SOLIDARIETA’ E INCLUSIONE IN TANZANIA 2026
Progetto
Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni
Avvio previsto: 18 settembre 2026
SETTORE E AREA DI INTERVENTO:
Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani
Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi.
Il progetto si svolge in Tanzania con l’obiettivo di supportare l’inclusione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con disabilità, attraverso la promozione di percorsi di riabilitazione e di inserimento educativo e professionale nelle Regioni di Mbeya e di Njombe.
DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi
CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA
La legge tanzaniana del 2010 Disability Act è stata promulgata con lo scopo di “prendere disposizioni per l’assistenza sanitaria, il sostegno sociale, l’accessibilità, la riabilitazione, l’istruzione e la formazione professionale, la comunicazione, l’occupazione o la protezione del lavoro e la promozione dei diritti di base per le persone con disabilità e prevedere le questioni correlate”. Nonostante ciò, permangono gravi carenze di risorse, strutture, servizi e professionisti dedicati sia nell’ambito sanitario che in quello dell’inclusione educativa e lavorativa, unitamente ad un forte stigma sociale.
Nella città di Mbeya le persone con disabilità hanno diverse possibilità di accedere ai servizi sanitari e riabilitativi, ma l’inclusione scolastica dei bambini e ragazzi con disabilita e i servizi di formazione professionale non sono ancora diffusi e necessitano di promozione importante. Inoltre, per coloro che hanno concluso le scuole primarie non sempre vi è la possibilità di proseguire con gli studi ed il diritto all’istruzione viene gradualmente perduto.
Per quanto riguarda il distretto di Kyela ad oggi vi è la presenza di circa 10.000 persone con disabilità che comprendono adulti e bambini. Purtroppo, i servizi sanitari del distretto sono ridotti e spesso le famiglie raggiungono i servizi troppo tardi per poter usufruire di un servizio che possa limitare i danni subiti (infezioni, ustioni, malnutrizione) o ridurli, cosa che sarebbe più semplice in presenza di un riconoscimento precoce del rischio. Questo fenomeno è dovuto alla mancata conoscenza e consapevolezza dei vari tipi di disabilità, alle relative cause e alla possibile prevenzione. Inoltre, i servizi offerti nella zona sono limitati e qualora si volesse ad esempio, effettuare una valutazione specialistica, o iniziare un ciclo di terapie, è necessario raggiungere la città di Mbeya, con conseguenti difficolta economiche ed organizzative.
La sede di realizzazione del progetto Gondwana Inuka, si trova nel villaggio di Wanging’ombe, nella regione di Njombe. Qui l’attività economica prevalente è l’agricoltura e moltissime sono le famiglie che si sostentano proprio grazie al lavoro della terra, ma manca un’azione di sostegno rivolta proprio alla piccola agricoltura, alla quale è legata la sopravvivenza delle tante famiglie che nei villaggi rurali vivono solo attraverso quel poco che riescono a ricavare dai campi. E a mandare avanti la famiglia, lavorando nei loro Shamba – i campi familiari – sono soprattutto le donne, nel doppio ruolo di madri e di lavoratrici dei campi.
Relativamente ai giovani disabili, presso i territori in cui si trovano le sedi Gondwana Inuka, non ci sono spazi per la formazione dei ragazzi. Vi è inoltre una costante richiesta delle famiglie di accedere a servizi riabilitativi per i propri figli con disabilità che eccede l’offerta. L’ospedale di riabilitazione Inuka CBR (Community Based Rehabilitation), inaugurato nel 2011, e i relativi 5 centri diurni dislocati nella regione, sono le uniche strutture riabilitative della Regione in un contesto che non garantisce purtroppo nessuna alternativa. Le attività realizzate all’interno del centro sono volte a supportare bambini e adulti con disabilità e le loro famiglie attraverso la riabilitazione motoria e cognitiva, l’inclusione scolastica, il supporto psicologico e la formazione sulla disabilità.
CRITICITA’ RISCONTRATE
Inclusione lavorativa
Anche una volta terminati gli studi, nonostante la legge vigente in Tanzania preveda l’assunzione obbligatoria di una quota di almeno il 3% di persone con disabilità presso ogni compagnia/azienda, questo purtroppo ancora non accade. Di conseguenza gli adulti con disabilità che riescono a far valere il loro diritto allo studio si trovano nuovamente discriminati e bloccati in un limbo dovendo lottare per far rispettare anche il loro diritto al lavoro, solitamente senza il supporto alcuno delle autorità o delle aziende. Infatti, i datori di lavoro sono ancora riluttanti ad assumere persone con disabilità a causa di preoccupazioni come quella che siano “costose” da assumere.
Le persone con disabilità affrontano difficoltà nell’accesso alle opportunità di lavoro, anche perché lo stigma rimane una barriera significativa all’accesso al lavoro o ai mezzi di sussistenza. Questo include casi in cui le persone con disabilità sono state trattenute dal farsi coinvolgere in attività agricole a causa della preoccupazione dei loro famigliari per le critiche dei vicini.
Per quanto riguarda la possibilità di accedere a percorsi di formazione professionale, a livello nazionale solo 1.498 individui risultano iscritti, pari cioè allo 0,46% della popolazione in età scolastica 14-19 anni. Per quanto riguarda l’accesso alla formazione e al mercato del lavoro, le autorità locali svolgono un ruolo chiave nel collegare le persone con disabilità e i fornitori di formazione professionale, ma spesso mancano di risorse e capacità per indirizzare efficacemente i fruitori del servizio verso opportunità di formazione e di lavoro.
Accesso alle cure e alla salute
Uno studio della Tanzania Empowerment for Persons with Disability and Gender Health Organization (TEPDGHO) afferma che mentre il governo della Tanzania ha mostrato impegno nel garantire l’accesso all’assistenza sanitaria per le persone con disabilità da un punto di vista legale, riconoscendo e includendo le loro esigenze specifiche nelle politiche e nei quadri legali, rimane una grande sfida garantire che i suoi programmi sanitari siano più inclusivi.
A peggiorare il problema, è la scarsa distribuzione di servizi sanitari e riabilitativi: si evidenzia un quadro gravemente carente nell’intero Paese sia per quantità che per tipologia di servizi riabilitativi, i quali non sono in generale né standardizzati né strutturati, mostrando grandi limiti in termini di professionalità e accessibilità.
ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTI PARTNE ESTERO
GONDWANA ASSOCIAZIONE DI COOPERAZIONE E DIPLOMAZIA POPOLARE
L’Associazione Gondwana si occupa di Servizio Civile, Corpi civili di pace e cooperazione dal basso in Sudamerica e Africa. Gondwana è arricchita dalle esperienze e dai valori di tanti e tante giovani provenienti da tutta Italia, accomunati dalla scelta di servizio civile e Corpi civili di Pace o da un’esperienza di volontariato svolta nel sud del mondo, da esperienze di quella che è definita diplomazia popolare, un incontro tra popoli che si concretizza nella reciprocità dei rapporti e si manifesta come cambiamento dal basso possibile e necessario.
HAKUNA MATATA
Hakuna Matata è un ente di beneficenza registrato in Inghilterra e Galles (1135589) con sede legale e operativa in 1 St James’s Market, Londra, SW1Y 4AH Regno Unito. L’ente opera principalmente nella Repubblica Unita di Tanzania in collaborazione con i suoi partner, le diocesi di Njombe e Mbeya. I settori di intervento dell’organizzazione sono: Orfani e Bambini vulnerabili, Impatto verde, Socio-agroalimentare, Salute e Riabilitazione, Disabilità.
Progetti attualmente realizzati:
• Orfani e bambini vulnerabili. Hakuna Matata sostiene la parrocchia di Ilembula con i costi di gestione di 68 scuole materne, con oltre 2200 bambini nei villaggi e 135 insegnanti locali. I fondi di Hakuna Matata sostengono anche i costi di gestione dell’orfanotrofio di Tumaini, nel villaggio di Ilunda;
• Avviamento della vaniglia. Questo progetto ha l’obiettivo di creare un’attività socio-agroalimentare sostenibile e redditizia, producendo vaniglia da distribuire in Italia e altrove. L’obiettivo è quello di intervenire su tutti gli aspetti della filiera della vaniglia per ridurre la distanza tra i produttori e il mercato finale, garantendo un prodotto tracciabile e di alta qualità all’acquirente e maggiori profitti ai coltivatori;
• Programma di forestazione di CO2. È in corso un’attività di riforestazione nelle regioni di Njombe e Mbeya, con l’obiettivo di piantare almeno 1 milione di alberi entro il 2032. Il programma è realizzato in collaborazione con l’Ufficio di Sviluppo di Njombe e l’Organizzazione di Sviluppo Shalom. Un altro partner dell’iniziativa è la società Treedom, che opera con la missione di apportare benefici sociali e ambientali attraverso la promozione di progetti agroforestali;
• Inuka Upgrading Project. Inuka CBR sostiene oltre 2800 bambini disabili fornendo cure sanitarie, riabilitative e nutrizionali. I fondi di Hakuna Matata contribuiscono a potenziare l’attività e a sostenere l’organizzazione nel diventare un fornitore di servizi di riabilitazione riconosciuto e specializzato.
DIOCESI DI NJOMBE
La Diocesi di Njombe, suddivisa in 31 parrocchie, conta una popolazione di 660.000 abitanti di cui il 39,2% battezzati. Attualmente guidata dal vescovo Alfred Leonhard Maluma ed è da anni impegnata nella lotta a favore delle fasce più deboli della popolazione più deboli attraverso iniziative e progetti specifici. La Diocesi di Njombe può contare su un notevole numero di persone che svolgono un’attività di volontariato in ambito sociale di circa 260 persone.
OSPEDALE DI RIABILITAZIONE INUKA CBR
INUKA Southern Highlands CBR è un centro di riabilitazione, divenuto nel 2019 “Ospedale di riabilitazione” con l’obiettivo di fornire servizi di alta qualità alle persone con disabilità e ad altri pazienti con bisogni di riabilitazione, coinvolgendo le loro famiglie e le comunità in cui si stanno inserendo, secondo la metodologia della riabilitazione su base comunitaria. La sede è presso il villaggio di Wanging’ombe nella regione di Njombe in Tanzania. Nel compound sono presenti, oltre alla palestra di riabilitazione: un ufficio di coordinamento; gli alloggi dei referenti; un ostello, per ospitare i pazienti e i loro familiari; un laboratorio di ausili ortopedici; e un oleificio di olio di girasole di alta qualità e un laboratorio di artigianato i quali proventi sostengono il centro di riabilitazione. Inuka dal 2011 si è fatta carico di oltre 2000 persone con disabilità assicurando riabilitazione e ausili, e formazione alle famiglie.
SHALOM, DEVELOPMENT ORGANIZATION /CARITAS DI MBEYA NGO TANZANIA
È una ONG tanzaniana che opera in tutto il Paese ed è un’organizzazione “sorella” della Caritas Mbeya. In coerenza con la normativa in vigore nel Paese la Caritas Mbeya è un organismo ecclesiale del Dipartimento di sviluppo dell’Arcidiocesi di Mbeya mentre SHALOM è stata registrata come ONG per promuovere iniziative esterne di sviluppo della Comunità. La Vision di SHALOM è quella di operare perché le Comunità abbiano risposte adeguate ai problemi della salute, abbiano accesso facilitato alle informazioni, siano rispettose dell’ambiente ed indipendenti a livello economico e in questo quadro il Programma Mbeya CBR – Simama è stato promosso attraverso progetti di cooperazione internazionale e decentrata in partenariato con Gondwana.
DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi
OBIETTIVO DEL PROGETTO:
Supportare l’inclusione scolastica, lavorativa e sociale delle persone con disabilità attraverso la promozione di percorsi di riabilitazione e di inserimento educativo e professionale, nelle Regioni di Mbeya e di Njombe in Tanzania.
Obiettivi specifici:
– Promuovere l’inclusione professionale e lavorativa di giovani e adulti con disabilità dei dipartimenti di Mbeya e Kyela
– Incrementare l’accesso e la qualità dei servizi di riabilitazione forniti sul territorio d’intervento in un’ottica di CBR
RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI
Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.
Nella logica del partenariato gli operatori volontari assegnati ad una determinata sede potranno essere impiegati, in maniera funzionale alla realizzazione del progetto, anche nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner nei limiti indicati dalle Disposizioni concernenti la disciplina dei rapporti tra enti e operatori volontari del servizio civile universale – DPCM 14/01/19.
Detta previsione, così come descritto nella scheda del progetto, è finalizzata a dare attuazione alle attività specifiche connesse alla realizzazione del progetto quali: momenti formativi, informativi e di promozione supplementari e specifici, eventi culturali, eventi organizzati in modalità itinerante, attività collegate a centri e/o soggiorni estivi (…). Può essere altresì adottata in caso di motivi di forza maggiore che impediscano lo svolgimento del servizio nella sede di attuazione prevista dal progetto, e in tal caso l’operatore volontario, previa autorizzazione da parte del Dipartimento, potrà svolgere servizio presso altra sede accreditata fino al termine dell’indisponibilità della sede o del proprio servizio.
Tutte le attività degli operatori volontari si possono svolgere in presenza ma è possibile prevedere che una parte di esse siano realizzate, non nelle sedi di attuazione del progetto, ma “da remoto” attraverso adeguati strumenti in possesso dell’operatore volontario e/o forniti dall’ente. Questa modalità potrà essere attivata in situazioni di emergenza che non consentano l’operatività presso le sedi o per altre opportunità di servizio e il suo utilizzo non andrà mai oltre il 30% del totale delle ore di servizio in termini di monte ore.
SEDE GONDWANA MBEYA
Azione 1: Promozione dell’inclusione lavorativa delle persone con disabilità: Yiunga Vocational Training Center
– Collaborazione nella gestione dei percorsi di orientamento e formazione professionale;
– Supporto agli operatori/ operatrici locali per organizzare gli spazi e i materiali;
– Supporto nelle attività di inserimento lavorativo dei giovani disabili;
– Progettazione e realizzazione di materiale di sensibilizzazione;
– Realizzazione di incontri/laboratori di coscientizzazione e di promozione dei diritti delle persone con disabilità (preparazione materiale, organizzazione logistica; contatti partecipanti, ecc.).
Azione 2: Sostegno e assistenza minori e adulti con disabilità
- Affiancamento all’equipe dei centri di riabilitazione su base comunitaria durante gli interventi riabilitativi;
- Partecipazione alle riunioni di equipe;
- Supporto per la compilazione dei piani riabilitativi individuali;
- Affiancamento e supporto nella realizzazione di attività socio-educative per bambini disabili;
- Affiancamento nella programmazione delle visite domiciliari;
- Supporto nell’organizzazione e pianificazione dei corsi di formazione specialistica;
- Preparazione dei materiali per personale docente e raccolta dati.
SEDE GONDWANA INUKA
Azione 1: Sostegno e assistenza minori e adulti con disabilità – Centro Inuka CBR
– Affiancamento all’equipe del centro di riabilitazione su base comunitaria durante gli interventi riabilitativi;
– Partecipazione alle riunioni di equipe;
– Supporto per la compilazione dei piani riabilitativi individuali;
– Affiancamento e supporto nella realizzazione di attività socio-educative per bambini disabili;
– Affiancamento nella programmazione delle visite domiciliari;
– Supporto alla realizzazione delle attività domiciliari di outreach e riabilitazione;
– Supporto nell’organizzazione e pianificazione dei corsi di formazione specialistica;
– Preparazione dei materiali per personale docente e raccolta dati.
SEDI DI SVOLGIMENTO
Sede di attuazione del progetto in Italia
| Sede di attuazione del progetto in Italia | Indirizzo sede | Codice sede | N. Volontari |
| Gondwana Coordinamento SCU Italia | VIA APPIA NUOVA 983 – 00178 ROMA | 214644 | 6 |
Sedi di attuazione del progetto all’estero
| Sede di attuazione del progetto all’estero | Indirizzo | Paese | Codice Sede | N. Volontari |
| Gondwana Mbeya | Hospital Hill snc, Mbeya | TANZANIA | 153341 | 3 |
| Gondwana Inuka | P. O. Box 216 Makambako 73 Ujamaa Road 59307 Wanging’ombe, Njombe, Tanzania | TANZANIA | 234924 | 3 |
TOTALE POSTI DISPONIBILI: 6 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO
Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà fornito presso la sede dove si realizzano le attività previste oppure preparato in autonomia presso la sede di alloggio.
EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:
Mesi di permanenza all’estero, modalità e tempi di eventuali rientri in Italia degli operatori volontari
Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.
È prevista la partenza per il Paese estero entro due settimane dall’avvio del progetto. Entro il sesto mese di servizio è previsto un rientro intermedio in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto per un periodo; nei restanti mesi è prevista la continuazione delle attività all’estero.
Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana
Tramite telefono mobile, e-mail, whatsapp, Zoom e programmi simili.
Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari
Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante per il candidato prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:
– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;
– eventuali condizioni per l’ingresso nel paese estero (passaporto, vaccinazioni obbligatorie…);
– documentazione che si renderà necessaria alla richiesta di visto di ingresso/permanenza nel paese laddove previsto (ad esempio certificati penali -casellario giudiziale e carichi pendenti- con esito nullo);
– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto;
– vaccinazioni e profilassi necessarie allo svolgimento delle attività previste presso le sedi ove richiesto;
– presentazione dei certificati penali (casellario giudiziale e carichi pendenti) con esito nullo se richiesti dalla normativa prevista e in essere per il personale coinvolto a qualsiasi titolo nelle attività presso le strutture degli enti partner locali in cui gli operatori volontari svolgono il servizio.
L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto.
Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche alle specifiche e saltuarie attività progettuali, e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.
Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.
Laddove il numero dei giorni di chiusura della sede, in cui obbligatoriamente l’operatore volontario deve usufruire dei permessi, fosse superiore ad un terzo del totale dei giorni di permesso a sua disposizione, nell’ambito delle attività previste dal piano di impiego, si adotterà una modalità e una sede alternativa per consentire la continuità dello svolgimento del servizio.
Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.
Agli operatori volontari vengono richiesti:
- Disponibilità ad un periodo di 11 mesi di permanenza all’estero;
- Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali;
- Abitare nelle strutture indicate dall’ente;
- Partecipare alle situazioni di vita comunitaria,
- Rispetto degli usi, dei costumi e della cultura locali;
- Stile di vita essenziale;
- Flessibilità negli orari di servizio, con esclusione degli orari notturni;
- Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento;
- Predisposizione alle attività con l’utenza;
- Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio;
- Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese e rispetto delle indicazioni impartite dai responsabili dei partner locali e dell’ente di attuazione, soprattutto in materia di prevenzione dei rischi;
- rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese;
- Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente;
- Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto;
- Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardanti gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio;
- Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale;
- Disponibilità a frequentare un corso di lingua e cultura swahili;
- Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del Progetto.
Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari
Non sono state riscontrate significative situazioni di disagio per i volontari. Per promuovere e favorire un’esperienza di vita comunitaria, è previsto che condividano la casa e vengano alloggiati in stanze multiple.
Le possibili condizioni di disagio sono legate sostanzialmente a quelle di una “normale” permanenza in un paese africano: gli accorgimenti trasmessi da chi ha esperienza pluriennale di vita in Africa (ad es. solo acqua filtrata) sono sufficienti a eliminare rischi seri di malattie e/o di inconvenienti.
La malaria non viene segnalata nell’altipiano in cui si trovano le Regioni di Mbeya e di Njombe; al contrario vanno prese le precauzioni del caso quando si dovessero programmare spostamenti all’interno del Paese (ad esempio visite nella zona della costa o sulle Isole).
EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.
CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org
CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:
Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.
In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.
FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:
La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.
La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).
FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:
La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto.
Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:
-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;
-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;
-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.
Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo
| MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI |
| Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Aspetti storici e culturali, la mission, la rete di relazioni sul territorio Approfondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativo, le attività di kick off e di networking, gli stakeholder.L’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi e i progetti in corso di realizzazione Compiti e funzioni dell’Ente, l’organizzazione del lavoro, delle attività e dei servizi, progetti in corso di realizzazione, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU |
| Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento.Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari.Modalità di fruizione dei servizi e di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione del progettoL’apporto degli operatori volontari nella relazione con le persone con disabilità e in stato di fragilità (minori, disabili, donne) L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività previste dal progetto nei centri diurni, di riabilitazione, nelle scuole, presso le comunità e sul campo Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari |
| Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore di minori anche con disabilità, e persone in stato di vulnerabilità Le strutture e i servizi rivolti alle persone con disabilitàAnalisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità in relazione a percorsi di accoglienza e presa in carico dei destinatari: inclusione sociale, scolastica e lavorativa; socializzazioneLa creazione e gestione di percorsi di inserimento scolastico, professionale e lavorativoStrumenti e metodi di intervento per l’integrazione, l’inclusione sociale, la mediazione socialeLe attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatariLa gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezzaInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari |
| Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) Tecniche e metodologia del lavoro con minori, adolescenti e adulti con disabilità Caratteristiche degli interventi individualizzati, di gruppo, laboratorialiPersonalizzazione del percorso di presa in caricoMetodologie e strumenti di progettazione, attuazione monitoraggio e valutazione degli interventiStrumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto del progetto personalizzato sugli obiettivi di vita della personaFondamenti di relazione d’aiuto, riabilitazione e supporto psicologico a famiglie con minori disabili a caricoLa CBR: riabilitazione su base comunitaria Il lavoro di équipe e in team in relazione con gli utenti delle aree di interventoInterventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio.Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari |
| Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. -Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezione; Organizzazione della prevenzione aziendale; Diritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendali; Organi di vigilanza, controllo e assistenza. Ed in particolare: -La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassi -I rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progetto -La sicurezza come processo di miglioramento continuo -I principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione) -Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali -Percezione del rischio e propensione al rischio -Le ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischio -La gestione delle emergenze e delle criticità |
ELEMENTI ESSENZIALI DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:
TITOLO PROGRAMMA “2026In rete con l’Africa per l’inclusione delle persone fragili”
OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:
Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti
Obiettivo 10 Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni
AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA:
Sostegno, inclusione e partecipazione delle persone fragili nella vita sociale e culturale del Paese
Selezione
Come indicato nel Bando all’articolo 6 relativamente alle procedure selettive: La pubblicazione del calendario ha valore di notifica della convocazione a tutti gli effetti di legge e il candidato che, pur avendo inoltrato la domanda, non si presenti al colloquio nei giorni stabiliti, senza giustificato motivo, sarà da considerarsi escluso dalla selezione per non aver completato la relativa procedura.
Pubblichiamo gli appuntamenti per i colloqui di selezione:
Graduatoria
Pubblichiamo le graduatorie dei progetti per i quali si sono svolte le selezioni.
LE GRADUATORIE VERRANNO PERIODICAMENTE E PROGRESSIVAMENTE AGGIORNATE
Accanto a ciascun progetto è indicata una delle seguenti diciture:
- Non Pubblicato: le graduatorie ancora non sono state pubblicate
- In Progress: le graduatorie sono pubblicate solo per alcune sedi, se il link non è ancora attivo lo sarà nei prossimi giorni
- Completo: le graduatorie di tutte le sedi del progetto sono state pubblicate
ATTENZIONE: Come previsto dalle disposizioni del Dipartimento, le graduatorie sono pubblicate in versione anonimizzata con il riferimento del numero di protocollo della candidatura che sostituisce il nome e cognome del candidato/a.
Tale codice numerico è indicato in alto a sinistra sulla domanda di partecipazione al Bando
Titolo programma:
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Settore:Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani
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Area:Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi.