione del progetto con la partecipazione alla valutazione finale.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Gli operatori volontari in Nepal affrontano una serie di possibili disagi legati all’ambiente fisico, alle condizioni climatiche, ai rischi per la salute, alle limitazioni delle infrastrutture e agli aspetti socio-culturali.

Sebbene Tilottama si trovi nelle pianure del Terai, a un’altitudine relativamente bassa rispetto alle regioni montuose del Nepal, l’ambiente può presentare delle sfide a livello fisico.

La polvere e la qualità dell’aria possono rappresentare un disagio significativo, soprattutto durante la stagione secca in Nepal, in particolare nel Terai. La presenza di polvere e particolato può esacerbare condizioni respiratorie come asma o bronchite. Persone con problemi respiratori preesistenti potrebbero avere difficoltà a operare confortevolmente in tali condizioni. L’utilizzo di una maschera facciale di alta qualità (ad esempio N95) è consigliato quando si è all’aperto o in viaggio per chi ha problemi respiratori e sensibilità.

Alcune possibili attività di sensibilizzazione richiedono uno spostamento nelle vicine aree rurali o semi-collinari dove le infrastrutture stradali potrebbero essere scadenti, non asfaltate o influenzate dalle condizioni meteorologiche stagionali. Gli operatori volontari potrebbero dover percorrere distanze moderatamente lunghe o attraversare terreni irregolari per raggiungere scuole o comunità per consegnare materiali o condurre realizzare brevi workshop.

Il comune di Tilottama, come gran parte della regione del Terai, è soggetto a malattie endemiche e stagionali che comportano rischi per la salute da moderati a gravi. Pertanto, le iniziative di sanità pubblica a Tilottama si concentrano sul miglioramento dei servizi igienico-sanitari, sulla promozione dell’acqua potabile pulita e sulla sensibilizzazione sulla prevenzione delle malattie, soprattutto durante le stagioni ad alto rischio come i monsoni.

Durante la stagione dei monsoni (da giugno a settembre) le forti piogge spesso provocano ristagni idrici e contaminazione delle fonti di acqua potabile. Ciò si traduce in un aumento dei casi di diarrea, colera, tifo e altre infezioni gastrointestinali. Malaria, chikungunya e dengue sono malattie trasmesse dalle zanzare molto diffuse nella zona, in particolare durante e dopo la stagione dei monsoni, quando aumenta la riproduzione delle zanzare. Altre malattie come l’epatite, la rabbia e la poliomielite continuano a destare preoccupazione nella regione.

Si raccomanda ai volontari di adottare pratiche sanitarie/igieniche intelligenti e di sottoporsi a vaccinazioni appropriate (tra cui epatite A/B, poliomielite (se non vaccinati durante l’infanzia) e COVID-19. Misure preventive come l’uso di zanzariere, repellenti, l’uso di indumenti protettivi e la consapevolezza della sicurezza alimentare/dell’acqua sono essenziali per ridurre il rischio di infezione.

In Nepal vigono leggi severe per quanto riguarda l’uso di determinati farmaci, come gli ansiolitici, il cui possesso legale richiede una certificazione medica. I volontari che utilizzano tali farmaci devono assicurarsi di avere una documentazione adeguata, per evitare complicazioni legali.

L’alloggio condiviso fornito ai volontari a Tilottama è piuttosto semplice e in linea con gli standard locali, con arredi semplici e confort limitati. Le interruzioni temporanee di corrente elettrica sono comuni, soprattutto durante la stagione dei monsoni, quando le infrastrutture elettriche possono essere colpite da forti piogge. Allo stesso modo, l’approvvigionamento idrico può essere intermittente, con occasionali carenze di acqua corrente, che possono avere un impatto sull’igiene e sul comfort della vita quotidiana.

Nei mesi estivi (da marzo a giugno) il comune di Tilottama registra generalmente temperature calde o torride, con massime diurne che spesso raggiungono i 20-30 gradi Celsius. Gli inverni (da dicembre a febbraio) sono da miti a freschi, con temperature che vanno da circa 10°C a 20°C. Le fluttuazioni della temperatura sono moderate, ma gli impatti dei cambiamenti climatici potrebbero alterare questi modelli in futuro. I mesi post-monsonici e invernali (stagione secca) sono relativamente secchi, con cieli sereni, tramonti vividi e temperature più fresche.

La stagione dei monsoni porta la maggior parte delle precipitazioni annuali, con una media di circa 3.600 mm all’anno. Questo periodo è fondamentale per l’agricoltura, nonostante l’aumento del rischio di inondazioni e malattie trasmesse dall’acqua. Le forti piogge possono causare inondazioni, frane e blocchi stradali a Tilottama e dintorni. Questi rischi naturali comportano rischi significativi per la sicurezza degli operatori volontari che si recano in aree locali o lontane, sia per lavoro che per svago. Durante questo periodo, o qualsiasi periodo di instabilità, i piani operativi potrebbero rimodularsi con lo svolgimento in attività da remoto o in ufficio per evitare l’esposizione a condizioni pericolose.

In Nepal gli stupefacenti e le droghe ricreative sono illegali, ma possono essere facilmente reperibili in alcune zone. Talvolta gli agenti di polizia in borghese conducono operazioni sotto copertura contro tossicodipendenti e spacciatori, che possono inavvertitamente colpire stranieri e volontari. Per evitare di essere coinvolti in tali situazioni sono necessarie consapevolezza e cautela.

Operare in una regione in via di sviluppo con risorse limitate, esposizione alla povertà e sfide sociali può essere emotivamente impegnativo. I volontari possono sperimentare stress legato all’adattamento culturale, alle barriere linguistiche e all’impatto emotivo di assistere alla sofferenza delle popolazioni locali. I volontari devono essere preparati ad affrontare un allontanamento così drastico dalla loro vita quotidiana e dallo stress che ciò potrebbe generare. Consapevolezza, preparazione, strategie di adattamento e sistemi di supporto (tra cui gestione dello stress, supporto tra pari e buone capacità comunicative) sono importanti per mitigare le difficoltà e mantenere il benessere degli operatori volontari.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente nella modalità sincrona e/o nella modalità asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Aspetti storici e socio-culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholderL’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento. Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari. Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progetto L’apporto degli operatori volontari nella relazione con le comunità locali L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto nei centri di accoglienza e nelle comunità periferiche e rurali Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore dei minori, donne e vittime di violenza Le strutture e i servizi rivolti ai minori di strada e alle donne vittime di violenza Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità nei percorsi di accoglienza e presa in carico del minore, percorsi di contrasto alle forme di violenza e nei percorsi di socializzazione La creazione e gestione di percorsi di inserimento sociale, scolastico, professionale Strumenti e metodi di intervento per l’inclusione sociale e lo sviluppo della persona Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari.
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con donne e minori marginalizzati e vittime o a rischio di abusi e di tratta del territorio della valle di Kathmandu e del Nepal Caratteristiche degli interventi personalizzati, individualizzati, di gruppo, laboratoriali Metodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventi Strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della persona Fondamenti di psicologia della devianza e della marginalità Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di intervento Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. – Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione – Organizzazione della prevenzione aziendale – Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali – Organi di vigilanza, controllo e assistenza Ed in particolare: – La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi – I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto – La sicurezza come processo di miglioramento continuo – I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) – Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali – Percezione del rischio e propensione al rischio – Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio – La gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

Mai Soli – Sostegno e inclusione delle persone vulnerabili in Asia 2026”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 16 Promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l’accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA: Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale


Selezione

Come indicato nel Bando all’articolo 6 relativamente alle procedure selettive: La pubblicazione del calendario ha valore di notifica della convocazione a tutti gli effetti di legge e il candidato che, pur avendo inoltrato la domanda, non si presenti al colloquio nei giorni stabiliti, senza giustificato motivo, sarà da considerarsi escluso dalla selezione per non aver completato la relativa procedura.

Pubblichiamo gli appuntamenti per i colloqui di selezione:


Graduatoria

Pubblichiamo le graduatorie dei progetti per i quali si sono svolte le selezioni.

LE GRADUATORIE VERRANNO PERIODICAMENTE E PROGRESSIVAMENTE AGGIORNATE

Accanto a ciascun progetto è indicata una delle seguenti diciture:

  1. Non Pubblicato: le graduatorie ancora non sono state pubblicate
  2. In Progress: le graduatorie sono pubblicate solo per alcune sedi, se il link non è ancora attivo lo sarà nei prossimi giorni
  3. Completo: le graduatorie di tutte le sedi del progetto sono state pubblicate 

ATTENZIONE: Come previsto dalle disposizioni del Dipartimento, le graduatorie sono pubblicate in versione anonimizzata con il riferimento del numero di protocollo della candidatura che sostituisce il nome e cognome del candidato/a.

Tale codice numerico è indicato in alto a sinistra sulla domanda di partecipazione al Bando

Titolo programma:

MAI SOLI. SOSTEGNO E INCLUSIONE DELLE PERSONE VULNERABILI IN ASIA 2026
  • Settore:
    G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani
  • Area:
    Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi

Sportello telefonico Infobando

Dal lunedì al venerdì – 9.30-13:00 / 14:00-17.00
Telefono e Whatsapp: 3516881486