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PROTEZIONE AMBIENTALE E SVILUPPO COMUNITARIO IN PORTOGALLO 2026

Progetto

Informiamo tutti i candidati che le selezioni si svolgeranno esclusivamente in presenza, senza eccezioni

Avvio previsto: 18 settembre 2026

SETTORE E AREA DI INTERVENTO:

Settore: G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani all’estero.

Area di intervento: Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi  

Il presente progetto intende sviluppare azioni di protezione ambientale e sviluppo locale, per valorizzare il patrimonio naturale e rendere più dinamiche le aree rurali, spesso spopolate o in abbandono, stimolando la partecipazione civica delle comunità che abitano i territori portoghesi di intervento.

Il progetto è inserito all’interno del programma “2026 Comunità resilienti nella penisola iberica”, che mira a promuovere processi di resilienza nelle comunità attraverso una serie di azioni sinergiche e complementari in grado di agire su problematiche di ordine ambientale, sociale e educativo.

DURATA DEL PROGETTO: 12 mesi

CONTESTO SPECIFICO DEL PROGETTO E PRESENTAZIONE ENTI DI ACCOGLIENZA:

NORDEST TRASMONTANO       

L’area del Nordest Trasmontano si caratterizza per un paesaggio molto vario, con zone di montagna e altopiano sfruttate per l’agricoltura. Con la meccanizzazione e contestualmente con il declino della pratica agricola anche la popolazione di questi territori si è molto ridotta, tanti sono emigrati lasciando i campi incolti a trasformare il paesaggio e questi fenomeni stanno deprimendo il contesto. Ora ci sono piccoli appezzamenti coltivati a cereali, olivi, vigneti e orti in una logica di agricoltura di sussistenza. Questo abbandono ha prodotto un impoverimento a livello ecologico con la diminuzione della biodiversità della fauna della regione, nonostante quest’area del Paese sia attraversata dal Parco Naturale del Douro Internazionale.

Il distretto di Bragança è l’ultima frontiera del Portogallo prima di approdare in terra spagnola e il fiume Douro ne costituisce la caratteristica geografica più importante, marcando il confine del distretto lungo tutta la frontiera meridionale e la maggior parte di quella orientale. La città di Bragança, capoluogo del distretto, era l’antica capitale della regione di Trás-os-Montes.

Le aree del distretto interessate dal progetto sono quelle dei comuni di Miranda e Vimioso.

  • Miranda do Douro

Questo comune sorge alla sorgente del fiume Douro e si trova esattamente sul confine spagnolo. Per questa particolare posizione la popolazione locale parla il mirandês, una lingua asturiano-leonese, seconda lingua ufficiale del Paese. Intorno a Miranda ci sono piccoli villaggi di contadini che vivono di pastorizia e di coltivazione dell’ulivo.

Il paesino di Atenor (sede dell’associazione partner AEPGA) è la frazione più a sud, abitata da poche decine di persone, la gran parte con età superiore ai 50 anni, che praticano una agricoltura di sussistenza di piccola scala. Atenor dista 25 km da Vimioso, 30 km da Miranda do Douro, e 22 Km da Caçarelhos.

  • Vimioso

Il comune di Vimioso è attraversato dalle profonde valli dei fiumi Angueira, Maçãs e Sabor. Nel secolo XX ha subito dei profondi flussi migratori verso il Brasile e la Francia, con un conseguente invecchiamento pronunciato della popolazione. Attualmente conta 4.176 abitanti (dati 2023).

Il paesino di Uva (sede dell’associazione partner Palombar) ha due frazioni, Mora e Vila Chã da Ribeira, e conta poche decine di abitanti principalmente anziani che continuano la loro lenta vita rurale. È chiamato anche “il paese delle antiche piccionaie”, che connotano questo territorio rappresentando un patrimonio architettonico rurale unico.

ALENTEJO

Con una densità di abitanti tra le più basse d’Europa, è la regione del Portogallo con maggior superficie e quella di gran lunga meno abitata: la sua superficie è di 31.152 km² (33% del Portogallo continentale) e la popolazione nel 2001 era di 766.339 abitanti (8% del Portogallo continentale). Si caratterizza per l’estensione e la varietà del suo paesaggio: dalla costa marittima all’entroterra di grandi latifondi, dai vigneti ai sughereti, dai monumenti megalitici alle testimonianze del passato romano. È considerata una delle zone più autentiche del paese e vanta un ricco patrimonio storico fra cui quello della città-museo di Évora, che dal 1986 è Patrimonio dell’umanità UNESCO. Nel distretto di Évora si trova l’area interessata dal progetto: il comune di Montemor-o-Novo.

  • Montemor-o-Novo

È il settimo concelho (comune) con la maggiore estensione del Portogallo, per un totale di 1.232 km², e il secondo dell’Alentejo Centrale. L’economia si basa principalmente sulla produzione di carne, di cui è il principale produttore del Paese. Il municipio è noto per la varietà di paesaggi tra la parte settentrionale, dove predominano laghi e bacini artificiali, e quella meridionale, che presenta una straordinaria abbondanza di vegetazione possibile solo grazie ai corsi d’acqua e alle fonti sotterranee esistenti. Il paesaggio è profondamente caratterizzato dai sughereti, formati solo da querce da sughero o con la presenza di querce d’altro tipo, tra cui esemplari adulti di diverse varietà di rovere, poco comuni altrove. L’importanza del sughereto nella socioeconomia è innegabile, con aziende di trasformazione e prodotti derivati da questo tipo di bosco, come la produzione di legna, il miele, la cacciagione o l’artigianato. Recentemente l’attività turistica, associata al patrimonio e ai prodotti dei sughereti, si è più sviluppata. In quest’area la biodiversità è elevata, data la presenza di varie specie di fauna e flora d’interesse. Montemor-o-Novo possiede un patrimonio ricco e molto ampio, essendo da millenni un luogo d’incontro e testimonianza di culture.

SERRA DEL BUSSACO

La Serra del Bussaco è una catena montuosa del Portogallo continentale, con altitudine fino a 549m. I Carmelitani Scalzi vi costruirono anche il Convento di Santa Cruz do Bussaco, destinato ad ospitare questo ordine monastico esistito tra il 1628 e il 1834, considerata l’estinzione degli ordini religiosi in Portogallo. La foresta che ancora oggi esiste in quell’area fu piantata dai Carmelitani nella prima metà del XVII secolo.

  • Mata Nacional do Bussaco

La foresta nazionale del Bussaco, considerata un’area protetta, possiede specie vegetali provenienti da tutto il mondo, alcune di dimensioni gigantesche. Amministrativamente, appartiene alla frazione di Luso, nel comune di Mealhada e distretto di Aveiro (regione Centro) situandosi nell’estremo nordovest della Serra do Bussaco, a 40 km dalla costa Atlantica. La sua posizione geografica le conferisce un microclima molto particolare, con temperature miti, alte precipitazioni e frequenti nebbie mattutine, che favoriscono l’insorgere di una grande biodiversità. Di conseguenza, sui versanti esposti a sud risalta una vegetazione tipicamente mediterranea e sui versanti più a nord una vegetazione con piante caducifoglie, caratteristica del clima temperato.

La foresta fornisce cibo e rifugio a più di cento specie vertebrate, alcune di grande valore per la conservazione, quali specie protette o esclusive del territorio iberico. Attualmente occupa circa 105 ettari e vanta una delle migliori collezioni dendrologiche d’Europa, con circa 250 specie di alberi e arbusti fra cui esemplari notevoli, rappresentando una delle più ricche foreste nazionali per patrimonio naturale, architettonico e culturale.

I territori rurali portoghesi di intervento si caratterizzano per i seguenti aspetti critici:

  • rischio di perdita della biodiversità
  • desertificazione, erosione, frequenza di incendi forestali
  • invecchiamento della popolazione e spopolamento
  • mancanza di offerta socio-culturale, isolamento sociale
  • scarsa differenziazione economica (focalizzazione nel settore primario)
  • mancanza di opportunità di impiego, in particolare per i giovani
  • emigrazione della popolazione giovanile (fuga verso le zone urbane in cerca di opportunità)

Questi luoghi, tendenzialmente isolati e in abbandono ma ricchissimi in termini ambientali e culturali, necessitano di azioni in raccordo tra loro in grado di:

  • preservare la biodiversità 
  • favorire la gestione sostenibile del paesaggio
  • promuovere la trasmissione dei saperi e delle tradizioni della cultura locale
  • recuperare il patrimonio rurale
  • implementare la partecipazione comunitaria e civica
  • promuovere il dialogo intergenerazionale
  • rivitalizzare e dinamizzare le comunità rurali
  • incentivare e qualificare l’offerta turistica
  • sostenere e potenziare l’occupabilità dei giovani
  • potenziare le opportunità di permanenza nei territori rurali

ENTI DI ACCOGLIENZA E ENTI PARTNER ESTERO

AEPGA (Associazione per lo studio e la protezione della razza asinina) nasce nel 2001 per la ricerca, difesa e valorizzazione di una razza d’asino locale, il burro de Miranda, non solo in quanto patrimonio genetico ma anche come patrimonio naturale e culturale che attraversa le tradizioni dell’altipiano trasmontano. La razza venne dichiarata in via di estinzione perciò con l’obiettivo di invertire la tendenza si avviò un programma di riproduzione e miglioramento che per essere efficace doveva basarsi sulla creazione di nuovi usi per l’animale, più aderenti alla realtà contemporanea, e sulla riscoperta di quelli tradizionali. L’asino viene quindi valorizzato contemporaneamente nella dimensione biologica ed ecologica, ma anche sociale e culturale.

A partire da questa prima esperienza l’associazione ha in seguito allargato le sue attività alla protezione ambientale e alla riscoperta delle tradizioni popolari locali intervenendo in tutto il Nordest Trasmontano, in particolare nel Planalto Mirandês (municipi di Miranda do Douro, Vimioso e Mogadouro), che è la zona di diffusione della razza asinina di Miranda. Si organizzano pertanto iniziative di carattere ricreativo e comunitario (festival, eventi turistici, campi di lavoro, visite didattiche per e nelle scuole, azioni di sensibilizzazione attraverso i media e i social media), dando però sempre più maggiore peso alla componente (in)formativa, attraverso incentivi alla ricerca e all’attivazione di corsi e seminari per la sensibilizzazione su vari temi ambientali.

L’associazione attualmente gestisce 3 centri di accoglienza per asini locali (Centro de Valorização do Burro de Miranda, Centro de Acolhimento do Burro, Centro de Atividades Lúdico-Pedagógica) oltre a offrire appoggio e consulenza agli allevatori di tutto il Portogallo, con un lavoro dal forte impatto sociale e comunitario, visto che la popolazione è in rapido e forte invecchiamento.

I centri sono organizzati in ricoveri tipo stalle comuni, spazi dove gli asini restano liberi per quasi tutta la giornata e zona di addestramento, area per le visite turistica. In queste aree vengono svolte attività di assistenza agli asini quali nutrirli, monitorare il loro stato di salute, supportare i veterinari negli interventi di medicamento, dare supporto nelle visite ai contadini per la cura degli asini e altri animali domestici.

PALOMBAR (Associazione di Preservazione della natura e del patrimonio rurale) è un’associazione senza finalità di lucro nata nel 2000 che ha come principali obiettivi la conservazione dell’ecosistema agricolo e faunistico del nordest trasmontano, così come dell’edificazione e delle relative tecniche di costruzione tradizionali. In particolare Palombar nacque quando il Parco nazionale PNDI avviò un programma di recupero delle piccionaie (in portoghese “pombais”), costruzioni tipiche del paesaggio rurale molto diffuse nella zona di Miranda do Douro, identificando oltre 3.450 edifici.

La torre colombaia è una costruzione tipica del paesaggio rurale fin dal medioevo, legata in particolare ai regimi feudali, che si servivano dell’allevamento dei colombi per diversi scopi, fra i quali l’agricoltura e in particolare la concimazione dei terreni, la caccia, l’alimentazione o per fini di protezione. Inoltre la torre è strutturata in modo da raccogliere anche gli escrementi prodotti dai colombi, sostanze utilizzate come fertilizzante naturale del terreno in quanto ricche di colombina, un ottimo concime a base di azoto di origine animale, utilizzato anche nella concia delle pelli. Per dare continuità a questo progetto il PNDI incentivò alcuni proprietari di colombaie a creare un’associazione che potesse gestire le oltre 60 colombaie recuperate tra quelle identificate.

L’obiettivo principale è quello di ristabilire un equilibrio tra quanto creato dall’uomo e dalla natura: le colombe, riparate e protette, diventano cibo per i rapaci della zona (ve ne sono di unici, ad esempio l’aquila reale e l’aquila di Bonelli) favorendo il ripopolamento di queste specie.

Palombar quindi, a partire dall’esperienza di catalogazione e manutenzione delle colombaie tradizionali ne ha completamente convertito l’utilizzo e ha poi progressivamente allargato il suo campo d’azione, operando per la protezione e il censimento di rettili, anfibi, rapaci e mammiferi (anche tramite il fototrappolaggio), la prevenzione di incendi, la riforestazione, il monitoraggio della flora locale, il recupero dei sistemi di costruzione dell’architettura tradizionale, e l’organizzazione di corsi di formazione e campi di lavoro.

L’associazione organizza eventi periodici (stagionali) e ricorrenti quali workshop di architettura tradizionale e sostenibile e di tecniche di costruzione in pietra, calce e terra, di falegnameria e lavorazione del ferro battuto, raccolta e conservazione di semi. Organizza campi di lavoro giovanili internazionali nel periodo estivo nei quali si realizzano attività di ricostruzione di colombaie tradizionali, costruzione di muretti a secco in pietra, recupero di antiche costruzioni comunitarie e attività di archeologia.

Attraverso l’operato di AEPGA e PALOMBAR, le cui azioni sono a volte interconnesse, nel territorio del distretto di Bragança il CESC Project collabora indirettamente anche con una rete di partner, che offrono il loro contributo al progetto nella realizzazione delle attività di educazione ambientale, dei corsi formativi e dei workshop, dei campi di lavoro internazionale e dei Festival e eventi tradizionali:

– le scuole municipali di Vinhais, Mogadouro e Miranda do Douro per le attività di educazione ambientale

– l’Istituto Politecnico di Bragança, l’Università di Trás-os-Montes e Alto Douro (UTAD) e la Scuola Universitaria Vasco da Gama per la realizzazione di workshop e seminari

– la Società Portoghese per lo Studio degli Uccelli, l’Associazione Nazionale di Allevatori della Razza Asnal Zamorano-Leonesa (ASZAL) e l’Associazione “Transumância e Natureza” (ATN) per i progetti di cura del patrimonio faunistico e ambientale

– la Direzione Generale di Agricoltura e Veterinaria (DGAV) e la Direzione Generale di Cultura del Nord (DGCN);

– l’Associazione “Associartecine” e l’Associazione Culturale e Sportiva di Atenor per la realizzazione dei Festival e degli eventi culturali annuali sul territorio

– le Camere Municipali di Miranda do Douro, Vimioso, Mogadouro, Alfandega da Fé, Sendim e Atenor che patrocinano gli eventi.

MARCA ADL (Associazione di Sviluppo Locale) è una organizzazione senza scopo di lucro a cui è riconosciuto lo status di ENGO-organizzazione non governativa nel campo dell’ambiente. La sua mission è la promozione dello sviluppo socio-economico di regioni rurali in un’ottica di sostenibilità con particolare attenzione all’ambito sociale, culturale, di preservazione dell’ambiente e di promozione del patrimonio naturale e architettonico. Gli obiettivi dell’azione dell’organizzazione, che opera nello specifico nel municipio di Montemor-o-Novo, sono: contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio e della comunità rinforzando le risorse locali, attraverso la cura del patrimonio culturale e naturale; incoraggiare la partecipazione delle persone a differenti livelli del processo di sviluppo, con speciale attenzione ai più giovani e agli adulti con difficoltà di integrazione nel mercato del lavoro, rinforzando la partecipazione civica; rivitalizzare le attività tradizionali per uno sviluppo della sfera socio-economica locale e dell’occupazione. Il target delle azioni svolte dall’organizzazioni è la comunità locale, i giovani e gli adulti in generale e in particolare i disoccupati e le associazioni locali. I progetti più rilevanti realizzati dall’associazione si sono realizzati nelle seguenti aree: Giovani e volontariato, Inclusione sociale e sviluppo comunitario, Ambiente, Educazione e Conservazione della natura, Turismo e promozione di prodotti locali.

I progetti più rilevanti dell’associazione si sono realizzati nelle seguenti aree:

-Giovani e volontariato, con progetti di formazione e volontariato di corto e medio periodo nell’ambito del programma europeo ERASMUS+ e Corpi Europei di Solidarietà; Intercambi giovanili e campi di lavoro internazionali; come Punto EURODESK presso il proprio ufficio, fornendo informazioni e orientamento sulle opportunità e le iniziative europee di mobilità organizzazioni e giovani interessati

-Inclusione sociale e sviluppo comunitario, con azioni di integrazione di persone a rischio di esclusione sociale e in formazione professionale nei contesti di lavoro; progetti per la sensibilizzazione sul tema dell’impiego per tutti, specialmente per le persone con disabilità; sviluppo di interventi e azioni di sensibilizzazione in spazi pubblici, in particolare aree verdi urbane; attività di promozione della cittadinanza attiva con bambini e ragazzi

-Ambiente, Educazione e Conservazione della natura, con attività di rigenerazione degli ecosistemi mediterranei; gestione di un vivaio di specie native e produzione di specie della flora nativa (includendo tutto il ciclo naturale); coordinamento di una equipe di educazione ambientale – Centro di Conservazione degli Ecosistemi Mediterranei, attività di educazione ambientale su diversi temi di attualità; promozione di attività di volontariato ambientale e team building per le imprese; pormazione ambientale per enti pubblici e privati

Turismo e promozione di prodotti locali, con attività intergenerazionali di recupero dei saperi tradizionali e delle risorse locali; progetto Saídas de Mestre, volto allo sviluppo di nuovi approcci creativi alla promozione del turismo nel municipio, mettendo in relazione i mestieri tradizionali e l’estetica contemporanea in collaborazione con enti locali: cesteria, design naturale, ceramica, bambole di pezza.

MARCA ADL in particolare contribuisce alla realizzazione delle attività del progetto mettendo a disposizione lo spazio operativo del Centro di Conservazione degli Ecosistemi Mediterranei (CCEM). Il CCEM include una infrastruttura di piante native, un vivaio, che produce la promozione e la vendita di piante, azioni di restauro degli ecosistemi naturali, controllo delle specie invasive, costruzione di giardini sostenibili (attraverso l’uso di piante native con minori esigenze idriche) e sviluppa programmi e attività di educazione ambientale con la comunità, i giovani e le imprese, includendo il volontariato ambientale di breve e media durata. Il vivaio, creato nel 2015 nell’ambito del progetto europeo LIFE-LINES, produce circa 150 specie di piante native erbacee, arbusti e alberi, incluse specie produttrici di frutti e erbe aromatiche, utilizzabili in opere di conservazione della natura di habitat come la macchia mediterranea, i boschi di querce, o quelli caratteristici dei corsi fluviali del sud del paese, giardini a bassa manutenzione e urbani, infrastrutture verdi urbane.

PLANTAR UMA ARVORE

L’idea iniziale dell’associazione è nata nel 2009 da un gruppo di persone che ha sentito la necessità di contribuire alla protezione ambientale a livello locale partendo dal parco forestale di Monsanto (Lisbona). Hanno iniziato nella giornata di celebrazione della Foresta Autoctona con un evento di piantumazione che ha portato alla nascita di 1000 nuovi alberi. Le azioni dell’associazione, che dal 2012 si è formalmente costituita per professionalizzare il lavoro svolto, sono incentrate sul volontariato dei giovani europei per l’adattamento ai cambiamenti climatici e si ispirano ai valori della cittadinanza europea come promotori di sviluppo e innovazione, nei settori della conservazione della natura, del ripristino delle aree naturali e dell’empowerment delle comunità.

Plantar uma arvore mira a coinvolgere i giovani e la comunità in opere concrete di protezione ambientale, includendo un’ampia gamma di attività pratiche, con l’obiettivo di ripristinare aree ecologiche degradate attraverso la restituzione di foreste autoctone, consentendo ai giovani di essere coinvolti in azioni che mirano a: aumentare la consapevolezza socio-ambientale; migliorare la partecipazione inclusiva dei cittadini; sensibilizzare e formare le persone sul tema dei mutamenti climatici; promuovere il ripristino e la conservazione del patrimonio naturale; consentire alle comunità di beneficiare dei servizi ecosistemici; affrontare i cambiamenti climatici e riconoscere il pieno diritto ad un ambiente sano come base di tutti i diritti umani. L’associazione attua nel territorio della Foresta Nazionale di Bussaco (comune di Mealhada, distretto di Aveiro) e in quello del Parco Naturale di Sintra-Cascais (comune di Sintra, distretto di Lisbona) e le attività variano in base all’epoca dell’anno: durante l’inverno essendo epoca di piantumazione si opera maggiormente in tutte le attività utili in  tal senso mentre nel resto dell’anno e in particolare nel periodo estivo le azioni sono dedicate anche all’organizzazione di svariate iniziative di volontariato ambientale aperte alla comunità.

PLANTAR UMA ARVORE in particolare contribuisce alla realizzazione delle attività del progetto mettendo a disposizione la sede operativa dell’associazione nel territorio di Mata do Bussaco e le competenze specifiche della sua equipe nell’ambito della protezione ambientale, del volontariato e della cittadinanza europea, collaborando strettamente con la Fondazione Mata do Bussaco, con il Parco Ecologico di Funchal e con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Aveiro.

OBIETTIVO DEL PROGETTO:

Promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori rurali attraverso la protezione dell’ambiente, la valorizzazione del patrimonio socio-culturale e l’attivazione di comunità.

Obiettivi specifici:

  • promuovere la conservazione delle risorse naturali in raccordo allo sviluppo socioeconomico, come strategia per uno sviluppo sostenibile delle aree rurali;
  • recuperare e preservare le tradizioni culturali, salvaguardando e divulgando il patrimonio rurale e promuovendo l’incontro intergenerazionale per riscattare tradizioni, memoria e identità;
  • incentivare la partecipazione civica e l’inclusione sociale, contribuendo al miglioramento della qualità della vita delle comunità in particolare a livello di fragilità sociali come l’isolamento sociodemografico

RUOLO ED ATTIVITÁ DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

L’articolato complesso di attività degli enti partecipanti ha reso opportuno prevedere sia attività condivise e trasversali in sedi diverse, che complementari e specifiche per ciascuna sede.

In entrambi i casi dette attività sono poste in essere per un più efficace contributo al raggiungimento dell’obiettivo di progetto.

Tutte le attività degli operatori volontari si possono svolgere in presenza ma è possibile prevedere che una parte di esse siano realizzate, non nelle sedi di attuazione del progetto, ma “da remoto” attraverso adeguati strumenti in possesso dell’operatore volontario e/o forniti dall’ente. Questa modalità potrà essere attivata in situazioni di emergenza che non consentano l’operatività presso le sedi o per altre opportunità di servizio e il suo utilizzo non andrà mai oltre il 30% del totale delle ore di servizio in termini di monte ore.

Il lavoro di campo, da realizzarsi in tutto il territorio delle Province coinvolte, prevede uscite, visite e in alcuni casi sporadici pernottamenti presso le aree rurali sede delle attività di supporto alle comunità locali.

Di seguito sono riassunte le attività previste per gli operatori del servizio civile, in affiancamento al personale e ai volontari dell’ente.

Azione 1 PRINCIPALE Conservazione e rigenerazione ambientale

Sede di Atenor

Preservazione dell’asino di Miranda

  • sostegno agli asini (nutrizione; monitoraggio del loro stato di salute; interventi di medicamento e supporto alle cure veterinarie);
  • supporto nelle visite agli abitanti locali per la cura degli asini e altri animali tenuti in casa
  • gestione del libro genealogico della razza Asinina de Miranda e gestione del sostegno a distanza degli asini;
  • ricerca scientifica sopra i diversi aspetti legati all’asino (biologica, veterinaria, zootecnica, socioeconomica, culturale,) in un’ottica di massima interdisciplinarietà nel tentativo di recuperare questo patrimonio genetico, naturale e culturale unico;
  • visite di veterinari e maniscalchi dell’associazione agli asini dei centri e presso gli allevamenti degli allevatori della regione;
  • visite didattiche e guidate al pubblico nei 3 Centri;
  • passeggiate con gli asini e trekking someggiato;

Sede di UVA

Preservazione delle colombaie tradizionali, monitoraggio rapaci e fauna, riforestaizone

  • manutenzione periodica di circa 60 colombaie (rifornimento di grano e acqua)
  • avvistamento e monitoraggio uccelli (nel periodo estivo è prezioso anche come attività di prevenzione incendi)
  • monitoraggio della flora e fauna selvatica per il programma europeo LIFEPLAN
  • semina con metodo tradizionale dei campi gestiti dall’associazione per poi contribuire ad alimentare la fauna locale
  • riforestazione (piantagione di piante autoctone come querce, lecci, sugheri, ecc.)
  • censimento di rettili, anfibi e rapaci
  • fototrappolaggio (apporre camere professionali nei boschi per catturare immagini di mammiferi, tale attività prevede l’utilizzo di strumenti come il GPS)
  • manutenzione dei campi di alimentazione per rapaci necrofagi (come avvoltoi e grifoni) e delle unità di alimentazione artificiale per conigli e pernici – CAAN
  • restauro di strutture architettoniche tradizionali

Sede di Mata do Bussaco

Supporto preservazione foreste autoctone

  • identificazione e rimozione di specie esotiche associate al rischio di incendio e di degrado ecologico;
  • piantumazione;
  • identificazione della flora nativa per la conservazione e la raccolta di semi da produrre in vivaio;
  • riabilitazione ecologica delle foreste native attraverso la piantagione di specie autoctone, la diversificazione della flora esistente e la reintroduzione di specie localmente estinte;
  • monitoraggio degli esiti della piantumazione e della rigenerazione naturale autoctona;
  • riabilitazione ecologica delle foreste native attraverso la piantagione di specie autoctone, la diversificazione della flora esistente e la reintroduzione di specie localmente estinte;
  • ripristino di gallerie ripariali temporanee e torrentizie con particolare attenzione alla ritenzione del suolo e al ripristino della vegetazione ripariale;
  • attività di intervento forestale e percorsi interpretativi con i turisti;
  • manutenzione, ripristino e valorizzazione ecologica dei sentieri

Sede di Montemor-O-Novo

Manutenzione del CCEM: vivaio di piante autoctone, dove si producono piante per la vendita e si realizzano azioni di piantumazione e di controllo e contrasto alle specie invasive

  • coltivazione di sementi e gestione della serra (preparazione terreno, semina, coltivazione, raccolta, trasporto)
  • piantumazione
  • controllo e contrasto alle specie invasive
  • divulgazione e promozione sul territorio
  • gestione visite alla serra

Azione 2 SECONDARIA Promozione culturale e animazione territoriale

ATTIVITA’ COMUNI A TUTTE LE SEDI

Sostegno eventi tradizionali locali

  • Sostegno organizzazione di eventi tradizionali (feste tipiche del territorio e festival di ecologia, arti, musica e tradizioni popolari, che promuovono e divulgano la cultura rurale portoghese);
  • collaborazione alla gestione della sensibilizzazione attraverso i media e i social media
  • aiutare nell’accoglienza e nella gestione dei partecipanti
  • collaborazione alla realizzazione degli eventi

Supporto eventi e attività di animazione territoriale comunitaria

  • Supporto e promozione di eventi e attività di animazione territoriale e comunitaria: ad es. attività di birdwatching e passeggiate naturalistiche aperte alla comunità, progetti fotografici, cicli di presentazione di documentari, rappresentazione di spettacoli teatrali con particolare attenzione al tema dell‘ecologia, fiere di prodotti locali
  • collaborazione alla sensibilizzazione attraverso i media e i social media
  • contribuire alla registrazione dell’evento e alla raccolta del materiale prodotto (fotografie, filmati,…)

Azione 3 SECONDARIA Sensibilizzazione e Formazione

Sede di Montemor o Novo

Scambi di volontariato, sportello informativo e attività scuole

  • sostegno agli interventi nelle scuole
  • supporto alla realizzazione delle visite didattiche
  • supporto allo sportello nelle azioni di orientamento sulle opportunità e le iniziative europee di mobilità a organizzazioni e giovani interessati
  • collaborare alle sessioni informative nelle scuole locali

promozione e diffusione delle iniziative

Sedi di Uva e Atenor

Campi di lavoro internazionali

  • supporto all’organizzazione dei campi di lavoro
  • collaborazione alla promozione delle iniziative
  • tutoraggio peer to peer ai giovani che partecipano alle iniziative
  • provvedere alla programmazione e gestione dei nuovi percorsi didattici

Sede di Uva

Corsi di formazione e workshop

  • supporto all’organizzazione dei corsi di formazione
  • sensibilizzazione attraverso i media e i social media
  • accogliere i partecipanti all’avvio delle attività
  • aiutare i formatori nella gestione dell’aula
  • contribuire allaregistrazione dei corsi e alla raccolta del materiale prodotto (fotografie, filmati,…)

Sede di Mata do Bussaco

Iniziative di volontariato ambientale

  • supporto all’organizzazione delle giornate di volontariato
  • collaborazione alla promozione delle iniziative
  • accogliere i partecipanti all’avvio delle attività e monitorare l’andamento delle stesse
  • raccolta di materiale fotografico

SEDI DI SVOLGIMENTO

Sede di attuazione del progetto in Italia

Sede di attuazione del progetto in ItaliaIndirizzo sedeCodice sedeN. Volontari
CESC Project Via Giglioli RomaVia Enrico Giglioli 54 F – Roma21529312

Sedi di attuazione del progetto all’estero

Sede di attuazione del progetto all’esteroIndirizzoPaeseCodice SedeN. Volontari
CESC Project Montemor PortogalloRua Luís Camões 16, Montemor-o-Novo – EvoraPORTOGALLO1941612
CESC Project Mata do Bussaco Portogallo    Casa da feiteira snc, Mata Nacional do BussacoPORTOGALLO2288632
CESC Project Uva Portogallo      Antiga Escola Primaria De Uva, Uva – VimiosoPORTOGALLO1535254
CESC Project Atenor Portogallo      Largo Da Igreja, Atenor – Miranda do Douro     PORTOGALLO1535244

TOTALE POSTI DISPONIBILI, SERVIZI OFFERTI: 12 POSTI CON VITTO E ALLOGGIO

Gli operatori del servizio civile saranno ospitati in strutture gestite e organizzate in forma di comunità di convivenza, arredate nello stile e nelle caratteristiche delle abitazioni locali, vicine alle sedi di servizio. Il vitto verrà preparato in autonomia presso la sede di alloggio.

MESI DI PERMANENZA ALL’ESTERO, MODALITÀ E TEMPI DI EVENTUALI RIENTRI IN ITALIA DEGLI OPERATORI VOLONTARI

Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero.

Sono previsti due periodi di permanenza dei volontari nella sede del progetto in loco intervallati da un rientro in Italia necessario per la verifica della prima fase del progetto, per la programmazione della seconda e per realizzare le attività di sensibilizzazione in Italia previste dal progetto. Compatibilmente con la tempistica di avvio progetto la prima partenza è prevista entro il primo mese dall’inizio del progetto e il primo periodo di permanenza può variare dai 3 ai 6 mesi.

EVENTUALI PARTICOLARI CONDIZIONI ED OBBLIGHI DI SERVIZIO ED ASPETTI ORGANIZZATIVI:

Modalità e mezzi di comunicazione con la sede italiana

Tramite telefonia fissa e mobile, e-mail, Whatsapp e simili. Nelle sedi dei partner locali è presente la connessione ad internet.

Eventuali particolari condizioni ed obblighi degli operatori volontari

Per acquisire tutte le informazioni aggiornate e necessarie per compiere una valutazione adeguata e consapevole sulle caratteristiche del progetto per cui si sta presentando la propria candidatura, è importante prendere contatto con gli enti attuatori, soprattutto nel periodo di apertura del bando per la presentazione delle candidature, informandosi in ordine a:

– tempistiche previste per avvio del progetto, partenza verso il paese estero, rientro di verifica intermedio;

– condizioni di servizio presso la sede estera collegate alle disposizioni comportamentali e di sicurezza dei Regolamenti interni predisposti dall’Ente, in raccordo con le indicazioni contenute nel Piano sicurezza finalizzato alla salvaguardia dell’incolumità dei volontari e del personale impiegato nel progetto.

Le particolari condizioni ed obblighi richiesti per l’espletamento del servizio sono connessi anche a eventuali specifiche e saltuarie attività progettuali e di partenariato descritte quali: impiego nelle altre sedi previste dal progetto comprese quelle degli enti partner, pernottamenti per specifiche attività, missioni o trasferimenti in altro comune o regione, flessibilità oraria, impegno nei giorni festivi per eventi associativi e/o comunitari, attività da remoto.

Il servizio avrà una continuità per tutto il periodo del progetto ad esclusione dei giorni di chiusura delle sedi, in aggiunta alle festività riconosciute.

Nell’articolazione dell’orario di servizio di norma non è previsto il recupero di ore aggiuntive superiori a quelle giornaliere e settimanali previste. Nei casi eccezionali in cui questo dovesse verificarsi l’ente si attiverà per far “recuperare” le ore in più entro il mese successivo e senza che i giorni effettivi di permanenza presso la sede di servizio siano inferiori a quelli indicati in sede progettuale.

L’orario di servizio viene stabilito dall’Ente di accoglienza in relazione alla natura delle attività previste dal progetto. Il progetto è articolato in 5 giorni di servizio settimanali.

Nel pieno rispetto della normativa di riferimento, per una organizzazione ottimale del servizio, agli operatori volontari sono richieste le seguenti condizioni e disponibilità:

  • Disponibilità ad un periodo di circa 11 mesi di permanenza all’estero
  • Disposizione alla vita di comunità e alla condivisione e co-gestione dello spazio abitativo con gli altri volontari e operatori del servizio civile, alla preparazione comune dei pasti e alla pulizia degli ambienti personali
  • Abitare nelle strutture indicate dall’ente
  • Partecipare alle situazioni di vita comunitaria
  • Stile di vita essenziale
  • Flessibilità negli orari di servizio
  • Disponibilità a svolgere servizio nei giorni di sabato, domenica e festivi (garantendo i riposi settimanali e recuperi previsti dal regolamento)
  • Attitudine al lavoro d’equipe
  • Disponibilità a studiare individualmente la lingua portoghese qualora non la si conosca
  • Disponibilità a svolgere missioni anche in luoghi diversi dalla sede del servizio o fuori Regione
  • Disponibilità a seguire scrupolosamente le indicazioni dell’Ente in materia di prevenzione e sicurezza connesse alla partecipazione al progetto
  • Predisposizione alle attività con l’utenza
  • Comportamento educato e rispettoso nei confronti dell’utenza e del contesto di svolgimento del servizio
  • Sottoscrizione e rispetto delle norme e indicazioni contenute nel Piano di sicurezza Paese
  • Sottoscrizione e rispetto degli eventuali Regolamenti interni predisposti dall’Ente
  • Comunicazione ai responsabili di qualsiasi tipo di spostamento dalla sede, oltre quelli programmati o previsti nelle attività di progetto
  • Particolare attenzione alla riservatezza riguardo le informazioni riguardante gli utenti di cui si dovesse venire a conoscenza nel contesto di servizio
  • Disponibilità a svolgere la formazione generale e/o specifica, in modalità residenziale o FAD, anche in momenti non coincidenti (sia in termini di fasce orarie di impegno che di giorni di servizio) con quanto previsto dal piano di servizio ordinario. Dette modifiche rispetteranno comunque il numero di giorni e di ore di servizio totali e la fascia oraria massima consentita per lo svolgimento del servizio civile stesso cioè dalle ore 6.00 alle ore 23.00. Nelle giornate di formazione le ore eventualmente svolte in più rispetto alla media saranno recuperate nell’arco del servizio: questa fattispecie si applica anche nei casi in cui la formazione generale e specifica siano di tipo residenziale.
  • Disponibilità, se in possesso di patente B, a porsi alla guida di automezzi appartenenti e/o a disposizione dell’ente di assegnazione, di sua proprietà o di terzi, per l’attuazione degli interventi previsti dal progetto e a rispettare l’automezzo utilizzato e il programma delle attività, gli orari e i percorsi senza nessun onere dei costi (benzina, parcheggi,…) o richieste di eventuali danni causati al mezzo utilizzato durante lo svolgimento del servizio.
  • Rientro in Italia negli ultimi giorni di servizio e partecipazione alla valutazione finale del progetto.

Come previsto dal contratto di servizio civile la partecipazione alla formazione generale e obbligatoria e pertanto non sarà possibile prendere permessi durante quelle giornate.

La formazione, generale e specifica, potrà essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e/o asincrona (su piattaforma e-learning).

L’erogazione online avverrà previa verifica dell’ente della disponibilità da parte degli operatori volontari dell’adeguata strumentazione, per intervenire di conseguenza in caso di mancanza della stessa.

Particolari condizioni di disagio per gli operatori volontari

Gli operatori volontari dovranno saper sopportare l’isolamento dettato dalle particolari caratteristiche dei territori dove sono ubicate le sedi e dalla scarsità dei mezzi pubblici per gli spostamenti nel tempo libero, adattandosi agli aspetti che connotano questi territori rurali abitati in massima parte da una popolazione tendenzialmente anziana e con una dimensione comunitaria molto ristretta e raccolta. Queste caratteristiche dei contesti di servizio risultano particolarmente evidenti e marcate nel periodo autunnale e soprattutto invernale per il clima rigido, mentre nei restanti mesi dell’anno si trovano più facilmente opportunità e occasioni di socializzazione a livello più ampio, anche grazie agli eventi che si svolgono in diverse località dei territori di intervento.

Non sono state riscontrate significative situazioni di disagio per gli operatori volontari ulteriori a quelle descritte. Dal presente progetto di servizio civile potranno imparare molto ma dovranno essere consapevoli di affiancare, a seconda delle specificità delle sedi di progetto, il lavoro di veterinari, biologi, agricoltori, allevatori, operatori di campo e di svolgere anche attività molto pratiche e manuali, che spesso si realizzano all’aria aperta.

CARATTERISTICHE COMPETENZE ACQUISIBILI:

Le competenze acquisite dagli operatori volontari attraverso lo svolgimento delle suddette attività verranno attestate utilizzando un “attestato specifico” rilasciato e sottoscritto da ente terzo ASSOCIAZIONE PROFESSIONALE DI BUSNELLI SALVI anche denominata “Aliante studio di formazione e consulenza” C.F. 09413931008, soggetto giuridico privato, diverso dall’ente proponente e dall’ente attuatore del progetto, che, da statuto, si occupa di attività di valutazione o di bilancio delle competenze e  attività ad esse riconducibili quali la formazione, l’orientamento formativo, l’orientamento professionale, l’incontro domanda-offerta di lavoro, anche a titolo non esclusivo. L’attestato sarà anche sottoscritto dal CESC Project (ente titolare proponente il progetto) e dall’ente di accoglienza e verrà rilasciato agli operatori ai volontari che completano il periodo del SCU o che ne abbiano svolto almeno il 75%. Detto attestato spetta, altresì, a coloro che hanno svolto un periodo di servizio civile pari ad almeno il 50% dei mesi complessivamente previsti e lo stesso sia stato interrotto dall’operatore volontario per documentati motivi di salute o per cause imprevedibili non a lui imputabili.

In caso di svolgimento di un periodo di servizio civile inferiore alle soglie sopra descritte e allorquando il volontario abbia svolto i moduli di formazione generale e il modulo di formazione specifica relativo alla sicurezza ai sensi del d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81 e s.m.i., l’ente, su richiesta dell’operatore volontario, attesterà il solo svolgimento della formazione stessa, senza rilasciare attestato o certificazione.

EVENTUALI REQUISITI RICHIESTI: No.

CRITERI DI SELEZIONE: I criteri di selezionesono pubblicati sul sito www.cescproject.org

FORMAZIONE GENERALE DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 31 ore che saranno svolte in unica tranche, entro la prima metà del periodo di realizzazione del progetto.

La formazione generale può essere erogata anche nella forma on line per una percentuale del 50% delle ore previste, in modalità sincrona e asincrona (senza che la formazione asincrona superi il 30% delle ore totali previste in modalità on line).

FORMAZIONE SPECIFICA DEGLI OPERATORI VOLONTARI:

La durata della formazione sarà di 72 ore di cui il 70% delle ore saranno svolte entro e non oltre 90 giorni dall’avvio del progetto, il restante 30% delle ore entro e non oltre 270 giorni dall’avvio del progetto. L’attività in presenza costituirà almeno il 70% della modalità utilizzata e il resto delle ore potrà essere erogato in modalità FAD indistintamente in forma sincrona o asincrona.

Proponendo il progetto, inoltre, si aderisce alle disposizioni sperimentali e transitorie in base a cui potrà essere svolta la formazione a distanza (FAD) in modalità totalmente asincrona, per le seguenti casistiche:

-per le azioni di recupero della formazione in caso di assenze giustificate con un numero non superiore a 3 OV per sede;

-per le azioni di recupero della formazione in favore di tutti i subentranti che oggettivamente non abbiano potuto partecipare alla formazione rispetto alla tempistica di subentro in relazione al calendario degli appuntamenti formativi;

-per l’erogazione del solo modulo di formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego di operatori volontari di servizio civile universale.

Moduli della formazione e loro contenuti con l’indicazione della durata di ciascun modulo

MODULI FORMATIVI E CONTENUTI FORMATIVI
Modulo 1: Presentazione dell’Ente: organizzazione e funzionamento (8h) Presentazione delle caratteristiche dei territori, della comunità, dei partner localiAspetti storici, socio- culturali, economici delle zone rurali in Portogallo e SpagnaApprofondimento degli strumenti e delle attività di avvio progetto: l’equipe multidisciplinare, le modalità di coordinamento, lo staff operativeLa rete di relazioni nei territori Compiti e funzioni dell’Ente, la rete di collaborazioni e enti partner di progetto SCU
Modulo 2: Il ruolo e le competenze dell’Operatore volontario nella sede di servizio e nel progetto (20h) Presentazione dei ruoli, comprensione del proprio lavoro e individuazione delle priorità di intervento. Gestione delle relazioni interpersonali con colleghi, utenti e destinatari. Modalità di utilizzo degli spazi e degli strumenti a disposizione delle attività specifiche in ambito di protezione ambientale e qualificazione degli spazi comunitari nelle sedi L’apporto degli operatori volontari nella relazione con le comunità locali, l’incontro intergenerazionale, le attività di animazione comunitaria L’apporto degli operatori volontari nella realizzazione delle attività di protezione ambientale Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 3: Conoscenza dell’utenza e/o destinatari: caratteristiche generali e aspetti specifici (20h) Gli interventi a favore di piccole comunità rurali Le attività di protezione ambientale Analisi dei bisogni, le risorse interne e le criticità negli interventi di sviluppo locale comunitario Strumenti e metodi di intervento per l’integrazione e l’inclusione sociale Le attività di sensibilizzazione e coinvolgimento con gli utenti e/o dei destinatari La gestione delle informazioni sull’utenza ed elementi normativi su privacy e riservatezza Eventuale altro specifico del progetto Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 4: Tecniche, metodi e strumenti specifici dell’intervento con contadini, donne e popolazioni originarie (20h) L’intervento di sviluppo ambientale e comunitario: metodologie ed esperienze. Caratteristiche dell’animazione comunitaria territoriale Metodologie di intervento intergenerazionale Multifunzionalità dell’animatore di sviluppo locale e territoriale Strumenti di progettazione, attuazione, monitoraggio e valutazione degli interventi Strumenti di valutazione per misurare l’efficacia e l’impatto degli interventi Interventi formativi di precisazione e attualizzazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni formativi espressi dagli operatori volontari nel corso dello svolgimento del servizio. Interventi formativi di adeguamento e/o integrazione dei contenuti del modulo a seguito dei bisogni emersi da nuove esigenze espresso dall’utenza e/o dai destinatari
Modulo 5: Formazione e informazione sui rischi connessi all’impiego dei volontari in progetti di servizio civile (4 h) anche in forma asincrona. Concetti di: rischio, danno, prevenzione, protezioneOrganizzazione della prevenzione aziendaleDiritti, doveri e sanzioni dei vari soggetti aziendaliOrgani di vigilanza, controllo e assistenza Ed in particolare: La normativa in Italia sulla sicurezza (D.Lgs 81/2008): ruoli, funzioni, prassiI rischi generici comuni connessi a tutte le attività di progettoLa sicurezza come processo di miglioramento continuoI principali rischi presenti nelle attività di progetto (rischi tipici di settore/dimensione)Elementi di valutazione dei comportamenti: fattori ambientali e fattori individuali Percezione del rischio e propensione al rischioLe ricadute applicative e organizzative della valutazione del rischioLa gestione delle emergenze e delle criticità

TITOLO DEL PROGRAMMA DI INTERVENTO CUI FA CAPO IL PROGETTO:

 “2026 Comunità resilienti nella penisola iberica”

OBIETTIVI AGENDA 2030 DELLE NAZIONI UNITE:

Obiettivo 4 Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e un’opportunità di apprendimento per tutti

Obiettivo 15 Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

AMBITO DI AZIONE DEL PROGRAMMA: Crescita della resilienza delle comunità


Selezione

Come indicato nel Bando all’articolo 6 relativamente alle procedure selettive: La pubblicazione del calendario ha valore di notifica della convocazione a tutti gli effetti di legge e il candidato che, pur avendo inoltrato la domanda, non si presenti al colloquio nei giorni stabiliti, senza giustificato motivo, sarà da considerarsi escluso dalla selezione per non aver completato la relativa procedura.

Pubblichiamo gli appuntamenti per i colloqui di selezione:


Graduatoria

Pubblichiamo le graduatorie dei progetti per i quali si sono svolte le selezioni.

LE GRADUATORIE VERRANNO PERIODICAMENTE E PROGRESSIVAMENTE AGGIORNATE

Accanto a ciascun progetto è indicata una delle seguenti diciture:

  1. Non Pubblicato: le graduatorie ancora non sono state pubblicate
  2. In Progress: le graduatorie sono pubblicate solo per alcune sedi, se il link non è ancora attivo lo sarà nei prossimi giorni
  3. Completo: le graduatorie di tutte le sedi del progetto sono state pubblicate 

ATTENZIONE: Come previsto dalle disposizioni del Dipartimento, le graduatorie sono pubblicate in versione anonimizzata con il riferimento del numero di protocollo della candidatura che sostituisce il nome e cognome del candidato/a.

Tale codice numerico è indicato in alto a sinistra sulla domanda di partecipazione al Bando

Titolo programma:

2026 COMUNITÀ RESILIENTI NELLA PENISOLA IBERICA
  • Settore:
    G-Promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata; promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all’estero e sostegno alle comunità di italiani all’estero.
  • Area:
    Cooperazione allo sviluppo, anche con riferimento alla promozione della democrazia partecipativa e ai settori dell’assistenza, del patrimonio culturale, dell’ambiente e dell’aiuto umanitario alle popolazioni vittime di catastrofi

Sportello telefonico Infobando

Dal lunedì al venerdì – 9.30-13:00 / 14:00-17.00
Telefono e Whatsapp: 3516881486